Indagine su asili nido e servizi integrativi per la prima infanzia

Da schedefontidati.istat.it.

Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

L’indagine sugli asili nido e i servizi integrativi per la prima infanzia è stata avviata nel 2009 nell’ambito della più generale rilevazione sugli interventi e servizi sociali dei Comuni singoli o associati. La rilevazione acquisisce informazioni specifiche sui servizi socio-educativi per la prima infanzia (per bambini fra 0 e 36 mesi), attraverso un questionario on-line che viene compilato annualmente dai Comuni e dagli altri Enti di rilevazione. L’indagine ha l’obiettivo di fornire un quadro dell’offerta di servizi socio-educativi per la prima infanzia, più tempestivo e approfondito rispetto alla più generale rilevazione su tutti gli interventi e i servizi sociali offerti dai Comuni singoli o associati. I servizi socio-educativi per la prima infanzia, oltre ad offrire un’opportunità educativa e di socializzazione ai bambini fra zero e due anni, svolgono una funzione sempre più importante per l’affidamento e la cura dei figli, in un contesto di riferimento che vede, da un lato, la riduzione del sostegno fornito dalla rete informale e dall’altro, la crescente partecipazione delle donne al mercato del lavoro, che rende più onerosa l’organizzazione della vita quotidiana delle famiglie con figli piccoli. In anni recenti i servizi socio-educativi per l’infanzia sono stati oggetto di importanti provvedimenti normativi volti all’ampliamento dell’offerta esistente, all’interno di una strategia condivisa dai vari livelli istituzionali preposti alla programmazione, all’attuazione e al monitoraggio delle politiche sociali. Un impulso al potenziamento degli asili nido è stato dato dal “Piano straordinario di intervento per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio-educativi per la prima infanzia”, avviato nel 2007 con la sottoscrizione dell’intesa in Conferenza unificata tra il Governo, le regioni e le autonomie locali. Il piano aveva le finalità di avviare il processo di definizione dei livelli essenziali delle prestazioni, di promuovere il benessere e lo sviluppo dei bambini e di incrementare il sostegno ai genitori nel loro ruolo educativo e nella conciliazione dei tempi di lavoro e di cura della famiglia. Con la Legge finanziaria 2007 è stato attivato un flusso straordinario di risorse economiche, stanziate dallo Stato e ripartite fra tutte le regioni secondo criteri prestabiliti, anche in funzione di meccanismi perequativi a favore delle regioni che presentavano tassi di copertura inferiori alla media nazionale. Le regioni e le autonomie locali hanno concorso al finanziamento in misura non inferiore al 30% delle risorse statali ripartite. La diffusione sul territorio dei servizi per l’infanzia ha assunto un ruolo chiave anche nell’ambito della politica di sviluppo regionale. All’interno di una strategia complessiva di riduzione del divario fra le regioni meridionali e il resto del Paese, il Quadro Strategico Nazionale (QSN 2007-2013) prendeva in considerazione, accanto alle dimensioni economiche conosciute, quali il PIL e i parametri inerenti al mercato del lavoro, i servizi essenziali disponibili per i cittadini, elemento cruciale per ampliare le opportunità degli individui e creare condizioni favorevoli all’attrazione degli investimenti privati, anche attraverso una maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro. Poiché la diffusione sul territorio degli asili nido rappresenta una delle componenti essenziali nell’attuazione delle politiche volte alla conciliazione degli impegni casa-lavoro, fra gli obiettivi da raggiungere nel 2013 vi era il potenziamento dell’offerta pubblica in questo settore nelle otto regioni del Mezzogiorno. Il programma, approvato in Conferenza Unificata Stato-Regioni il 21 dicembre 2006, ha disposto l’accantonamento di una quota dei Fondi per le Aree Sottoutilizzate da assegnare alle regioni del Mezzogiorno sulla base di un meccanismo premiale, legato al raggiungimento di standard adeguati in determinati ambiti (obiettivi di servizio).

