Indagine Condizione e integrazione sociale dei cittadini stranieri

Da schedefontidati.istat.it.

Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

L’integrazione delle popolazioni migranti è una sfida politica per gli Stati che costituisce una delle priorità dell’Unione Europea. La strategia Europa 2020 e il programma di Stoccolma, adottato nel 2009, riconoscono tutte le potenzialità dell'immigrazione ai fini di un'economia sostenibile e competitiva e individuano come chiaro obiettivo politico la reale integrazione degli immigrati regolari, sostenuta dal rispetto e dalla promozione dei diritti umani. In ambito Europeo l'integrazione è riconosciuta come motore dello sviluppo economico e della coesione sociale, affinché gli immigrati possano contribuire ulteriormente alla crescita economica e alla ricchezza culturale. I principi fondamentali comuni per la politica di integrazione degli immigrati nell'Unione europea, concordati dal Consiglio nel 2004 inquadrano l'integrazione come un processo dinamico e bilaterale di adeguamento reciproco degli immigrati e delle società ospiti. Nell’Agenda europea per l’integrazione dei cittadini dei paesi terzi, è richiamato il principio dell’integrazione il cui scopo è il dispiegamento del potenziale dell’immigrazione e del valore costituito dalla diversità. A seguito delle Dichiarazione di Saragozza, adottata nell’aprile del 2010, l’Eurostat ha condotto uno studio pilota per individuare un set di indicatori sull’integrazione degli immigrati che fossero comuni agli Stati Membri. Gli indicatori di Saragozza sono stati individuati a partire dalle statistiche sull’immigrazione, dai dati disponibili da indagini esistenti e armonizzate quali l’indagine sulla Forza Lavoro (EU- LFS) e Condizioni di vita (EU-SILC). Sul piano nazionale, gli indicatori comuni individuati a livello internazionale non appaiono sufficienti a cogliere i processi d’integrazione degli immigrati in una visione sistemica che tenga conto delle diverse dimensioni del fenomeno. Allo stesso modo le statistiche sulla presenza straniera di fonte amministrativa, prodotte dalla statistica ufficiale fin dagli anni ’90 e per lo più orientate a quantificare gli stranieri e a distinguerli in base alle loro caratteristiche sociodemografiche o a elementi strutturali di tipo oggettivo, non colgono numerosi aspetti delle condizioni di vita degli stranieri, la cui conoscenza appare invece necessaria per comprendere meglio i cambiamenti che stanno avvenendo nel paesaggio sociale italiano, derivanti da una presenza straniera sempre più massiccia e stabile sul territorio. La domanda informativa espressa da parte delle istituzioni, dei policy makers, del mondo accedemico e della società civile è sempre più ampia e variegata. Le esigenze informative per l’orientamento delle policy e l’individuazione di misure idonee a favorire l’integrazione degli stranieri in Italia necessitano di indicatori in grado di misurare ciò che gli immigrati esprimono in termini di comportamenti, stili di vita, modelli culturali, atteggiamenti, opinioni, bisogni e aspettative, in una visione sistemica del fenomeno migratorio. E’ in risposta a queste esigenze informative che nasce l’indagine “Condizione e integrazione sociale dei cittadini stranieri “ che per la prima volta, su base nazionale, esplora numerosi aspetti della vita degli individui, consentendo di costruire indicatori aggregati di integrazione su aspetti specifici del fenomeno, di approfondire tematiche che non è possibile trattare adeguatamente attraverso i dati di fonte amministrativa e di fare confronti con la popolazione nazionale, grazie a set di indicatori comuni ad altre indagini sociali.

Contenuti

Il patrimonio informativo dell’indagine è molto ampio. L’indagine esplora numerosi aspetti della vita degli immigrati e, più in generale, dei cittadini stranieri o con origini straniere residenti in Italia, attraverso numerose tappe del vissuto migratorio, dal momento in cui hanno lasciato il paese di origine, all’arrivo in Italia, fino ad approfondire numerosi aspetti della loro vita nel nostro Paese. A partire dalle informazioni raccolte è possibile costruire numerosi indicatori, semplici e complessi, in grado di descrivere le condizioni socio-economiche degli immigrati e il processo di integrazione nel nostro Paese. Oggetto della rilevazione è la popolazione straniera residente in Italia (individuata sul principio della cittadinanza), che costituisce quindi la popolazione di riferimento. Poiché nel processo di integrazione degli stranieri anche i cittadini con origini straniere sono un sottogruppo di interesse, l’indagine è stata rivolta anche alle persone naturalizzate (persone di cittadinanza straniera alla nascita che hanno acquisito la cittadinanza italiana) conviventi con i cittadini stranieri. Il questionario si compone di una Scheda generale e di dieci sezioni tematiche. A queste si aggiungono altre quattro sezioni con obiettivi specifici: chi risponde ai quesiti; notizie sulle persone coabitanti non familiari; informazioni a cura dell’intervistatore; codifiche in sospeso.

