Indagine sulla partecipazione degli adulti alle attività formative

Da schedefontidati.istat.it.


Indagine sulla Partecipazione degli adulti alle attività formative

Adult Education Survey (per brevità nei successivi paragrafi sarà usato l’acronimo AES)


Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

L'Indagine AES rileva la partecipazione degli adulti alle attività formative. Si tratta di un’indagine armonizzata a livello europeo (http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page/portal/microdata/adult_education_survey) e condotta in tutti i paesi dell’Unione per raccogliere informazioni confrontabili sulla partecipazione degli adulti ad attività di istruzione e formazione.

Gli obiettivi principali sono due: fornire dati confrontabili a livello europeo sulla partecipazione degli adulti ad attività di istruzione e formazione; fornire dati di qualità a livello nazionale per permettere delle politiche efficaci di aggiornamento e riqualificazione del capitale umano.

L'apprendimento permanente è uno degli obiettivi della strategia di Lisbona: più di recente, le conclusioni del Consiglio in materia di istruzione e formazione del maggio 2009 hanno confermato che l'apprendimento permanente rimane una questione strategica per l'Unione europea e hanno fissato un nuovo obiettivo per la partecipazione all'istruzione e alla formazione per il 2020.

Il Regulation (EC) N° 452/2008 of the European Parliament and of the Council [1] rappresenta il quadro di riferimento entro il quale si è costruito il disegno di indagine. I successivi aggiornamenti (Commission Regulation (EU) N° 823/2010; Commission Decision 2010/786/EU; Commission Regulation (EU) No 88/2011) regolano la rilevazione delle informazioni sulla partecipazione degli adulti alle attività formative e obbligano i paesi membri della Ue a svolgere la rilevazione.

Contenuti

Le attività formative alle quali gli individui possono partecipare nell’arco della loro vita sono “tutte le attività intraprese al fine di migliorare la conoscenza, le abilità e le competenze, in una prospettiva personale, civica, sociale e/o legata a una prospettiva occupazionale” (lifelong learning).

Il lifelong learning comprende tutte le attività di apprendimento che sono: “intenzionali”, ossia intraprese con l’obiettivo di migliorare i comportamenti, l’informazione, la conoscenza, la comprensione, l’attitudine o le abilità; intraprese in modo continuativo, vale a dire che non sono accidentali o casuali ma che presentano “elementi di durata e di continuità”, come il riferimento alla organizzazione, pur senza limiti di durata minima; indipendentemente dal fatto che siano formali o no. L’apprendimento lungo tutto l’arco della vita include diversi tipi di formazione come, l’istruzione, la formazione professionale sul lavoro e al di fuori del lavoro, l’apprendistato, l’autoapprendimento, ecc; a prescindere dalla fonte di finanziamento, ossia finanziate dal settore privato, pubblico o dal diretto interessato; indipendentemente dalla modalità di erogazione (usando strumenti tradizionali o moderni, quali le tecnologie informatiche - ICT); rivolte all’intera popolazione, indipendentemente dall’età e dalla condizione rispetto al mercato del lavoro. Riassumendo, le attività di apprendimento sono “tutte le attività che un individuo intraprende con l’intenzione di migliorare le proprie conoscenze, abilità, competenze”.

Istruzione, formazione e apprendimento possono essere classificate in quattro principali categorie: Istruzione Formale (Formal Education), Formazione non formale (Non Formal Education), Apprendimento informale (Informal Learning), apprendimento casuale/incidentale (random/incidental learning). In questa rilevazione non si chiedono informazioni sull’apprendimento casuale. Le definizioni concettuali delle tre categorie, invece, rilevate sono le seguenti:

Istruzione Formale: “…istruzione e formazione fornita nel sistema di scuole, università e altre istituzioni educative di carattere formale che normalmente costituiscono un continuum di istruzione a tempo pieno per bambini e adolescenti, in genere dall’età di 6 anni proseguendo fino ai 25 anni e oltre (corsi scolastici, universitari o di formazione professionale regionale riconosciuti dal Ministero della pubblica istruzione).

Formazione Non Formale: “ogni attività di apprendimento organizzata e continuativa, che non rientra nella definizione di apprendimento formale precedentemente fornita perché manca il requisito del titolo formale conseguito al completamento dell’attività. L’apprendimento non formale può avere luogo sia all’interno sia all’esterno delle istituzioni formative e coinvolgere persone di ogni età. Sono compresi i programmi d’istruzione per l’alfabetizzazione degli adulti, educazione di base per bambini che hanno abbandonato la scuola, conoscenze e abilità utili per la vita quotidiana, competenze per il lavoro, cultura generale. I programmi di apprendimento “non formale” non seguono necessariamente la “scala gerarchica” del sistema e possono avere durate differenti (corsi annuali, mensili, ma anche di pochi ,giorni) - ES: formazione sul lavoro, corsi per acquisire competenze anche non per motivi di lavoro, corsi sportivi, seminari, convegni, ecc.