Contenuti

Il questionario viene compilato via web dai Comuni e dagli Enti associativi sovracomunali delegati per la gestione dei servizi, attraverso l’applicazione “Indagine sugli interventi ed i servizi sociali dei Comuni singoli o associati, disponibile all’indirizzo Internet: http://comunispesasociale.tesoro.it, da cui si accede al link “Questionario Asili Nido”. Le informazioni richieste sono organizzate nelle seguenti sezioni:

A) SERVIZI DI TITOLARITÀ DELL'ENTE. In questa sezione si rilevano i servizi per la prima infanzia di cui sono titolari i Comuni o gli Enti associativi. Per ciascun tipo di servizio (“Nidi e micronidi”, “Sezioni primavera”, “Servizi integrativi”) si rilevano le seguenti informazioni:

• Presenza del servizio;

• Numero di utenti;

• Spesa impegnata;

• Compartecipazione degli utenti alla spesa;

• Verifica della situazione economica degli utenti.

I dati vengono rilevati distintamente per tipo di gestione (diretta o affidata a terzi).

B) SERVIZI DI TITOLARITÀ DI UN ALTRO COMUNE O GESTITI IN FORMA ASSOCIATA. In questa sezione si rilevano i servizi per la prima infanzia offerti dai Comuni ai propri cittadini tramite forme di delega ad Enti associativi sovracomunali o tramite convenzioni con Comuni limitrofi. Per ciascun tipo di servizio (“Nidi e micronidi”, “Sezioni primavera”, “Servizi integrativi”) si rilevano informazioni su:

• Presenza del servizio attraverso delega ad Ente associativo o convenzione con un Comune limitrofo;

• Nome dell'Ente che gestisce il servizio per conto del Comune (da selezionare, attraverso un “menù a tendina”, dall’elenco degli Enti di rilevazione presenti nella Provincia di appartenenza;

• Importo trasferito all’Ente gestore per la frequenza dei propri residenti.

Le informazioni sul numero di utenti e sulle spese impegnate per il funzionamento del servizio vengono rilevate direttamente presso l’Ente gestore (Ente delegato).

C) CONTRIBUTI E RETTE PER SERVIZI A TITOLARITÀ PRIVATA.

In questa sezione si rilevano i servizi per la prima infanzia offerti dai Comuni o dagli Enti associativi avvalendosi di strutture private.

Per ciascun tipo di servizio (“Nidi e micronidi”, “Sezioni primavera”, “Servizi integrativi”) si rilevano informazioni su:

C1) Contributi e rette per servizi a titolarità privata con riserva di posti

• Presenza del servizio;

• Numero di utenti;

• Spesa impegnata;

• Compartecipazione degli utenti alla spesa;

• Verifica della situazione economica degli utenti.

C2) Contributi e rette per servizi a titolarità privata senza riserva di posti

• Presenza del servizio;

• Spesa impegnata.

D) CONTRIBUTI ALLE FAMIGLIE. In questa sezione si rilevano i contributi erogati dai Comuni e dagli Enti associativi direttamente alle famiglie, per la frequenza di strutture pubbliche o private. Per ciascun tipo di servizio (“Nidi e micronidi”, “Sezioni primavera”, “Servizi integrativi”) si rilevano informazioni su:

• Presenza del servizio (da biffare se i contributi per quel servizio sono stati erogati nell’anno);

• Numero di utenti (beneficiari dei contributi);

• Spesa impegnata;

• Verifica della situazione economica degli utenti.

E) SERVIZI ATTIVI SUL TERRITORIO DEL COMUNE (PUBBLICI E PRIVATI).

L’ultima sezione del questionario raccoglie informazioni sulle singole “unità di offerta” attive sul territorio italiano al 31 dicembre dell’anno di riferimento dell’indagine, sia del settore pubblico che del settore privato. La sezione è accessibile per gli Enti di rilevazione del tipo Comune, in qualità di Enti che autorizzano il funzionamento dei servizi sul proprio territorio, sia pubblici che privati. Poiché la finalità dell’indagine è quella di censire univocamente tutti i servizi presenti sul territorio, l’aggiornamento delle strutture viene richiesto solo ai Comuni, indipendentemente dalla titolarità e dalla gestione dei servizi, che può essere anche privata o in capo ad Enti associativi. Ciascun Comune, accedendo ad un elenco precompilato, può validare, modificare, inserire o cancellare tutti i dati riferiti alle singole unità di offerta: Denominazione, Indirizzo, Tipo di servizio, titolarità (pubblica/privata), numero di posti autorizzati al funzionamento.

