Indagine sulla Sicurezza dei cittadini

Da schedefontidati.istat.it.

Indagine sulla Sicurezza dei cittadini

Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

La sicurezza è una componente essenziale nella definizione della qualità della vita dei cittadini, in quanto ha un impatto particolarmente influente sulla sfera personale, sia dal punto di vista comportamentale, sia sul piano delle emozioni e delle opinioni. Il suo studio consente di mettere a fuoco il diverso modo di vivere, la differente struttura delle opportunità e dei vincoli che possono condizionare negativamente la qualità della vita di particolari categorie di cittadini più che di altre. L’analisi differenziata per genere consente, ad esempio, di capire meglio quale sia la situazione di sicurezza (reale e percepita) delle donne e degli uomini in relazione ai diversi spazi, luoghi e tempi in cui si muovono gli individui. È per questo motivo che sono nate le indagini di vittimizzazione, per conoscere il livello di criminalità subito dai cittadini e la loro percezione di sicurezza. Nell’ultimo decennio questa esigenza informativa si è imposta anche nella statistica ufficiale e ha portato alla progettazione in Italia, nella seconda metà degli anni ’90, della prima indagine sulla “Sicurezza dei cittadini” con l’obiettivo di conoscere il sommerso della criminalità e di fare luce sugli aspetti della sicurezza, non solo dal punto di vista oggettivo, ma anche soggettivo. In contrasto con la lunga storia delle statistiche sulla criminalità che già dalla fine del XIX secolo raccoglievano i dati dei reati dalle autorità giudiziarie, la vittimologia, che si basa sull’esperienza della vittima, è una scienza giovane che si è diffusa a partire dagli anni ’60 negli Stati Uniti. Con la vittimologia nasce una nuova attenzione per le vittime dei reati; questa scienza studia i reati subiti sia denunciati che non denunciati, le caratteristiche delle vittime, la dinamica del reato, la relazione con l’autore dei fatti delittuosi, la reazione della vittima ed il suo effetto sulla dinamica del reato stesso. L’indagine sulla sicurezza (anche detta indagine di vittimizzazione), realizzata per la prima volta nel 1997, colma il vuoto informativo che fino a qualche anno fa, almeno in Italia, non permetteva di conoscere se non il numero dei reati che gli stessi cittadini portavano alla luce denunciandoli alle autorità e, quindi, solo una parte molto particolare del fenomeno della criminalità. La quota di sommerso è, infatti, molto ampia e varia a seconda del reato, della sua gravità, dei benefici che comporta la denuncia (in termini di conseguenze economiche e non) e di risolvibilità del caso. Ad esempio il sommerso è minimo per i furti di moto e automobile, che ad esempio nel 2009 sono stati denunciati rispettivamente nel 99,3% e 94,5% dei casi, e massimo per i reati tentati, la cui denuncia è stata pari all’1-5% per i tentati scippi e borseggi e al 30% per le tentate rapine. Inoltre il sommerso varia all’interno del territorio e si differenzia anche in base al rischio dei diversi segmenti della popolazione di subire i differenti tipi di reato.

Contenuti

L’indagine rivolge la sua attenzione a conoscere i diversi aspetti del fenomeno della sicurezza: gli attori, i reati, le dinamiche, le reazioni, i sentimenti e i mutamenti che la criminalità provoca nei soggetti. I contenuti riguardano:

• la diffusione della criminalità e la stima del sommerso;

• la multivittimizzazione e la plurivittimizzazione;

• la tipologia delle vittime;

• l’individuazione dei gruppi più a rischio ed alcune cause di rischio;

• la dinamica dei reati;

• le conseguenze dei reati e i costi della criminalità subita;

• le caratteristiche degli autori dei fatti delittuosi;

• la definizione del territorio in cui si vive rispetto alla criminalità;

• i sentimenti della percezione della sicurezza;

• le reazioni individuali e familiari, le strategie di difesa;

• il rapporto con le forze dell’ordine;

Questi contenuti sono rilevati dal 1997, ma in ogni indagine vengono sottoposti a riflessione, affinati e migliorati negli strumenti atti a rilevarli.

Parte integrante dell’indagine è anche la rilevazione, per le sole donne dai 14 ai 65 anni ( era da 14 a 59 anni nelle edizioni del 1997-’98 e del 2002) di un modulo sulle molestie sessuali, sui ricatti sessuali sul lavoro e sulle violenze sessuali. Inoltre nell’indagine del 2008-2009 è stato inserito anche un modulo sul disagio nelle relazioni lavorative e sul demansionamento (solo per le persone fino a 70 anni di età, che al momento dell’intervista lavoravano o che avevano lavorato in passato).