Sezione Scheda Generale

La “Scheda Generale” è la sezione che permette di individuare la composizione della famiglia di fatto, di ricostruirne la tipologia e la struttura. In questa sezione sono raccolte le principali informazioni socio-demografiche di tutti i componenti della famiglia, compresi gli assenti temporaneamente e gli italiani (dalla nascita) conviventi con i cittadini stranieri o di origine straniera. Alle informazioni sociodemografiche tradizionalmente presenti nelle indagini sociali su famiglie e individui (sesso, età, stato civile, relazione di parentela, ecc), si aggiungono, per ciascun componete delle famiglie campione informazioni sul Paese di nascita, la cittadinanza attuale (al momento dell’intervista), la cittadinanza alla nascita, elementi essenziali per la costruzione dei diversi sottogruppi di popolazione (target group). Combinando queste informazioni fra loro con altre presenti nel questionario è dunque possibile ricostruire con precisione specifici sottogruppi di popolazione come gli immigrati di prima generazione, le seconde generazioni e quelle intermedie, i nazionali italiani, ecc. Ciò rappresenta un valore aggiunto specifico per le analisi sulla popolazione straniera, superando i limiti talvolta imposti da altre fonti che spesso offrono la distinzione della popolazione esclusivamente in base al paese di nascita e/o alla cittadinanza.

Sezione Famiglia

La sezione approfondisce la struttura familiare e le caratteristiche sociali delle famiglie con stranieri. Particolare attenzione è rivolta alla conoscenza del ciclo di vita individuale e familiare, ai rapporti interni alla famiglia e alle reti di relazioni parentali, transnazionali e non. Nello specifico i principali contenuti della sezione sono:

• Storia delle unioni (numero e caratteristiche dei matrimoni, in corso e conclusi, scelta del coniuge, eventi di convivenza pre-matrimoniale)

• Figli (numero di figli conviventi e non, nati dentro e fuori il matrimonio). • Figli conviventi (chi si prende cura di loro quando non sono con i genitori o a scuola). • Figli non conviventi (numero di figli non conviventi, informazioni anagrafiche su di essi, tipologia e frequenza di contatto tra genitori e figli non conviventi, progetti di ricongiungimento). • Fecondità (intenzione di avere figli nei prossimi nei tre anni, nel futuro, numero di figli desiderati nell’arco della vita). • Genitori e coniuge non conviventi (paese di nascita, luogo in cui vivono, cittadinanza attuale, cittadinanza alla nascita; progetti di ricongiungimento) • Contatti con i parenti non conviventi (frequenza con cui gli stranieri sentono o vedono il padre, la madre, il coniuge; contatti con altri parenti che vivono in Italia o nello Stato di origine o in altri Stati esteri) • Ruoli di genere (opinioni espresse dalle donne con coniuge/partner presente in famiglia sulle attività svolte a casa e fuori casa, sulle decisioni prese in famiglia; opinioni relative ai rapporti tra uomini e donne).

Sezione Formazione

La sezione è dedicata ad acquisire notizie sul percorso formativo degli stranieri, con riferimento sia al vissuto all’estero che a quello in Italia. Fornisce, inoltre, informazioni sugli idiomi parlati da piccoli, sulle difficoltà avute in Italia nel riconoscimento del titolo di studio ottenuto all’estero, sull’abbandono scolastico e su eventuali episodi di discriminazione subiti a scuola o all’università. I principali contenuti della sezione sono: • Lingua madre (lingua parlata prima di andare a scuola, conoscenza parlata e scritta della lingua madre, eventuale conoscenza di altri idiomi in età pre-scolare) • Titolo di studio più alto conseguito e relativo percorso di studi (titolo di studio più alto ottenuto, conseguimento del titolo in Italia o all’estero, anno di conseguimento, numero di anni che ha studiato per ottenere il titolo di studio, numero di anni di studio necessari per ottenere il titolo di studio) • Riconoscimento in Italia del titolo di studio ottenuto all’estero (informazioni relative all’eventuale richiesta dell’intervistato del riconoscimento del titolo di studio in Italia, difficoltà incontrate e tipo di riconoscimento ottenuto) • Iscrizione e partecipazione scolastica in Italia (informazioni sull’eventuale iscrizione a una scuola o a un’università in Italia, tipo di scuola frequentata, impegno scolastico, eventuali aiuti ricevuti, risultati conseguiti) • Integrazione scolastica (partecipazione dei genitori agli incontri con gli insegnanti, nazionalità dei compagni di scuola, frequentazione dei compagni di scuola al di fuori dall’orario scolastico e idioma abitualmente utilizzato) • Abbandono scolastico (eventuale interruzione/abbandono di un ciclo di studi in Italia, tipologia del ciclo di studi interrotto, età al momento dell’interruzione degli studi, motivi dell’interruzione/abbandono degli studi) • Discriminazione e bullismo a scuola (eventuali episodi di discriminazione subiti per le proprie origini straniere in ambito scolastico, autori degli episodi di discriminazione, eventuali episodi di prepotenza o violenza subiti da coetanei) • Progetti scolastici lavorativi (intenzione a proseguire gli studi, tipo di lavoro che si vorrebbe fare da grandi) • Corsi di lingua e di formazione professionale (frequenza di corsi o lezioni di lingua italiana, di altre lingue, di formazione professionale: tipo di corso, argomento principale del corso, motivi per cui ha partecipato al corso, se il corso era gratuito o meno, soggetti che hanno organizzato il corso) • Titolo di studio del padre (se non convivente): titolo di studio più elevato

