Indagine sui percorsi di studio e di lavoro dei diplomati

Da schedefontidati.istat.it.


Indagine sui percorsi di studio e di lavoro dei diplomati delle scuole secondarie di II grado

Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

L'indagine sui percorsi di studio e di lavoro dei diplomati delle scuole secondarie di II grado viene realizzata dall'Istat a partire dal 1998 con cadenza triennale, intervistando la coorte di diplomati che hanno conseguito il titolo circa tre anni prima.

La rilevazione fa parte del sistema integrato di indagini sulla transizione dal mondo dell'istruzione a quello del lavoro, che costituisce un valido strumento per valutare l’efficacia del sistema di istruzione superiore nel suo complesso. Il sistema si compone attualmente di tre rilevazioni: l'Indagine sui percorsi di studio e di lavoro dei diplomati, quella sull’Inserimento professionale dei laureati e, a partire dal 2009, quella sull’Inserimento professionale dei dottori di ricerca. Al di la dei contenuti specifici, le tre rilevazioni indagano in modo omogeneo sul rendimento del titolo di studio nel mercato del lavoro, sugli effetti dell’origine sociale sul processo di selezione scolastica e universitaria e sull’inserimento lavorativo dei giovani.

L’indagine sui percorsi di studio e di lavoro dei diplomati, in particolare, consente di analizzare in maniera approfondita le diverse scelte dei giovani nei tre anni successivi al conseguimento del titolo. La rilevazione consente di analizzare i risultati dei percorsi scolastici (trasferimenti, voti, ripetenze eccetera), le opinioni sull’esperienza scolastica trascorsa, la prosecuzione degli studi (universitari o di formazione professionale) e le modalità e le caratteristiche dell’inserimento nel mondo del lavoro.

La scelta di condurre le interviste a tre anni dal conseguimento dal diploma permette di indagare, per quel che riguarda gli aspetti occupazionali, sia sul primo inserimento dei giovani nel mondo del lavoro sia sull’occupazione a tre anni dal titolo, rilevandone le caratteristiche di tipo oggettivo e soggettivo che consentono anche di valutare il livello della qualità del lavoro trovato. Per quanto concerne gli studi accademici, invece, è possibile osservare l’impegno degli studenti – attraverso il numero di esami o di crediti – o, al contrario, l’eventuale interruzione della frequenza, essendo il fenomeno dell’abbandono particolarmente rilevante proprio nei primi anni di corso.

Contenuti

I contenuti informativi dell’Indagine possono essere raggruppati in tre grandi aree tematiche: gli studi (di scuola secondaria superiore e all’università), il lavoro, la famiglia di origine. Nel questionario di rilevazione tali macro-aree sono articolate in diverse sezioni, di seguito descritte.

- Il curriculum scolastico: mira a definire il percorso scolastico, con particolare riferimento ai percorsi regolari e alle ripetenze, e la soddisfazione sulla qualità dell’istruzione secondaria superiore ricevuta.

- La formazione professionale: si rileva la partecipazione ad attività formative extra-universitarie post-diploma, chiedendo la frequenza alle attività formative, le caratteristiche dei corsi, il grado di soddisfazione e gli esiti dei corsi seguiti.

- Gli studi universitari: si raccolgono qui informazioni relative ai motivi d’iscrizione o di non prosecuzione degli studi, al possesso di titoli accademici ed eventuali cambi del corso di studi, ai canali informativi utilizzati per la scelta dell’indirizzo accademico, il corso di studi frequentato, l’anno di prima immatricolazione, la valutazione della didattica e delle strutture universitarie.

- L'interruzione degli studi universitari: le domande di questa sezione riguardano le caratteristiche del corso interrotto, la motivazione dell’interruzione, le date d’immatricolazione e di abbandono, la valutazione della didattica dei docenti e delle strutture dell’ateneo.

