Indagine campionaria su Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari

Da schedefontidati.istat.it.

Denominazione della fonte

Indagine Multiscopo sulle famiglie Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari (codd.IST-02067 e IST-02153)

Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

L’indagine rappresenta un’importante fonte informativa per conoscere lo stato di salute della popolazione e le caratteristiche della domanda di servizi sanitari in Italia. Le Health Interview Surveys (HIS), indagini mediante le quali si rilevano informazioni in tema di salute intervistando direttamente i cittadini, sono molto diffuse a livello europeo ed extraeuropeo e rappresentano fonti che alimentano i sistemi informativi a disposizione dei decisori pubblici per la pianificazione socio-sanitaria e la promozione della salute pubblica, sia a livello internazionale che nazionale e locale. Tali fonti rappresentano degli agevoli strumenti in termini di costi-benefici e consentono di studiare aspetti dello stato di salute o dell’accesso ai servizi sanitari congiuntamente al contesto familiare, sociale e culturale; analisi che difficilmente si possono condurre attraverso i consueti indicatori sanitari provenienti da flussi di tipo amministrativo. La prima indagine di popolazione sulle condizioni di salute è stata condotta dall'Istat nel 1980. Nelle ultime edizioni dell’indagine a partire dal 2000, uno degli obiettivi è stato quello di fornire stime dei principali indicatori a livello non solo regionale, ma sub-regionale (aree vaste, vale a dire aggregati di asl), proprio per la programmazione sanitaria locale. Con l’evolversi dei bisogni informativi e la possibilità di utilizzare alcune informazioni difficilmente reperibili da altre fonti per la valutazione delle politiche, l’indagine ha man mano approfondito alcune aree tematiche, operando di volta in volta una rivisitazione dello strumento di rilevazione, con una selezione di alcuni contenuti informativi e l’approfondimento di altri. Alcuni dei principali temi coperti dall’indagine, consolidati da almeno un decennio sono la disabilità e invalidità, la salute percepita, le malattie acute e croniche, l’esposizione a fattori di rischio, quali sovrappeso e obesità, inattività fisica, tabagismo; la prevenzione generale e quella femminile (diffusione degli screening dei tumori femminili); servizi e prestazioni sanitarie erogate da strutture private e non: ricoveri, prestazioni specialistiche, diagnostiche e strumentali; uso di farmaci e ricorso a terapie non convenzionali; percorso assistenziale della maternità: dalla gravidanza all’allattamento al seno.

Contenuti

Le principali aree tematiche dell’indagine sono riferibili allo studio:

a) delle condizioni di salute b) degli stili di vita e prevenzione della salute c) del ricorso ai servizi sanitari, ai trattamenti e alle cure d) del percorso assistenziale della maternità.

a) Condizioni di salute: salute percepita, malattie e limitazioni nelle attività'