Sezione Percorso migratorio

Questa sezione è rivolta a fornire un quadro della storia migratoria dell’intervistato, ripercorrendo le principali tappe del percorso, dal momento in cui ha lasciato il Paese di origine fino all’arrivo in Italia, le difficoltà incontrate e le motivazioni che lo hanno spinto a migrare e a scegliere l’Italia. In particolar modo l’attenzione è rivolta ai seguenti aspetti: • Motivi della migrazione dallo Stato di origine (per i nati all’estero), Motivi di abbandono dell’Italia e di ritorno in Italia (per i nati in Italia), Motivo della scelta dell’Italia come destinazione della migrazione • Attuale soggiorno in Italia (anno e mese di inizio dell’attuale soggiorno; Stato di permanenza prima dell’arrivo/rientro in Italia; durata della permanenza: almeno 12 mesi o almeno 6 mesi; aiuti economici ed organizzativi ricevuti per arrivare in Italia; Stati attraversati e mezzi di trasporto utilizzati per arrivare in Italia; persone con cui è arrivato/a in Italia; visto d’ingresso; primo alloggio in Italia; progetti futuri e opinioni relativi alla permanenza in Italia). • Eventuali precedenti soggiorni in Italia (se prima dell’ultimo ingresso in Italia aveva già vissuto in Italia, anno e mese del primo ingresso/rientro in Italia; visto d’ingresso; anno e mese in cui si è concluso il primo soggiorno, se in questa occasione ricorda se ha vissuto in Italia per più o meno di 12 mesi) • Legami con lo Stato di origine (ogni quanto torna nello Stato di nascita, o nello Stato di cui ha la cittadinanza o nello Stato di cui si aveva la cittadinanza alla nascita. Vi sono formulazioni alternative a seconda del target group di appartenenza dell’intervistato) • Permessi di soggiorno (situazione attuale; da quale questura è stato rilasciato, tipo di permesso/carta di soggiorno; anno e modalità di rilascio attuale permesso/carta di soggiorno; eventuali altri permessi di soggiorno; primo permesso/carta di soggiorno; anno e modalità di rilascio del primo permesso/carta di soggiorno; eventuali periodi di irregolarità e se eventualmente lo ha avuto per sanatoria, se sì con quale o per decreto flussi, se sì con quale).

Sezione Storia lavorativa

La sezione ha l’obiettivo di ricostruire la storia lavorativa dell’intervistato prima e dopo l’ingresso in Italia, al fine di analizzarne il percorso lavorativo in termini di continuità/discontinuità e di criticità e difficoltà incontrate. La finalità non è quella di registrare tutte le esperienze lavorative della persona intervistata, ma di realizzare un’analisi retrospettiva di alcune tappe fondamentali della sua carriera lavorativa prima e dopo l’evento migratorio e, al contempo, di approfondire la situazione lavorativa attuale. Le informazioni raccolte permettono, inoltre, di comprendere i processi di mobilità sociale intergenerazionale dell’intervistato. La sezione si compone delle seguenti sottosezioni: Ultima esperienza lavorativa nello Stato di Origine • Ultima esperienza lavorativa nell’ultimo Stato Estero in cui ha vissuto prima di arrivare in Italia • Primo lavoro svolto in Italia • Situazione lavorativa attuale, consetendo di distinguere tra occupati, disoccupati, inattivi e forza lavoro. Dei primi si approfondiscono modi, tempi e caratteristiche dell’attività lavorativa attuale, dei secondi, le modalità di ricerca di lavoro. • Lavoro dei genitori, attuale e passato (situazione lavorativa attuale dei genitori e all’epoca in cui l’individuo aveva 14 anni)