- Il lavoro attuale: a chi, al momento dell’intervista (e dunque a 3 anni dal diploma) sta svolgendo un lavoro, vengono richieste numerose informazioni che descrivono l’attività del diplomato: il tipo di lavoro svolto, la posizione nella professione, il tipo di contratto, la professione, il settore di attività economica, l’orario di lavoro, la retribuzione netta, la data d’inizio dell’attuale impiego, i requisiti richiesti per iniziare l’attività, il grado di soddisfazione nei confronti del lavoro nonché la modalità attraverso cui si è trovato lavoro.

- Le esperienze di lavoro precedenti: la sezione contiene informazioni sulla prima esperienza lavorativa iniziata e conclusasi dopo il conseguimento del diploma. I quesiti descrivono aspetti quali le opportunità di lavoro post-diploma, il motivo di un eventuale rifiuto, il tipo di lavoro interrotto o concluso, la data d’inizio della prima attività lavorativa conclusa/interrotta, il motivo d’interruzione e/o di conclusione e l’eventuale ricerca di lavoro.

- La ricerca di lavoro: è rivolta sia ai disoccupati, sia a chi ha già un’occupazione. I quesiti indagano: le preferenze in merito al tipo e all’orario di lavoro, le modalità di ricerca, il guadagno minimo richiesto, la disponibilità ad iniziare un nuovo lavoro entro due settimane ed, eventualmente, a cambiare città.

- La famiglia d’origine: le domande di questa sezione, rivolte a tutti gli intervistati, riguardano il contesto della famiglia d’origine al momento in cui l’intervistato ha iniziato gli studi superiori (mediamente a 14 anni). Si rilevano numerose informazioni relative ai genitori del diplomato, quali il livello di istruzione, l’attività lavorativa, la professione svolta, la posizione nella professione e il settore di attività economica. Tali informazioni sono rilevanti per gli studi sull’origine sociale e l’influenza del background socio-economico nelle scelte formative e professionali dei giovani.

I questionari di rilevazione sono consultabili all’indirizzo: http://siqual.istat.it/SIQual/modelli.do?id=5000106

Output informativo

L’indagine consente di calcolare degli indicatori relativi alle scelte formative e professionali di coorti di diplomati nel triennio successivo al conseguimento del titolo. Di particolare rilievo risulta la distribuzione dei diplomati per condizione occupazionale a tre anni dal diploma (lavorano, sono in cerca di occupazione, studiano).

Nell’ambito della prosecuzione degli studi, viene diffusa la quota di diplomati iscritti all’università nel triennio successivo al diploma e, tra questi, quanti si sono già laureati e quanti hanno abbandonato gli studi.

Per quanto riguarda le caratteristiche dell’inserimento lavorativo, si diffondono i diplomati occupati per tipo di lavoro (occasionale/stagionale, autonomo, a progetto, dipendente a termine o a tempo indeterminato), per scelta o meno del contratto a tempo determinato e dell’orario part-time.

Vengono calcolati, inoltre, indicatori di coerenza del lavoro con la formazione scolastica (diplomati per necessità e utilità del diploma rispetto al lavoro svolto) e indicatori di soddisfazione rispetto ad alcuni aspetti della propria attività lavorativa.

Si diffonde, infine, l’incidenza dei diplomati disoccupati sul totale dei diplomati attivi, nonchè le preferenze espresse rispetto al tipo di lavoro, al regime orario, alla disponibilità a spostarsi nel territorio.

Tutti gli indicatori vengono generalmente forniti per sesso, ripartizione geografica e tipo di scuola di provenienza.

Diffusione

La diffusione dei dati dell’indagine avviene attraverso diverse modalità. I principali risultati dell’indagine, sia sui percorsi di studio che su quelli di lavoro, vengono illustrati attraverso le Statistiche Report (nel passato Statistiche in Breve), disponibili sul sito dell’Istat.

I contenuti dell’indagine sono analizzati più approfonditamente con i volumi Istat della collana Informazioni. Tali volumi sono consultabili nel Catalogo editoriale.