La dimensione oggettiva della criminalità: reati, vittime e autori dei reati L’indagine raccoglie informazioni su un definito numero di reati. Prende in considerazione i reati per i quali si possono individuare dei parametri oggettivi di rilevazione; i reati che hanno come vittime prevalentemente gli individui e le famiglie, escludendo così i reati subiti dalle imprese e i cosiddetti reati senza vittima (come il terrorismo o i reati di traffico di stupefacenti); i reati adatti ad essere rilevati nel contesto di un’indagine orientata a rilevare gli individui in qualità di vittime dei reati (ad esempio, è opportuno escludere dalla rilevazione l’usura che in qualche modo può essere vissuta dalla persona con un coinvolgimento negativo di colpa). Conseguentemente, per i reati contro il patrimonio, l’attenzione è posta sui seguenti reati: scippo, borseggio, furto di oggetti personali senza contatto, furto in abitazione, furto di veicoli, furto di parti e di oggetti posti all’interno dei veicoli, ingresso abusivo e atti di vandalismo; per i reati contro il patrimonio e la persona viene presa in considerazione la rapina; per i reati contro la persona, l’aggressione e la minaccia. Dal 2008 vengono rilevate le frodi informatiche e le truffe, il furto e la clonazione della carta di credito. In merito ai reati viene rilevato sia il numero, sia se sono stati consumati o tentati, ovvero nel caso dei furti se ad esempio il ladro è riuscito a raggiungere il suo obiettivo rubando l’oggetto desiderato o meno. Per la maggior parte dei tipi di reato rilevato si va in approfondimento (sugli ultimi 3 reati subiti) chiedendo informazioni concernenti il loro accadimento (dove, a che ora, cosa stava facendo la vittima), le conseguenze fisiche, psicologiche, comportamentali ed economiche (per i furti, cosa è stato rubato e quale era il valore degli oggetti rubati; il danneggiamento delle proprietà; l’esito del reato), il comportamento di denuncia o di non denuncia e le motivazioni del comportamento. Per alcuni reati (scippo, rapina, aggressione, minaccia) è possibile conoscere, infine, la relazione tra la vittima e l’autore del reato, le caratteristiche dell’autore (il sesso, l’età e l’essere straniero o italiano) e il suo modo di agire (l’agire in solitudine o in complicità, l’utilizzo delle armi e di un mezzo di trasporto).


La dimensione soggettiva della sicurezza: la percezione della sicurezza, il degrado socio-ambientale e le strategie di protezione Nel questionario vengono rilevati diversi elementi legati alla percezione di sicurezza o insicurezza rispetto alla criminalità del territorio in cui l’individuo vive (fear of crime). Questa viene misurata attraverso diversi indicatori che operazionalizzano in modo diverso la paura: nel 2008-2009, l’indicatore generico della percezione di sicurezza quando si esce di sera da soli ed è buio, è infatti affiancato dalla misurazione della frequenza e della intensità della paura più strettamente collegate alla timore di subire i reati. In tal modo oltre alla dimensione emotiva della paura viene osservata la dimensione cognitiva e quella comportamentale. L’indagine prende in considerazione anche la preoccupazione della criminalità (worry of crimes) e l’influenza che la criminalità ha sulle proprie abitudini , a partire dal 2002, e la dimensione del degrado sociale ed ambientale del territorio in cui si vive (social desorder indicators). Gli indicatori inerenti la preoccupazione dei reati rilevano il timore rispetto alla possibilità di subire il furto in abitazione, il furto di automobile, lo scippo e il borseggio, l’aggressione e la rapina e la violenza sessuale. Mentre gli indicatori di inciviltà focalizzano l’attenzione ad esempio sulla frequenza con cui si vedono persone che spacciano droga o che si drogano, prostitute in cerca di clienti, atti di vandalismo contro il bene pubblico, girovaghi e vagabondi, presenza di zone abbandonate e decadenti o automobili bruciate e strade poco curate o scarsamente illuminate. L’ultimo aspetto considerato dall’indagine riguarda le strategie attuate dai cittadini, a livello familiare ed individuale, per proteggersi contro i reati. Per le strategie familiari, si tratta di sistemi, meccanici o elettronici di protezione dell’abitazione (ad esempio, la porta blindata, l’allarme, le inferriate a porte o finestre, il bloccaggio alle finestre) o di sistemi di protezione più tradizionali (ad esempio, lasciare le luci accese in casa o chiedere ai vicini di controllare la casa quando si è fuori, avere un servizio di portierato o la vigilanza privata, possedere cani guardia o la cassaforte. Si rileva, inoltre, la detenzione di armi, da caccia o non da caccia, e la stipula di un contratto di assicurazione contro alcuni reati. A livello individuale, invece, si pone l’attenzione su strategie diverse di protezione: si chiede se le persone si tengono lontane da luoghi isolati o da persone che sembrano poco raccomandabili quando escono di sera, se portano qualcosa con sé per difendersi, se mettono la sicura alle portiere quando sono in macchina da sole. Infine, viene rilevata la presenza delle forze dell’ordine nel territorio in cui si vive e il giudizio dei cittadini sul lavoro che queste svolgono nel controllare la zona dove abitano.