Sezione Discriminazione

Lo scopo di questa sezione è quello di comprendere il livello di discriminazione vissuto dagli stranieri e quali sono i contesti in cui gli stranieri si sentono discriminati, vale a dire ritengono di essere trattati in maniera meno favorevole di altri in ragione delle proprie caratteristiche fisiche, mentali o altre caratteristiche personali che in sé non sono rilevanti ai fini dell’attività da svolgere o del contesto in cui ci si trova. I principali contenuti della sezione sono: • Discriminazione sul lavoro • Discriminazione nella ricerca di lavoro • Eventi accaduti nella vita quotidiana in Italia legati all’essere straniero • Eventi accaduti nella vita quotidiana in Italia - minacce

Sezione Salute

La sezione è dedicata a conoscere le condizioni di salute, il ricorso e le difficoltà che gli stranieri incontrano nell’accesso ai servizi sanitari. La sezione si compone delle seguenti sottosezioni: • Cibi • Bevande • Consumo di tabacco • Stato di salute percepito (salute, malattie croniche, grado di autonomia, limitazioni) • Malattie acute • Peso e altezza • Consumo di medicine • Terapie non convenzionali • Servizi sanitari e socio assistenziali • Ricorso a strutture sanitarie • Visite mediche • Accertamenti diagnostici • Ricoveri ospedalieri • Difficoltà linguistiche con il medico • Difficoltà organizzative, economiche, burocratiche e amministrative • Incidenti sul lavoro • Contraccezione o protezione nei rapporti

Sezione Integrazione

Il concetto di integrazione si riferisce a un fenomeno articolato e multidimensionale che investe diversi ambiti della vita degli immigrati. Questa sezione approfondisce alcuni aspetti principali quali: • Amici e relazioni degli adulti (persone con cui l’intervistato parla delle questione importanti della sua vita, presenti in Italia o in un altro Stato, informazioni sulle tre persone più importanti); • Amici e relazioni di bambini e ragazzi (informazioni su amici italiani e stranieri in Italia, sul migliore amico e sugli amici più stretti di scuola, partecipazione a feste di compleanno) • Tv (abitudini relative al guardare la tv, cosa vede, in che lingua e con quale frequenza) • Radio (abitudini relative all’ascolto di programmi radiofonici, cosa ascolta, in che lingua e con quale frequenza) • Personal Computer (possesso PC ed uso) • Internet (uso, frequenza d’uso e lingua dei siti visitati) • Possesso di patente (possesso, validità in Italia e tipologia) • Fruizione di eventi culturali quali cinema, teatro, spettacoli sportivi, concerti di musica, ecc • Letture di quotidiani/periodici (frequenza con cui legge quotidiani e settimanali e in quale lingua) • Letture di libri • Conoscenza della lingua italiana (conoscenza dell’italiano prima di arrivare in Italia, livello di capacità dell’intervistato nel leggere, scrivere e parlare in italiano, difficoltà nel capire e farsi capire in italiano in diversi situazioni, lingua maggiormente parlata in famiglia, anno in cui ha iniziato a parlare italiano in famiglia. Lingua usata con gli amici e sul lavoro • Religione (informazioni sull’attuale religione, sulla frequenza con cui si reca in chiesa o altro luogo di culto e con cui prega, importanza della religione nella sua vita) • Partecipazione politica (frequenza con cui gli capita di parlare di politica, partecipazione a comizio, corteo, dibattito politico ecc.. , se si informa dei fatti della politica italiana e del suo Stato di Origine e con che frequenza) • Partecipazione sociale (partecipazione come membro di attività di qualche gruppo o organizzazione in Italia) • Soddisfazione (soddisfazione della vita nel complesso, domande sulla fiducia negli altri) • Livello di soddisfazione e interesse per l’acquisizione della cittadinanza italiana (percezione dell’intervistato su quanto si sente accettato in Italia, opinioni su alcuni argomenti relativi all’immigrazione in Italia, importanza di avere la cittadinanza italiana, se la vorrebbe, se rinuncerebbe alla sua per quella italiana, dopo quanti anni di residenza regolare in Italia sarebbe giusto poter ottenere, se richiesta, la cittadinanza italiana, quanto si sente orgoglioso di essere del suo stato di origine)

Sezione Sicurezza

La sezione analizza sotto diversi punti di vista il tipo di contatto e il rapporto che gli intervistati di cittadinanza straniera hanno avuto con le Forze dell’ordine in Italia. In tal modo permette di far luce sugli aspetti sia oggettivi, sia soggettivi del fenomeno della sicurezza in Italia. La sezione si articola in due sottosezioni: • Contatti con le Forze dell’ordine (percezione della sicurezza della zona in cui si vive, l’opinione dell’intervistato sul lavoro svolto dalle Forze dell’ordine nel proteggere il quartiere o la zona in cui vive, gli episodi in cui è stato fermato per i controlli di vario tipo, come questi contatti sono stati vissuti dall’intervistato) • Reati: scippi, borseggi, furti di oggetti personali (se l’intervistato è stato vittima di scippi, borseggi o furti di oggetti personali e se ha denunciato il fatto alle Forze dell’ordine.

