Indagine sul reddito e le condizioni di vita (EU-SILC)

Da schedefontidati.istat.it.


Indagine europea sul reddito e le condizioni di vita (EU-SILC: The European Union Statistics on Income and Living Conditions)

Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

Il progetto EU-SILC (Regolamento del Parlamento Europeo, n. 1177/2003) costituisce dal 2004 una delle principali fonti di dati per i rapporti periodici dell’Unione Europea sulla situazione sociale e sulla diffusione della povertà nei Paesi membri. L’indagine ha quindi come obiettivo prioritario quello di fornire, usando definizioni e metodi armonizzati, dati comparabili tra Paesi, sia a livello trasversale che longitudinale, per l’analisi della distribuzione dei redditi, della diseguaglianza e della povertà, dell’esclusione sociale e della qualità della vita delle famiglie.

Sulla base di questi dati e di quelli forniti dagli altri Paesi europei, la UE calcola gli indicatori ufficiali per la definizione e il monitoraggio degli obiettivi di politica sociale per stimolare lo sviluppo e l’occupazione nell’UE, nel contesto della Strategia Europa 2020, che punta a far uscire dal rischio di povertà o di esclusione sociale almeno 20 milioni di persone entro il 2020.

Questo obiettivo è monitorato attraverso l’indicatore di povertà o esclusione sociale, che misura la quota di persone che sperimentano almeno una condizione tra: rischio di povertà dopo i trasferimenti sociali, situazione di grave deprivazione materiale, appartenenza a famiglie a intensità lavorativa molto bassa.

La disponibilità di dati a livello longitudinale (le famiglie permangono nel campione per quattro anni consecutivi) permette, inoltre, di studiare gli aspetti dinamici dei fenomeni rilevati, in particolare consente il calcolo dell’indicatore di persistenza in povertà per lo studio delle dinamiche della povertà.

Contenuti

L’indagine offre un ampio spettro di informazioni sulle condizioni di vita delle famiglie europee, a livello sia familiare che individuale, di carattere sia monetario che non monetario. In particolare, consente di valutare:

- povertà, basata sui redditi netti (rilevati attraverso l’intervista diretta e/o ricostruita attraverso integrazione con dati di fonte amministrativa) e lordi (le imposte e i contributi sociali sono stimati mediante un modello di microsimulazione e l'integrazione dei dati campionari e amministrativi);

- deprivazione materiale (incapacità, per scarsità di risorse, di accedere a beni e servizi essenziali);

- condizioni abitative (problemi strutturali, sovraffollamento);

- valutazione soggettiva del disagio economico (giudizio sulla capacità di arrivare senza difficoltà alla fine del mese e sull’onerosità delle spese per l’abitazione).

Le informazioni sull’esclusione sociale e sulle condizioni abitative sono raccolte principalmente a livello familiare, mentre quelle relative a lavoro, istruzione e salute sono richieste alle persone con 16 anni e più. Il core dell’indagine, ovvero il reddito nelle sue principali componenti, è raccolto principalmente a livello individuale: la somma delle varie tipologie di reddito permette di ricostruire il reddito familiare netto disponibile funzionale alla costruzione della soglia di povertà al di sotto della quale la famiglia viene classificata a rischio di povertà.


I modelli di rilevazione usati per la raccolta delle informazioni sono quattro.

La scheda contatti contiene informazioni per l’identificazione della famiglia da intervistare e informazioni per identificare i componenti della famiglia stessa; consente inoltre la registrazione dell’esito del contatto e dell’intervista alla famiglia.

Nella scheda generale, rilevata per ogni individuo, sono riportate le informazioni anagrafiche, la relazione di parentela con l’intestatario della scheda, lo stato civile e informazioni sulla cura dei bambini.

Il questionario familiare è somministrato al componente della famiglia che conosce meglio la situazione della famiglia. Contiene informazioni sulle condizioni abitative, sulle spese sostenute per l’abitazione e sulla situazione economica oggettiva e soggettiva della famiglia.