Lo strumento di rilevazione Lo strumento di rilevazione, dalla struttura particolarmente complessa, è stato costruito in modo molto accurato per contenere i problemi caratteristici delle indagini di vittimizzazione legati:

1. alla scelta del periodo di riferimento in cui rilevare i dati;

2. al problema del ricordo che agisce in entrambe le direzioni, di avvicinare e allontanare i diversi reati nel tempo (telescoping effect) a seconda della loro importanza e dinamica;

3. ai problemi di memoria che possono portare a dimenticare le caratteristiche dei reati subiti o, addirittura, a rimuoverli in casi particolarmente gravi;

4. alla delicatezza di alcuni temi che potrebbe urtare la suscettibilità del rispondente al punto da fargli interrompere l’intervista;

5. alla difficoltà di comprensione terminologica di alcuni reati;

6. alla lunghezza di un questionario che entra anche nel dettaglio delle caratteristiche dei singoli reati;

7. alla difficoltà di accesso alle famiglie.

La risoluzione di questi problemi è passata attraverso alcune decisioni fondamentali per definire il questionario:

a) la tecnica dello screening (una batteria di domande atte a rilevare se l’intervistato ha subito o meno una serie di reati), per inquadrare la situazione complessiva del rispondente rispetto alla realtà del crimine in modo di avere immediatamente il numero dei reati subiti e solo a posteriori raccogliere i dettagli sui singoli reati;

b) il wording, ovvero l’attenzione alla formulazione dei singoli quesiti e l’esposizione di esempi concreti che permettono alla vittima di riconoscervisi;

c) l’utilizzo di un duplice periodo di riferimento (3 anni e 12 mesi), mediante delle domande ad imbuto, per limitare i problemi legati alla memoria al momento della dichiarazione di aver subito dei reati, nonché la richiesta della data di accadimento dell’ultimo evento (mese ed anno);

d) una particolare sequenza delle sezioni, in cui gli argomenti più intimi, confidenziali e delicati sono stati posti alla fine dell’intervista così da poterli trattare dopo che è stato già creato un clima di fiducia tra intervistatrice e intervistato.

Il questionario è strutturato in 17 sezioni. Le domande di approfondimento sui singoli reati sono rivolte solo alle rispettive vittime, mentre le domande di screening sono rivolte a tutti gli intervistati.

La struttura del questionario


Informazioni sulla famiglia

Informazioni sul selezionato

Il tempo fuori casa

La percezione della propria sicurezza

Screening dei reati individuali

Approfondimento sui reati individuali:

Furto di oggetti personali

Scippo

Borseggio

Rapina

Furto e clonazione di carta di credito

Truffa e frodi informatiche

Minacce

Aggressioni

Screening dei reati familiari

Approfondimento sui reati familiari:

Furto, tentato furto di veicolo

Furto di parti appartenenti ai veicoli

Furto di oggetti dai veicoli

Furto e tentato furto in abitazione

Furto di oggetti esterni all’abitazione

Ingresso abusivo

Molestie e violenze sessuali

Disagio nelle relazioni lavorative e demansionamento

Abitazione, degrado della zona in cui si vive, sistemi di sicurezza

Informazioni sugli altri componenti della famiglia

Sezione di qualità


Il questionario si trova sul sito al seguente link: http://kentucky.istat.it:8080/SIQual/files/VITT08Questionario.pdf?ind=0100605&cod=4560&progr=1&tipo=4


Output informativo

Per quanto riguarda la criminalità oggettiva, i principali indicatori prodotti dall’indagine sono: l’indicatore di incidenza, che mettono in relazione il numero dei reati nei 12 mesi (o in un determinato altro periodo di tempo) con il totale della popolazione; l’indicatore di prevalenza che pone in relazione, invece, il numero delle vittime e quello della popolazione; l’indicatore di concentrazione che misura il fenomeno della multivittimizzazione. Quest’ultimo indicatore è molto interessante perché strettamente peculiare al fenomeno in esame, cioè sulla particolarità della criminalità di concentrarsi su alcune persone in particolare. Le teorie che sono state addotte per spiegare questo meccanismo sono molteplici e le più accreditate si focalizzano sulla relazione esistente tra la vittima e l’autore del reato, la vicinanza tra i due, la similarità dello stile di vita e dei comportamenti, le occasioni che l’una fornisce all’altro, anche in termini di attrazione (sia essa verso una cosa che verso la persona), il contesto in cui si muovono. Questo fenomeno può assumere forme diverse; una stessa vittima può infatti essere multivittimizzata perché ha subito più volte uno stesso reato, o può essere stata plurivittimizzata perché ha subito diversi tipi di reati, o, al peggio, può essere stata sia multi- che pluri- vittimizzata. Naturalmente però non tutti i reati sono sensibili allo stesso modo alla multivittimizzazione, alcuni si ripetono più frequentemente di altri (ad esempio gli atti di vandalismo, i furti di parti di veicolo o le minacce e la violenza domestica); peraltro, anche rispetto alla plurivittimizzazione non tutti i reati si comportano nella medesima maniera, alcune combinazioni di reati sono, infatti, più frequenti di altre. L’indice di concentrazione della vittimizzazione, dunque, calcolato come rapporto tra il numero dei reati ed il numero delle vittime, è una misura sintetica di quanto le vittime siano oggetto di comportamenti criminali.

Tutti gli indicatori calcolati sono calcolati per le principali caratteristiche socio-demografiche delle vittime, permettendo così chi sono le persone e le famiglie più a rischio. In tal modo è possibile sfatare alcuni stereotipi rispetto alla “vittima tipo”: contrariamente all’idea che siano gli anziani gli individui con maggiori probabilità di divenire vittime, sono, infatti, i giovani a subire più reati, sia quelli legati alla proprietà – borseggi, furti di oggetti personali - che alle persone – rapine, aggressioni. In particolare i maschi poi subiscono di più rapine e aggressioni, mentre le donne di più scippi e borseggi.