Output informativo

I dati raccolti annualmente consentono di monitorare l’offerta pubblica di asili nido e di servizi integrativi per la prima infanzia sotto vari punti di vista. Le principali informazioni diffuse ogni anno riguardano:

• la numerosità degli utenti, la spesa impegnata dai Comuni singoli o associati per questo tipo di servizi e la quota a carico degli utenti, per tipo di servizio e per tipo di gestione del servizio (strutture comunali a gestione diretta, strutture comunali a gestione affidata a terzi, strutture private con o senza riserva di posti, contributi alle famiglie);

• la spesa pro-capite, rapportata al numero di residenti fra 0 e 2 anni, rende confrontabili le risorse impegnate sul territorio per i servizi rivolti alla prima infanzia;

• il rapporto fra la spesa sostenuta dai Comuni e la numerosità degli utenti è una misura indicativa del costo annuo per utente di ciascun servizio;

• l’indicatore di copertura, dato dalla percentuale di Comuni che offrono un determinato servizio (in una regione, provincia o ripartizione territoriale) indica il livello di diffusione sul territorio del servizio stesso;

• l’indicatore di copertura territoriale indica la quota di popolazione che risiede in Comuni in cui è presente il servizio;

• l’indicatore di presa in carico degli utenti, dato dal rapporto fra il numero di utenti e la popolazione residente di riferimento (bambini di 0-2 anni), indica la quota di popolazione target che beneficia dell’offerta pubblica realizzata su un territorio.

Attualmente il dettaglio territoriale con cui vengono rilasciate le informazioni è quello regionale e, per alcuni dati, quello provinciale, ma è previsto il rilascio delle informazioni raccolte anche a livello comunale.

I dati riferiti ai servizi per la prima infanzia, sia pubblici che privati, attivi sul territorio e autorizzati al funzionamento, sono stati diffusi per la prima volta con riferimento al 31.12.2012.

Diffusione

I dati vengono diffusi annualmente tramite statistiche report, tavole di dati, I.stat, Noi Italia, Annuario Statistico Italiano, Sistema di indicatori territoriali, Portale della Pubblica amministrazione.

L’offerta comunale di asili nido e altri servizi socio-educativi per la prima infanzia. Anno scolastico 2012/2013 – (Statistiche report) http://www.istat.it/it/archivio/129403

DWH I.stat: http://dati.istat.it/ Tema: Assistenza e previdenza - Sottotema: Interventi e servizi sociali dei Comuni – Servizi socio-educativi per la prima infanzia

Noi Italia: http://noi-italia.istat.it/ Protezione sociale – Diffusione dell’offerta pubblica di asili nido e servizi per l’infanzia – Bambini che fruiscono di asili nido e servizi per l’infanzia

