Indagine sui presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari

Da schedefontidati.istat.it.


Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

La rilevazione sui presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari, prevista dal Programma statistico nazionale (IST 00243), a partire dal 2009 ha ampliato i contenuti informativi, adeguandoli alle esigenze conoscitive legate al processo di integrazione socio-sanitaria, cioè a quel complesso di attività di assistenza rivolte alla persona, finalizzate al soddisfacimento sia di bisogni di natura sociale, legati al disagio e all'emarginazione, sia di bisogni con rilevanza socio-sanitaria, legati all'invecchiamento della popolazione e alla presenza di disabilità. La nuova indagine si inserisce nella più ampia prospettiva di riordino e integrazione delle statistiche sull'assistenza socio-sanitaria nell'ambito del Sistema Statistico Nazionale, la quale è regolamentata dal regolamento comunitario numero 1338 del 2008.

L’indagine rileva tutte le strutture che rientrano nella definizione di presidio residenziale socio-assistenziale e socio-sanitario. In tali strutture trovano alloggio le persone che si trovano in stato di bisogno per motivi diversi: anziani soli o con problemi di salute, persone con disabilità, minori sprovvisti di tutela, giovani donne in difficoltà, stranieri o cittadini italiani con problemi economici e in condizioni di disagio sociale. La rilevazione oltre a restituire una dimensione dell’offerta residenziale in termini di posti letto disponibili e a fornire una descrizione degli utenti che vi dimorano, ha l’obiettivo di analizzare la loro organizzazione utilizzando criteri definitori armonizzati a livello nazionale in grado di superare i limiti dettati dalle diverse normative regionali. Le informazioni raccolte costituiscono un importante strumento per la programmazione territoriale dei servizi sociali e per la predisposizione dei piani di zona.

Informazioni rilevate

L’indagine restituisce una fotografia dell’offerta residenziale al giorno 31 dicembre di ciascun anno. Le informazioni vengono raccolte tramite un questionario articolato in 8 sezioni. Nella prima sezione vengono raccolti i dati anagrafici del presidio, del titolare e del gestore (denominazione, indirizzo, natura giuridica, codice fiscale, partita iva); nelle sezioni successive, si rileva, per singolo presidio, il numero di posti letto, il flusso degli ospiti nel corso dell’anno di riferimento e il numero dei moduli attivi. Il modulo è l'unità di servizio di un Presidio, identificata da una tipologia di assistenza per un determinato target di utenza, ciascun presidio può infatti fornire diversi tipi di assistenza ad uno o più tipologie d’utenza (minori, persone con disabilità, dipendenze, anziani, immigrati/stranieri adulti con disagio sociale, salute mentale, multiutenza) e può quindi essere articolato in diverse unità di servizio. Le dimensioni che identificano in maniera univoca la tipologia d’assistenza erogata dall’unità di servizio sono: il carattere della residenzialità (familiare o comunitario) che ne identifica la dimensione e l’assetto organizzativo; la funzione di protezione sociale (accoglienza di emergenza, prevalente accoglienza abitativa, prevalente funzione tutelare, socio-educativa, educativo-psicologica, socio-sanitaria) che descrive il tipo di servizio erogato; il livello di assistenza sanitaria (alta, media, bassa, assente) che fornisce una misura del livello di cure mediche, specialistiche, infermieristiche e riabilitative somministrate.