Le stime inoltre sono diffuse fino al dettaglio regionale e per tipologia di comune di residenza, permettendo anche in questo caso di conoscere il fenomeno della criminalità con maggiore consapevolezza. Emerge così una situazione a macchia di leopardo, in cui a regioni del nord si associano alcuni reati (ad esempio i borseggi, i furti in abitazione, furti di oggetti personali e furti di biciclette) e a regioni del sud altri, come gli scippi, le rapine, rapine e furti di veicoli).

Interessante anche l’analisi dell’andamento nel tempo delle tre edizione di indagine e delle modalità con cui avvengono i reati, nonché del livello del sommerso per i diversi reati. Un aspetto importante da tenere sotto controllo in fase di elaborazione ed analisi dei dati è tuttavia la significatività statistica dei risultati. Trattandosi di fenomeni rari, è infatti essenziale che le stime siano interpretate con l’ausilio degli errori campionari, alla luce dei rispettivi intervalli di confidenza, per comprendere al meglio il fenomeno rappresentato.

Rispetto alla dimensione soggettiva della criminalità, i dati dell’indagine permettono di focalizzare la differenza tra senso di insicurezza, paura personale e preoccupazione sociale. La paura è la sensazione d’ansia che si prova quando si pensa di essere colpiti da un reato, e dipende dalla percezione sia della probabilità che tale eventualità si realizzi sia dalla gravità delle conseguenze che ciò potrebbe avere. La preoccupazione sociale è l’inquietudine che si prova a causa della criminalità e della gravità che assume nel Paese. Paura e preoccupazione sociale non sono necessariamente correlate e la prima è tendenzialmente più correlata con il tasso di criminalità del quartiere di residenza. In Italia la paura non è uniformemente distribuita nella popolazione, è maggiore per le donne, gli anziani, i giovanissimi, i residenti nei centri metropolitani e le persone di status sociale basso (nonostante i gruppi più a rischio di vittimizzazione siano di status sociale elevato). Le variazione per genere ed età della paura non corrispondono a quella dei rischi obiettivi, donne e anziani che hanno più paura hanno anche tassi di vittimizzazione più bassi. Tuttavia se si considerano gli indicatori di esposizione al rischio di subire reati, la dimensione cognitiva della paura, le differenze sono meno forti nella popolazione e meno influenzate dalla vulnerabilità (psico-fisica ed economica). È essenziale in realtà per avere un quadro esauriente della criminalità, analizzare congiuntamente le diverse dimensioni della paura, del degrado della preoccupazione. La percezione di insicurezza ad esempio assume valori molto diversi anche tra le regioni, è minima in Valle D’Aosta e in Trentino Alto Adige e massima in Campania Puglia e Veneto. Ma da analisi condotte risulta che nelle regioni la percezione del rischio varia a seconda del livello di vittimizzazione, del tipo di reato subito (è maggiore in presenza di scippo e rapina) e della presenza più o meno accentuata di situazioni di degrado (rilevata dalla presenza di persone che si drogano o che spacciano droga, di prostitute in cerca di clienti e di atti di vandalismo nel territorio in cui si vive). L’analisi degli indicatori di degrado è in realtà molto importante, la loro presenza infatti rileva immediatamente una fonte di possibile disagio. Da un lato, infatti, un territorio degradato, dove raramente sono presenti le forze dell’ordine, attira la criminalità e costituisce una terra di nessuno che evoca nel criminale la possibilità di illeciti non puniti; dall’altro crea disaffezione nei cittadini, che col tempo tenderanno a rinchiudersi sempre di più nelle loro abitazioni, a non curare l’ambiente in cui vivono, ad abbandonarlo e, infine, a rifuggirne trasferendosi in altri luoghi. Questo circuito negativo aumenta la sfiducia dei cittadini, li allontana dalle forze dell’ordine, incrina il rapporto con le istituzioni, richiama altra criminalità e col procedere del tempo tende ad isolare ancora di più i quartieri degradati. La lettura di questi indicatori è utile soprattutto se combinata agli altri indicatori soggettivi. La presenza dei soft crimes è infatti strettamente correlata con la percezione della sicurezza da parte dei cittadini e la preoccupazione per la criminalità e a loro volta la percezione della sicurezza/insicurezza e la preoccupazione per la criminalità sono strettamente legate all’ambiente in cui si vive e alla presenza delle forze dell’ordine sul territorio, almeno come percepita dai cittadini.

Diffusione

I risultati dell’indagine sono stati diffusi attraverso:

• Il volume “Reati, vittime, percezione di sicurezza, collana informazioni” della Collana informazioni, anni 1997-’98, 2002

• La statistica report:

Reati, vittime, percezione di sicurezza, anno 2010

Molestie e violenze sessuali, anni 2004 e 2010

Il disagio nelle relazioni lavorative, anno 2010

Inoltre, sono stati resi disponibili, per gli utenti e i ricercatori che ne facciano richiesta per fini di ricerca scientifica, i dati elementari rilevati nel corso dell’indagine (file standard). I dati sono rilasciati in forma anonima, anni 1997-’98, 2002, 2008-‘09.