I risultati delle indagini vengono anche diffusi nei volumi istituzionali Istat: Rapporto annuale, Annuario statistico italiano, Italia in cifre.

I dati elementari sono resi disponibili attraverso il file standard. All’utente, insieme al file, viene fornito un manuale che contiene le caratteristiche della rilevazione, le definizioni utilizzate, gli aspetti metodologici e il livello di precisione delle stime.

A partire dall’indagine 2007, viene rilasciato anche un file per la ricerca, che consiste in un archivio di microdati al massimo livello di dettaglio e di contenuto informativo sulle singole unità statistiche. Questo tipo di dataset può essere richiesto da ricercatori appartenenti a Enti o Istituti di ricerca riconosciuti, che sottoscrivano a specifiche regole di comportamento sull’utilizzo di dati.

Inoltre, i dati dell’indagine 2011 sono stati resi disponibile anche attraverso un file di Microdati ad uso pubblico (http://www.istat.it/it/archivio/96042 ).

È, infine, possibile usufruire dei dati elementari dell’indagine sui diplomati, facendo delle elaborazioni proprie, presso il Laboratorio di Analisi dei Dati ELEmentari (ADELE).

Processo e metodologie

Periodicità, natura e caratteristiche del processo produttivo

L’indagine viene svolta con cadenza triennale, intervistando i diplomati che hanno conseguito il titolo circa tre anni prima.

Unità di rilevazione e unità di analisi

Le unità di rilevazione sono costituite dagli studenti che hanno conseguito il diploma nelle scuole secondarie di II grado nell’anno scolastico di riferimento.

Le unità di analisi si riferiscono ai diplomati che hanno conseguito il primo diploma nell’anno di riferimento.

Dalle analisi, generalmente, si escludono anche i diplomati con età superiore ai 35 anni. Inoltre, nell’esame del lavoro, si considerano solo i diplomati con una attività lavorativa iniziata dopo il diploma e che non hanno ancora conseguito una laurea.

Disegno campionario

Il disegno di campionamento è a due stadi di selezione con stratificazione delle unità di primo stadio.

Le unità di primo stadio sono le scuole secondarie superiori, stratificate per regione geografica, tipo di scuola e dimensione in termini di diplomati. Le unità di secondo stadio sono gli alunni che hanno conseguito il diploma nelle scuole campionate.

La numerosità campionaria di primo e di secondo stadio viene definita tenendo conto sia delle esigenze organizzative e di costo, sia degli errori di campionamento attesi delle principali stime di interesse a livello dei domini di stima. La dimensione complessiva del campione di diplomati da intervistare è di circa 26.000 individui.

Gli obiettivi conoscitivi più rilevanti riguardano le condizioni di lavoro o di studio, e i domini di riferimento delle stime sono l’intero territorio nazionale, le ripartizioni e le regioni geografiche, 12 tipologie di scuola e le modalità ottenute dall’incrocio tra l’aggregazione delle tipologie di scuola in cinque gruppi e le regioni geografiche.

Per l’indagine 2014 i domini di riferimento delle stime utilizzeranno per la prima volta, oltre alle variabili territoriali, il tipo di diploma al posto del tipo di scuola, che fornisce una indicazione più corretta dell’indirizzo di studi di provenienza dei diplomati.

Tecnica d'indagine e organizzazione della rilevazione

La tecnica di rilevazione utilizzata fino al 2011 è stata quella telefonica attraverso il sistema CATI (Computer Assisted Telephone Interview). Nel 2014, si utilizzerà per la prima volta una tecnica mista sequenziale CATI-CAWI: ad alcuni diplomati il questionario verrà somministrato via web (tecnica CAWI), gli altri saranno intervistati telefonicamente (CATI).

La rilevazione si svolge in due fasi: la prima riguarda le scuole, mentre la seconda è rivolta direttamente ai diplomati.