Queste dimensioni, in linea con quanto previsto dal nomenclatore interregionale degli interventi e dei servizi sociali [1], consentono di caratterizzare le singole unità di servizio in modo standardizzato a livello nazionale e di superare le vecchie classificazioni poco idonee a descrivere una realtà territoriale tanto eterogenea. Altre informazioni rilevate si riferiscono agli utenti ospitati. I dati relativi agli ospiti vengono raccolti separatamente per tre grandi fasce d’età: anziani (65 anni e oltre), adulti (18-64 anni) e minori di 18 anni. Per tutte le categorie si rileva: genere, classe di età e tipologia di disagio. Per gli ospiti minori di 18 anni vengono raccolte alcune informazioni aggiuntive che consentono di comprendere meglio il contesto di provenienza e l’andamento del percorso di reinserimento (motivo d’ingresso nel presidio, contesto di provenienza, condizione di adottabilità, luogo di provenienza, durata della permanenza e dimissioni per tipo di destinazione). Per definire meglio l’assetto organizzativo del Presidio si rileva inoltre il “numero di unità operative attive nel modulo”, tale informazione consente di individuare l’esistenza di nuclei organizzativi distinti all’interno di una stessa unità di servizio (come per esempio in caso di case famiglia). Per concludere, si raccolgono informazioni di natura economica relative al Presidio: accesso a finanziamenti pubblici; tipologia di ente che sostiene l’onere economico del personale; personale impiegato distinto per qualifica professionale e per rapporto di lavoro (full time, part time).

L’indagine consente quindi di delineare le caratteristiche dell’offerta residenziale sia in termini quantitativi (dotazione di posti letto) sia qualitativi (tipologia di servizi erogati) e di indagare sulle tipologie di disagio che determinano il ricovero, consente inoltre di produrre una stima del numero di persone con disabilità ospiti nei presidi residenziali e di individuare la dotazione di posti letto destinate a long-term care.

Nel 2004 è stato inserito un modulo aggiuntivo per rilevare informazioni più dettagliate sulle condizioni di salute degli adulti con disabilità e degli anziani non autosufficienti.

Indicatori prodotti

Ogni anno i dati rilevati con l’indagine sui presidi residenziali, consentono di produrre indicatori che oltre a quantificare l’offerta residenziale in relazione alle diverse e molteplici tipologie di assistenza erogata, quantificano e descrivono la tipologia degli utenti ospitati e forniscono una misura delle risorse impiegate nell’attività residenziale.

La dimensione dell’offerta è fornita dal tasso di posti letto per 100.000 residenti, questo indicatore viene calcolato in relazione ai diversi target d’utenza (minori, disabili, dipendenze, anziani, immigrati/stranieri adulti con disagio sociale, salute mentale, multiutenza) e alle molteplici tipologie di assistenza erogata (carattere della residenzialità, funzione di protezione sociale, livello di assistenza sanitaria).

Anche per gli ospiti vengono costruiti tassi rapportati alla popolazione residente di riferimento, i tassi vengono calcolati separatamente per ciascuna classe d’età, per genere e per tipologia di disagio. Per gli ospiti minori di 18 anni si costruiscono tassi aggiuntivi per ciascuna variabile rilevata (motivo d’ingresso nel presidio, contesto di provenienza, condizione di adottabilità, luogo di provenienza, durata della permanenza).

Altri indicatori come la distribuzione percentuale del personale che opera nel presidio e la percentuale di presidi e di posti letto finanziati dal settore pubblico, forniscono una misura delle risorse pubbliche impiegate nell’attività residenziale. Infine la distribuzione territoriale dell’offerta residenziale in base alla natura giuridica del gestore (pubblica, privata profit e privata no profit) consente di valutare il livello di accessibilità delle strutture sul territorio.

Tutti gli indicatori vengono costruiti con dettaglio regionale.

Diffusione

Gli indicatori prodotti vengono diffusi con cadenza annuale, i sistemi di diffusione utilizzati sono:

1. Statistica Report, pubblicazione online che illustra e commenta i principali risultati dell’indagine [2];

2. I.Stat, il datawarehouse delle statistiche prodotte dall'Istat [3];

3. Disabilità in cifre, il sistema informativo sulla disabilità [www.disabilitaincifre.it];

4. Health for All –Italia, Il database di indicatori sul sistema sanitario e sulla salute in Italia che può essere consultato attraverso il software HFA [4];