Annuario statistico italiano 2013: http://www.istat.it/it/archivio/107568

Sistema di Indicatori Territoriali (SITIS): http://sitis.istat.it/sitis/html/

Processo e metodologie

L’indagine è a carattere censuario e rileva con cadenza annuale l’offerta di servizi socio-educativi per la prima infanzia realizzata dai Comuni singoli o associati, nonché le strutture presenti sul territorio, sia pubbliche che private. L’indagine è condotta in collaborazione con diversi soggetti istituzionali: il Ministero dell'Economia e delle finanze, il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, diverse Regioni. Le Regioni compartecipanti sono quelle i cui uffici di Statistica si rendono disponibili per offrire un supporto conoscitivo in merito all’aggiornamento dei rapporti di delega fra Comuni ed Enti associativi e per fornire chiarimenti ai rispondenti durante la fase di compilazione dei questionari. Attualmente collaborano alla rilevazione le Regioni Piemonte, Marche, Lombardia, Veneto, Friuli - Venezia Giulia, Liguria, Emilia - Romagna, Toscana, Umbria, Puglia, Basilicata, Sicilia e la Provincia Autonoma di Trento. La Regione Marche, inoltre, raccoglie autonomamente i dati sul proprio territorio e li trasmette all’Istat in formato elettronico, mentre in tutte le altre Regioni i dati vengono acquisiti via web, attraverso un questionario elettronico accessibile da tutti i Comuni e gli Enti associativi, predisposto e gestito con il supporto di Sogei, nel quadro di un rapporto convenzionale con la Ragioneria Generale dello Stato. Nelle fasi di raccolta e di controllo sulla qualità dei dati, un sistema di utenze e di password garantisce di volta in volta l’accesso ai dati presenti sul web da parte dei vari soggetti istituzionali, secondo i rispettivi domini di competenza e in base alle specifiche funzioni operative degli Enti. L’unità di rilevazione dell’indagine è costituita dai Comuni singoli, dalle loro associazioni e da tutti gli enti che contribuiscono all’offerta di servizi per delega da parte dei Comuni: consorzi, comprensori, comunità montane, unioni di Comuni, ambiti e distretti sociali, Asl e altre forme associative. La numerosità indicativa della popolazione di riferimento è 8.800 Enti. Le unità di rilevazione variano di anno in anno poiché comprendono da un lato la totalità dei Comuni italiani, soggetti a cambiamenti minimi per via di fusioni e costituzioni di nuovi Comuni, dall’altro lato le forme associative, il cui assetto istituzionale è in continua evoluzione. I cambiamenti delle unità di rilevazione possono derivare dalla costituzione di nuovi enti Enti attivi nella gestione dei servizi sociali in forma associata, dalla cessazione o trasformazione di forme associative precedenti, da cambiamenti nel numero di comuni che ne fanno parte. Le liste di riferimento per la rilevazione vengono aggiornate ogni anno a cura dell’Istat, con la collaborazione delle Regioni compartecipanti, attraverso una rilevazione parallela (Mappa territoriale dei comuni singoli e associati che erogano interventi e servizi sociali). Infatti, l’acquisizione delle informazioni in forma telematica si articola in due fasi: la prima riguarda la costruzione dell’archivio degli enti di rilevazione e dei relativi referenti, mentre la fase successiva riguarda la rilevazione dei dati, tramite la somministrazione del questionario elettronico ai Comuni e alle associazioni censite sul territorio nazionale. La prima fase della rilevazione (aggiornamento della Mappa territoriale) rappresenta la base di riferimento sia per l'indagine su asili nido e servizi integrativi per la prima infanzia, sia per l'indagine più generale sugli interventi e servizi sociali dei comuni singoli e associati. Il sito internet dedicato alle indagini contiene quindi 3 link: uno per aggiornare il sistema di deleghe sui servizi sociali da parte di ciascun comune e i dati sui referenti per l’indagine; uno per compilare il "Questionario Asili Nido"; uno per compilare il "Questionario" relativo a tutti gli altri servizi sociali. L’unità di analisi è rappresentata sia dall’Ente gestore dei servizi, sia dal singolo servizio erogato, a cui corrisponde una forma di gestione, un numero di utenti, una spesa sostenuta dall’Ente gestore, una compartecipazione pagata dagli utenti, un’eventuale verifica della situazione economica degli utenti. Il periodo di raccolta delle informazioni è condizionato dalla chiusura dei bilanci dei