Censimento della popolazione

Da schedefontidati.istat.it.


Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

Il censimento è una rilevazione totale della popolazione, delle abitazioni, delle imprese (o di altri importanti unità di rilevazione) di un paese o di una regione in un determinato momento nel tempo.

Il livello di dettaglio che caratterizza le informazioni desunte dalle rilevazioni censuarie non è deducibile da altri tipi di indagine e costituisce un supporto alle decisioni di ogni livello di governo (Stato, Regione, Provincia, Comune), ma anche delle imprese e delle associazioni di categoria, che utilizzano i dati censuari per programmare in modo ragionato, per pianificare attività e progetti, per offrire servizi ai cittadini italiani e stranieri che vivono in Italia, e per monitorare politiche e interventi sul territorio. I censimenti rappresentano, quindi, un momento conoscitivo indispensabile in quanto costituiscono un patrimonio informativo di fondamentale importanza per la collettività, un bene pubblico utile a tutti per valutare, programmare, decidere 1.

Obiettivo principale del Censimento della popolazione è quello di rilevare, per ciascun comune, l’insieme delle persone dimoranti abitualmente. La popolazione censita come dimorante abitualmente, ossia residente nel territorio del Comune, costituisce la popolazione legale.

I dati acquisiti permettono di classificare la popolazione per età, stato civile, cittadinanza, grado di istruzione e formazione, condizione professionale, attività lavorativa. Consentono, inoltre, la diffusione di informazioni sulle tipologie familiari, la dimora abituale precedente la data della rilevazione, la mobilità giornaliera per motivi di studio o di lavoro.

Gli approcci adottati dai diversi paesi per condurre i censimenti sono vari e cambiano nel tempo; il ruolo e l’utilizzo dei censimenti si sono evoluti per adattarsi ai cambiamenti che investono la società, per rispondere alle nuove esigenze di utilizzatori e rispondenti, per incrementare l’efficienza delle rilevazioni censuarie a beneficio dell’intero sistema statistico.

I censimenti della popolazione e delle abitazioni del 2010/2011 sono stati i primi normati da un Regolamento dell’Unione Europea, il 763 del 2008 2, che nasce dall’esigenza di assicurare maggiore qualità e comparabilità dei dati prodotti nei diversi paesi ed è volto a garantire l’uniformità dell’output delle rilevazioni censuarie, indipendentemente dalle tecniche di rilevazione e dai metodi utilizzati.

Infatti, coerentemente con quanto delineato nelle Raccomandazioni UNECE del 2006 3, il Regolamento Quadro 763 del 2008, che costituisce la cornice legislativa di base, segue un approccio basato sull’armonizzazione dell’output, piuttosto che dei metodi e delle tecniche di rilevazione, lasciando agli Stati membri la scelta della metodologia purché sia garantito il raggiungimento degli standard di qualità richiesti.

Al fine di garantire la tempestività nella diffusione dei dati censuari, il Regolamento Quadro 763/2008 ha imposto a tutti gli Stati membri la trasmissione dei dati ad Eurostat entro 27 mesi dalla fine dell’anno di effettuazione della rilevazione (31 marzo 2014).

Successivamente al Regolamento Quadro sono stati emanati tre Regolamenti di attuazione: uno relativo alle specifiche tecniche e alle classificazioni delle variabili obbligatorie (core topics) 4, uno relativo al piano di diffusione dei dati e dei metadati 5 e uno dedicato alle misure per valutare la qualità delle informazioni censuarie prodotte (Quality Report) 6.

Contenuti

I contenuti informativi del censimento vengono definiti sulla base dei Regolamenti dell’Unione europea che forniscono l’elenco dei core topics (variabili che gli Stati membri sono obbligati a inserire nel piano di rilevazione), le classificazioni e il piano di diffusione dei dati e dei metadati, delle Raccomandazioni Internazionali dell’UNECE (a cui si ispirano i Regolamenti e che garantiscano l’armonizzazione dei contenuti censuari anche a livello extraeuropeo), del fabbisogno informativo nazionale e dell'esigenza di garantire la continuità di alcune serie storiche.

In occasione dell’ultimo Censimento generale della popolazione e delle abitazioni (9 ottobre 2011) per le persone residenti in famiglia sono stati predisposti due modelli di rilevazione, uno in versione ridotta con pochi quesiti volti a rilevare le principali variabili demografiche e socio-economiche, e uno in versione completa contenente, oltre ai quesiti della versione ridotta, tutte le altre variabili previste nel piano di rilevazione. Le variabili inserite sia nei questionari in versione ridotta che in quelli in versione completa sono state rilevate in maniera esaustiva su tutta la popolazione italiana; le variabili contenute solo nei questionari in versione completa sono state rilevate su tutte le famiglie residenti nei comuni con meno di 20.000 abitanti e su un campione (33%) di famiglie residenti nei comuni al di sopra di tale soglia demografica e nei capoluoghi di provincia. I Fogli di famiglia, sia quelli in versione ridotta che quelli in versione completa, erano articolati in due Sezioni e due Liste:

  • la Lista A (elenco delle persone della famiglia, contenente le informazioni necessarie al confronto censimento/anagrafe)
  • la Lista B (elenco delle persone temporaneamente presenti nell’alloggio alla data del censimento)
  • la Sezione I 7, con quesiti sul tipo di alloggio, sulle caratteristiche dell’abitazione (proprietà, superficie, stanze, servizi, impianto di climatizzazione) e della famiglia (titolo di godimento, disponibilità di automobili e posto auto, telefono fisso e cellulare, connessione ad internet)
  • la Sezione II, con 2 o 6 Fogli individuali (a seconda dell’ampiezza della famiglia) per la rilevazione delle caratteristiche dei singoli componenti della famiglia.