5. ASI Annuario Statistico Italiano [5].

Processo e metodologie

L’indagine è censuaria ed ha cadenza annuale. L'universo di riferimento è costituito dall'insieme dei presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari. Si definisce Presidio residenziale la struttura pubblica o privata che eroga servizi residenziali (ospitalità assistita con pernottamento) di tipo socio-assistenziale e/o socio-sanitario a persone in stato di bisogno. Il singolo presidio è individuato univocamente dalla coppia denominazione della struttura e indirizzo della stessa. Le unità di analisi sono: i presidi stessi, le unità di servizio all'interno delle strutture, i posti letto, gli ospiti assistiti e il personale operante. La lista anagrafica relativa alle strutture dell’universo di riferimento viene aggiornata a cura delle Regioni prima dell’avvio della rilevazione.

Il processo di aggiornamento prevede che le Regioni segnalino all’Istat sia le strutture che cessano l’attività sia le nuove strutture autorizzate a svolgere l’attività rilevata; inoltre, nel corso dell’indagine, l’Istat procede all’individuazione delle strutture non più operanti e, dopo averle segnalate per una verifica alla Regione, procede alla eliminazione dalla lista anagrafica. L’acquisizione dei dati avviene tramite questionario elettronico predisposto su una piattaforma web o con questionari cartacei postali auto compilati. Negli ultimi anni la percentuale di questionari compilati sul web è aumenta considerevolmente passando da valori di poco inferiori al 50% nel 2009 ad oltre l’80% nel 2011.

L’Istat si avvale della collaborazione delle Regioni anche per quanto riguarda la fase di rilevazione, queste possono partecipare scegliendo tra tre diverse modalità:

1. raccogliendo i dati, presso tutti i presidi attivi nella regione, attraverso i propri sistemi informativi ed estraendo le informazioni richieste dall’Istat, in questo caso è compito della regione garantire la completezza e la qualità dei dati raccolti e depositare su un’area web protetta, i file dati secondo un tracciato prestabilito;

2. svolgendo la funzione di organo intermedio, in tal caso la Regione svolge la rilevazione per conto dell’ Istat presso i propri Uffici di statistica, avvalendosi del materiale che l’Istat mette a disposizione (questionari cartacei, guida alla compilazione, sistema generalizzato per la compilazione via web e per il monitoraggio dell’indagine). È compito della regione inviare ai propri presidi i questionari, comunicare loro le credenziali per l’accesso alla compilazione via web, monitorare l’andamento dell’indagine, procedere ai solleciti ed inserire nel web i questionari cartacei pervenuti presso i propri uffici;

3. svolgendo una funzione neutrale, in questo caso l’Istat provvede autonomamente alla rilevazione avvalendosi della collaborazione di una ditta esterna che, oltre a fornire supporto ai rispondenti attraverso un numero verde, procede a sollecitare telefonicamente le strutture non rispondenti e a chiedere conferma dei dati presenti nelle liste anagrafiche di partenza.

Una volta conclusa la fase di rilevazione, i dati raccolti vengono sottoposti ad un processo di correzione ed imputazione attraverso l’utilizzo di un software generalizzato che individua i dati mancanti e incoerenti. Per le strutture non rispondenti alla rilevazione corrente, ma rispondenti in quella precedente, vengono imputati i dati rilevati nella precedente edizione. Per quanto riguarda le mancate risposte parziali, laddove le informazioni mancanti siano desumibili attraverso dati rilevati in altre sezioni del questionario, viene implementato un processo di imputazione deterministica. La procedura stima i dati mancanti attraverso medie condizionate. Infine, per tenere conto del numero delle mancate risposte totali, cioè del numero di strutture che non hanno risposto alla rilevazione e che non sono desumibili dalla precedente edizione dell’indagine, i dati vengono ponderati, utilizzando coefficienti di ponderazione regionali. Gli indicatori sono disponibili a livello regionale, i coefficienti di ponderazione, stimati stratificando le strutture per regione, non consentono di fornire stime rappresentative a livello provinciale o comunale.