Comuni e degli altri enti di rilevazione, pertanto l’indagine viene avviata ogni anno a partire dall’inizio di luglio, con riferimento ai servizi erogati e alle spese impegnate per l’anno precedente. Il periodo compreso fra l’inizio di luglio e la fine di dicembre è dedicato alla compilazione del questionario on-line da parte dei referenti di ciascun Ente e al recupero delle unità di rilevazione non rispondenti. Le procedure di controllo e correzione degli errori prevedono una fase di verifica delle incongruenze direttamente durante la compilazione del questionario via web e una fase di verifiche successive. Le incongruenze riscontrate durante la compilazione, se non comportano la modifica delle informazioni inserite, richiedono l’indicazione da parte del rispondente di “giustificativi” a conferma che i dati inseriti corrispondano alle informazioni reali, oppure l’indicazione di non conoscere il dato corretto per una o più variabili di rilevazione. I controlli successivi prevedono l’abbinamento delle anomalie riscontrate con i “giustificativi” e con le indicazioni forniti dai rispondenti, la verifica dell’accettabilità dei dati “giustificati” sulla base di determinati parametri e la successiva stima per mancata risposta parziale nei casi di dichiarazione di non conoscenza dei dati corretti per una o più variabili. Per i dati che risultano non accettabili nonostante la convalida da parte dei rispondenti è prevista una fase di dialogo con i referenti dei Comuni e degli altri Enti di rilevazione per richiedere chiarimenti e informazioni aggiuntive. Il sistema di controllo sulla qualità dei dati è stato sviluppato dall’Istat secondo criteri statistici di coerenza che hanno subito revisioni e modifiche di anno in anno, sulla base dell’esperienza maturata sul campo e dei cambiamenti introdotti nel questionario di indagine. I controlli eseguiti si basano principalmente sul rapporto fra spesa e utenti per ogni specifico servizio o sul rapporto fra utenti e popolazione di riferimento del servizio. Tali parametri vengono confrontati con determinate soglie di normalità, calcolate di anno in anno sulla base dei dati validati per l’anno precedente. Altri tipi di controlli si basano sulla variabilità delle spese e della numerosità degli utenti in rapporto all’anno precedente e sulle variazioni nella presenza/assenza di determinati servizi, che presuppongono un certo grado di stabilità nel tempo. La stima delle mancate risposte parziali avviene attraverso modelli di imputazione basati sull’assunzione di linearità della relazione fra la spesa sostenuta per l’erogazione di un servizio e il numero di utenti che ne hanno beneficiato. La stima delle mancate risposte totali avviene sulla base dei dati forniti dalle unità non rispondenti con riferimento all’anno precedente, eventualmente modificati in funzione di informazioni aggiuntive. Per quanto riguarda la rilevazione dei servizi pubblici e privati attivi sul territorio (Censimento delle unità di offerta), i dati registrati e validati on-line da parte dei referenti dei singoli Comuni sono sottoposti a validazione puntuale da parte dell’Istat sulla base delle procedure di check sviluppate per questa sezione del questionario e in base al confronto con altri archivi di origine statistica e amministrativa. Per i dati riferiti al 2012, primo anno di diffusione di questo tipo di informazioni, è stato eseguito un confronto approfondito con tutte le fonti disponibili: l’archivio ASIA delle imprese attive, il censimento delle istituzioni non profit (da cui sono state selezionate le imprese che svolgono attività di gestione di asilo nido), il censimento delle unità locali delle Amministrazioni pubbliche (con selezione delle unità locali che gestiscono asili nido), l’elenco delle sezioni primavera che ricevono finanziamenti da parte del MIUR. I controlli di coerenza sui dati aggregati per Comune riguardano invece: il rapporto fra il numero di servizi e la popolazione di riferimento (residenti fra 0 e 2 anni), il rapporto fra il numero di posti e la popolazione di riferimento (residenti fra 0 e 2 anni), tali rapporti vengono confrontati con le soglie di “normalità” definite in base ai dati raccolti. Eventuali incompletezze o errori nei dati raccolti vengono riscontrati infine in base al confronto fra numerosità degli utenti dichiarati dal Comune per un determinato servizio e posti disponibili sul territorio comunale per lo stesso servizio.