Apprendimento Informale: “intenzionale, ma meno organizzato e meno strutturato… e può estendersi, ad esempio, ad eventi di apprendimento che si svolgono in famiglia, sul luogo di lavoro, nella vita quotidiana di ogni individuo. Possono essere organizzati direttamente dall’individuo in autonomia, oppure dalla famiglia, da gruppi di amici o su base sociale” (es: associazioni, circoli, parrocchie, ecc.).

Output informativo

I principali indicatori prodotti riguardano i tassi di partecipazione alle attività formative distinti in corsi di studio (Istruzione formale), attività di formazione (Formazione non formale) e attività di autoformazione (Apprendimento Informale). I tassi sono calcolati per genere, classe d’età, ripartizione geografica, titolo di studio e situazione occupazionale.

Inoltre vengono date stime sulle persone di 18-74 anni che non hanno svolto nessun corso di studio o di formazione negli ultimi 12 mesi per motivo di non partecipazione. Altri fenomeni osservati per i quali vengono forniti stime e indicatori sono, per coloro che frequentano i corsi di istruzione formale, il motivo di partecipazione al corso, la modalità di svolgimento, l’argomento del corso, il numero di ore frequentate, le spese sostenute, lo svolgimento durante l'orario di lavoro, l'utilità e la possibilità di utilizzare le competenze acquisite, la soddisfazione del corso. Per coloro che hanno svolto un corso di formazione non formale vengono fornite stime per motivo di partecipazione, frequenza durante l'orario di lavoro, spese sostenute da parte del datore di lavoro, tipologia di attività frequentate, argomento, metodo di insegnamento, struttura che ha erogato l'attività, spese previste e persona/ente che ha pagato le spese, utilità e possibilità di utilizzare le competenze acquisite, soddisfazione.

Diffusione

La diffusione dei dati dell’indagine avviene attraverso diverse modalità. I principali risultati dell’indagine vengono illustrati attraverso la Statistica Report "La partecipazione degli adulti alle attività formative" http://www.istat.it/it/archivio/105509 disponibile sul sito dell’Istat. Inoltre, i dati dell’indagine 2012 saranno resi disponibili anche attraverso un file di Microdati ad uso pubblico.

I dati sono pubblicati anche sul database sul sito dell’Eurostat in comparazione con i dati degli altri paesi dell’Unione http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page/portal/education/data/database

Processo e metodologie

Unità di rilevazione e unità di analisi

Le unità di rilevazione sono le famiglie estratte dalle liste anagrafiche comunali. La famiglia da intervistare è la famiglia di fatto, intesa come l’insieme delle persone: coabitanti; legate da vincoli di matrimonio o parentela, affinità, adozione, tutela o affettivi.

L’unità di analisi sono tutti gli individui tra i 18 e 74 anni compiuti facenti parti delle famiglie estratte.

Disegno campionario

Il disegno di campionamento è di tipo complesso e si avvale di due differenti schemi di campionamento. I domini di studio, ossia gli ambiti rispetto ai quali sono riferiti i parametri di popolazione oggetto di stima, sono: l’intero territorio nazionale; le quattro ripartizioni geografiche previste dalla classificazione NUTS1 (Italia Nord-Occidentale, Italia Nord-Orientale, Italia Centrale, Italia Meridionale e Insulare); la tipologia comunale ottenuta suddividendo i comuni italiani in quattro classi formate in base a caratteristiche socio-economiche e demografiche. Nell'ambito di ognuno dei domini definiti dall'incrocio della regione geografica con quattro classi di comuni, i comuni italiani sono suddivisi in due sottoinsiemi sulla base della popolazione residente: l’insieme dei comuni Auto Rappresentativi (AR) costituito dai comuni di maggiore dimensione demografica; l’insieme dei comuni Non Auto Rappresentativi (o NAR) costituito dai rimanenti comuni. Nell'ambito dell’insieme dei comuni AR, ciascun comune viene considerato come uno strato a se stante e viene adottato un disegno noto con il nome di campionamento a grappoli. Nell'ambito dei comuni NAR viene adottato un disegno a due stadi con stratificazione delle unità primarie. Le Unità Primarie (UP) sono i comuni, le Unità Secondarie sono le famiglie anagrafiche. I comuni vengono selezionati con probabilità proporzionali alla loro dimensione demografica e senza reimmissione, mentre le famiglie vengono estratte con probabilità uguali e senza reimmissione. Le famiglie anagrafiche sono estratte in modo sistematico dall'anagrafe del comune; per ogni famiglia anagrafica inclusa nel campione vengono rilevate le caratteristiche oggetto di indagine di tutti i componenti di fatto (di 18-74 anni) appartenenti alla famiglia medesima. Il disegno di campionamento dell'indagine è scaricabile dalla nota metodologica allegata alla Statistica Report http://www.istat.it/it/archivio/105509