Per consultare gli indicatori di qualità relativi all’indagine è possibile accedere al Sistema Informativo sulla Qualità (SIQual) [6]

Storia

L’indagine sui presidi residenziali socio-assistenziali fu avviata per la prima volta nel 1951 per poi essere sospesa nel 1994 (anche se gli ultimi dati pubblicati risalgono al 1992). A partire dal 1999 l’indagine ha subito un profondo rinnovamento ed è stata riprogettata e avviata in collaborazione con il Centro interregionale per il sistema informativo del sistema statistico (Cisis). La fase di ristrutturazione ha previsto l’ampliamento dei contenuti informativi e il coinvolgimento diretto delle regioni nella rilevazione (gli ultimi dati rilevati con questi nuovi criteri si riferiscono all’anno 2006). A partire dal 2009, in seguito ad una serie di mutamenti normativi che hanno ridefinito i criteri di indirizzo e coordinamento dell’assistenza socio-sanitaria nel nostro Paese [7] [8], l’indagine è stata nuovamente rinnovata. La rilevazione è stata riprogettata con la collaborazione degli esperti del Ministero della salute, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Cisis - Gruppo di Lavoro Politiche Sociali.

La ristrutturazione ha riguardato in primo luogo l’ampliamento del campo di osservazione attraverso l’inclusione, nell’universo di riferimento, delle strutture di tipo socio-sanitario, ossia quelle strutture che pur rispondendo a bisogni di natura sociale, sono caratterizzate dalla presenza di una rilevante componente sanitaria. Tale estensione consente di fornire un quadro più esaustivo dell’offerta residenziale permettendo di rilevare anche quelle forme di assistenza di lungo periodo che rispondono a bisogni assistenziali legati alla perdita di autonomia nelle attività della vita quotidiana.

Un’altra importante innovazione riguarda i criteri classificatori adottati per definire le tipologie di servizio erogate da ciascuna struttura. A causa delle diverse normative vigenti nelle Regioni in tema di assistenza residenziale, la vecchia classificazione dei servizi residenziali [9], oltre non consentire l’ identificazione, all’interno di uno stesso presidio, di diverse tipologie di servizio, non garantiva la comparabilità delle strutture a livello regionale, basti pensare, ad esempio, alla RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) che se pur regolamentata da una normativa nazionale (DPR 14 gennaio 1997) ha assunto nelle singole Regioni significati diversi, con confini spesso mal definiti rispetto a Case Di Riposo, Case Protette, Residenze Protette, Istituti di Riabilitazione Geriatrica, Lungodegenze Riabilitative ecc. Per superare queste difficoltà, a partire dal 2009, i dati vengono rilevati a livello di unità di servizio, l’attività svolta nel modulo viene descritta attraverso le dimensioni del “Nomenclatore interregionale degli interventi e servizi sociali”, strumento realizzato dal Gruppo di lavoro delle Politiche Sociali del CISIS , che fornisce un linguaggio comune e omogeneo in termini di servizi sociali.

A partire dal 2009 si è inoltre proceduto all’ampliamento dei contenuti informativi relativi agli ospiti minori, per questa categoria di ospiti sono stati introdotti una serie di quesiti aggiuntivi che consentono di comprendere meglio il contesto di provenienza e l’andamento del percorso di reinserimento.

Altre innovazioni hanno riguardato la procedura di aggiornamento delle liste anagrafiche e la tecnica di acquisizione dati. A partire dal 2009 è stato avviato un lavoro di aggiornamento anagrafico che, in collaborazione con le regioni e con gli uffici di statistica regionali Istat, ha permesso di aggiornare e incrementare le liste anagrafiche di riferimento. A partire dall’anno di riferimento 2010, l’attività finalizzata all’ aggiornamento anagrafico è stata incrementata con il supporto di una ditta esterna che ha svolto, per conto dell’Istat, un accurato lavoro di controllo, verifica e correzione dei dati anagrafici, determinando l’eliminazione di molte strutture non più attive. Per quanto riguarda la tecnica di rilevazione, è stata introdotta l’ acquisizione via web che, oltre a rendere la compilazione più agevole, aumenta la qualità dei dati raccolti e riduce i tempi di rilevazione.