Lo scopo della prima fase d’indagine è quello di ottenere la lista completa dei diplomati appartenenti al campione di scuole selezionato, insieme alle informazioni necessarie per poterli successivamente reperire (recapiti postali e telefonici, compreso il numero di cellulare). Ai presidi delle scuole campione viene pertanto inviata una informativa in cui si richiede di fornire i dati relativi ai diplomati dell’anno scolastico in esame.

Una volta formata la lista completa dei diplomati delle scuole campionate, viene estratto un campione di diplomati. Una società esterna (aggiudicataria di apposita gara d’appalto) effettua quindi le interviste telefoniche previste per la seconda fase di indagine.

Processo di controllo e correzione dei dati

Il piano di controllo e correzione dei microdati dell’indagine avviene in due fasi: la prima di tipo deterministico, sia nell’individuazione dell’errore sia nell'imputazione; la seconda, di tipo probabilistico, viene effettuata mediante l’utilizzo del software SCIA (Sistema di Controllo e Imputazione Automatica), messo a punto dall’Istat.

Generalmente, nell’approccio deterministico vengono trattate le variabili per le quali sono disponibili informazioni da fonti esterne (as esempio, sesso, anno di nascita, voto di diploma); i valori eventualmente mancanti (non sa/non ricorda /non risponde) o fuori range vengono imputati con quelli presenti nelle altre fonti. Si prendono, inoltre, in esame le variabili che hanno violato i controlli “soft” del CATI (per questi casi si ricorre ad altre variabili di ausilio presenti nel questionario per l'individuazione dell'errore).

L’insieme dei dati corretti tramite le regole deterministiche viene successivamente sottoposto a correzione probabilistica mediante SCIA. Si definiscono delle regole (edit) di incompatibilità tra variabili, che il sistema utilizzerà per cercare, nell’insieme di dati sottoposto a controllo, i record che le violano.

La matrice iniziale di dati viene quindi scissa in due sottomatrici, una con i record errati e l’altra con quelli esatti. Da quest’ultima, SCIA seleziona il record donatore che fornirà un valore corretto in sostituzione di quello errato, attraverso criteri di imputazione probabilistica ispirati alla metodologia di Fellegi-Holt.

Indicatori di qualità

Le informazioni sugli errori campionari vengono rilasciate in occasione della diffusione dei risultati e dei file di microdati.

Per l’errore non campionario, vengono calcolati alcuni indicatori, quali il tasso di risposta, tasso di mancata risposta totale, tasso di rifiuto, tasso di mancato contatto, tasso di mancato contatto per errori di lista (http://siqual.istat.it).

Nel 2011 il tasso di risposta è stato pari al 64,7%, il tasso di mancato contatto per errori di lista è risultato uguale al 19,9% e quello di rifiuto pari all’8%.

Storia

L'indagine è stata svolta per la prima volta nel 1998, intervistando i diplomati dell'a.s. 1994/95. Da allora sono state realizzate altre 4 edizioni dell’indagine: nell’anno 2001 sui diplomati del 1998, nel 2004 sui diplomati del 2001, nel 2007 sui diplomati del 2004 e nel 2011 sui diplomati del 2007. Nel 2014 si effettuerà la VI edizione dell’indagine intervistando i diplomati del 2011.

Nel corso degli anni sono state introdotte diverse innovazioni che hanno riguardato diversi aspetti, dai contenuti dell’intervista, alla rappresentatività territoriale, alla raccolta dati nella prima fase di rilevazione, all’organizzazione dell’indagine.

I questionari di rilevazione sono stati fortemente ristrutturati, prevedendo una razionalizzazione dei flussi e dei contenuti informativi e assicurando la confrontabilità con le informazioni raccolte nelle altre indagini del sistema integrato sulla transizione studio-lavoro.

Dall'indagine 2004, la raccolta dati presso le scuole ha introdotto la modalità telematica di trasmissione dei dati attraverso un apposito sito web predisposto dall’Istat. L’utilizzo da parte delle scuole delle modalità di acquisizione telematica, che consentono di effettuare già dei controlli al momento dell’inserimento delle variabili, ha determinato non solo la contrazione dei tempi di rilevazione ma anche una più elevata qualità dei dati raccolti.