Rispetto alla prospettiva internazionale è interessante il volume, Istat, Per una società più sicura – Towards a safety society, Atti della international Conference on Crime, Rome 3rd-5th December 2003, Istat, Collana Essays, Roma


Processo e metodologie

Periodicità. L’indagine ha una periodicità tendenzialmente quinquennale, la prima è stata effettuata nel 1997-’98, la seconda nel 2002 e la terza nel 2008-2009. La prossima edizione si collocherà tra il 2014 e il 2015.

Natura e caratteristiche del processo produttivo. L’indagine è realizzata con tecnica Cati (Computer Assisted Telephone Interviewing). La prossima edizione invece avrà una parte delle interviste condotte con tecnica CAPI e CASI.

Unità di rilevazione e unità di analisi. L’unità di rilevazione dell’indagine è la famiglia di fatto e gli individui con più di 13 anni.

L’unità di analisi sono gli individui, le famiglie, le vittime, i reati, il sommerso dei reati.

Disegno campionario. Il campione, stratificato a due stadi, è estratto in modo casuale. Il primo stadio è costituito dalle famiglie, suddivise per strato , estratte casualmente dall’elenco nazionale degli abbonati alla rete telefonica fissa; il secondo stadio è costituito dagli individui con almeno 14 anni di età, selezionati casualmente all’interno della famiglia (per ogni famiglia viene svolta una sola intervista). L’ultima edizione dell’indagine, quella del 2008-2009, è stata svolta su campione di 60 mila famiglie, sono stati intervistati 60 mila individui, di cui circa 23.000 donne in età compresa tra i 14 e i 65 anni hanno risposto anche ai quesiti della sezione sulle molestie e sulle violenze sessuali. L’indagine sulla Sicurezza dei cittadini fornisce stime a livello regionale, come peraltro le altre indagini multiscopo, per ripartizione territoriale a cinque o a tre (nord, centro, sud), per tipologia comunale, per ripartizione e al suo interno per tipologia comunale. Solo in presenza di ampliamenti particolari del campione è possibile rilasciare stime su diversi livelli territoriali; è questo il caso degli ampliamenti richiesti da diverse regioni nel 2002 e dal ministero degli interni per il 2008 per ottenere stime rappresentative a livello di provincia e di capoluogo di provincia.

Tecnica di indagine e organizzazione della rilevazione. Data la delicatezza dei temi affrontati, nella fase di progettazione dell’indagine si è deciso che non fosse opportuno condurre questa indagine con intervista diretta. Diversamente dalle altre indagini multiscopo che utilizzano principalmente l’intervista diretta, è stato optato dunque per la tecnica di rilevazione telefonica, dal momento che lo strumento telefonico garantisce maggiormente l’anonimato ed è una garanzia di riservatezza e protezione anche rispetto al proprio ambiente: si possono riportare più facilmente anche quei reati che non si vuole far conoscere ad altri familiari, si possono denunciare con meno paura di ritorsioni eventi criminosi causati dai familiari stessi. Di nuovo sono state queste le motivazioni che hanno spinto a scegliere di intervistare un solo individuo nella famiglia, piuttosto che tutti i suoi componenti. L’opzione a favore della tecnica CATI ha comportato la definizione di modalità lavorative in grado di garantire una maggiore qualità dei dati. A tal scopo sono stati predisposti strumenti atti a conoscere, monitorare e valutare il processo dell’indagine ed è stato predisposto ed implementato un nuovo percorso formativo delle intervistatrici. L’indagine sulla vittimizzazione del 1997/98, la prima condotta con tecnica telefonica su larga scala da parte dell’Istat, ha costituito un vero e proprio laboratorio di sperimentazioni e innovazioni, che sono poi state generalizzate per altre indagini. La formazione delle intervistatrici (circa 220) - vengono scelte solo donne per facilitare la disponibilità a rispondere delle donne su tematiche sessuali - è particolarmente curata e si configura, oltre che attraverso le tradizionali forme dei briefing, anche mediante i debriefing, i gruppi di discussione tra ricercatori e intervistatrici e l’assistenza di sala durante lo svolgimento della rilevazione (anche con il supporto di uno psicologo). La “formazione continua” è fondamentale dal momento che garantisce il supporto contenutistico, metodologico e soprattutto emotivo e psicologico alle intervistatrici.

Le famiglie incluse nel campione sono preavvisate con una lettera che spiega le finalità dell’Istat, i contenuti dell’indagine e le modalità di svolgimento della stessa. La rilevazione è condotta solo nella seconda fascia pomeridiana e serale, dal lunedì al venerdì dalle ore 17,00 alle 21,30 e il sabato dalle ore 11,00 alle ore 19,30.