Prospettive

Nonostante l’indagine sui presidi residenziali abbia subito un profondo rinnovamento che ha riguardato sia i contenuti informativi sia il processo d’indagine, restano ancora ampi margini per ulteriori interventi migliorativi. Un primo intervento previsto per il futuro riguarda la messa a punto definitiva del processo di aggiornamento delle liste anagrafiche. Sebbene sino ad oggi, sia stato compiuto un grosso sforzo indirizzato all’aggiornamento delle liste anagrafiche di riferimento, persiste un problema di esaustività degli archivi.

Come descritto in precedenza, l’aggiornamento anagrafico della rilevazione viene condotto in collaborazione con le Regioni che, prima dell’avvio di ciascuna indagine, forniscono i dati anagrafici aggiornati. Questa fase però, sino ad oggi, ha coinvolto soltanto le regioni che partecipano attivamente alla fase di rilevazione (modalità 1 e 2), ciò ha determinato un problema di copertura delle liste per tutte le regioni modalità 3 . Per recuperare i dati anagrafici mancanti è previsto uno studio di fattibilità allo scopo di valutare la possibilità di avviare una nuova indagine presso tutti i comuni al fine di censire tutte le nuove strutture oggetto di rilevazione e di aggiornare costantemente l’archivio anagrafico disponibile.

Altri sforzi saranno indirizzati all’ampliamento dei contenuti informativi. L’indagine sui presidi residenziali si presta infatti ad interessanti approfondimenti tematici volti a cogliere meglio la qualità del servizio erogato e le caratteristiche degli utenti che vi dimorano, per gli anni a venire si valuterà l’opportunità di volta in volta di inserire moduli ad hoc che colgano e approfondiscano aspetti dell’assistenza residenziale non ancora esplorati. Un ultimo obiettivo riguarda la tecnica di rilevazione, ed è finalizzato all’eliminazione dell’acquisizione dei dati su questionario cartaceo, che oltre ad alzare i costi della rilevazione, incide negativamente sui tempi e sulla qualità del dato raccolto.

Classificazioni

Nel definire le figure professionali, l’indagine fa riferimento alla classificazione delle professioni CP2011 [10]. la nuova classificazione è il prodotto di un grosso lavoro di aggiornamento della precedente versione (CP2001), che tiene conto delle novità introdotte dalla International Standard Classification of Occupations - Isco08. Tale classificazione, consente di ricondurre tutte le professioni esistenti nel mercato del lavoro all'interno di un numero limitato di raggruppamenti professionali e garantisce la confrontabilità dei dati a livello internazionale.

Riferimenti normativi

La legge 328 dell’8 novembre 2000 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” e il successivo DPCM del 14 febbraio 2001 “Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni sociosanitarie” costituiscono due dei principali interventi normativi tra quelli che hanno tracciato il quadro di riferimento per la costituzione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali finalizzati all’integrazione socio-sanitaria, cioè a quell’insieme di attività volte a soddisfare, attraverso percorsi assistenziali integrati, bisogni di assistenza alla persona che richiedono sia prestazioni sanitarie sia azioni di protezione sociale. Tali interventi normativi hanno indirizzato il processo di ristrutturazione dell’indagine sui presidi residenziali i cui contenuti informativi sono stati adeguati alle esigenze conoscitive dettate dal nuovo contesto di riferimento [11].

L’indagine è inoltre regolamentata dalla normativa comunitaria attraverso il regolamento numero 1338 del 2008 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle statistiche comunitarie in materia di sanità pubblica e di salute e sicurezza sul luogo di lavoro. Il regolamento è consultabile sul sito del Parlamento Europeo [12]

Scheda redatta da:

Claudia Di Priamo e Alessandra Battisti

Email: dipriamo@istat.it, albattis@istat.it