Uno dei principali aspetti per studiare le condizioni di salute è la morbilità cronica, che può comportare nel tempo una limitazione dell’autonomia e una domanda crescente di assistenza e di cura. Per rilevare il fenomeno della cronicità l’indagine si avvale di un questionario per autocompilazione, contenente una lista precodificata di malattie da cui gli intervistati selezionano quelle di cui sono affetti o ne hanno sofferto in passato e negli ultimi 12 mesi, precisando se sono state diagnosticate da un medico e se si è fatto ricorso a trattamenti o assunto farmaci per curare la patologia. Nel tempo la lista ha subito delle modifiche, con l’esclusione (es. cataratta, ulcera gastrica) o l’inserimento di patologie laddove necessario per arricchire il quadro informativo (insufficienza renale). Trattandosi di patologie dichiarate dallo stesso interviatato, la diffusione di alcune di esse può risultare leggermente sottostimata (ad es. l’ipertensione). Un altro importante riferimento per studiare lo stato di salute dello popolazioni è rappresentato dalla percezione dello stato di salute, che consente di tener conto del concetto multidimensionale di salute, così come definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 1946: “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplice assenza di malattia o di infermità”. Peraltro è stato ampiamente dimostrato, anche dalla letteratura internazionale, che la buona salute percepita rappresenta un buon predittore della effettiva sopravvivenza. Per rilevarla si fa riferimento ad un quesito armonizzato a livello internazionale, proposto dall’OMS “Come va in generale la sua salute?”. Tale quesito fa parte del set minimo di tre quesiti proposto in ambito europeo (MEHM – Minimun European Health Module) a partire dal 2004, da includere in altre indagini di tipo sociale (in primo luogo EUSILC). Oltre alla salute percepita, il MEHM contiene un quesito globale sulla presenza di malattie croniche e uno globale sulla presenza di limitazioni nella vita quotidiana (GALI- Global Activity Limitation Indicator). Le prevalenze dei tre quesiti, in combinazione con le tavole di sopravvivenza, consentono di calcolare la speranza di vita per condizione di salute: la speranza di vita in buona salute, quella senza malattie croniche e quella senza limitazioni nelle attività quotidiane. Si tratta di indicatori sintetici utilizzati in ambito Europeo per monitorare l’evoluzione delle condizioni di salute nei paesi membri (cfr. EHLEIS country report: http://www.istat.it/it/files/2011/01/Italia_issue6.pdf). Per migliorare la comparabilità tra i paesi è stata concordata anche la versione tradotta dei tre quesiti nelle varie lingue, con la conseguente revisione delle modalità di risposta: ad es. dal 2008 la modalità centrale del quesito “Come va in generale la su salute” è stata tradotta “né bene, né male” anziché “discreta” come era in passato, per rispettare il principio di neutralità richiesto per la modalità centrale nelle nuove linee guida. Dal 2000, nel questionario per autocompilazione è presente la batteria di 12 quesiti (SF12), che consente di studiare la qualità della vita correlata allo stato di salute, mediante la costruzione di due indici sintetici di salute percepita (l’indice di stato fisico e l’indice di salute mentale). Sempre dall’SF36, sono stati inseriti altri quesiti per costruire indicatori sulla salute mentale (l’indice del Mental Health (MHI) e Vitality (VTI). L’indagine è una delle fonti principali per stimare la popolazione con problemi di disabilità in Italia. A partire dal 1990 e fino al 2000 il quadro concettuale di riferimento per la rilevare la disabilità è stata la classificazione ICIDH (International Classification of Impairment, Deasease, Disability and Handicap) dell’OMS del 1980, revisionata dall’OMS nella seconda metà degli anni ’90, con l’introduzione nel 2001 di una nuova classificazione internazionale denominata ICF – International Classification of Functioning, Disability and Health (Classificazione internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute). Secondo tale classificazione la disabilità non è più definita solo come difficoltà o incapacità di svolgere determinate attività in conseguenza di una menomazione (secondo il modello concettuale proposto dalla ICIDH), ma estende il concetto di disabilità alla restrizione della partecipazione alla vita collettiva, inserendo nel modello concettuale fattori contestuali di tipo ambientale e personale (es. barriere architettoniche, servizi,agevolazioni nell’accesso al lavoro, eccetera). Il lavoro di operazionalizzazione della nuova classificazione ICF, condiviso a livello internazionale, ha richiesto tempi lunghi. Solo nell’ultima edizione del 2012-3013 è stato infatti introdotto per la prima volta un modulo specifico sulla partecipazione sociale, che prende a riferimento l’indagine condotta a livello Europeo nel 2012, European Health and Social Integration Survey (EHSIS). L’obiettivo principale del modulo è descrivere le condizioni di vita e il livello di inclusione sociale delle persone con limitazioni funzionali residenti in Italia. Dal questionario EHSIS sono stati selezionati i domini coerenti con quelli indicati nella convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (accessibilità, partecipazione, uguaglianza, occupazione, istruzione e formazione). Le sottosezioni individuate in tale modulo sono infatti: Lavoro, Istruzione e formazione, Mobilità, Utilizzo dei mezzi di trasporto, Accessibilità agli edifici, Supporto e contatti sociali, Tempo libero, Utilizzo di internet, Situazione economica. Anche per nell’edizione del 2012-2013 si rileva la batteria di quesiti relativa alla precedente classificazione ICIDH del gruppo di lavoro internazionale OCSE del 1982, in modo da individuare le persone con limitazioni funzionali, distinguendo il tipo di limitazioni funzionali: quelle nel movimento, nelle ADL (Activities of Daily Living), quelle sensoriali e di comunicazione (udito, vista, parola). L’inserimento del modulo consentirà dunque di valutare l’inclusione sociale congiuntamente alle informazioni relative alle limitazioni funzionali e alle condizioni di salute già rilevate con l’indagine. Dal 1980, nell’indagine si rileva, infine, la presenza di alcuni tipi di invalidità (cecità, sordomutismo, sordità, insufficienza mentale, invalidità motoria, e nelle ultime due edizioni è stata inserita anche l’invalidità per problemi di salute mentale.

