Indagine sulla Sicurezza delle donne

Da schedefontidati.istat.it.


Indagine sulla Sicurezza delle donne


Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

La Conferenza mondiale delle Nazioni Unite (Vienna, 1993) definisce la violenza di genere come: “... qualsiasi atto di violenza fondata sul genere che comporta, o è probabile che comporti, una sofferenza fisica, sessuale o psicologica o una qualsiasi forma di sofferenza alla donna, comprese le minacce di tali violenze, forme di coercizione o forme arbitrarie di privazione della libertà personale sia che si verifichino nel contesto della vita privata che di quella pubblica”. Si tratta di fenomeni e problemi sociali, la violenza domestica in particolare, molto difficili da studiare, la cui conoscenza, tuttavia, è essenziale per lo sviluppo, a livello istituzionale, delle politiche e dei servizi necessari per affrontarli.

Nel 2001 il Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha incaricato l’Istat di realizzare un’indagine interamente dedicata al tema della violenza contro le donne in tutte le sue manifestazioni. L’indagine fu quindi progettata e realizzata per rilevare e descrivere:

- le diverse forme che assume la violenza contro le donne: quella fisica e sessuale, quella psicologica nella coppia e i comportamenti persecutori da parte degli ex partner (stalking);

- l’estensione e le caratteristiche del fenomeno della violenza extrafamiliare e della violenza domestica attraverso indicatori di prevalenza e incidenza del fenomeno nel corso della vita e nei 12 mesi;

- le caratteristiche delle vittime, la loro reazione all’episodio di violenza e le conseguenze fisiche, psicologiche ed economiche delle violenze che hanno subito;

- le caratteristiche degli autori delle violenze, con particolare attenzione ai partner della donna;

- l’incidenza del sommerso, cioè del numero oscuro delle violenze e i motivi per cui esse non vengono denunciate;

- la dinamica dell’evento e la storia della relazione di coppia nel caso di violenza domestica;

- i possibili fattori di rischio e quelli protettivi a livello individuale e sociale;

- la gravità della violenza subita.

Contenuti

Il questionario[1] è composto da una “Scheda di contatto” (Sezione A), che raccoglie gli esiti del contatto con la famiglia e alcune informazioni sui componenti, e da altre nove sezioni ciascuna con i suoi specifici obiettivi.

1) La Sezione B “Abitudini e caratteristiche dell’intervistata” raccoglie informazioni sulle caratteristiche socio-demografiche della donna selezionata e informazioni sulla sua vita lavorativa e sociale, sulle sue condizioni di salute e sulla sua situazione affettivo-relazionale presente e passata.

2) La Sezione “Screening di violenza subita da un uomo non partner” contiene i quesiti volti a individuare eventuali episodi di violenza fisica e sessuale subita, a partire dai 16 anni, da parte di sconosciuti, uomini conosciuti solo di vista, colleghi di lavoro, amici, parenti e due quesiti sulla violenza sessuale subita prima dei 16 anni da qualsiasi autore, uomo o donna, sempre con l’esclusione dei partner.

3) La Sezione “Report sulla violenza subita da un uomo non partner”, è la scheda di approfondimento della violenza e raccoglie informazioni e dettagli sull’episodio di violenza subito più di recente da uomini diversi dai partner.

4) La Sezione “Caratteristiche del partner attuale” raccoglie le informazioni sulle caratteristiche socio-demografiche dell’attuale marito, convivente o fidanzato della donna. In questa sezione sono inoltre presenti i quesiti che rilevano la violenza psicologica, verbale ed economica.

5) La Sezione “Screening di violenza subita dal partner attuale” contiene i quesiti volti a individuare eventuali episodi di violenza fisica e sessuale subiti dalla donna ad opera del suo attuale marito, convivente o fidanzato.

6) La Sezione “Screening di violenza subita da ex partner” contiene i quesiti volti a individuare eventuali episodi di violenza fisica e sessuale subita da parte di partner avuti in passato dalla donna.