Ciascun Foglio individuale era suddiviso in 8 aree tematiche 8: Notizie anagrafiche (con quesiti sulla relazione di parentela, il sesso, data e luogo di nascita), Stato civile e matrimonio, Cittadinanza (con approfondimenti relativi alla cittadinanza italiana acquisita, allo stato estero di cittadinanza precedente, al luogo di nascita dei genitori), Presenza e dimora precedente (1 anno e 5 anni prima la data del Censimento), Istruzione e Formazione (quesiti sul titolo di studio più elevato conseguito, eventualmente conseguito all’estero, iscrizione a un corso regolare di studi, frequenza di asilo nido e scuola materna per i più piccoli, frequenza di corsi di formazione professionale), Condizione professionale o non professionale (variabili utili per la definizione delle Forze Lavoro e delle Non Forze Lavoro e approfondimenti sul lavoro svolto – posizione nella professione, contratti a tempo determinato/indeterminato, tempo pieno/parziale, attività lavorativa, settore di attività economica, ore di lavoro), Luogo di studio o di lavoro (con quesiti sugli spostamenti pendolari per motivi di studio o lavoro, l’ora di uscita da casa, il mezzo utilizzato e il tempo impiegato. Chiudeva il Foglio individuale una batteria di quattro quesiti (senza obbligo di risposta), rivolti alla popolazione di 6 anni o più, sulle difficoltà nelle attività della vita quotidiana (nel vedere, sentire, camminare, ricordare).

Sono stati inoltre predisposti modelli ad hoc per la rilevazione delle convivenze e per gli edifici. Per le persone abitualmente dimoranti in convivenza sono state rilevate le stesse variabili delle persone abitualmente dimoranti in famiglia (ad eccezione della “relazione di parentela con l'intestatario del foglio di famiglia”, sostituita dal “motivo di permanenza nella convivenza").

Output informativo

Il 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni (Legge 30 luglio 2010, n.122, art.50) è il primo che si è svolto secondo un quadro di armonizzazione stabilito dal Regolamento (CE) n. 763/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio seguito da tre Regolamenti di attuazione tra cui il 519/2010 che definisce il piano di diffusione dei dati e dei metadati.

In un’ottica di standardizzazione dell’output censuario, il Regolamento di attuazione della Commissione n.519/2010, avente per oggetto il programma di diffusione dei dati e i metadati, fornisce l’elenco degli incroci che, a vari dettagli territoriali (dal nazionale al comunale) e a diversi livelli classificatori, gli Stati membri devono validare e trasmettere ad Eurostat.

Il piano di diffusione predisposto da Eurostat non corrisponde al piano di diffusione nazionale; infatti, gli ipercubi elencati nel Regolamento n.519/2010 differiscono dagli incroci che caratterizzano il piano di diffusione italiano in termini di

  • informazioni (il numero di variabili richieste dalla UE è inferiore a quello previsto nel piano di rilevazione del Censimento italiano),
  • classificazioni/definizioni (in alcuni casi Eurostat adotta classificazioni/definizioni diverse rispetto a quelle tradizionalmente utilizzate nel nostro Paese, adottate per ragioni di continuità informativa),
  • dettagli classificatori,
  • livello territoriale.

Di conseguenza, sono stati predisposti due piani di diffusione distinti: uno derivante dai Regolamenti della UE, l’altro contenente tutte le variabili contemplate dal piano di rilevazione italiano, con incroci che garantiscono la continuità di alcune serie storiche, la diffusione di informazioni su fenomeni di interesse nazionale (ad esempio la mobilità a livello comunale) o indagati per la prima volta in Italia in occasione del censimento (ad esempio le difficoltà nelle attività della vita quotidiana, variabile non core ma raccomandata dall’UNECE).

Sia nel piano di diffusione europeo che in quello italiano, gli ipercubi sono stati raggruppati nelle seguenti aree tematiche:

  1. Numero di famiglie e di convivenze, numero di componenti
  2. Variabili anagrafiche, presenza e dimora 9, popolazione in famiglia e popolazione in convivenza, tipo di famiglia, tipo di nucleo e tipo di convivenza
  3. Alloggi ed edifici e famiglie (sezione I)
  4. Istruzione e formazione
  5. Condizione professionale e lavoro
  6. Pendolarismo
  7. Difficoltà nelle attività della vita quotidiana

Ogni area tematica può contenere variabili di riferimento del blocco precedente.