b) Stili di vita e prevenzione della salute

L’indagine consente di monitorare la diffusione di alcuni dei principali fattori di rischio per la salute, legati a stili di vita non salutari: tabagismo, sovrappeso e obesità, inattività fisica, e di avere informazioni sui comportamenti orientati alla prevenzione (visite e screening eseguiti in assenza di patologie e sintomi). Altri fattori di rischio, quali stili alimentari inadeguati e consumo di alcol, sono invece rilevati annualmente nell’indagine Multiscopo “Aspetti della vita quotidiana” (AVQ), che consente di avere un quadro completo degli stili di vita (cfr paragr Fonti complementari). In merito all’abitudine al fumo, l’indagine sulla salute consente di indagare non solo la diffusione dell’abitudine al fumo e le sue caratteristiche, analogamente a quanto avviene annualmente per l’Indagine AVQ, ma anche gli anni di esposizione al fumo, rilevando l’età di inizio e di cessazione di tale abitudine. In tal modo è possibile studiare anche il fenomeno della precocità al fumo nelle varie generazioni, nonché approfondire gli aspetti della familiarità dell’abitudine al fumo utilizzando le informazioni rilevate sugli altri componenti della famiglia. Nell’ultima edizione è stato inserito un quesito sul fumo passivo. Altro fattore di rischio è l’eccesso di peso (sovrappeso e obesità), che viene rilevato con riferimento alle misure antropometriche dichiarate dall’intervistato relative a peso in kg e altezza in cm. Le persone vengono quindi definite in sovrappeso o obese sulla base della classificazione dell’OMS del valore dell’Indice di massa corporea (BMI- Body Mass Index). Riguardo all’attività fisico-motoria, si fa riferimento alle dimensioni proposte nel questionario internazionale GPAQ (Global Physical Activity Questionnaire), ad esclusione del contesto riferito al trasporto casa-lavoro-ufficio (commuting), e adattando per necessità di brevità del questionario la parte relativa allo sforzo fisico nell’attività lavorativa. Sono raccolte inoltre informazioni sulla prevenzione generale, considerando la frequenza del controllo della glicemia, del colesterolo e della pressione arteriosa, il controllo per accertare l'eventuale presenza di osteoporosi, nonché la frequenza degli screening dei tumori femminili (ricorso a mammografia e pap test). Nell’ultima edizione sono state rilevate informazioni anche sugli screening del tumore del colon ed è presente un breve modulo sui metodi contraccettivi.

c) Ricorso ai servizi sanitari, ai trattamenti e alle cure

Ampio spazio è dedicato ad indagare al ricorso a prestazioni e servizi sanitari. In particolare l’indagine è una delle fonti principali per le informazioni relative a visite mediche e ad accertamenti diagnostici. Sono rilevate anche informazioni reperibili da fonti amministrative come i ricoveri ospedalieri, ma a differenza di altre fonti, l’indagine offre la possibilità di studiare le caratteristiche della popolazione che fa ricorso a tali servizi sanitari, e le condizioni di salute riferite. Sono rilevati, anche se sinteticamente, il ricorso a prestazioni di riabilitazione, al pronto soccorso, all’assistenza domiciliare sociale e sanitaria. Infine si rileva il consumo di farmaci e l’uso di terapie non convenzionali. Una specifica sezione del questionario, inserita già nell’edizione del 2005, indaga su alcuni aspetti della salute dentale e delle prestazioni odontoiatriche. Al fine di dare un contributo all’analisi dell’appropriatezza e accessibilità dei servizi sanitari, sono stati inserite nelle ultime edizioni approfondimenti sull’ultima prestazione, per conoscere le modalità di compartecipazione alla spesa, i tempi di attesa per l’accesso alle prestazioni, il motivo della scelta della struttura e come indicatore complessivo della qualità della prestazione è stato inserito nell’ultima indagine del 2012-2013 il giudizio complessivo della prestazione utilizzando una scala a punteggio da 0 a 10.

d) Il percorso della maternità

L’indagine consente di studiare il percorso della maternità: dalla gravidanza, al parto e all’allattamento al seno con approfondimenti su informazioni non reperibili da altre fonti (partecipazione a corsi di preparazione al parto, scelta della posizione al parto, rooming-in, ecc.). Consente di studiare i comportamenti preventivi durante la gravidanza, la medicalizzazione del parto e di stimare la diffusione dell’allattamento al seno (durata, allettamento esclusivo, predominante e misto, ecc.).

Output informativo (risultati principali)

L’indagine consente di produrre diversi indicatori per ciascuna area tematica considerata.

Indicatori sulle condizioni di salute

Salute percepita: Persone in buona salute (persone che dichiarano di stare bene o molto bene); persone in cattiva salute (persone che dichiarano di stare male o molto male);

Indici sintetici sulla qualità della vita correlata alla salute (HRQoL): Indice di stato fisico (PCS12 - Physical Component Summary) e Indice di stato psicologico (MCS12 - Mental Component Summary),tratti dal questionario SF12; Indici sulla salute mentale tratti dal questionario SF36: Indice di salute mentale (MH – Menta lHealth) e Indice di vitalità (VT -Vitality).

Prevalenza di patologie croniche: - per ciascuna malattia cronica rilevata (22 malattie o gruppi di malattie nel 2013;-persone che riferiscono tre o più patologie croniche (multicronicità), persone che riferiscono patologie croniche gravi (diabete, infarto del miocardio, angina pectoris, altre malattie del cuore, ictus-emorragia cerebrale, bronchite cronica-enfisema, tumore maligno (inclusi linfoma/leucemia), Alzheimer-demenze senili, Parkinsonismo, cirrosi epatica e dal 2013 insufficienza renale).