7) La Sezione “Caratteristiche dell’ex partner” raccoglie le informazioni sulle caratteristiche socio-demografiche di un eventuale marito, convivente o fidanzato avuto in passato dalla donna, se violento, e la batteria di domande sulla violenza psicologica, verbale ed economica.

8) La Sezione “Report sulla violenza subita da un partner” è la scheda di approfondimento della violenza e raccoglie informazioni e dettagli sull’episodio di violenza fisica o sessuale subito più di recente. Nel caso di più episodi di violenza da parte di un partner, oltre alle informazioni sull’episodio più recente, si pongono alla donna alcune domande sulla storia della violenza nel suo insieme.

9) La Sezione H, “Storia di violenze subite nella famiglia d’origine dai partner dell’intervistata e dall’intervistata”, raccoglie informazioni su eventuali maltrattamenti fisici direttamente subiti o di cui si è stati testimoni nella famiglia di origine.

Per poter correttamente rilevare il numero delle violenze fisiche e sessuali che l’intervistata ha subito nel periodo di riferimento, viene utilizzata la cosiddetta tecnica dello screening. Questa tecnica consiste nel sottoporre all’intervistata una batteria di domande sulla tipologia e sul numero di comportamenti violenti subiti in un determinato periodo di tempo, senza richiedere, al momento, altre notizie più approfondite. Il dettaglio e la minuziosità con cui si chiede alle donne se hanno subito violenza, presentando loro diverse possibili situazioni, luoghi e autori della violenza, rappresenta una scelta strategica per aiutare le vittime a ricordare eventi subiti anche molto indietro nel tempo diminuendo la possibile sottostima del fenomeno. Sempre con questo fine, inoltre, le violenze fisiche e sessuali vengono rilevate rispetto ai diversi possibili autori con tre screening diversi: uno per il partner attuale (marito, convivente o fidanzato) della donna, uno per i partner avuti in passato (ex marito, ex convivente, ex fidanzato) e uno per uomini diversi dai partner (“non partner”) come sconosciuti, uomini conosciuti solo di vista, amici, colleghi di lavoro, parenti. La tecnica dello screening privilegia l’enumerazione degli eventi, facendo concentrare l’intervistata sulla loro frequenza, piuttosto che sulla loro descrizione. La rilevazione dei dettagli del loro accadimento avviene solo dopo la loro enumerazione, nelle sezioni di approfondimento. In particolare, i tre screening sulla violenza fisica e sessuale prevedono sette domande riguardanti la violenza fisica (dalla minaccia di colpire fisicamente all’uso di un’arma) e sei domande che si riferiscono alla violenza sessuale diversificate a seconda che l’autore sia un partner della donna o un altro uomo diverso dal partner (stupro, tentato stupro, molestie sessuali, costrizione a rapporti con terze persone, rapporti subiti per paura delle conseguenze e la costrizione ad attività sessuali ritenute dalla donna degradanti e umilianti).

Output informativo

L'indagine fornisce stime disaggregate per le principali caratteristiche socio-demografiche. Le stime sono diffuse fino al dettaglio regionale.

I principali indicatori di vittimizzazione calcolati sono:

• Percentuale di donne dai 16 ai 70 anni che hanno subito violenza fisica e/o sessuale dai 16 anni a oggi da un uomo diverso dal partner;

• Percentuale di donne dai 16 ai 70 anni che hanno subito violenza sessuale prima dei 16 anni;

• Percentuale di donne dai 16 ai 70 anni che hanno subito violenza fisica e/o sessuale da un partner nel corso della vita;

• Percentuale di donne dai 16 ai 70 anni che hanno subito violenza psicologica, verbale ed economica dal partner attuale e/o da un ex partner;

• Percentuale di donne dai 16 ai 70 anni che hanno subito comportamenti persecutori da un partner avuto in passato al momento della separazione o dopo la separazione.

Diffusione

I risultati dell’indagine sono stati diffusi attraverso:

• la statistica report "Violenza e maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia", febbraio 2007, [2];

• le tavole on line "La sicurezza delle donne", giugno 2007, [3];

• il volume “La violenza contro le donne” della collana Informazioni, n.7, Anno 2008,[4];

• i metadati "La sicurezza delle donne", settembre 2008,[5].