Processo di controllo e correzione dei dati e metodi di stima. Poiché la mancata risposta parziale è stata molto limitata anche la fase di correzione non è stata particolarmente complessa e con un impatto sui dati che si può considerare trascurabile. Tuttavia, vi sono alcune particolarità di errori tipici di questa indagine legati al telescoping effect e alla erronea classificazione dei reati, che vengono corretti con procedure deterministiche. Per queste situazioni sono state predisposte nel questionario delle strategie di rilevamento dell’errore che permettono facilmente la correzione ex-post. Dai quesiti aperti e dalle note degli intervistatrici si possono osservare degli errori che quando codificati diventano strumenti di correzione. È questo il caso del quesito “Dove è accaduto il fatto “ che se per il reato di borseggio assume i valori “oggetto lasciato incostudito, o “l’oggetto era in macchina” o “oggetto preso con forza”, permette di comprendere che non si tratta di un borseggio ma rispettivamente di un furto di oggetto personali, o di un furto di oggetti dai veicoli o di una rapina. Naturalmente i male codificati borseggi (con tutte le loro caratteristiche) verranno poi riclassificati nei reati corretti. Per la gestione dei problemi della memoria ed in particolare del telescoping effect forward, dal 2002 è stato inserita la richiesta del mese e dell’anno di accadimento dei singoli reati; nel caso quindi un reato cada fuori dall’intervallo di tempo osservato degli ultimi 12 tra la data dell’intervista e la data di accadimento del reato, il reato stesso (con le sue caratteristiche) viene cancellato o correttamente collocato. Dal momento che questa tecnica non esisteva per l’edizione di indagine 1997-’98, i dati del numero delle vittime e dei reati sono stati ricostruiti e corretti utilizzando la media dei fattori di correzione da telescoping evidenziati nelle edizioni di indagini successive (2002 e 2008-’09). È così che per la correzione degli errori sono applicate procedure deterministiche per la localizzazione degli errori e imputazione mediante regole deterministiche, procedure miste con localizzazione deterministica e imputazione probabilistica (con l’utilizzo del software generalizzato RIDA - Ricostruzione dell'Informazione con Donazione Automatica).

Indicatori di qualità (errori campionari e non campionari). L'approccio qualitativo adottato nella indagine sulla Sicurezza dei Cittadini genera un legame di continuità tra le indagini. Ognuna è, infatti, progettata a partire da una attenta valutazione della rilevazione precedente, i cui esiti sono tenuti sotto osservazione attraverso il processo di monitoraggio. Gli strumenti messi a punto per la valutazione si imperniano intorno alla figura dell'intervistatore, alla sua performance, al suo comportamento ed anche ai suoi sentimenti, percezioni ed opinioni e si basa sull’assunto dell'importanza del suo ruolo nel determinare ed influenzare la qualità dell'indagine

Il sistema di monitoraggio dell’indagine - indicatori di qualità elaborati ed osservati quotidianamente sull’andamento della rilevazione, sulle intervistatrici, sugli orari della rilevazione - permette di cogliere le eventuali fonti di errori e di risolverli in tempo reale. A partire dalla edizione del 2002 sono state utilizzate anche le carte di controllo al fine di monitorare giornalmente le intervistatrici. Inoltre l’osservazione delle telefonate in sala, nonché delle telefonate di controllo alle famiglie, sono anch’essi strumenti essenziale ai fini di monitorare l’andamento della rilevazione.

Il sistema di monitoraggio della qualità utilizza indicatori e classificazione degli esiti armonizzati a livello internazionale, secondo le definizioni AAPOR (American Association For Public Opinion Research), che sono opportunamente adattati alla specificità dell’indagine.

La procedura per il calcolo della stima dell’errore campionario assoluto e relativo è fornita nella nota metodologica del volume “La sicurezza dei cittadini. Reati, vittime, percezione di sicurezza e sistemi di protezione” e nella nota metodologica inclusa nei metadati dell’indagine. Riguardo all’errore non campionario, nel volume “La sicurezza dei cittadini. Reati, vittime, percezione di sicurezza e sistemi di protezione” e sul sito SIDI-SIQUAL sono documentati i principali indicatori di qualità calcolati per l’indagine:

Tasso di risposta: N. Interviste / tentativi effettuati (9,6%)

Tasso di cooperazione sui contattati: (81,3%)

Tasso di rifiuto: N. Rifiuti / tentativi effettuati (16,1%)

Tasso di interruzione dell’intervista: (2,5%)

Tasso di sostituzione delle famiglie sicuramente eleggibili: (23,9%)

Tasso di fuori target: Fuori Target/tentativi effettuati (26%)

Tasso di non contatto: Non contattati/tentativi effettuati su famiglie eleggibili (9,8%)

Tasso appuntamento

Essenziale ai fini del monitoraggio del funzionamento dell’algoritmo CATI anche la combinazione degli esiti dei tentativi di chiamata.

Per link:

Per una analisi più approfondita del tema si faccia riferimento ai volumi Istat della collana “Metodi e norme” che trattano più specificatamente della tecnica telefonica (Istat 2001 e 2005b): Istat, Indagini sociali telefoniche. Metodologie ed esperienze della statistica ufficiale, a cura di Muratore M. G., Quattrociocchi L., Sabbadini L.L., Collana Metodi e norme, n.10, Anno 2001 Istat, Il monitoraggio del processo e la stima dell’errore nelle indagini CATI. Applicazioni all’indagine sulla Sicurezza del Cittadino, a cura di Muratore M. G., Signore M., Collana metodi e norme, n.25, 2005.