Sezione Familiare

In questa sezione del questionario si analizzano alcune informazioni relative alla famiglia Intervistata. In particolar modo si pone attenzione ai seguenti argomenti: • Zona (caratteristiche dl quartiere/zona in cui la famiglia vive) • Abitazione (caratteristiche dell’abitazione in cui la famiglia vive). • Accessibilità ai servizi (difficoltà che la famiglia incontra per accedere ad alcuni servizi di uso più frequente). • Possesso di beni (beni durevoli e numero di beni durevoli). • Furti legati ai mezzi di trasporto (furto del veicolo stesso, di parti del veicolo e/o di oggetti all’interno del veicolo). • Furto e tentato furto in abitazione, e strutture annesse (furto di oggetti all’interno della casa oppure di oggetti di strutture esterne alla casa) • Molestie in condominio (offese, litigi, proteste dispetti o danni ricevuti dalla famiglia da parte dei vicini) • Situazione economica della famiglia (informazioni sulla situazione economica e sul reddito mensile netto della famiglia).

Sezione Notizie su persone coabitanti (non familiari)

Analogamente a quanto rilevato per i componenti della famiglia nella Scheda Generale, questa sezione raccoglie informazioni socio-demografiche su eventuali persone che vivono abitualmente nell’abitazione della famiglia, ma non ne fanno parte. Anche in questo caso le notizie sono raccolte singolarmente per ciascuna persona.

Output informativo

Le informazioni disponibili offrono la possibilità di costruire numerosi indicatori, sia semplici che complessi, per ciascuna delle aree tematiche trattate.

Diffusione

La fase di diffusione dei risultati dell’indagine non è conclusa. Finora, ha visto il rilascio di dati riferiti ad alcuni ambiti tematici, in particolare: salute degli stranieri e accesso ai servizi sanitari; diversità e abilità linguistiche tra gli stranieri; percezioni degli stranieri: soddisfazione, fiducia e discriminazione rilasciati tramite comunicati stampa disponibili sul sito www.istat.it. I relativi microdati individuali sono fruibili per gli utenti tramite il laboratorio Adele e accessibili agli Enti Sistan previa richiesta.

Processo e metodologie

Periodicità

L’indagine è stata svolta occasionalmente.

Natura e caratteristiche del processo produttivo

Per le specificità dei temi trattati, l’indagine ha richiesto un lungo e complesso lavoro di progettazione, al fine di individuare gli strumenti e le metodologie più idonei. Questa fase ha visto il contributo di numerosi esperti in materia di immigrazione del mondo accademico, delle istituzioni, dell’associazionismo e della società civile. Oltre alla realizzazione di un’indagine pilota condotta, nella primavera del 2011, in cinque regioni (Lombardia, Trentino, Lazio, Campania, Sicilia) su un campione di circa 250 famiglie residenti con almeno uno straniero, la progettazione del questionario è stata corredata da uno studio qualitativo attraverso interviste in profondità ad attori chiave e test cognitivi rivolti a persone straniere appartenenti a diversi gruppi nazionali. A tal fine sono state contattate associazioni di immigrati e strutture che rappresentano importanti luoghi di aggregazione o di riferimento per alcune comunità. Inoltre, per ottenere una valutazione del questionario che fosse basata su un ampio spettro semantico e contenutistico, sono stati coinvolti mediatori interculturali da molti anni impegnati nella gestione di servizi e sportelli a favore delle comunità straniere immigrate in Italia. La realizzazione delle interviste, effettuate con tecnica CAPI (Computer Assisted Personal Interviewing) e affidate a una ditta esterna, ha richiesto un investimento specifico anche sul piano della formazione degli intervistatori. Poiché l’incontro sul campo con etnie diverse per abitudini, usi e costumi, può presentare difformità di comportamento nel momento di contatto con le famiglie, sono stati organizzativi corsi di istruzione articolati in moduli teorici e tecnici, in cui, oltre agli aspetti contenutistici, organizzativi e gestionali della rilevazione, agli intervistatori sono state fornite indicazioni utili all’interazione con i diversi gruppi nazionali e suggerimenti per affrontare le criticità derivanti da consuetudini diverse (es. maggiore mobilità residenziale, irreperibilità più diffusa, difficoltà linguistiche, paura di ispezioni sulla condizione giuridica, ecc.). Prima dell’inizio della rilevazione alle famiglie campione è pervenuta una lettera informativa, a firma del presidente dell’Istat, che presentava l’indagine e avvertiva della visita presso l’abitazione di un intervistatore. Parallelamente è stato attivato un servizio telefonico gratuito (numero verde) cui le famiglie potevano rivolgersi per chiarimenti. Contestualmente, anche i comuni campione, tramite circolari, sono stati allertati dello svolgimento della rilevazione allo scopo di facilitare il consenso alla partecipazione tra i cittadini stranieri e offrire supporto agli intervistatori quando necessario (ricerca degli indirizzi presso le anagrafi, messa a disposizione di addetti per facilitare il contatto con le famiglie, ecc). Per facilitare il livello di comprensione delle domande, il questionario è stato tradotto in dieci lingue (inglese, francese, spagnolo, tedesco, romeno, albanese, polacco, russo, arabo, cinese). Gli individui al di sotto di 14 anni sono stati intervistati in proxy, cioè per tramite di un genitore o componente maggiorenne della famiglia.