Il questionario individuale è somministrato a tutti i componenti presenti in famiglia con 16 anni o più. Consente di rilevare informazioni su alcune importanti dimensioni della qualità della vita (come istruzione e condizioni di salute) e sulla situazione e sulla storia lavorativa (quella presente, se è attualmente occupato, o quella dell’eventuale ultimo lavoro svolto, se non occupato). Viene inoltre rilevato il reddito nelle sue principali componenti distinto per fonte e per eventuali voci accessorie: un prospetto riassuntivo delle diverse tipologie di reddito che il rispondente dichiara di percepire è funzionale alla compilazione delle rispettive sezioni (da lavoro dipendente, da lavoro autonomo, da pensioni e da altri assegni sociali, da investimento di capitale, da trasferimenti privati, comprese eventuali componenti non monetarie come i fringe benefits, eccetera).


Ogni anno, inoltre, vengono inseriti dei moduli aggiuntivi, anch’essi armonizzati a livello europeo, al fine di integrare le variabili raccolte in modo permanente in EU-SILC con variabili supplementari, approfondendo alcuni aspetti di inclusione sociale.

I moduli ad hoc realizzati fino ad ora e previsti nei prossimi anni sono:

- 2005: Intergenerational transmission of poverty

- 2006: Social participation

- 2007: Housing conditions

- 2008: Over-indebtedness and financial exclusion

- 2009: Material deprivation

- 2010: Intra-household sharing of resources

- 2011: Intergenerational transmission of disadvantages

- 2012: Housing conditions

- 2013: Well-Being

- 2014: Material deprivation

- 2015: Social and cultural participation and material deprivation

Output informativo

Il core informativo di EU-SILC è essenzialmente incentrato sulle tematiche del reddito e dell’esclusione sociale. Il progetto è ispirato da un approccio multidimensionale al problema della povertà, con una particolare attenzione agli aspetti di deprivazione materiale.


I principali parametri oggetto di stima sono gli indicatori sia monetari che non monetari delle condizioni di vita definiti per il monitoraggio degli obiettivi di politica sociale predisposti nel contesto della Strategia Europa 2020.

Rischio di povertà dopo i trasferimenti sociali (At-Risk-of-Poverty rate - ARP): percentuale di individui che vivono in famiglie con un reddito equivalente inferiore al 60 per cento del reddito equivalente mediano disponibile dopo i trasferimenti sociali.

Deprivazione materiale severa (Severe Material Deprivation rate - SMD): percentuale di individui che vivono in famiglie che registrano almeno quattro segnali di deprivazione materiale su una lista di nove tra:

1. essere in arretrato nel pagamento di bollette, affitto, mutuo o altro tipo di prestito;

2. non potersi permettere di riscaldare adeguatamente l’abitazione;

3. non poter sostenere spese impreviste con risorse proprie (l’importo di riferimento per le spese impreviste è pari a 1/12 del valore della soglia di povertà annuale riferita a due anni precedenti, e quindi può variare nel tempo);

4. non potersi permettere un pasto proteico adeguato almeno una volta ogni due giorni, cioè con proteine della carne, del pesce o equivalente vegetariano;

5. non potersi permettere una settimana di ferie all’anno lontano da casa;

6. non potersi permettere un televisore a colori;

7. non potersi permettere una lavatrice;

8. non potersi permettere un’automobile;

9. non potersi permettere un telefono.

Bassa intensità di lavoro (Very Low Work Intensity rate - LWI): percentuale di individui che vivono in famiglie a intensità lavorativa molto bassa. L’intensità del lavoro è convenzionalmente definita come il rapporto fra il numero totale di mesi lavorati dai componenti della famiglia durante l’anno di riferimento dei redditi (quello precedente all’anno di rilevazione) e il numero totale di mesi teoricamente disponibili per attività lavorative; l’intensità di lavoro è definita molto bassa quando tale rapporto è inferiore a 0,20, ovvero laddove gli individui abbiano lavorato per meno del 20 per cento del loro potenziale. Ai fini del calcolo di tale rapporto, si considerano i membri della famiglia di età compresa fra i 18 e i 59 anni, escludendo gli studenti nella fascia di età tra i 18 e i 24 anni (le famiglie composte soltanto da minori, da studenti di età inferiore a 25 anni e da persone di 60 anni o più non vengono considerate nel calcolo dell’indicatore).