Prevalenza limitazioni funzionali nelle attività quotidiane o invalidità: Persone con limitazioni funzionali (secondo la vecchia classificazione fino al 2005 erano definite come persone con disabilità). A seconda del tipo di limitazione, si possono distinguere in: Persone confinate in casa, su una sedia o a letto; persone con limitazioni nel movimento; persone con limitazioni nello svolgimento delle attività quotidiane della cura della persona (come vestirsi o spogliarsi, lavarsi, ecc.), persone con limitazioni nell’udito, vista, parola. Presenza di alcuni tipi di invalidità: cecità, sordomutismo, sordità, invalidità motoria (mancanza o paralisi di uno o più arti, anchilosi di una o più articolazioni) insufficienza mentale, malattia mentale o disturbi del comportamento.

Indicatori su stili di vita e prevenzione

Indicatori sulla diffusione dell’abitudine al fumo: prevalenza di fumatori, ex-fumatori, fumatori abituali (che fumano tutti i giorni -dailysmokers), forti fumatori(heavysmokers: persone che fumano oltre 20 sigarette al giorno); prevalenza di fumatori precoci (prima dei 14 anni) e familiarità (abitudini al fumo dei figli di fumatori o non fumatori), numero medio si sigarette; Età media di inizio e di cessazione dal fumo; anni di esposizione al fumo.

Indicatori sul peso e la dieta: Persone sottopeso (BMI<18,5), normopeso (18,5<=BMI<25), in sovrappeso (25<=BMI<30) e obese(BMI=>30) -fra gli obesi l’OMS distingue tre livelli: obesità di primo grado(30<=IMC<=34,9), di secondo grado (35<=IMC<=39,9) e grave (IMC=>40)-; Frequenza nel controllo del peso almeno; regime dietetico prescritto da un medico, motivo della dieta e tipo di dieta

Indicatori sull’attività fisica: Persone che, nel tempo libero, praticano attività fisica leggera – moderata – con rilevante sforzo fisico, numero giorni nella settimana e tempo in minuti dedicato a ciascun tipo di attività fisica; persone che praticano livelli adeguati di attività fisica nel tempo libero.

Indicatori sulla prevenzione generale: Persone adulte che controllano ipercolesterolemia, diabete, ipertensione osteoporosi e si sottopongono a screening per il cancro del colon (solo nell’edizione 2013), frequenza dei controlli e indicazione medica dei controlli; Diagnosi di ipercolesterolemia; Ricorso alla vaccinazione antinfluenzale (persone adulte vaccinate, persone anziane vaccinate, persone con patologie a rischio vaccinate)

Indicatori sulla prevenzione dei tumori femminili: ricorso agli screening della Mammografia e Pap-test eseguiti in assenza di disturbi o malattie conclamate, Età al 1° controllo e periodicità dei controlli, Tasso di copertura nei 3 anni (Pap test) e nei 2 anni (Mammografia), Struttura in cui è stato effettuato l’ultimo controllo, -Modalità di ricorso ai controlli (iniziativa autonoma, adesione a programmi di screening, su consiglio medico, altro).

Indicatori sul ricorso ai servizi sanitari

Sono molti gli indicatori dedicati a questa sezione, per brevità si menzionano i principali, suggerendo di prendere visione direttamente dalle pubblicazioni a disposizione sul sito.

Indicatori su visite mediche: Persone che hanno effettuato visite mediche, generiche o specialistiche, nelle 4 settimane precedenti l'intervista. Visite mediche, per tipo di visita (quozienti per 100 persone), e sull’ultima visita dell’anno: modalità di spesa dell’ultima visita (a carico del SSN, out of pocket), scelta della struttura e motivo della scelta, tempi di attesa, livello di soddisfazione; rinuncia e motivo della rinuncia a visite specialistiche nell’anno; spesa complessiva nell’anno per visite specialistiche

Indicatori su accertamenti diagnostici: Persone che hanno effettuato accertamenti diagnostici, Accertamenti distinti tra quelli di laboratorio (analisi del sangue o delle urine) e quelli specialistici (per immagini, ecc. ); sull’ultimo accertamento: modalità di spesa dell’ultimo accertamento specialistico (a carico del SSN, out of pocket), scelta della struttura e motivo della scelta, tempi di attesa, livello di soddisfazione; rinuncia e motivo della rinuncia ad accertamenti specialistiche nell’anno; spesa complessiva nell’anno per accertamenti specialistici;