Unità di rilevazione e unità di analisi

L’unità di rilevazione è costituita dalla famiglia anagrafica in cui vive almeno un cittadino straniero, individuata secondo specifiche regole di eleggibilità appropriatamente scelte per cogliere la molteplicità di famiglie con stranieri. Alla famiglia anagrafica è associata la famiglia di fatto definita come l'insieme di persone che hanno la loro dimora abituale nella stessa abitazione e sono legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o affetto. Ai fini dell'individuazione della famiglia di fatto i concetti di “abitazione” e "dimora abituale" prevalgono, quindi, rispetto all'effettiva registrazione anagrafica degli individui in essa conviventi. Pertanto la famiglia di fatto e quella anagrafica possono differire per numerosità e composizione. Le unità di analisi sono le famiglie di fatto in cui vive almeno uno straniero e gli individui stranieri o di origini straniere che vi appartengono (di qualunque età). Le interviste sono state rivolte agli individui di cittadinanza straniera oppure di origine straniera, facenti parte della famiglia di fatto. Per cittadini di origine straniera si intendono i cittadini italiani per acquisizione, vale a dire persone italiane al momento della rilevazione, ma di cittadinanza straniera alla nascita. Nel caso delle famiglie miste, cioè composte da cittadini stranieri e cittadini italiani (dalla nascita), questi ultimi non sono stati intervistati perché non appartengono alla popolazione di riferimento. Per questi, tuttavia, sono state raccolte informazioni sulle caratteristiche strutturali di tipo socio-demografico in modo da consentire l’analisi della struttura e composizione delle famiglie miste e degli stili di vita degli stranieri che vi appartengono.

Disegno campionario

Il disegno di campionamento è di tipo complesso e si avvale di due differenti schemi di campionamento. Nell’ambito di ognuno dei domini definiti dall’incrocio della regione geografica con quattro aree che identificano la tipologia comunale (ottenuta a partire dalle caratteristiche socio-economiche e demografiche del comune), i comuni italiani sono suddivisi in due sottoinsiemi: il primo è dato dal l’insieme dei comuni Auto Rappresentativi (Ar), costituito dai comuni di maggiore dimensione demografica; il secondo insieme è costituito dai rimanenti comuni, i così detti comuni Non Auto-Rappresentativi (Nar). Per l’insieme dei comuni Ar, ciascun comune è considerato come uno strato a sé stante e viene adottato un disegno noto con il nome di campionamento a grappoli. Le unità primarie di campionamento sono rappresentate dalle famiglie anagrafiche, estratte in modo sistematico dall’anagrafe del comune stesso; per ogni famiglia anagrafica inclusa nel campione vengono rilevate le caratteristiche oggetto di indagine di tutti i componenti stranieri appartenenti alla famiglia medesima. Per l’insieme dei comuni Nar si segue, invece, un disegno a due stadi con stratificazione delle unità primarie. Le unità di primo stadio sono i comuni e le unità di secondo stadio sono le famiglie. I comuni sono stratificati per regione e tipologia comunale e selezionati con probabilità proporzionale alla loro popolazione straniera residente e senza re-immissione, mentre le famiglie per ciascun comune campione sono estratte con probabilità uguali e senza re-immissione. Per garantire che le diverse nazionalità siano opportunamente rappresentate nel campione di comuni estratti al primo stadio, si è proceduto inoltre a una selezione bilanciata dei comuni sulla base delle nazionalità presenti. La lista di selezione delle unità di primo stadio è l’archivio dei comuni italiani, che contiene per ciascun comune il numero degli stranieri residenti per sesso e cittadinanza; la lista di selezione delle unità di secondo stadio sono le anagrafi comunali. Nella progettazione dello schema di selezione dei comuni si è dovuto tenere conto del fatto che la popolazione degli stranieri residenti presenta una distribuzione molto disomogenea sul territorio, risultando concentrata soprattutto nelle regioni del Centro-Nord. Risulta, inoltre, che in alcuni comuni non ci sono cittadini stranieri residenti e in altri ve n’è un numero molto esiguo. Dovendo fissare il numero minimo di interviste da realizzare in ogni comune e tenendo conto, altresì, dell’esigenza di prevedere un adeguato numero di famiglie sostitutive per le famiglie non rispondenti, si è stabilito di individuare una soglia che permettesse di escludere dalla lista di selezione tutti i comuni con una presenza straniera troppo esigua. Le analisi effettuate sulla distribuzione della presenza straniera nei comuni del Centro – Nord rispetto a quella del Sud e Isole hanno, inoltre, suggerito di stabilire una soglia diversificata per area geografica. Tale soglia è stata stabilità pari a 100 unità (corrispondenti a cittadini stranieri residenti) per i comuni del Centro – Nord e a 80 unità per i comuni del Sud e delle Isole. La dimensione del campione effettivo, riferito all’intero territorio nazionale, è pari a circa 9.600 mila famiglie con almeno un cittadino straniero, residenti in 833 comuni italiani, per un totale di oltre 20 mila stranieri residenti intervistati.