All’interno di ciascun blocco tematico gli ipercubi sono declinati in funzione del livello territoriale (ripartizione, nazione, regione, provincia, comune, luogo di lavoro e località abitate) e dell’oggetto (popolazione, famiglie 10, alloggi ed edifici).

Il 31 marzo 2014 sono stati resi disponibili ad Eurostat 176 incroci obbligatori (principal marginal distributions), oltre 300 saranno diffusi attraverso il datawarehouse dell’Istituto (I.Stat) entro il 31 dicembre 2014 11. Gli incroci sono caratterizzati da dettagli territoriali, tematici e classificatori diversi. In generale, più fine è il livello territoriale di riferimento, minore è il dettaglio tematico (numero di variabili) o classificatorio. Proprio per questo, per alcune variabili sono state proposte fino a 3 classificazioni (low, medium, high) con un numero diverso di modalità gerarchicamente legate fra di loro.

Completano l’offerta informativa del Censimento alcune serie storie (popolazione residente di 65 anni e più, popolazione residente con meno di 6 anni, popolazione residente in famiglia, famiglie con 5 o più componenti, abitazioni occupate da persone residenti, eccetera) e indicatori su popolazione, istruzione, lavoro, eccetera.

Diffusione

I prodotti editoriali di diffusione sono stati:

  • Comunicati stampa per i primi risultati
  • Comunicati stampa per i dati di popolazione legale
  • Comunicati stampa sui dati diffusi il 23 dicembre 2013
  • Infografica sulla variazione della popolazione italiana tra il 1971 e il 2011 attraverso il confronto dei dati dei censimenti a livello nazionale e nelle principali città italiane
  • Infografica sui nuovi dati censuari diffusi il 23 dicembre 2013: come cambiano i numeri delle famiglie e delle abitazioni dal 2001 al 2011

Tutti questi materiali sono disponibili all'indirizzo internet http://www.istat.it/it/archivio/censimento+popolazione/pagina/1

Banche dati e siti tematici:

Principali siti internazionali che riportano dati o indicatori derivanti dall'indagine:

Processo e metodologie

Unità di rilevazione e unità di analisi

Le unità di rilevazione del Censimento della popolazione e delle abitazioni sono:

  • le famiglie (e i singoli componenti di ciascuna famiglia, ovvero le persone che hanno dimora abituale nell’alloggio);
  • le convivenze (e le singole persone che hanno dimora abituale nella convivenza);
  • le persone non dimoranti abitualmente ma temporaneamente presenti nell’alloggio o nella convivenza alla data del censimento;
  • le abitazioni;
  • gli altri tipi di alloggio occupati;
  • gli edifici.

La definizione di famiglia adottata ai fini del censimento è quella contenuta nel Regolamento Anagrafico (art. 4 del D.P.R. 223/1989). Per famiglia si intende quindi un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune (anche se non ancora iscritte nell’anagrafe della popolazione residente del Comune medesimo). Una famiglia può essere costituita anche da una sola persona. L’assente temporaneo non cessa di appartenere alla propria famiglia sia che si trovi presso altro alloggio (o convivenza) dello stesso Comune, sia che si trovi in un altro Comune o all’estero. Anche il concetto di convivenza è inteso in senso anagrafico. Per convivenza si intende cioè un insieme di persone che, senza essere legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità e simili, conducono vita in comune per motivi religiosi, di cura, di assistenza, militari, di pena e simili. Le persone temporaneamente assenti dalla convivenza non cessano di appartenere ad essa, sia che si trovino presso un altro alloggio (o altra convivenza) dello stesso Comune, sia che si trovino fuori dal Comune.

Disegno campionario

Al fine di ridurre il fastidio statistico per i rispondenti, semplificare la risposta spontanea da parte delle famiglie e ridurre i costi di stampa dei questionari si è deciso di adottare una strategia di rilevazione campionaria di una parte delle informazioni censuarie nei centri abitati dei comuni con almeno 20.000 abitanti o capoluogo di provincia. Più precisamente, nei suddetti comuni, è stata estratta dalla lista anagrafica una quota pari a un terzo delle famiglie, alle quali è stato inviata una versione completa (long form) del questionario, inviando alle restanti famiglie una versione ridotta (short form) dello stesso. In questo modo nei comuni di maggiori dimensioni un sottoinsieme delle informazioni è stato rilevato ricorrendo ad un campione di famiglie selezionate dalla lista anagrafica al 1 gennaio 2011 con metodo di campionamento casuale semplice senza ripetizione.