Rischio di povertà o esclusione sociale (At-Risk-of-Poverty or Social Exclusion rate - AROPE): percentuale di individui che sperimentano almeno una condizione tra rischio di povertà dopo i trasferimenti sociali, situazione di grave deprivazione materiale, appartenenza a famiglie a intensità lavorativa molto bassa.


Il carattere longitudinale dell’indagine permette inoltre di studiare gli episodi di povertà non solo in modo statico ma anche dinamico: nel primo caso ci si limita a studiare la diffusione della povertà, eventualmente in relazione alle principali caratteristiche socio-demografiche individuali e di contesto; nel secondo ci si può spingere ad osservare le traiettorie di entrata e uscita dalla povertà e quindi la persistenza in questo stato, in termini di quota di persone e famiglie rimaste povere per più anni di seguito. La disponibilità di una componente panel consente inoltre di studiare i cambiamenti nel tempo di tutti i fenomeni rilevati, come ad esempio le transizioni nel mercato del lavoro, attraverso indici di persistenza e di transitorietà.

Persistenza in povertà (At-Persistent-Risk-of-Poverty rate - APRP): percentuale di individui a rischio di povertà nell’anno corrente e in almeno due dei tre anni precedenti.


Questi indicatori vanno ad aggiungersi ai cosiddetti indicatori di Laeken per la misura della povertà relativa e delle disuguaglianze sociali, previsti in ambito UE dal Consiglio Europeo svoltosi a Laeken nel 2001.


La disponibilità di dati sui redditi, sia lordi che netti, a livello individuale e familiare, consente inoltre di misurare gli effetti delle tasse e dei benefici monetari sulle condizioni delle famiglie ed anche, con opportuni modelli di simulazione, di valutare in anticipo i potenziali effetti delle proposte di politica economica (tributaria) e sociale.

Diffusione

I dati dell’indagine sulle condizioni di vita vengono diffusi periodicamente in diverse forme. In particolare, tra i principali prodotti editoriali, si segnala il Rapporto Annuale, le Statistiche Report e le Statistiche Focus pubblicate ogni anno sul sito dell’Istat (nel settore con argomento “Condizioni economiche delle famiglie e disuguaglianze”), Noi Italia (sotto la sezione “Condizioni economiche delle famiglie”), il Rapporto BES, i volumi pubblicati nelle Collane Metodi e Norme, Argomenti e Informazioni (consultabili nei settori “Famiglia e società - Reddito, consumi e povertà” e “Famiglia e società - Comportamenti e stili di vita”).

I principali risultati, inoltre, vengono resi disponibili sul Datawarehouse I.Stat attraverso tabelle multidimensionali in forma aggregata, accessibili nel tema “Condizioni economiche delle famiglie e disuguaglianze”.

I dati elementari (microdati) vengono rilasciati sotto forma di file standard, sia per la componente trasversale sia per quella longitudinale. Tali file sono rilasciati in modo anonimo, ovvero privi degli elementi identificativi del soggetto al quale si riferiscono, nonché di ogni altro elemento che consenta, anche indirettamente, il collegamento con le famiglie o gli individui intervistati, e sono resi disponibili gratuitamente agli utenti e ai ricercatori che ne facciano richiesta per fini di ricerca scientifica.

I dati prodotti dall’indagine e le relative pubblicazioni sono inoltre diffusi sul sito e sui volumi di Eurostat, con la possibilità di effettuare confronti sulle condizioni economiche delle famiglie a livello europeo.

Per quanto riguarda, infine, i metadati, nonché il contenuto informativo, le attività di prevenzione, controllo e valutazione dell’errore e gli indicatori di copertura e mancata risposta, si può consultare SIQual, il sistema di visualizzazione della documentazione delle Indagini Istat.

Processo e metodologie

Periodicità, natura e caratteristiche del processo produttivo

L’indagine campionaria è condotta annualmente a partire dal 2004 e fornisce statistiche a livello sia trasversale (riferite cioè a un dato istante temporale o a un dato periodo) che longitudinale (le famiglie permangono nel campione per quattro anni consecutivi).