Per quanto riguarda l’organizzazione dell’indagine, nelle edizioni svolte nel 2004, 2007 e 2011 ci si è avvalsi di una strategia 'in-house': le interviste sono state effettuate da una società esterna (che ha messo a disposizione le postazioni e il personale) ma l’Istat ha fornito il software da utilizzarsi per la rilevazione (comprendente il modulo per la schedulazione delle chiamate, il questionario elettronico e la procedura che elabora gli indicatori di monitoraggio).

Relativamente al disegno di campionamento, mentre fino all’indagine 2004 è stato possibile fornire stime rappresentative fino al livello di ripartizione, a partire dall’indagine svolta nel 2007, il campione è stato ampliato in modo da rendere le stime rappresentative a livello regionale.

Sempre in fase di campionamento, una novità per l’indagine 2014 è l’utilizzo dell’Anagrafe Miur per la predisposizione della lista universo (a fianco dei dati provenienti dalla rilevazione presso le scuole). Ciò ha permesso anche di utilizzare, per la prima volta, l’informazione sul tipo di diploma in sostituzione del tipo di scuola. Il moltiplicarsi degli indirizzi scolastici aveva, infatti, portato a differenziare moltissimo i tipi di diploma all’interno delle scuole, e pertanto il tipo di scuola è andato via via ad esprimere sempre meno il vero indirizzo e la formazione di provenienza del diplomato.

Rispetto alla tecnica utilizzata, fino al 2011 le interviste sono state svolte telefonicamente (con tecnica CATI); nel 2014, si utilizzerà per la prima volta una tecnica mista CATI-CAWI: ad alcuni diplomati il questionario verrà somministrato via web (tecnica CAWI), gli altri saranno intervistati telefonicamente (CATI).

Classificazioni

Le classificazioni utilizzate nell’indagine sono:

Classificazione delle professioni: A partire dal 2011 l'Istat ha adottato la nuova classificazione delle professioni CP2011 (http://www3.istat.it/strumenti/definizioni/professioni/), frutto di un lavoro di aggiornamento della precedente versione (CP2001) e di adattamento alle novità introdotte dalla International Standard Classification of Occupations - Isco08 (http://www.ilo.org/public/english/bureau/stat/isco/).

Codici dei comuni, delle provincie e delle regioni (http://www3.istat.it/strumenti/definizioni/comuni/).

Classificazione degli stati esteri (http://www3.istat.it/strumenti/definizioni/cittadinanze/).

Link

Presentazione dell’indagine: http://www.istat.it/it/archivio/8392

Riferimenti bibliografici

I percorsi di studio e di lavoro dei diplomati- anno 2011 – Istat, Statistica Report (http://www.istat.it/it/archivio/78617)

Percorsi di studio e di lavoro dei diplomati – Indagini 2004 e 2007 , 2010, Collana Informazioni, Istat, (http://www3.istat.it/dati/catalogo/20100929_01/)

I diplomati e lo studio – Anno 2007, Statistiche in breve, Istat, 13 novembre 2009 http://www.istat.it/it/archivio/12310

I diplomati e il lavoro – Anno 2007, Statistiche in breve, 5 agosto 2009 http://www.istat.it/it/archivio/13866

I diplomati e lo studio – Anno 2004, Statistiche in breve, 3 agosto 2006

I diplomati e il lavoro – Anno 2004, Statistiche in breve, 13 settembre 2006

I diplomati e lo studio -Percorsi di studio e di lavoro dei diplomati- Indagine 2001 Informazioni, n. 30, Istat, 2003

Diplomati e mercato del lavoro - Percorsi di studio e di lavoro dei diplomati – Indagine 2001, Informazioni, n. 44, Istat 2002

Percorsi di studio e di lavoro dei diplomati – Indagine 1998, Informazioni, n. 29, Istat 1999

Scheda redatta da:

Martina Lo Conte