Processo di controllo e correzione dei dati e metodi di stima

Acquisizione e codifica dei dati

Alle convivenze e alle famiglie non presenti nelle liste anagrafiche, ma rilevate grazie alle attività di recupero della sotto-copertura anagrafica, è stato chiesto di compilare un questionario di tipo long. L’acquisizione dei dati rilevati attraverso i questionari cartacei è stata effettuata tramite lettura ottica, ad eccezione dei questionari relativi alle convivenze, per i quali è stata effettuata la registrazione manuale. L’attività di lettura ottica è stata sottoposta a controllo campionario della qualità. Nei campi in cui le informazioni erano raccolte in formato testuale libero, si è proceduto alla codifica automatica delle variabili in modalità assistita da operatore manuale. Le attività di codifica sono state svolte dal concessionario dell’attività di lettura ottica dei questionari cartacei. Successive attività di controllo svolte in Istat sono state effettuate attraverso procedure automatiche di controllo basate su algoritmi per la codifica di variabili testuali e su controlli interattivi.

De-duplicazione

Al termine delle fase di acquisizione dei dati, è stata effettuata la ricerca ed eliminazione di eventuali duplicati, ovvero di individui che sono stati censiti in due o più luoghi diversi. L’identificazione è avvenuta mediante tecniche probabilistiche di record linkage attraverso i dati nominativi e anagrafici degli individui. L’intervento di de-duplicazione è stato effettuato eliminando uno dei due record mediante regole deterministiche privilegianti l’unità dei nuclei familiari rispetto alla residenza anagrafica degli individui.

Operazioni di controllo e correzione dei microdati

Dati mancanti su data di nascita, sesso e cittadinanza sono stati corretti mediante il corrispondente dato anagrafico. Per le restanti variabili, l'imputazione dei valori mancanti o incoerenti è stata effettuata con metodi probabilistici, data driven, deterministici o interattivi, tenendo conto anche delle regole di compatibilità tra i componenti della famiglia.

Metodi di stima e predisposizione di pesi campionari vincolati a totali noti

Le stime sono state prodotte mediante stimatori Horwitz-Tompson, determinando i pesi di riporto all’universo del campione di individui mediante procedure di ponderazione vincolata. I vincoli sono stati imposti in modo da rispettare circa 2000 totali riferiti a macrodati diffusi mediante il piano di pubblicazione nazionale e determinati sulla base dell’informazione raccolta sull’intera popolazione.

Validazione dei dati

L’attività di validazione dei dati è stata svolta per verificare che le operazioni di rilevazione, di acquisizione, di imputazione dei microdati e di riponderazione del campione per il rispetto di totali noti non rendessero i macrodati incongruenti con fonti esterne note. A questo scopo sono state condotte due attività di validazione dei dati. Le attività svolte nella prima fase di validazione, finalizzate al controllo della copertura del censimento, si sono basate sia sul confronto micro e macro con i dati delle anagrafi comunali, sia sull’analisi delle distribuzioni di alcuni indicatori di processo raccolti mediante SGR (Sistema di Gestione della Rilevazione). Ispezioni sulle attività svolte dagli Uffici Comunali di Censimento sono state condotte al fine di verificare, ed eventualmente ricondurre alla norma, i casi di differenze anomale tra i dati anagrafici e i dati censuari. Una seconda fase di validazione è stata finalizzata a garantire l’accuratezza dei dati prodotti ed è consistita nel confronto tra un insieme selezionato di macrodati censuari calcolati a differenti livelli territoriali e le corrispondenti quantità ottenute a partire da altre fonti di carattere sia amministrativo che statistico. Discrepanze significative osservate tra le fonti hanno permesso di individuare e correggere errori sistematici nelle procedure di imputazione e correzione, nonché la necessità di rivedere il sistema di totali noti adottato per la determinazione dei pesi finali di riporto dei dati campionari alla popolazione universo.

Indicatori di qualità

Il monitoraggio del processo è garantito da una serie di attività finalizzate alla tempestiva identificazione degli errori in modo da porre in atto le appropriate operazioni di correzione volte a riportare sotto controllo il sistema.

Monitoraggio della rilevazione sul campo

L’attività di rilevazione sul campo si è avvalsa di un sistema informativo web di gestione e monitoraggio (SGR – Sistema di Gestione della Rilevazione), mediante il quale sono state tracciate la spedizione dei questionari alle famiglie, la restituzione dei questionari compilati dalle famiglie distinti per modalità di ritorno (compilazione web, consegna presso gli uffici postali o i Centri Comunali di Raccolta) e i dati sui tentativi di contatto e i questionari recuperati dai rilevatori comunali.

Valutazione dell’errore di copertura

Il censimento 2011 della popolazione e delle abitazioni è stato valutato in termini di copertura degli individui residenti in famiglia mediante l’indagine post censuaria di copertura. La PES (Post Enumeration Survey) ha avuto come obiettivo principale la stima del numero di individui abitualmente dimoranti sul territorio italiano alla data del censimento (9 ottobre 2011) e del tasso di copertura, definito come rapporto tra il numero di individui rilevato al Censimento (depurato delle convivenze) e il numero di individui "realmente" dimoranti.

Il disegno di campionamento è a due stadi con stratificazione delle unità primarie (252 comuni suddivisi in AR e NAR) e delle unità secondarie (circa 2.500 sezioni di censimento). La PES ha rilevato circa 329.000 individui eleggibili; all'indagine sono seguiti un'accurata fase di Record Linkage e l’applicazione di un complesso modello di stima (Dual System dell’approccio ONS). I dati della PES saranno utilizzati anche per valutare la varianza semplice di risposta relativa alle principali variabili incluse nel questionario di rilevazione del censimento.