Indicatori su ricoveri o altri servizi sanitari: ricoveri ordinari o in day-hospital nei tre mesi e nell’anno, ricorso a riabilitazione, assistenza domiciliare, pronto soccorso o altri servizi sanitari Indicatori su cure odontoiatriche e prevenzione orale; Indicatori su consumo di farmaci e terapie non convenzionali (omeopatia, agopuntura, fitoterapia, trattamenti manuali, altre terapie);

Diffusione

I risultati dell'indagine sono pubblicati in varie forme: statistiche report o comunicati, tavole on line, file dei microdati. I dati dell’ultima edizione sono stati pubblicati il 10 luglio 2014 con un comunicato “Tutela della salute e accesso alle cure”: http://www.istat.it/it/archivio/128176, corredato di tavole e nota metodologica e presentati al Convegno presso il Ministero della salute, organizzato in collaborazione con la Regione Piemonte (regione capofila) e Ministero della Salute http://www.istat.it/it/archivio/127828. Inoltre sono stati rilasciati i dati elementari relativi alla maggior parte delle variabili, disponibili gratuitamente per gli utenti e i ricercatori che ne facciano richiesta al contact centre dell’Istat, specificando l'obiettivo della ricerca.

Processo e metodologie

Periodicità, natura e caratteristiche del processo produttivo

La rilevazione è di tipo campionario e realizzata con una periodicità pressoché quinquennale, a partire dal 1980. L’ultima edizione è stata condotta a partire dal settembre 2012 e fino a giugno 2013, a distanza di oltre 7 anni dalla precedente del 2005.Per contenere l'effetto stagionale dei fenomeni, di particolare rilievo per le problematiche della salute, la rilevazione è condotta con cadenza trimestrale nei mesi di marzo, giugno, settembre e dicembre sulla popolazione residente in Italia, al netto dei membri permanenti delle convivenze.

La realizzazione di un’indagine campionaria è un processo unitario, articolato in diverse fasi caratterizzate da operazioni fortemente integrate tra di loro sotto il profilo organizzativo e temporale. In generale le principali fasi che caratterizzano un processo produttivo d’indagine faccia a faccia con questionario cartaceo (come quello dell’indagine sulla salute), possono essere così classificate:

-Progettazione (questionario, disegno campionario, piani di codifica e trattamento dati, ecc.)
-Rilevazione sul campo 
-Revisione, registrazione e codifica
-Trattamento dei dati (controllo, correzione e validazione)
-Stime (coefficiente di riporto all’universo) e valutazione degli errori campionari
-Produzione dei microdati.

Per ogni approfondimento cfr. Il sistema di indagini sociali multiscopo, 2006.

Unità di rilevazione e unità di analisi

La popolazione di interesse dell’indagine – ossia l’insieme delle unità statistiche oggetto di investigazione – è costituita dalle famiglie residenti in Italia e dagli individui che le compongono, al netto dei membri permanenti delle convivenze. L’unità di rilevazione è la famiglia, intendendo per famiglia la famiglia di fatto, ossia un insieme di persone coabitanti e legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o affettivi. All'interno della famiglia di fatto sono intervistati tutti i componenti. Pertanto le unità di analisi sono gli individui, le famiglie e gli eventi.

Disegno campionario

Il disegno campionario è stato definito alla luce delle evidenze emerse riguardo alla necessità che i domini di stima di principale interesse per la programmazione sanitaria regionale, le ASL, venissero tenuti in considerazione nella definizione degli obiettivi dell’indagine e del disegno. Per soddisfare i bisogni informativi a livello territoriale e consentire stime regionali e sub-regionali utili alla programmazione sanitaria locale, anche nel 2012-2013 - come per le due precedenti indagini del 1999/2000 e del 2004/2005 è stata notevolmente ampliata la numerosità campionaria grazie al contributo del Ministero della Salute e delle Regioni, passando da una numerosità campionaria teorica complessiva nell’anno di 24.000 famiglie ad una di 60.000.

Per la progettazione del disegno campionario dell’indagine 2012-2013, i domini di studio, ossia gli ambiti territoriali ai quali sono riferiti i parametri di popolazione oggetto di stima sono:

1) i domini tradizionali delle indagini Multiscopo, ossia le cinque ripartizioni geografiche (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud, Isole); le regioni (ad eccezione del Trentino Alto Adige le cui stime sono prodotte distintamente per le province autonome di Bolzano e Trento)

2) domini di stima sub-regionali, nel seguito indicati come Aree Vaste, costituiti da aggregati territoriali di interesse per la programmazione sanitaria a livello locale e definiti in relazione allo specifico contesto informativo dell’indagine sulle condizioni di salute.