Storia

La rilevazione è stata introdotta nel 2009 in virtù di due convenzioni: la prima tra l’Istat e il Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione, che prevedeva la fornitura anticipata dei dati relativi ai servizi per la prima infanzia riferiti alle regioni del Mezzogiorno, ai fini del monitoraggio degli “Obiettivi di servizio”, definiti nell’ambito del Quadro Strategico Nazionale per la politica regionale di sviluppo 2007-2013; la seconda convenzione, tra l’Istat e il Dipartimento per le Politiche della Famiglia, prevedeva la fornitura anticipata dei dati relativi agli stessi servizi per le regioni del Centro-nord, ai fini della valutazione dei risultati raggiunti in seguito all’attuazione del piano straordinario per lo sviluppo del sistema integrato dei servizi socio-educativi. Le prime annualità della rilevazione hanno perseguito unicamente gli obiettivi fissati dalle convenzioni, producendo i dati riferiti ai servizi socio-educativi per la prima infanzia in tempi drasticamente ridotti rispetto al complesso dei dati raccolti con l’indagine sugli interventi e servizi sociali dei Comuni. A partire dall’indagine riferita al 2011, mantenendo l’anticipazione della tempistica di rilascio dei dati, sono stati introdotti notevoli ampliamenti dei contenuti informativi dell’indagine, da un lato, i dati vengono differenziati per tipo di gestione dei servizi offerti (gestione diretta, gestione affidata a soggetti terzi, finanziamenti rivolti ai servizi privati per generici contributi o per convenzioni con riserva di posti, contributi alle famiglie); dall’altro lato, si rileva con maggior dettaglio la tipologia dei servizi, scorporando gli asili nido di tipo tradizionale dalle così dette “sezioni primavera”, ovvero sezioni di asilo nido ubicate presso le scuole d’infanzia e rivolte a i bambini di età compresa fra 24 e 36 mesi. Un ulteriore sviluppo della rilevazione riguarda l’acquisizione di dati sui servizi pubblici e privati e sul relativo numero di posti autorizzati al funzionamento. Ai Comuni, in qualità di enti che autorizzano il funzionamento delle strutture, viene richiesto di aggiornare la lista anagrafica delle unità di offerta attive nel loro territorio e il relativo numero di posti. Le principali informazioni raccolte con l’indagine sono consultabili e scaricabili in serie storica attraverso il data warehouse I.stat, accessibile dal sito dell’Istat.

Prospettive

Fra le principali innovazioni di prodotto programmate e in corso di realizzazione, vi è la diffusione di dati comunali sulla numerosità degli asili nido e dei servizi integrativi per la prima infanzia, sia pubblici che privati e dei relativi posti disponibili. Infatti, la nuova sezione del questionario denominata “Censimento delle unità di offerta” consente di rilevare annualmente le strutture e i servizi attivi sul territorio. Le informazioni rilasciate prevedono la distinzione per tipologia dei servizi (“nidi e micronidi”, “sezioni primavera”, “nidi aziendali”, “servizi integrativi”) e per settore del titolare (“pubblico” o “privato”). Dall’indagine riferita al 2013 è stata introdotta una ulteriore distinzione relativa alla tipologia dei servizi integrativi, che comprendono tre sotto-categorie: Spazio gioco, Centro bambini-genitori, Servizio educativo in contesto domiciliare.

Anche per i dati riferiti agli utenti e alla spesa pubblica per i servizi rivolti alla prima infanzia, il livello di disaggregazione territoriale potenzialmente diffondibile è quello comunale. Questo grazie al superamento, attraverso procedure di stima, delle difficoltà tecniche legate alla natura associativa del fenomeno, e al superamento dei vincoli normativi legati alla tutela della privacy degli Enti di rilevazione, in qualità di persone giuridiche.

Classificazioni

Nella rilevazione vengono utilizzate le classificazioni territoriali dell’Istat dei Comuni, delle Province e delle Regioni. Per quanto riguarda i servizi osservati, la classificazione adottata è frutto della condivisione con le Regioni e con i Ministeri compartecipanti all’indagine ed è conforme al “Nomenclatore interregionale degli interventi e dei servizi sociali”, riconosciuto formalmente da tutte le Regioni italiane come strumento di raccordo e integrazione delle diverse classificazioni regionali.

Riferimenti normativi

Legge quadro di riforma dell’assistenza, n. 328 del 2000. Legge istitutiva degli Asili Nido in Italia, n. 1044 del 2 dicembre 1971.

Scheda redatta da:

Giulia Milan

milan@istat.it