Altri indicatori di qualità

A corredo dei dati diffusi tramite Census Hub Eurostat sono stati calcolati indicatori di qualità riferiti alle seguenti componenti del profilo dell’errore dei dati sugli individui a livello nazionale e regionale:

  • Tasso di sovra e sotto copertura;
  • Tasso di imputazione per singola variabile e per l’intero record;
  • Grado di coerenza delle tabelle multiple rispetto al calcolo di marginali comuni quando parte delle variabili sono rilevate mediante campione;
  • Coefficienti di variazione per le variabili rilevate a campione.

Storia

La concezione moderna di censimento della popolazione come rilevazione esaustiva di tutta la popolazione e delle sue caratteristiche, finalizzata a produrre un quadro generale relativo alla situazione demografica, sociale ed economica di un paese (e, attraverso il confronto con i censimenti passati, alla sua evoluzione nel tempo), emerse lentamente nei secoli XVII e XVIII. Inventari della popolazione venivano effettuati anche in precedenza (il termine censimento compare nella lingua italiana nel 1749, ma deriva dal latino censere che significa valutare, apprezzare), ma metodi e obiettivi di queste rilevazioni erano profondamente diversi da quelli dei moderni censimenti, soprattutto per il fatto che questi primi inventari venivano effettuati al fine di controllare particolari categorie di individui, ad esempio per identificare i potenziali contribuenti fiscali o per individuare le potenziali reclute per il servizio militare. Poiché si trattava di finalità non gradite alla popolazione, le rilevazioni premoderne tendevano a non essere accurate a causa dell’evasione o della distorsione delle informazioni da parte degli individui interessati. Una seconda differenza riguarda il fatto che queste prime rilevazioni non cercavano di rilevare tutta la popolazione ma solo particolari categorie quali, ad esempio, i capofamiglia o gli uomini in età di leva. La storia dei censimenti moderni è legata a tre sviluppi paralleli:

  • la nascita e la diffusione graduale dell’idea di rilevazioni riguardanti l’intero paese per scopi scientifici e di governo;
  • il miglioramento della macchina amministrativa e delle tecniche e dell’accuratezza della rilevazione (incluse le salvaguardie legali rispetto alla confidenzialità delle informazioni fornite dai rispondenti);
  • l’approfondimento e la sistematizzazione delle informazioni rilevate.

In Italia, il primo censimento generale della popolazione fu realizzato nel 1861 12. Dall’unificazione ad oggi sono state effettuate 15 rilevazioni censuarie: cinque nel periodo che va dall’Unità al 1911; tre nel periodo che va dalle origini al consolidamento del fascismo (dal 1921 al 1936); sette dalla proclamazione della Repubblica ai giorni nostri (1951-2011). I censimenti si sono svolti con cadenza decennale, ad eccezione del 1891, anno in cui il censimento non fu effettuato per difficoltà finanziarie, e del 1941, quando non fu effettuato per motivi bellici. Un’ulteriore eccezione è l’edizione del 1936: una riforma legislativa introdotta nel 1930 stabiliva una periodicità quinquennale; in realtà il censimento successivo fu effettuato solo 15 anni dopo 13. L’ultimo censimento, effettuato nel 2011, rappresenta la nona rilevazione condotta dall'Istat 14.

Per quanto riguarda le abitazioni, il primo censimento, abbinato a quello della popolazione, fu effettuato nel 1951; in precedenza alcune informazioni concernenti le abitazioni erano state rilevate nell'ambito dei censimenti della popolazione. Una particolare indagine sulle abitazioni fu attuata nel 1931 (7° censimento della popolazione) in 422 comuni (quelli capoluogo e quelli con più di 20 mila abitanti). Dal 1951 è proseguito l’abbinamento dei due censimenti, motivato sia dal contenimento dei costi che dalle sinergie tra dati raccolti. Nel 2001 e nel 2011, il censimento della popolazione e delle abitazioni ha raccolto anche le informazioni sullo stock di edifici, rilevandone le caratteristiche principali, quali la destinazione d’uso, l’epoca di costruzione, il numero di interni e il numero di piani. Nell'ultima tornata censuaria la rilevazione è avvenuta in due momenti successivi: nei primi mesi del 2011, nell'ambito della Rilevazione Numeri Civici (RNC), si è svolta nelle sezioni di centro abitato dei comuni con oltre 20.000 abitanti e/o capoluogo di provincia; nel resto del territorio nazionale la rilevazione è avvenuta ad ottobre, contestualmente al censimento della popolazione.