Questi ultimi domini sono stati definiti partendo dalla considerazione che, sebbene le unità amministrative territoriali di prevalente interesse per la programmazione sanitaria sono le Aziende Sanitarie Locali (ASL), tuttavia non era possibile progettare, per vincoli di costo, un disegno campionario che garantisse stime attendibili a tale livello di dettaglio. Pertanto, si è proceduto alla definizione di domini di stima ottenuti dalla aggregazione delle ASL. La definizione di tali macro-aree è stata effettuata sulla base del criterio di ampiezza demografica, tenendo conto del vincolo di numerosità complessiva e di rappresentatività del campione. La dimensione media di popolazione delle Aree Vaste è di circa 850.000 abitanti.

Rispetto alla rilevazione del 2004-2005, questa indagine ha beneficiato del fatto che negli ultimi anni le ASL hanno subito un processo di aggregazione, passando dalle 197 del 2004 a 145 nel 2010. Tale riduzione ha determinato una distribuzione della popolazione nelle ASL più omogenea che ha reso possibile la definizione di un nuovo disegno campionario che tenesse conto delle ASL in modo esplicito nella costruzione dei domini di stima sub-regionali. In tal modo la stratificazione dei comuni è stata effettuata all’interno delle ASL e tale soluzione garantisce che le ASL di maggiore dimensione abbiano una dimensione campionaria (nel campione riferito all’intero anno di rilevazione) sufficiente a garantire livelli di precisione delle stime accettabili.

Tecnica di indagine e organizzazione della rilevazione

Le informazioni sono raccolte con tecnica Papi (Paper and pencil interview), mediante intervista diretta effettuata dal rilevatore comunale, presso l’abitazione della famiglia estratta, a tutti i componenti di 14 anni e più della famiglia di fatto, e mediante l’autocompilazione di un questionario individuale. Sono accettate interviste proxy per i bambini fino a 13 anni, riferite preferibilmente dalla madre o comunque da un genitore. Per lo svolgimento della rilevazione sul campo l’Istat si avvale della collaborazione dei Comuni mediante un contatto diretto con i rispettivi responsabili degli Uffici di Statistica. Un importante ruolo di interfaccia costante con il Referente comunale dell’indagine e i Rilevatori comunali è svolto dagli Uffici territoriali dell’Istat e delle Province Autonome di Trento e Bolzano. I soggetti che devono interagire nel corso della rilevazione sono dunque vari e dispersi su tutto il territorio (Istat, Camere di Commercio, Comuni). La struttura centrale dell’ISTAT svolge un ruolo di coordinamento e controllo costante, unitamente agli soggetti responsabili della rilevazione (Uffici territoriali e comuni) mediante il supporto di un sistema di monitoraggio via web della rilevazione sul campo, inserito nel sistema integrato per la gestione delle indagini sulle famiglie (SIGIF). Per quanto riguarda le famiglie da intervistare, il Comune è tenuto a trasmettere ad esse la lettera informativa del Presidente dell’Istat per comunicare l’avvenuta selezione, gli obiettivi e le modalità di esecuzione della futura intervista, sensibilizzando le stesse a partecipare. Al fine di garantire omogeneità nello svolgimento delle interviste su tutto il territorio, si realizza un’attività di formazione dei rilevatori e dei referenti d’indagine dei comuni, e che a cascata coinvolge gli Uffici regionali Istat e i soggetti del Comune che partecipano all’indagine (referenti e rilevatori). Per la selezione dei rilevatori, oltre ad esplicitare i requisiti necessari per il reclutamento, l’Istat richiede ai Comuni di fornire schede informative degli intervistatori selezionati, che vengono inserite in un archivio storico (SIRC) gestito dall’Istituto. Si tratta di un impianto organizzativo, che coinvolgendo una pluralità di soggetti con attività di diverso tipo da espletare, richiede anche l'implementazione di un sistema di controlli che consenta di contenere gli errori non campionari dovuti ad errori di copertura per mancata risposta o errori di misurazione che si verificano durante l’intervista o nelle fasi successive di codifica o di registrazione. Le indagini campionarie sulle famiglie hanno da tempo sperimentato sistemi di monitoraggio della rilevazione sul campo che consentono di disporre in tempo reale di indicatori di qualità accessibili on line da tutti i soggetti coinvolti nell'esecuzione dell'indagine: stato di avanzamento della rilevazione, mancata partecipazione e i motivi di mancata partecipazione, ecc. Per l'ultima edizione dell'indagine il tasso di risposta totale (considerando al numeratore le famiglie intervistate e al denominatore sia le famiglie eleggibili che quelle per le quali non è stato possibile accertare l'eleggibilità) è pari al 78,3%; considerando invece solo le famiglie eleggibili è dell'82,2%, mentre il tasso di rifiuto è pari al 5,7%, un terzo del tasso della mancata risposta totale.