Per ulteriori informazioni in merito alla metodologia con cui viene svolta l’indagine, nonché per una analisi dei suoi standard di qualità, è possibile consultare l’appendice metodologica del volume ”La sicurezza dei cittadini. Reati, vittime, percezione di sicurezza e sistemi di protezione”, Istat 2004.

Storia

Il panorama internazionale è stato il riferimento essenziale con cui l’Italia si è confrontata per progettare la sua prima indagine di vittimizzazione. La fase progettuale, iniziata nel 1994, ha avuto come tappa fondamentale la conduzione dell’indagine pilota nel 1996 e si è conclusa con l’indagine del 1997. L’indagine pilota è stata essenziale per testare la struttura del questionario, la sequenza delle sezioni, la formulazione dei quesiti, nonché l’impianto metodologico della stessa, soprattutto in virtù del fatto che si trattava della prima indagine telefonica condotta dall’Istat su vasta scala. In realtà, già nel 1987-88, l’Istat aveva predisposto una scheda di rilevazione di alcuni fatti delittuosi, nonché all’interno dell’indagine “Aspetti della vita quotidiana” aveva rilevato i reati di scippo, borseggio e furti in abitazione - dal 1993 al 2003 - e alcuni aspetti inerenti la percezione della sicurezza personale e del territorio in cui si vive dal 1999. Ma è solo con l’indagine sulla Sicurezza del 1997/98 che la raccolta del dato è sistematizzata e periodicamente aggiornata. La cadenza di rilevazione quinquennale permette, inoltre, di rilevare il mutamento del fenomeno della criminalità, sebbene una rilevazione triennale sarebbe ancora più adeguata allo scopo. Come descritto sia il 2002, sia il 2008 hanno segnato importanti modifiche rispetto alla definizione delle nuove variabili inserite per rendere esaustivo il panorama della percezione della sicurezza, mentre nell’edizione del 2008 sono stati inseriti fino ad una massimo di tre schede di approfondimento per i reati di scippo, borseggio, rapina, furto in abitazione, furto di veicoli.

A livello internazionale la disponibilità di questo tipo di informazioni non si presenta uniforme: vi sono Paesi che con cadenza fissa o addirittura continua conducono indagini di vittimizzazione; vi sono Paesi che hanno effettuato episodiche rilevazioni; ve ne sono altri che non hanno ancora affrontato queste tematiche. Tra le esperienze più importanti e continuative nel tempo è importante citare: l’esperienza statunitense (NCVS - National crime victimization survey), che dalla fine degli anni ’60 viene effettuata dal Bureau of Justice Statistics su un campione longitudinale; l’indagine britannica (BCS - British crime survey) effettuata dall’Home Office dagli anni ’80 che dal 2000 è ripetuta annualmente; l’indagine olandese condotta da Statistic Netherlands e dal Ministero di Giustizia; l’indagine canadese che con periodicità quinquennale rileva la vittimizzazione nel sistema delle indagini multiscopo (GHS - General household survey) di Statistics Canada; l’indagine australiana effettuata dall’Australian Bureau of Statistics. La sensibilità sempre più crescente nei confronti di queste indagini è emersa sia nei lavori di UNECE e UNODC, che hanno predisposto il manuale sulle indagini di vittimizzazione, che nell’agenda di EUROSTAT, che ha sperimentato e predisposto il questionario sulle indagini di vittimizzazione. Tuttavia malgrado gli sforzi della Commissione Europea, il Parlamento Europeo ha bloccato il regolamento predisposto per le indagini europea di vittimizzazione, la EU Safety Survey (SASU). Ad entrambi i lavori della Commissione Europea e delle Nazioni Unite, l’Italia ha contribuito come membro delle rispettive Task Force on Crime and Justice Statistics.

Prospettive

L’edizione dell’indagine 2014-2015 che è tutt’ora in fase di progettazione prevedere importanti innovazioni dal punto di vista contenutistico e metodologico. Rispetto ai contenuti, verrà inserito un modulo sulla corruzione. Ciò rappresenta una importantissima novità almeno a livello Europeo: sono poche le indagini che affrontano questa tematica e perlopiù solo nei Paesi in via di sviluppo. Inoltre si sta valutando di modificare il modulo molestie e violenze sessuali alfine di rilevarlo anche sugli uomini.