I censimenti hanno sempre costituito l’occasione per importanti innovazioni tecnologiche. Concentrando l’attenzione sulle ultime tornate censuarie, il censimento del 2001 è stato caratterizzato da considerevoli innovazioni di prodotto e di processo. Tra le prime, la già menzionata rilevazione delle informazioni sugli edifici e la rilevazione delle informazioni sui cittadini italiani per acquisizione. Tra le principali innovazioni di processo, sono da annoverare:

  • l’impiego della lettura ottica per l’acquisizione dei dati, che ha consentito di aumentare la qualità e standardizzare la fase di passaggio dal modello cartaceo al supporto informatico;
  • l’impiego di software di codifica automatica per le stringhe alfabetiche, che ha consentito di sollevare i comuni italiani da un’attività particolarmente onerosa sia in termini di tempo che di risorse umane, garantendo allo stesso tempo risultati più rapidi e qualitativamente più elevati;
  • la realizzazione di un “Sistema di produzione, validazione e diffusione dei dati” per gestire l’insieme delle operazioni di controllo, correzione e validazione dei dati, con un incremento della qualità dei dati prodotti;
  • la diffusione dei dati per aree tematiche (diversamente dalla tradizionale strategia di diffusione su base territoriale) attraverso il sito internet dell’Istat.

Queste innovazioni sono state inserite nel quadro della tradizionale strategia censuaria (in ambito internazionale definita convenzionale), caratterizzata dalla rilevazione esaustiva e simultanea dei dati, tramite questionario cartaceo autocompilato, consegnato e ritirato dai rilevatori.

Il Censimento del 2011 è stato caratterizzato da ulteriori innovazioni metodologiche e tecniche, che hanno profondamente rinnovato la strategia di rilevazione. La principale innovazione di metodo è stata l’utilizzo delle Liste Anagrafiche Comunali (LAC) per l’individuazione dei rispondenti. Inoltre, al fine di ridurre il numero di rilevatori necessario per le operazioni sul campo, la consegna del questionario è stata effettuata tramite posta, mentre la restituzione/compilazione poteva avvenire attraverso una pluralità di canali: compilazione web o consegna del questionario cartaceo presso uno qualsiasi dei 14.000 uffici postali presenti sul territorio italiano o presso uno dei Centri Comunali di Raccolta appositamente istituiti.

Il completamento della rilevazione, effettuato a cura degli UCC attraverso l’invio sul campo dei rilevatori, è stato supportato da liste ausiliarie (liste ricavate dall'incrocio di archivi amministrativi), al fine di individuare eventuali unità di rilevazione non presenti nelle liste anagrafiche.

Altra rilevante innovazione di metodo è costituita dalla rilevazione su base campionaria di una parte delle informazioni: al fine di ridurre il carico statistico complessivo sulle famiglie e produrre un risparmio sui costi della rilevazione, nei comuni di maggiori dimensioni demografiche le informazioni di carattere socio-economico sono state rilevate solo presso un campione di unità di rilevazione (circa il 33% delle famiglie).

L’adozione di una strategia complessa e differenziata quale quella del censimento 2011 è stata possibile grazie all’utilizzo di un Sistema informativo web di Gestione della Rilevazione (SGR) altamente integrato, utilizzato per la gestione di un flusso di lavoro che si svolgeva in fasi successive, coinvolgendo diversi attori e integrando diverse fonti di dati. Una delle sue funzioni ha consentito lo svolgimento delle operazioni di confronto censimento-anagrafe contestualmente alle operazioni di censimento. Questo ha reso immediatamente disponibili e valutabili da parte dell’Istituto gli esiti di tali operazioni 15.

Prospettive

L’esperienza sviluppata con la costruzione delle liste pre-censuarie nell'ambito del censimento del 2011 ha dimostrato le potenzialità di informazione e di contenimento dei costi proprie di un approccio basato sull'uso integrato di fonti amministrative e statistiche. Al fine però di soddisfare la domanda degli utenti di disporre in tempi brevi e con continuità di dati demografici e sociali ad elevato dettaglio territoriale, è necessario adottare una strategia che consenta di ovviare al principale svantaggio del censimento decennale, ovvero la rapida obsolescenza dei dati prodotti.

L’obiettivo della nuova strategia è quello di produrre dati censuari fruibili annualmente, contenendo i costi, il disturbo statistico sulle famiglie e l’impatto organizzativo sulla rete di rilevazione dei comuni. Pur non contemplando una rilevazione totale come nel censimento decennale, essa garantisce comunque una produzione di dati censuari capaci di soddisfare la domanda dell’utenza e il fabbisogno dovuto a regolamenti nazionali e internazionali con una frequenza maggiore del passato.

La strategia del censimento continuo italiano coniuga il ruolo chiave delle LAC con quello della rolling survey16. Le LAC costituiranno la base per il conteggio della popolazione e per la produzione dei principali dati demografici, ma verranno controllate sulla base dei risultati di un’indagine campionaria indipendente (C-sample).