Processo di controllo e correzione dei dati e metodi di stima

Il trattamento dei dati prevede una gerarchia delle informazioni da analizzare e correggere: si inizia con il controllo e correzione delle informazioni di natura strutturale (sesso, età , la relazione di parentela, lo stato civile, lo stato civile precedente al matrimonio, l’anno di matrimonio, titolo di studio,condizione e posizione nella professione, attività economica, ecc.),mediante delle procedure standardizzate a livello delle indagini multiscopo PAPI (posizioni di verifica, procedura famiglia, SCIA), e poi si prosegue con le variabili tematiche dell’indagine. Per queste ultime l’individuazione degli errori (intesi in senso lato come incoerenze e come mancate risposte parziali) avviene tramite un complesso piano di controllo dei dati (distribuzioni di frequenze,coerenza dei percorsi di compilazione, eccetera) che si compone di procedure Sas di vario livello di complessità, mirate a ravvisare tutti i possibili errori presenti sul file dati. La correzione degli errori avviene mediante procedure deterministe ad hoc implementate mediante procedure SAS, mentre per l’imputazione delle mancate risposte parziali si utilizza il sistema applicativo sviluppato in Istituto basato sul metodo del donatore (Concord-Rida). Le stime prodotte dall’indagine sono stime di frequenze (assolute e relative) e stime del numero totale e medio di eventi. Alcune stime hanno come riferimento le famiglie, altre gli individui.Il principio su cui è fondato il metodo di stima campionaria è quello che le unità appartenenti al campione rappresentino anche le unità della popolazione che non sono incluse nel campione. Tale principio viene realizzato attribuendo a ciascuna unità inclusa nel campione un peso, che indica il numero di unità della popolazione rappresentati da detta unità. Le stime sono ottenute mediante uno stimatore di ponderazione vincolata, che è il metodo di stima adottato per la maggior parte delle indagini ISTAT sulle imprese e sulle famiglie, implementato in un software generalizzato progettato e realizzato dall’Istituto (Genesees).Lo stesso software consente di calcolare l’errore relativo e assoluto delle stime.

(cfr. Nota metodologica relativa all’indagine http://www.istat.it/it/archivio/128176)

E’ bene ricordare che le stime prodotte in una indagine campionaria sono affette da errore campionario, che è l’errore derivante dal fatto che sia sottoposto a osservazione solo una parte della popolazione. Generalmente tale errore si riduce all’aumentare della numerosità campionaria considerata. Cosicché nel confrontare alcune stime percentuali, è necessario tener conto che a ciascuna stima puntuale è associato un certo intervallo di confidenza all’interno del quale è probabile al 95% che si trovi il “valore vero” di popolazione del parametro che si intende stimare. Tale intervallo è tanto più ampio quanto maggiore è l’errore campionario.

Storia

I primi tentativi condotti dall’Istat per studiare le condizioni di salute in Italia, tramite indagini di popolazione, risalgono alla fine degli anni ’50; ma è nel 1980 che la statistica ufficiale avvia, con cadenza quasi sistematica, le indagini di popolazione sulle condizioni di salute della popolazione ed il ricorso ai servizi sanitari, all’indomani della riforma del sistema sanitario, e della nascita del Sistema sanitario nazionale (L. 833/78). Tale legge, in attuazione del dettato costituzionale, aveva come principio ispiratore il concetto di salute come diritto sociale, da attuare sull’universalità dei soggetti, garantendo l’eguaglianza di trattamento, nel rispetto della dignità e della libertà della persona. Negli stessi anni l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms- 1977) lancia la nuova linea strategica Health for all - “La salute per tutti” da realizzare entro gli anni 2000. In particolare per la regione Europea viene richiesto che i Paesi membri diano priorità alla promozione della salute e alla prevenzione, evidenziando il ruolo che individui, famiglie e comunità hanno nello sviluppo della salute. In linea con la definizione di salute dell’Oms si attribuisce un’importanza crescente alla percezione soggettiva delle condizioni di salute, quale strumento per cogliere aspetti non rilevabili mediante indicatori tradizionali quali la morbosità e la mortalità. Il soggetto è divenuto fonte pertinente e attendibile per la valutazione delle proprie condizioni di salute, e quindi le indagini di popolazione diventano uno strumento metodologico fondamentale. Le successive indagini del 1983 e del 1986-1987 recepiscono i fondamentali contenuti informativi della prima indagine (percezione soggettiva dello stato di salute, invalidità permanenti, infortuni, ricoveri e accertamenti diagnostici, abitudine al fumo), approfondendo aspetti relativi all’utilizzo dei servizi sanitari, (visite mediche e accertamenti diagnostici) Agli inizi degli anni ’90, grazie alla nuova domanda di informazione statistica per rilevare le condizioni e la qualità della vita dei cittadini italiani, l’Istat ha avviato un processo di trasformazione delle indagini sociali, facendo emergere fenomeni e soggetti prima invisibili per la statistica ufficiale: anziani, bambini, reti familiari, donne, persone con disabilità. L’indagine si arricchisce man mano di nuovi contenuti informativi (es. prevenzione femminile, dieta, autocura e cure alternative) e dal 1994 è inserita nel più ampio Sistema delle indagini sociali multiscopo sulle famiglie, avviato nel 1993, e ripetuta con cadenza quasi quinquennale negli anni 1999-2000 e 2004-2005, fino all’ultima edizione del 2012-2013. Al contempo ogni anno l’indagine Aspetti della vita quotidiana rileva le principali informazioni per la costruzione di un set di indicatori sugli stili di vita e le condizioni di salute, nonché sull’utilizzo e la soddisfazione dei servizi. Il Sistema multiscopo contribuisce in tal modo al monitoraggio continuo dei principali fenomeni legati alla domanda di salute, rappresentando un’utile fonte informativa per la programmazione socio-sanitaria.