Le notizie acquisite possono avere diversi riferimenti temporali, in particolare:

- situazione corrente al momento dell’intervista (anno T): a questo vanno ricondotte le informazioni familiari e individuali che caratterizzano le condizioni di vita attuali (ad esempio le caratteristiche dell’abitazione, il possesso dei beni durevoli, le condizioni di salute degli individui, l’istruzione, l’attuale condizione lavorativa);

- ultimi dodici mesi: a questi vanno ricondotte, ad esempio, le principali spese sostenute per l’abitazione;

- anno solare precedente quello della rilevazione (anno T-1): a questo vanno ricondotte tutte le informazioni familiari ed individuali che caratterizzano la situazione economica della famiglia e degli individui (ad esempio i redditi e il calendario retrospettivo sulla condizione professionale).

Unità di rilevazione e unità di analisi

La popolazione di riferimento è costituita da tutti i componenti delle famiglie residenti in Italia, anche se temporaneamente assenti. Sono escluse le famiglie residenti in Italia che vivono abitualmente all’estero e i membri permanenti delle convivenze istituzionali.

L’unità di rilevazione è la famiglia di fatto (vedi Glossario).

Le principali unità di analisi sono le famiglie, gli individui e i percettori di reddito che abbiano compiuto 16 anni nell’anno di riferimento del reddito.

Disegno campionario

L’indagine è condotta su un campione di circa 26 mila famiglie (per un totale di quasi 70 mila individui), distribuite in circa 800 Comuni italiani di diversa ampiezza demografica e selezionate secondo un disegno campionario che le rende statisticamente rappresentative della popolazione residente in Italia. Sebbene il Regolamento EU-SILC richieda solamente la produzione di indicatori a livello nazionale, in Italia l’indagine è stata disegnata per assicurare stime affidabili anche a livello regionale.

Il disegno di campionamento adottato per ciascun anno per la parte trasversale è lo stesso utilizzato per le principali indagini Istat sulle famiglie condotte mediante intervista faccia a faccia, ovvero un disegno a due stadi con stratificazione delle unità di primo stadio; le unità di primo stadio sono i comuni (stratificati sulla base della dimensione demografica), quelle di secondo stadio sono le famiglie (selezionate dalla lista anagrafica comunale mediante scelta casuale e senza re-immissione). Tutti gli individui appartenenti alle famiglie estratte vengono intervistati.

Per la parte longitudinale, per le famiglie viene adottato un disegno di campionamento ruotato. Il campione annuale è costituito da quattro gruppi rotazionali (ognuno di dimensione pari ad un quarto della numerosità campionaria complessiva), ciascuno dei quali rimane nel campione per quattro anni consecutivi. Ogni anno un quarto del campione viene rinnovato attraverso la sostituzione del gruppo entrato nel campione quattro anni prima.

In effetti, la definizione di famiglia campione longitudinale deriva direttamente da quella di individuo-campione; esistono infatti particolari regole di “inseguimento” degli individui che nelle wave di intervista successive alla prima non fanno più parte della famiglia di origine; queste regole considerano anche il caso di divisione della famiglia in più famiglie (dette split) negli anni successivi. In particolare, per ciascuno dei gruppi definiti dallo schema di rotazione, ogni individuo di almeno 14 anni rilevato nella prima wave viene rilevato anche nelle successive a meno che, nel frattempo, sia deceduto o si sia trasferito all’estero; dalla seconda wave, gli eventuali membri aggiuntivi della famiglia campione sono considerati individui coabitanti e continuano a essere intervistati nelle wave successive se restano “associati” ad almeno un individuo-campione.

L’elemento longitudinale dell’indagine, il fatto cioè che un individuo appartenente ad una famiglia del campione diventi individuo-campione e venga “inseguito” per i tre anni successivi alla prima intervista, fa sì che la numerosità campionaria (campione teorico) sia in effetti variabile nel tempo.

Tecnica di indagine e organizzazione della rilevazione

Alle famiglie che fanno parte del campione viene inviata alcuni giorni prima dell’intervista una lettera informativa con lo scopo di presentare l’indagine, fornire informazioni sul trattamento dei dati e aumentarne il tasso di partecipazione.