Inoltre, sono stati resi disponibili, per gli utenti e i ricercatori che ne facciano richiesta per fini di ricerca scientifica, i dati elementari rilevati nel corso dell’indagine (file standard). I dati sono rilasciati in forma anonima.

Processo e metodologie

Periodicità

L’indagine, finanziata dal Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha periodicità occasionale. La prima indagine è stata condotta nel 2006, la seconda edizione nel corso del 2014.

Natura e caratteristiche del processo produttivo

L’indagine del 2006 è stata realizzata con tecnica Cati (Computer Assisted Telephone Interviewing).

Unità di rilevazione e unità di analisi

L’unità di rilevazione dell’indagine è la famiglia di fatto; l’unità di analisi sono le donne fra i 16 e i 70 anni che vivono in Italia.

Disegno campionario

La popolazione di interesse dell’indagine è costituita dalle donne di età compresa tra 16 e 70 anni che vivono in Italia. Il campione è composto da 25 mila donne di età compresa fra i 16 e i 70 anni. I domini di studio, ossia gli ambiti territoriali ai quali sono riferiti i parametri di popolazione oggetto di stima, sono i domini tradizionali delle indagini Multiscopo, ossia le cinque ripartizioni geografiche (Italia nord-occidentale, Italia nord-orientale, Italia centrale, Italia meridionale, Italia insulare); le regioni (ad eccezione del Trentino - Alto Adige le cui stime sono prodotte distintamente per le province autonome di Bolzano e Trento); la tipologia comunale ottenuta suddividendo i comuni italiani in classi formate in base a caratteristiche socio-economiche e demografiche. L’indagine è stata svolta mediante intervista telefonica e l’archivio di selezione è rappresentato dagli elenchi degli abbonati alla telefonia fissa. L’estrazione è stata effettuata dalla Società di rilevazione che ha condotto le interviste, implementando il disegno di campionamento definito dall’Istat. Il disegno di campionamento è a due stadi con stratificazione delle unità di primo stadio. Le unità di primo stadio sono gli indirizzi telefonici dell’archivio di selezione e, quindi, le famiglie ad essi corrispondenti. Le unità di secondo stadio sono gli individui: per ciascuna famiglia selezionata al primo stadio si seleziona casualmente, fra i componenti di sesso femminile di età 16-70 anni, la donna da intervistare.

Tecnica di indagine e organizzazione della rilevazione

L’indagine sulla Sicurezza delle donne del 2006 è stata condotta attraverso interviste telefoniche realizzate con tecnica Cati (Computer-Assisted Telephone Interviewing). Questo tipo d’intervista garantisce: un carattere di maggiore riservatezza all’intervista, una maggiore flessibilità nella possibilità di interrompere e riprendere l’intervista o di contattare la donna in orari e a recapiti telefonici diversi, oltre che la “centralizzazione” della rilevazione e, quindi, la possibilità di una più diretta e incisiva partecipazione dell’Istat alle fasi di selezione e formazione delle intervistatrici. Lo svolgimento dell’indagine da un Call center consente, inoltre, di monitorare quotidianamente il processo di rilevazione attraverso la presenza in sala di supervisori Istat e la disponibilità quotidiana di indicatori sull’andamento della rilevazione e sulle intervistatrici.

La rilevazione si è svolta dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle 21:00 e il sabato dalle ore 11:00 alle 17:00. Alle famiglie che fanno parte del campione, è stata inviata alcuni giorni prima dell'intervista una lettera informativa a firma del Presidente dell’Istat, con lo scopo di presentare l’indagine, sensibilizzare alla partecipazione all’indagine e fornire informazioni sul trattamento dei dati. Inoltre è stato istituito un Numero Verde per le richieste di chiarimento da parte dei cittadini coinvolti nell’indagine.