La rilevazione C-Sample è svolta su circa un quinto dei comuni ogni anno al fine di verificare la distanza della popolazione risultante nelle anagrafi dalla realtà, attraverso l’invio di rilevatori sul territorio che verificano la dimora abituale della popolazione come fase di ricattura in un campionamento dual system, nel quale la cattura è rappresentata dalle Liste Anagrafiche Comunali (LAC). Con il Censimento permanente si realizza un sistema integrato di sorveglianza della qualità delle anagrafi che, attraverso la rilevazione a campione C-Sample, ha il compito specifico di tenere sotto controllo l’errore di copertura dei registri anagrafici e attivare annualmente operazioni di revisione anagrafica basate sul confronto tra le persone iscritte in anagrafe, quelle risultanti da ANVIS (Anagrafe virtuale costruita in Istat a fini statistici a partire dai dati censuari) e quelle provenienti da SIM (Sistema Integrato di Microdati), che raccoglie oltre 50 fonti distinte. L’obiettivo è quello di ridurre progressivamente anno dopo anno la distanza fra i conteggi di popolazione dei registri anagrafici rispetto a quelli delle statistiche demografiche correnti e censuarie fino a giungere alla scadenza decennale del 2021 con dati di qualità e coerenza massima, ovviando ad uno dei limiti principali del censimento tradizionale decennale che era proprio quello della divaricazione fra i conteggi delle popolazioni suddette.

All'indagine di controllo della copertura si affiancherà un’indagine campionaria mirata alla rilevazione dei dati socio-economici non contenuti nelle LAC (D-sample), al fine di fornire aggiornamenti più frequenti di quelli consentiti dal censimento decennale (e dunque dati più accurati). La rilevazione sarà distribuita su un ciclo continuo di 5 anni. Il guadagno di efficienza delle stime ottenuto cumulando i dati nel tempo renderà possibile produrre ciclicamente stime accurate a livelli diversi di dettaglio territoriale. La D-sample si caratterizza quindi come un “rolling sample”. Si considera un disegno che prevede l’estrazione di campioni di famiglie dell’intera popolazione, periodici e non sovrapposti. Il disegno di campionamento contempla ogni anno l’estrazione casuale, eventualmente con stratificazione, di un prefissato numero di famiglie dalle LAC di tutti i comuni italiani o dall'ANPR subordinatamente alla sua entrata in funzione. I campioni di anni successivi saranno coordinati in modo che una famiglia estratta nel campione dell’anno t non possa essere estratta per i successivi quattro anni. La dimensione del campione di famiglie annualmente estratte in ogni comune sarà determinata in modo da garantire l’efficienza delle stime ai diversi livelli territoriali.

Le stime saranno disponibili annualmente a tutti i livelli territoriali, fino al comune, con tempi di diffusione e livello di dettaglio tematico che potranno variare in relazione alla dimensione demografica dell’area di output. Queste saranno riferite all'anno di rilevazione per le aree di output di almeno 100.000 abitanti e saranno ottenute mediante il campione del medesimo anno. Per le aree di output tra 35.000 e 100.000 abitanti le stime saranno invece riferite all'anno centrale di un triennio e ottenute cumulando il campione sondato nel medesimo periodo. Infine, per le aree di output con meno di 35.000 abitanti le stime saranno riferite all'anno centrale di un quinquennio e ottenute cumulando il campione sondato nel medesimo periodo.

Un altro perno del censimento continuo è costituito dall'Archivio Nazionale Stradari e Civici (ANSC) che consente l’individuazione puntuale delle unità di rilevazione e la georeferenziazione delle informazioni prodotte.

Questa strategia, basata sull'uso combinato degli archivi amministrativi e di indagini campionarie continue (rolling surveys), consentirà di accrescere l’accuratezza e la rilevanza dei dati prodotti (grazie all'aumento della tempestività e della frequenza) e avrà un impatto organizzativo più compatibile, grazie alla dilazione nel tempo della rilevazione.

Classificazioni

Classificazione dei comuni

La classificazione dei comuni al 01.10.2011 è disponibile al link http://www.istat.it/it/archivio/6789.

Classificazione degli Stati Esteri

E’ stata predisposta una classificazione ad hoc per la rilevazione censuaria del 2011 che incorpora anche le indicazioni fornite nel Regolamento di attuazione della Commissione Europea n. 1201/2009 in relazione alle variabili “Stato estero di nascita” e “Stato estero di cittadinanza“.

Classificazione dei Titoli di Studio

E’ stata predisposta una classificazione ad hoc per la rilevazione censuaria del 2011 che, aggiornata sulla base delle modifiche intervenute nel Sistema di istruzione italiano nel periodo intercensuario, consente comunque un confronto con i dati del 2001.

Per la diffusione europea è stata utilizzata l’International Standard Classification of Education, ISCED 97.

Classificazione delle professioni

International Standard Classification of Occupation ISCO 08.

Classificazione delle Attività Economiche

NACE Rev.2 (pubblicata sull'Official Journal il 20 dicembre 2006 (Regolamento (CE) n.1893/2006 del PE e del Consiglio del 20/12/2006).

Riferimenti normativi

A livello nazionale l’art. 50 comma 2 del D.L. n. 78/2010, convertito con modificazioni in legge n.122/2010, ha indetto e finanziato i Censimenti generali del 2011 e stabilito che l’Istat organizzi le operazioni di censimento attraverso il Piano generale di censimento (PGC, Delibera Presidente Istat n.6 del 18 febbraio 2011).