Prospettive

Le prospettive future a breve termine riguardano la progettazione e la realizzazione dell’Indagine europea sulla salute, che sarà condotta nel nostro Paese nell’autunno del 2015, secondo i criteri definiti dal Regolamento europeo sull’implementazione dell’Indagine Europea sulla salute (EHIS), n.141/2013 approvato dalla Commissione europea il 19 febbraio 2013. La periodicità di tale indagine è a tutt'oggi in discussione nell'ambito del processo di modernizzazione delle indagini sociali sulle famiglie e individui in ambito europeo, che coinvolgerà anche l'indagine Eusilc con la rotazione di specifici moduli che indagheranno aspetti relativi alla salute o al ricorso ai servizi sanitari.

Classificazioni

CLASSIFICAZIONE ATTIVITA’ ECONOMICA: Ateco 2007. Tale classificazione costituisce la versione nazionale della nomenclatura europea, Nace Rev.2, pubblicata sull'Official Journal il 20 dicembre 2006 (Regolamento (CE) n.1893/2006 del PE e del Consiglio del 20/12/2006).

CLASSIFICAZIONE DELLE PROFESSIONI: A partire dal 2011 l'Istat ha adottato la nuova classificazione delle professioni CP2011, frutto di un lavoro di aggiornamento della precedente versione (CP2001) e di adattamento alle novità introdotte dalla International Standard Classification of Occupations - Isco08.

CLASSIFICAZIONE DEI TITOLI DI STUDIO: La classificazione adottata dall’Istat ha come obiettivo quello di ricostruire in maniera il più possibile estensiva l'insieme dei titoli di studio emessi in Italia e potenzialmente in possesso della popolazione.

Altre classificazioni utilizzate nell’indagine sono: Codici dei comuni, delle provincie e delle regioni http://www.istat.it/it/archivio/6789. Classificazioni degli stati esteri.

Fonti complementari

Una delle principali fonti complementari è l’indagine multiscopo annuale dell’Istat “Aspetti della vita quotidiana” che consente di avere un quadro completo degli stili di vita, raccogliendo annualmente anche alcune delle principali informazioni sull’abitudine al fumo, attività fisica e indice di massa corporea, oltre a consumo di alcol e stili alimentari. Inoltre raccoglie informazioni sulle condizioni di salute in generale attraverso i tre quesiti del il MEHM (Minimun European Health Module), nonché le condizioni di cronicità attraverso una lista di 15 patologie in serie storica dal 1993. Altre fonti di tipo campionario sono Eusilc, che oltre al MEHM, ogni anno raccoglie informazioni sul mancato accesso a visite e trattamenti specialistici o visite e trattamenti dentistici. Inoltre con una cadenza pressoché quinquennale l'Indagine sulle Forze di Lavoro, utilizzando dei moduli ad hoc, indaga su aspetti relativi all'inserimento lavorativo delle persone con disabilità oppure malattie professionali e esposizione a rischi in ambiente di lavoro.

Link

Informazioni sull'indagine http://www.istat.it/it/archivio/7740

Aspetti metodologici dell'indagine http://kentucky.istat.it:8080/SIQual

Riferimenti bibliografici (Documentazione metodologica e scientifica sull’indagine)

Apolone G., Mosconi P., Quattrociocchi L., Gianicolo E.A.L., Groth N. e Ware J.J. E. Questionario sullo stato di salute Sf-12. Versione Italiana. Guerini e Associati Editore. Milano, 2001.

Ware J. E. and Sherbourne C D, The MOS 36-item short form health survey (Sf-36): conceptual framework and item selection. Medical Care 1992; 30:473-81.

Il sistema di indagini Multiscopo, Metodi e Norme,n.31, Anno 2006

Approfondimenti sull'Indagine multiscopo Istat Salute 2005, Anno 2008 http://www.agenas.it/images/agenas/monitor/quaderno/pdf/5__ISTAT_salute_2005.pdf

Scheda redatta da

Lidia Gargiulo e Laura Iannucci