Le intervistatrici che hanno condotto le interviste sono state selezionate anche a cura dell’Istat attraverso le seguenti fasi:

• pre-selezione dei curricula

• colloquio individuale

• prova informatica

La formazione, a cura dell’Istat, ha avuto l'obiettivo di far acquisire conoscenze concettuali e pratiche sia sul fenomeno oggetto dell’indagine, sia sulle modalità di rilevazione, che sul questionario attraverso esercitazioni e attivazioni costantemente alternate alla fase di formazione teorica. Sono state previste otto giornate di formazione di cinque ore al giorno con una formula di lavoro, diluita nel tempo, più utile per far sedimentare i contenuti e per dare alle intervistatrici la possibilità di riflettere ed elaborare quanto appreso durante la formazione.

Processo di controllo e correzione dei dati e metodi di stima

Poiché la mancata risposta parziale è stata molto limitata anche la fase di correzione non è stata particolarmente complessa e con un impatto sui dati che si può considerare trascurabile. Per il controllo e la correzione dei dati sono state applicate procedure deterministiche, con la localizzazione degli errori e dei valori anomali e la successiva correzione e imputazione mediante regole deterministiche e procedure miste con localizzazione deterministica e imputazione probabilistica (con l’utilizzo del software generalizzato RIDA - Ricostruzione dell'Informazione con Donazione Automatica).

Indicatori di qualità (errori campionari e non campionari)

La procedura per il calcolo della stima dell’errore campionario assoluto e relativo è fornita nella nota metodologica del volume “La violenza contro le donne”[6] e nella nota metodologica inclusa nei metadati dell’indagine.

Con riferimento all errore non campionario, nel volume “La violenza contro le donne” e sul sito SIDI-SIQUAL sono documentati i principali indicatori di qualità calcolati per l’indagine:

Tasso di risposta: N. Interviste/tentativi effettuati (9,6%)

Tasso di cooperazione sui contattati: (81,3%)

Tasso di rifiuto: N. Rifiuti/tentativi effettuati (16,1%)

Tasso di interruzione dell’intervista:(2,5%)

Tasso di sostituzione delle famiglie sicuramente eleggibili:(23,9%)

Tasso di fuori target: Fuori Target/tentativi effettuati (26%)

Tasso di non contatto: Non contattati/tentativi effettuati su famiglie eleggibili (9,8%)

Storia

Fino agli inizi degli anni ’90, gli istituti di statistica hanno studiato la violenza nell’ambito delle indagini di vittimizzazione, cioè di indagini ideate per fare luce sul sommerso dei reati e su alcuni aspetti importanti come le caratteristiche delle vittime e la dinamica dei fatti. Anche in Italia, fino al 2005, l’Istat si è occupato di molestie e violenze sessuali nell’ambito di indagini di vittimizzazione con un modulo inserito nell’indagine multiscopo sulla Sicurezza dei cittadini. Questa indagine non ha, tuttavia, un focus sulla violenza domestica sufficiente a fornire stime attendibili su questo tema specifico. Sebbene, dunque, le indagini di vittimizzazione rappresentino indubbiamente degli strumenti utili per studiare e comprendere parte del sommerso della criminalità, non sono sufficienti per rilevare quelle forme di violenza che la vittima subisce da qualcuno che le è molto vicino come il partner o l’ex-partner. La prime indagini completamente dedicate al tema della violenza contro le donne sono stata realizzate da Statistics Canada (1993) e dall’Australian Bureau of Statistics (1995). A queste esperienze pilota sono seguite quelle dell’ United nation interregional crime research institute (Unicri) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e più recentemente anche Finlandia, Svezia e Stati Uniti hanno condotto indagini ad hoc.

Nel 2001 il Dipartimento per le pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha incaricato l’Istat di occuparsi della rilevazione del fenomeno della violenza e dei maltrattamenti familiari. In contemporanea ha preso avvio il progetto internazionale promosso dalle Nazioni Unite, International violence against women survey (Ivaws), che prevedeva, fra il 2004 e il 2005, la realizzazione dell’indagine in dieci Paesi con l’obiettivo di approfondire il fenomeno della violenza domestica ed extrafamiliare in tutte le sue manifestazioni. L’Istat ha partecipato alla definizione del progetto Ivaws e al pre-test del questionario messo a punto dai Paesi partecipanti apportando, tuttavia, alcune importanti modifiche finalizzate alla contestualizzazione dell’indagine nella realtà italiana.