Dal 2011 l’indagine si svolge attraverso la realizzazione di interviste a domicilio condotte con il metodo CAPI (Computer Assisted Personal Interview): le informazioni vengono raccolte mediante un questionario elettronico, presente sul computer portatile dell’intervistatore opportunamente formato, in cui vengono registrate le risposte fornite dalla famiglia. Le interviste effettuate sono inviate giornalmente all’Istat.

Il questionario è concepito in modo da definire automaticamente i percorsi di risposta e di attivare dei warnings in presenza di incoerenze riscontrabili nelle risposte fornite; questo permette di sanare le incompatibilità direttamente in fase di intervista, senza bisogno di un ritorno sul campo, consentendo così di ridurre ulteriormente l’errore non campionario e di migliorare quindi la qualità dei dati. Il questionario prevede inoltre dei quesiti a conferma per le interviste successive alla prima per controllare la coerenza longitudinale delle informazioni anagrafiche fornite.

Processo di controllo e correzione dei dati e metodi di stima

Come già accennato, le tecniche di controllo in itinere tramite il monitoraggio delle mancate risposte (con opportuni indicatori di qualità della rilevazione) e l’inserimento di parte del piano di verifica già all’interno del questionario elettronico (con opportuni controlli di dominio e di percorso che consentono di intervenire tempestivamente in caso di errore), garantiscono un buon livello qualitativo dei dati grezzi, minimizzando così l’impatto dei piani di check sul file dati.

Tuttavia, come precedentemente detto, i controlli effettuati in fase di intervista sono di tipo soft, ovvero permettono soltanto di segnalare eventuali incompatibilità, che non necessariamente riescono ad essere risolte in modo immediato e definitivo. Inoltre, tali controlli riguardano principalmente le coerenze di percorso del questionario e prendono solo marginalmente in considerazione le incompatibilità che possono emergere tra le informazioni raccolte in punti differenti del questionario stesso. Infine, vi è anche la necessità di conciliare le informazioni raccolte tramite l’intervista con alcune altre provenienti da archivi amministrativi. Pertanto, al fine di rendere tutte le informazioni consistenti tra loro, sono state sviluppate tecniche mirate di correzione ex-post dei dati e di imputazione delle informazioni mancanti.

In particolare, le fasi del processo si possono così sintetizzare (per approfondimenti si rimanda a L’Indagine europea sui redditi e le condizioni di vita (Eu-Silc)):

- controllo delle chiavi identificative delle famiglie e degli individui, necessarie anche per la definizione del campione da replicare l’anno successivo;

- correzione delle variabili anagrafiche;

- correzione della struttura delle famiglie di fatto e loro classificazione nelle differenti tipologie sulla base della presenza di nuclei, intesi come l’insieme delle persone legate tra loro soltanto da vincoli di tipo orizzontale (coniugi/partner) o verticale (genitori-figli), e della presenza eventuale di persone “aggregate” ai nuclei stessi;

- imputazione per mancata risposta totale dei record individuali, tramite una procedura basata sul donatore di distanza minima;

- correzione degli errori sistematici con tecniche di tipo deterministico;

- integrazione dei dati campionari con dati di fonte amministrativa (per approfondimenti si rimanda a Integrazione di dati campionari Eu-Silc con dati di fonte amministrativa), con l’obiettivo di ridurre al minimo l’errore di stima del reddito, senza ricorrere a correzioni basate su ipotesi ad hoc;

- correzione e imputazione degli errori stocastici delle variabili qualitative, tramite procedure automatizzate di controllo e correzione di tipo probabilistico applicando la metodologia di Fellegi-Holt, basata sul principio del minimo cambiamento e implementata nel software Concord realizzato dall’Istat;

- individuazione ed eliminazione degli outliers per le variabili quantitative, tramite una procedura generalizzata basata sul metodo di Hidiroglou-Berthelot;

- imputazione delle variabili quantitative (laddove mancanti o ritenute non valide perché incoerenti o anomale), tramite una tecnica basata sulla costruzione di modelli di regressioni sequenziali multiple implementata nel software IVEware;

- modelli di microsimulazione delle imposte e dei contributi sociali per la stima dei redditi lordi (per approfondimenti si rimanda a La metodologia di stima dei redditi lordi nell'indagine Eu-Silc);

- trascodifica delle variabili rilevate per la costruzione delle variabili target previste dal Regolamento EU-SILC.