Tecnica di indagine e organizzazione della rilevazione

Nella fase di progettazione dell’indagine, il ricorso alla tecnica Capi è sembrata la risposta migliore per far fronte alla complessità metodologica e organizzativa dell’indagine. Grazie a questa tecnica gli stranieri sono stati intervistati direttamente, presso il domicilio della famiglia, con l’ausilio di un personal computer e un questionario elettronico. La tecnica Capi offre dei vantaggi che sono risultati fondamentali per l’indagine in oggetto. Il primo consiste nella possibilità per l’intervistatore di seguire i percorsi del questionario in modo ‘controllato’. Stante la complessità del questionario sviluppato per l’indagine, in cui peraltro sono registrate informazioni diversificate per i cittadini italiani e stranieri, nonché per gli stranieri nati in Italia o all’estero, l’opportunità per l’intervistatore di procedere secondo percorsi già prestabiliti e guidati dal sistema informatizzato è apparso un fattore essenziale per la coerenza e completezza dell’intervista. Inoltre, il questionario elettronico ha permesso di limitare, in alcune parti dell’intervista, il carico sui rispondenti evitando la riproposizione di informazioni comuni ad altri componenti della famiglia (es. sulle caratteristiche dei figli non conviventi della coppia) e di gestire in modo controllato le schede ‘eventi’ (es. le schede matrimoni, conclusi e non, e le schede sui figli non conviventi). Il secondo vantaggio riguarda, invece, la possibilità di disporre di un dato “grezzo” di qualità superiore, grazie all’inserimento di parte del piano di verifica all’interno del questionario elettronico, che agisce effettuando alcuni controlli già in fase di acquisizione dei dati. Ciò minimizza l’impatto dei piani di controllo sul file dati, riducendo gli errori non campionari e consentendo di agire più agevolmente in fase di controllo e correzione. Il sistema Capi, tuttavia, non si compone soltanto del questionario elettronico, ma racchiude in sé un insieme di elementi che interagiscono con il questionario vero e proprio: l’agenda del rilevatore, la scheda contatti, gli strumenti per la ricezione e la trasmissione dei nominativi campione da e verso un server centralizzato in cui risiedono gli archivi dei dati. Il sistema Capi gestisce automaticamente anche le sostituzioni delle famiglie in caso di ‘caduta’ dell’unità campione, evento che si concretizza in relazione al verificarsi di determinate tipologie di esiti (rifiuto, interruzione definitiva della famiglia, irreperibilità, assenza prolungata, trasferimento in altro comune o all’estero, ecc). Processo di controllo e correzione dei dati e metodi di stima Le tecniche di correzione utilizzate nell’indagine sono state sia di tipo deterministico, per gli errori di tipo sistematico, sia di tipo probabilistico per errori di tipo non sistematico. E’ stata utilizzata una procedura basata su più moduli (SCIA) che si avvale della metodologia Fellegi e Holt. Questa procedura si basa su un algoritmo che riporta le informazioni poste a controllo ad una situazione di correttezza dopo avere attivato le regole di incompatibilità tra due o più variabili. Per la verifica della coerenza delle informazioni sulla strutture familiari e la ricostruzione dei nuclei e presenti nella famiglia e delle diverse tipologie familiari è stata utilizzata la “procedura famiglie” sviluppata dall’Istat. Le stime riguardano la popolazione straniera residente. Il disegno di campionamento garantisce stime a livello di ripartizione e per tipologia comunale aggregata. Per il calcolo dei coefficienti di riporto all’universo finali si adottano gli stimatori di ponderazione vincolata (calibration estimator). La metodologia si basa sull’utilizzo di opportune informazioni ausiliarie, sintetizzate in totali noti, che, correlate con le variabili principali oggetto di indagine, hanno la funzione di aumentare l’accuratezza delle stime. I coefficienti di riporto all’universo sono calcolati per step successivi. Al primo, si calcola il coefficiente base come inverso della probabilità di inclusione nel campione di ogni famiglia; al secondo step si determina un fattore correttivo per mancata risposta totale per tener conto delle interviste non realizzate in ciascun comune campione; al terzo step si calibra il coefficiente rispetto ad alcuni totali noti sulla popolazione straniera, desunti dai dati del Censimento della popolazione del 2011 e dagli archivi di fonte demografica. Per quanto riguarda gli individui italiani (dalla nascita) o gli stranieri non residenti ma presenti nelle famiglie di fatto, ad essi viene attribuito il peso diretto non calibrato, dal momento che su questi individui non sono note informazioni aggregate da altre fonti. Il peso diretto sarà quello della famiglia cui appartengono. Indicatori di qualità (errori campionari e non campionari) Le stime prodotte da un’indagine campionaria sono sempre affette da errore. Questo si distingue in errore campionario e non campionario. Il primo deriva proprio dall’incertezza derivante dall’aver osservato la variabile di interesse solo su una parte (campione) della popolazione. Come è noto, esso rappresenta una misura del grado di attendibilità delle stime e permette all’utente di valutare la bontà delle stime. In presenza di un numero molto elevato di stime prodotte, come nel caso dell’indagine in oggetto, si è fatto ricorso ad una presentazione sintetica delle stime degli errori campionari che fa riferimento al metodo dei modelli regressivi. Questo metodo si basa sulla determinazione di una semplice funzione matematica che mette in relazione ciascuna stima con il proprio errore campionario relativo stimato. Le informazione relative all’errore campionario sono diffuse a corredo del file dei microdati. La seconda tipologia di errore è l’errore non campionario, che deriva essenzialmente da errori nelle liste della popolazione utilizzate per selezionare le unità del campione; mancate risposte parziali dovute a risposte mancanti o non ammissibili a causa di errori di rilevazione o di registrazione; in generale, esso deriva dalle tecniche di indagine utilizzate, dai comportamenti dei rilevatori e dalla disponibilità degli intervistati. Il tasso di risposta dell’indagine è stato dell’89%, il tasso di rifiuto dell’8% .