Nel nostro Paese la fase di progettazione metodologica dell’indagine, lunga e complessa, si è realizzata attraverso alcuni passi essenziali: 1) definizione del fenomeno e degli indicatori utili per misurarlo; 2) identificazione della popolazione oggetto d’indagine e del disegno di campionamento; 3) pre-test del questionario attraverso la somministrazione dell’intervista a 78 donne fra i 16 e i 70 anni d’età di cui una parte erano donne vittime di maltrattamenti e ospiti di centri anti-violenza; 4) studi qualitativi (focus group, expert group e interviste a testimoni privilegiati) per analizzare e approfondire tutti gli aspetti e le possibili manifestazioni della violenza; 5) realizzazione nel 2004 dell’indagine pilota su un campione di mille donne di età compresa fra i 16 e i 70 anni, per verificare lo strumento di rilevazione e la tecnica di indagine.

L’indagine definitiva è stata realizzata nel 2005. Per la conduzione di questa indagine è stata attivata una collaborazione con alcuni organismi delle Nazioni unite, al fine di produrre dati in parte comparabili con gli altri Paesi. Presso Unece ed Eurostat tre diversi gruppi di lavoro, a cui partecipa anche l’Italia, stanno conducendo un lavoro di armonizzazione delle indagini sulla vittimizzazione e sulla violenza sia dal punto di vista contenutistico che metodologico, mentre nell’ambito più ampio delle Nazioni unite ci si sta muovendo nella definizione degli indicatori più rilevanti per lo studio del fenomeno della violenza a livello internazionale.

Prospettive

Per consentire la stima della violenza anche con riferimento alle donne con cittadinanza straniera che vivono in Italia la seconda edizione dell’indagine (anno 2014) prevede:

1) l’estensione a un campione rappresentativo di 4.000 donne straniere

2) l’estrazione del campione dalle liste anagrafiche comunali (LAC)

3) l’utilizzo della tecnica mista Cati/Capi per raggiungere anche le donne straniere sprovviste di recapito telefonico.

Inoltre, per superare i problemi di sotto copertura della lista - l’indagine si è avvalsa, infatti, della lista degli abbonati alla telefonia fissa che esclude dal campione quella parte della popolazione priva di telefono fisso o che ha chiesto di non comparire sugli elenchi – nella nuova indagine si sono utilizzate per l’estrazione delle unità di rilevazione le liste anagrafiche comunali (LAC) con successivo abbinamento o recupero dei recapiti di telefonia fissa e/o mobile.

Infine, con riferimento ai contenuti, è stata ampliata e approfondita la rilevazione del reato di stalking alla luce della definizione normativa del 2009. Nella nuova indagine si rilevano il numero e la durata nel tempo dei comportamenti persecutori con riferimento non più esclusivamente agli ex partner, ma a ogni possibile autore sia di genere maschile sia di genere femminile.

Classificazioni

Classificazione dei titoli di studio [7]: La classificazione adottata dall’Istat ha come obiettivo quello di ricostruire in maniera il più possibile estensiva l'insieme dei titoli di studio emessi in Italia e potenzialmente in possesso della popolazione. La classificazione adottata in Italia peraltro presenta lievi differenze con quella internazionale (ISCED - International Standard Classification of Education) perché non tiene conto tiene conto della formazione professionale.

Classificazione delle attività economiche [8]

Altre classificazioni utilizzate nell’indagine sono:

Codici dei comuni, delle provincie e delle regioni[9]

Classificazione degli stati esteri[10]

Riferimenti bibliografici

Il sistema di indagini sociali multiscopo, Metodi e norme, n.31, Anno 2007[11]

La violenza contro le donne, Volume della collana Informazioni, n.7, Anno 2008[12]

Navigando fra le fonti demografiche e sociali, Anno 2009[13]

Scheda redatta da

Roberta Barletta