Tutto il processo di controllo e correzione è pensato in modo da garantire una coerenza dei dati anche a livello longitudinale.

Indicatori di qualità

Errori campionari

Lo scopo principale delle indagini campionarie eseguite dall’Istat è quello di stimare e diffondere parametri di popolazioni e sub-popolazioni di interesse. Le stime vengono ottenute tramite l’applicazione di coefficienti di riporto all’universo che assegnano un peso a ciascuna unità campionaria: questo tiene conto della probabilità di inclusione della famiglia nel campione, corretta per la mancata risposta totale e calibrata con dei “totali noti” desunti da fonti anagrafiche.

Per valutare la precisione e quindi il grado di attendibilità delle stime, vengono calcolati l’errore di campionamento e il relativo intervallo di confidenza, utilizzando una metodologia basata sugli stimatori di calibrazione e incorporata nel software generalizzato Genesees progettato e realizzato dall’Istat.


Errori non campionari

Il rischio di commettere errori non campionari durante il lavoro sul campo ha reso necessaria la progettazione di un sistema di monitoraggio che consente di seguire l’andamento della rilevazione in itinere ed ex-post, al fine di adottare tempestivamente le misure correttive idonee a contrastare le situazioni critiche.

Gli indicatori di monitoraggio e di qualità, quali il tasso di risposta, l’incidenza dei rifiuti sulle mancate risposte e il tasso di proxy, sono pubblicati nei Quality Report previsti dal Regolamento EU-SILC.

Storia

Il progetto EU-SILC ha sostituito il precedente panel europeo sulle famiglie (ECHP – European Community Household Panel), condotto tra il 1994 e il 2001 nei 15 Paesi allora membri dell’Unione Europea (ad eccezione della Svezia), per rispondere alla domanda crescente di informazioni da parte delle istituzioni nazionali ed europee, della comunità scientifica e della pubblica opinione sui fenomeni della povertà, dell’esclusione sociale e, più in generale, della qualità della vita delle famiglie.

A causa dei problemi di comparabilità e tempestività connessi al panel ECHP, è stato lanciato nel 2003 il progetto EU-SILC sulla base di un accordo tra sei Paesi membri (Belgio, Danimarca, Grecia, Irlanda, Lussemburgo e Austria) e Norvegia; è stato implementato poi a partire dal 2004, coinvolgendo 15 Paesi UE, tra cui l'Italia (ad eccezione di Germania, Olanda e Regno Unito), Estonia, Norvegia e Islanda, e successivamente esteso nel 2005 fino a coprire i 25 Stati membri di allora, oltre a Norvegia e Islanda. Ad oggi, ai 28 Paesi UE coinvolti nella rilevazione si aggiungono Norvegia, Islanda, Svizzera e Turchia.

A partire dal 2007 l’indagine, oltre ai redditi netti, fornisce anche la stima dei redditi lordi, permettendo di calcolare i principali indicatori economico-sociali (povertà relativa, persistenza nello stato di povertà, dispersione intorno alla linea di povertà, diseguaglianza dei redditi) prima e dopo l’imposizione fiscale e i trasferimenti sociali, e di valutare con opportuni modelli di simulazione i potenziali effetti redistributivi delle politiche tributarie e sociali.

Nel 2011, inoltre, la tradizionale tecnica di rilevazione PAPI, condotta con questionario cartaceo da intervistatori facenti capo ai Comuni, è stata sostituita dal nuovo metodo di intervista CAPI affidata a una ditta esterna. Con l’occasione il questionario individuale, a cui fino ad allora rispondevano anche i quindicenni in analogia a quanto fatto nella rilevazione sulle Forze di Lavoro, viene somministrato solo ai sedicenni e più come richiesto da Regolamento EU-SILC.