Storia

La prima, e finora unica, edizione dell’indagine è stata realizzata tra il 2011 e il 2012.

Prospettive

Per l’enorme quantità di dati raccolti, il lavoro di validazione e analisi dei risultati dell’indagine 2011-2012 è ancora in corso e ciò non permette, al momento di effettuare una valutazione puntuale, sia sul piano dei contenuti sia su quello metodologico, rispetto agli sviluppi futuri. Tuttavia, le prospettive di maggior utilizzo e sfruttamento dei dati di fonte ammnistrativa verso le quali la statistica ufficiale si sta muovendo, inducono a ritenere che la prossima edizione dell’indagine potrebbe vedere la rimodulazione di alcune sezioni. Un altro impulso potrebbe derivare dalla domanda istituzionale che, come già avvenuto in occasione della prima edizione, ha sollecitato l’introduzione di moduli tematici specifici utili a cogliere fenomeni emergenti o a monitorare le trasformazioni in atto. Una seconda edizione d’indagine è programmata nel 2016.

Classificazioni

Classificazione degli Stati Esteri: la classificazione è stata utilizzata per la codifica degli Stati esteri di provenienza o nascita degli stranieri e relative cittadinanze;

Classificazione dei titoli di studio: è stata utilizzata in forma sintetica per individuare i titoli di studio conseguiti in Italia dagli stranieri; per i titoli conseguiti all’estero è stata utilizzata una classificazione più aggregata, definita ex-ante in fase di progettazione;

Classificazione delle attività economiche –Ateco 2007;

Classificazione delle professioni.

Riferimenti normativi

L’indagine rientra tra quelle presenti nel Programma Statistico Nazionale (PSN) 2011-2013 approvato con decreto del Presidente della Repubblica del 19 luglio 2013 “Elenco delle rilevazioni statistiche rientranti nel Psn 2011-2013 – Aggiornamento 2013 che comportano obbligo di risposta da parte dei soggetti privati, a norma dell'art. 7 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322.

Fonti complementari

Link

Riferimenti bibliografici

Scheda redatta da:

Monica Perez

perez@istat.it