Il PGC detta le linee di indirizzo in merito alla pianificazione, l’organizzazione e l’esecuzione delle operazioni relative al 15°Censimento generale della popolazione e delle abitazioni.

Apposite Circolari sono state emanate per regolare gli specifici aspetti operativi.

A livello europeo il Regolamento CE n. 763/2008 stabilisce norme comuni per la fornitura decennale di dati esaurienti sulla popolazione e sulle abitazioni.

Il Regolamento CE n. 1201/2009 stabilisce le specifiche tecniche delle variabili e delle loro classificazioni. .

Il Regolamento UE N. 519/2010 adotta il programma dei dati statistici e dei metadati.

Fonti complementari

Link

Riferimenti bibliografici

Note

  1. V.Egidi, A.Ferruzza (a cura di) Navigando tra le fonti demografiche e sociali, Istat 2009.
  2. Regulation (EC) No 763/2008 of the European Parliament and of the Council of 9 July 2008 on population and housing censuses, Official Journal L 218 , 13/08/2008 P. 0014 – 0020.
  3. United Nations Economic Commissions for Europe, Conference of European Statisticians Recommendations for the 2010 Censuses of Population and housing, Prepared in cooperation with Statistical Office of European Communities (Eurostat), United Nations New York and Geneva 2006.
  4. COMMISSION REGULATION (EC) No 1201/2009 of 30 November 2009 implementing Regulation (EC) No 763/2008 of the European Parliament and of the Council on population and housing censuses as regards the technical specifications of the topics and of their breakdowns.
  5. COMMISSION REGULATION (EU) No 519/2010 of 16 June 2010 adopting the programme of the statistical data and of the metadata for population and housing censuses provided for by Regulation (EC) No 763/2008 of the European Parliament and of the Council.
  6. COMMISSION REGULATION (EU) No 1151/2010 of 8 December 2010 implementing Regulation (EC) No 763/2008 of the European Parliament and of the Council on population and housing censuses, as regards the modalities and structure of the quality reports and the technical format for data transmission.
  7. Il modello in versione ridotta conteneva solo i quesiti relativi alla superficie dell’abitazione e al titolo di godimento; gli altri erano inseriti solo nel modello in forma completa.
  8. Questionario in versione completa (Long Form); i Fogli individuali del questionario in versione ridotta (short form) contenevano un sottoinsieme dei quesiti della versione completa.
  9. I dati si riferiscono alla popolazione residente.
  10. L’oggetto “famiglie” è dettagliato esclusivamente nel piano di diffusione italiano.
  11. Alcuni dati relativi al censimento della popolazione e delle abitazioni sono già stati diffusi. In particolare il 27 aprile 2012 sono stati diffusi i Primi Risultati, il 19 dicembre 2012 la Popolazione legale per ciascun comune italiano distribuita per sesso, età e cittadinanza (italiana/straniera), il 23 dicembre 2013 alcuni incroci relativi a popolazione, famiglie, stranieri e alloggi.
  12. Prima dell’Unità d’Italia i censimenti della popolazione venivano effettuati nell’ambito dei singoli Stati nei quali era suddiviso il territorio italiano, con sistemi di rilevazione diversi tra uno Stato e l’altro. Cfr. Gallo G. e Paluzzi E., "Le trasformazioni del censimento della popolazione in Italia: i cambiamenti della macchina organizzativa censuaria negli ultimi 150 anni" in Istat (2012), I censimenti nell'Italia unita.
  13. Nel 1944 il governo italiano accettò la proposta di eseguire una serie di censimenti e di indagini statistiche al fine di ricavare, nel più breve tempo possibile, “quadri statistici significativi, attendibili e sufficientemente completi sulla situazione economica, sociale e demografica delle province liberate e sulle condizioni di vita delle rispettive popolazioni”. Il censimento della popolazione fu eseguito solo nelle 38 Province che erano già passate sotto l’autorità del Governo italiano (sostanzialmente erano escluse le province a nord di Roma).
  14. I primi censimenti in Italia furono realizzati dalla Divisione di statistica generale esistente presso il Ministero dell’agricoltura.
  15. Per ulteriori dettagli sulle operazioni di confronto censimento-anagrafe, cfr.: http://www.istat.it/it/files/2012/12/scheda-confronto-censimento-anagrafe.pdf.
  16. Proposta da Leslie Kish (1990) come alternativa al censimento convenzionale, ai censimenti basati sui registri e alle indagini campionarie (e alla base delle strategie censuarie implementate in Francia e negli Stati Uniti), la rolling survey è un’indagine cumulativa continua, che copre l’intero territorio nell’arco di un periodo di tempo anche pluriennale, consentendo di produrre informazioni dettagliate per piccole aree con cadenza ridotta.

Scheda redatta da: Marco Fortini, Gerardo Gallo, Simona Mastroluca, Anna Pezone, Maria Picci, Giuseppe Sindoni, Donatella Zindato.