Prospettive

Le principali innovazioni di prodotto e di processo in via di realizzazione riguardano:

- il processo di rilascio dei dati: per rispettare il requisito di tempestività dei dati, il Regolamento EU-SILC ha finora previsto il rilascio di due tipi di dati annuali (uno per la componente trasversale e uno per quella longitudinale) che sono trattati secondo differenti processi e con un diverso calendario; a partire dalla rilevazione condotta nel 2014, il rilascio ad Eurostat di queste due componenti dovrà avvenire in modo congiunto;

- la durata del periodo di rilevazione: in sede Eurostat si sta considerando la possibilità di estendere la componente longitudinale da 4 a 6 wave di osservazione;

- la ricostruzione della serie storica delle stime: a seguito del Censimento della Popolazione 2011, è previsto l’aggiornamento delle stime rilasciate per tenere conto della ricostruzione della serie storica della popolazione intra-censuaria;

- il potenziamento del contenuto informativo: è in corso lo sviluppo della tecnica di statistical matching che consente di combinare e quindi arricchire le informazioni raccolte in più indagini campionarie. In particolare, i dati EU-SILC con quelli provenienti dall’indagine sui Consumi delle famiglie;

- la tecnica di rilevazione: è in corso dal 2013 una sperimentazione atta a stabilire l’opportunità di condurre la rilevazione con tecnica mista, ovvero affiancando alla tradizionale tecnica CAPI la tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interview) per particolari sottogruppi di popolazione, al fine di ridurre i tempi e i costi della rilevazione e migliorare la qualità del dato;

- la struttura del questionario: in occasione della sperimentazione CATI, si è cercato di verificare anche la fattibilità di snellire il questionario, in particolare le sezioni sui redditi, grazie ad un maggiore sfruttamento delle informazioni provenienti e integrabili da fonte amministrativa.

Classificazioni

Classificazioni internazionali

Nomenclature of Territorial Units for Statistics – NUTS II

Statistical Classification of Economic Activities – NACE (Rev. 1.1 fino al 2007, Rev. 2 dal 2008)

International Standard Classification of Occupations – ISCO (ISCO-88 (COM) fino al 2011, ISCO-08 (COM) dal 2012)

International Standard Classification of Education – ISCED-97

Classificazioni nazionali

Codici dei Comuni, delle Province e delle Regioni

Classificazione degli Stati Esteri

Classificazione delle attività economiche (Ateco 2002 fino al 2008, Ateco 2007 dal 2009)

Classificazione delle professioni (CP2001 fino al 2011, CP2011 dal 2011)

Classificazione dei titoli di studio

Riferimenti normativi

Contesto normativo internazionale

Nell’ambito del contesto normativo europeo, il Regolamento quadro n. 1177/2003 del Parlamento e del Consiglio Europeo ha istituito il progetto EU-SILC con l’obiettivo di produrre e divulgare statistiche armonizzate sul reddito e le condizioni di vita dei cittadini dell’Unione europea; in particolare stabilisce il quadro di riferimento comune per la produzione sistematica delle statistiche Comunitarie sul reddito e le condizioni di vita, che comprende dati traversali e longitudinali comparabili e periodici sul reddito e su livello e composizione della povertà e dell’esclusione sociale a livello nazionale ed europeo.

Il regolamento n. 1553/2005 comprende modifiche a seguito dell’ingresso di nuovi Stati membri nell’Unione Europea.


Gli aspetti metodologici sono stati sviluppati in cinque regolamenti della Commissione:

- regolamento n. 1980/2003: definizioni;

- regolamento n. 1981/2003: aspetti relativi al lavoro sul campo e procedure di imputazione;

- regolamento n. 1982/2003: campionamento e norme sulla rintracciabilità;

- regolamento n. 1983/2003: lista delle principali variabili target;

- regolamento n. 28/2004: contenuto dettagliato dei Quality Report intermedio e finale.