Dal punto di vista metodologico, per far fronte ai problemi della copertura telefonica, dovuto all’aumento delle famiglie prive di un telefono fisso o aventi una utenza telefonica riservata, si è deciso di utilizzare non più la lista degli abbonati alla telefonia fissa, bensì le liste anagrafiche comunali (LAC). Questo comporterà un cambio del disegno di campionamento e della tecnica di indagine. Due campioni indipendenti verranno estratti, le famiglie con telefono (grazie al preventivo aggancio tra le liste anagrafiche e gli archivi telefonici) che verranno intervistate telefonicamente (CATI) e le famiglie senza telefono, che verranno intervistate con intervista diretta faccia a faccia (CAPI). Naturalmente l’utilizzo della tecnica mista CAPI/CATI presenta delle problematiche che andranno attentamente valutate nell’ambito dell’indagine pilota (2014). Inoltre, la delicatezza dei temi, che avevano fatto optare per un’indagine telefonica, ha reso necessario ipotizzare, per le interviste condotte con tecnica faccia a faccia, che il modulo sulle molestie e volenze sessuali possa essere proposto come auto-compilato cartaceo o in modalità CASI (Computer Assisted Self-Interview). L’indagine pilota dovrà valutare la bontà di queste scelte e individuare le strategie più consone da percorrere per l’indagine definitiva. L’indagine condotta con tecnica mix-mode presenta inoltre molte difficoltà organizzative, basti pensare che si hanno da gestire due diverse società per la rilevazione, che utilizzano software diversi per i questionari elettronici e presentano una gestione del field necessariamente differente. È diversa la formazione dei rilevatori, sono parzialmente diversi gli indicatori per il monitoraggio di qualità, è completamente diverso il coinvolgimento delle strutture territoriali di supporto all’indagine.

Classificazioni

CLASSIFICAZIONE DEI TITOLI DI STUDIO: La classificazione adottata dall’Istat ha come obiettivo quello di ricostruire in maniera il più possibile estensiva l'insieme dei titoli di studio emessi in Italia e potenzialmente in possesso della popolazione. La classificazione adottata in Italia peraltro presenta lievi differenze con quella internazionale (ISCED - International Standard Classification of Education) perché non tiene conto tiene conto della formazione professionale.

CLASSIFICAZIONE ATTIVITA’ ECONOMICA:

Altre classificazioni utilizzate nell’indagine sono:

Codici dei comuni, delle provincie e delle regioni

Classificazione degli stati esteri


Sebbene non si utilizzi il codice penale per l’aspetto definitorio, i reati che vengono considerati, si rifanno alla gerarchia classificatoria dell’impianto legislativo ed in particolare, ai fini della pubblicazione dei risultati, vengono utilizzate come categorie di diffusione: i reati contro il patrimonio che hanno come vittima l’individuo (scippo, borseggio, furto di oggetti personali, furto e la clonazione della carta di credito, il reato di truffa); i reati contro il patrimonio che hanno come vittima la famiglia (furto di oggetti esterni all’abitazione, furto in abitazione e tentato furto in abitazione, ingresso abusivo, tentato furto e furto di veicoli furto di parti e di oggetti da veicoli, atti di vandalismo); i reati inerenti la persona (la rapina, aggressione, minaccia). Tra i reati, delitti e contravvenzioni, contro la libertà sessuale, vengono considerate le molestie verbali, il pedinamento, i ricatti sessuali sul lavoro, le molestie fisiche sessuali, l’esibizionismo, la violenza sessuale tentata e consumata.

Fonti complementari

La Statistica della delittuosità, Reati denunciati all’Autorità Giudiziaria dalle Forze dell’Ordine, riferita ai delitti e alle segnalazioni di autori arrestati o fermati dalla Polizia, si occupa dal 1955 di rilevare i reati scoperti dalle forze dell’ordine o denunciati dai cittadini alle stesse. Questi reati sono una parte dei reati rilevati nelle indagini di vittimizzazione, rappresentano quelli che sono stati denunciati dalle vittime. Il pregio di questa fonte, malgrado non dia conto del sommerso consiste della possibilità di comparare nel tempo i dati e con maggiore dettaglio territoriale (cfr. Rilevazione dei Delitti denunciati dalle Forze di polizia all'Autorità giudiziaria: i delitti, le vittime e gli autori). Inoltre, questa rilevazione permette di avere statistiche su alcuni reati molto gravi come gli omicidi e i tentati omicidi o le stragi o i sequestri e tutti quei reati che sono caratterizzati dal non avere una vittima definita.

Riferimenti bibliografici

Il sistema di indagini sociali multiscopo, Metodi e norme, n.31, Anno 2007

La violenza contro le donne, Volume della collana Informazioni, n.7, Anno 2008

Navigando fra le fonti demografiche e sociali, Anno 2009

Reati, vittime e percezione della sicurezza, Anni 2008-2009

Le molestie sessuali, Anni 2008-2009

Il disagio nelle relazioni lavorative

Istat, Indagini sociali telefoniche. Metodologie ed esperienze della statistica ufficiale, a cura di Muratore M. G., Quattrociocchi L., Sabbadini L.L., Collana Metodi e norme, n.10, Anno 2001

Istat, Il monitoraggio del processo e la stima dell’errore nelle indagini CATI. Applicazioni all’indagine sulla Sicurezza del Cittadino, a cura di Muratore M. G., Signore M., Collana metodi e norme, n.25, 2005.

La sicurezza dei cittadini. Reati, vittime, percezione della sicurezza e sistemi di protezione, Anno 2002

Bes

Per la comparazione internazionale UNODC ha costruito un breve modulo di raccolta dei dati sulle indagini di vittimizzazione: http://www.unodc.org/unodc/en/data-and-analysis/statistics/crime/cts-data-collection.html


Scheda redatta da:

Maria Giuseppina Muratore