Inoltre, ogni anno, un nuovo regolamento definisce la lista di variabili target per un modulo ad hoc scelto tra una rosa di tematiche di interesse:

- 2005: Intergenerational transmission of poverty

- 2006: Social participation

- 2007: Housing conditions

- 2008: Over-indebtedness and financial exclusion

- 2009: Material deprivation

- 2010: Intra-household sharing of resources

- 2011: Intergenerational transmission of disadvantages

- 2012: Housing conditions

- 2013: Well-Being

- 2014: Material deprivation

- 2015: Social and cultural participation and material deprivation

Contesto normativo nazionale

L’indagine EU-SILC rientra tra le indagini comprese nel PSN (Programma Statistico Nazionale), l’atto normativo che, ai sensi dell’art. 13 del d.lgs. n.322/1989 e successive integrazioni, stabilisce le rilevazioni statistiche di interesse pubblico affidate al SISTAN (Sistema Statistico Nazionale) e i relativi obiettivi informativi.

Il PSN individua le rilevazioni, le elaborazioni e gli studi progettuali che i soggetti del SISTAN dovranno realizzare, tra cui l’indagine EU-SILC; al suo interno viene stabilito, tra le altre cose, l’obbligo di risposta per l’indagine EU-SILC, ad eccezione dei dati sensibili (stato di salute).

Fonti complementari

Fonti complementari per la descrizione di analoghi fenomeni rilevati dall’indagine EU-SILC sono:

- l’indagine sui Consumi delle famiglie per la misura della povertà;

- l’indagine sui Bilanci delle famiglie italiane della Banca d’Italia per la stima del reddito;

- la rilevazione sulle Forze di Lavoro per l’analisi del mercato del lavoro.


Il principale strumento attraverso cui l’Istat analizza il fenomeno della povertà in Italia è l’indagine sui Consumi delle famiglie, che fornisce le principali stime della povertà assoluta per ripartizione geografica e della povertà relativa a livello regionale.

Tuttavia la misura di povertà relativa rilevata in sede europea differisce da quella adottata a livello nazionale per le seguenti caratteristiche:

- l’indicatore europeo si basa sul reddito, quello nazionale sulla spesa per consumi;

- l’unità di analisi in EU-SILC è l’individuo, mentre l’indagine sui Consumi considera la famiglia;

- la soglia di povertà relativa definita da Eurostat è pari al 60 per cento del valore mediano dei redditi familiari equivalenti, quella considerata dall’Italia è pari alla spesa media mensile pro-capite per consumi di una famiglia di due componenti;

- per rendere equivalenti i redditi di famiglie di ampiezza e composizione per età degli individui diversa si fa ricorso alla scala di equivalenza OCSE modificata, che tiene conto non solo del numero ma anche dell’età dei componenti; per ottenere il valore della soglia di povertà basata sulla spesa per consumi si applica la scala di Carbonaro, che tiene conto solo del numero di componenti.


Un’altra importante fonte di dati relativi alle condizioni economiche delle famiglie è rappresentata dall’indagine biennale sui Bilanci delle famiglie italiane, condotta dalla Banca d’Italia, a partire dagli anni Sessanta, con l’obiettivo di raccogliere informazioni sui redditi e i risparmi delle famiglie italiane.


La rilevazione sulle Forze di Lavoro rappresenta la principale fonte di informazione statistica sul mercato del lavoro italiano e viene utilizzata come benchmark per la validazione dei dati EU-SILC sulla condizione occupazionale oggettiva (secondo la definizione dell’International Labour Organization).

Link

Istat: indagine EU-SILC

Eurostat: banca dati a livello europeo (nel tema: Population and social conditions, Living conditions and welfare, Income and living conditions)

Net-Silc2: Network for the Analysis of EU-SILC

Riferimenti bibliografici

La metodologia di stima dei redditi lordi nell'indagine Eu-Silc, Collana: Metodi e Norme, n. 49, Anno di edizione: 2011

Integrazione di dati campionari Eu-Silc con dati di fonti amministrativa, Collana: Metodi e Norme, n. 38, Anno di edizione: 2009

L’Indagine europea sui redditi e le condizioni di vita (Eu-Silc), Collana: Metodi e Norme, n. 37, Anno di edizione: 2008

La distribuzione del reddito in Italia, Collana: Argomenti, n. 38, Anno di edizione: 2010

Reddito e condizioni di vita, Collana: Informazioni, n. 31, Anno di edizione: 2006


Scheda redatta da:

Daniela Lo Castro

locastro@istat.it