Tecnica di indagine e organizzazione della rilevazione

L’indagine si è svolta tra settembre e dicembre del 2012 su un campione di circa 6.000 famiglie. Le interviste sono state effettuate con tecnica CAPI (Computer Assisted Personal Interviewing) e tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing). La necessità di svolgere un notevole numero di interviste con tecnica CATI e la difficoltà sempre più crescente di avere a disposizione una lista di recapiti telefonici esaustiva, hanno portato all'individuazione di un sistema di “raccolta” dei recapiti telefonici delle famiglie nuovo ed efficace. Riassumendo le fasi del processo di indagine sono state: 1) Scelta del campione rappresentativo per territorio; 2) Invio delle lettere alle famiglie (prima lettera e successivi solleciti); 3) Allestimento del sistema web, del sistema IVR (Interactive Voice Response) e del numero verde per la raccolta dei recapiti telefonici; 4) Analisi dei risultati del processo di reperimento recapiti telefonici; 5) Preparazione delle liste di campionamento per il CAPI e per il CATI; 6) Interviste sul campo.

Processo di controllo e correzione dei dati e metodi di stima

Il piano di controllo e correzione dei microdati dell’indagine avviene in due fasi: una prima fase durante la somministrazione dei questionari, dove grazie alle tecniche CAPI e CATI, è stato possibile implementare regole di compatibilità e di correzione (controlli hard e soft) che hanno agito durante l’intervista stessa, con il controllo delle informazioni errate da parte dell’intervistatore; la seconda di tipo deterministico sia nell’individuazione dell’errore sia nella imputazione del dato corretto. Un’ulteriore fase di correzione ha riguardato la corretta attribuzione dei codici da parte dei rilevatori agli argomenti di studio e di formazione (codici desunti dalla Classificazione internazionale FOET dei Fields Of Education and Training - il manuale è scaricabile sulla pagina http://ec.europa.eu/eurostat/ramon/statmanuals/files/fields_of_training_1999_EN.pdf): è stato implementato un navigatore degli argomenti con chiavi testuali (parole e segmenti chiave). Questo sistema di navigazione è stato costruito raccogliendo le stringhe testuali delle attività di formazione ricavate nell'indagine sperimentale del 2006 e nell'indagine pilota svolta nel 2011: le stringhe testuali sono state sintetizzate in un dizionario composto da circa 5.000 esempi di argomenti.

Indicatori di qualità

Le informazioni sugli errori campionari vengono rilasciate in occasione della diffusione dei risultati e dei file di microdati e sono disponibili sul Sistema Informativo sulla Qualità (SIQual) http://siqual.istat.it/SIQual/welcome.do. Per l’errore non campionario, vengono calcolati alcuni indicatori, quali il tasso di risposta, tasso di mancata risposta totale, tasso di rifiuto, tasso di mancato contatto, tasso di mancato contatto per errori di lista. Nel 2012 il tasso di mancata risposta totale riferito alle unità eleggibili è risultato uguale al 31,10.

Storia

La prima edizione dell’indagine Aes si è svolta nel 2012. A partire da questa data l’indagine verrà svolta con periodicità quinquennale. Nel 2006 alcuni paesi europei, tra cui l’Italia, hanno svolto una indagine sulla partecipazione degli adulti alle attività formative con lo scopo di sperimentare i questionari e le tecniche di indagine in vista della edizione del 2012 e delle successive. L’Istat ha inserito un modulo sulla partecipazione degli adulti alle attività formative all'interno dell’Indagine Multiscopo "Il tempo libero e i cittadini" del 2006. I risultati dell’indagine del 2006 sono pubblicati nella Statistica in breve “La partecipazione degli adulti ad attività formative” [2]

Prospettive

L’intero sistema statistico sull'istruzione e formazione, nel quale è inserita l’indagine sulla partecipazione degli adulti alle attività formative, è in continua evoluzione. A breve sarà disponibile il nuovo regolamento comunitario. Le principali innovazioni metodologiche, concordate nell'ottica di raccordare maggiormente le informazioni che attengono all'istruzione e alla formazione provenienti dall'Indagine AES, dall'indagine sulle Forze di lavoro e dall'Indagine CVTS (la Rilevazione sulla formazione del personale nelle imprese) saranno l’adozione della classificazione ISCED 2011 e la replicazione dell’indagine AES ogni 4 anni invece di 5 anni.

Fonti complementari

Indagine sulle Forze di lavoro

Indagine CVTS - Rilevazione sulla formazione del personale nelle imprese

Classificazioni

Le classificazioni utilizzate nell’indagine sono:

Codici dei comuni, delle provincie e delle regioni (http://www3.istat.it/strumenti/definizioni/comuni/).

Classificazione degli stati esteri (http://www3.istat.it/strumenti/definizioni/cittadinanze/).

Classificazione delle professioni: A partire dal 2011 l'Istat ha adottato la nuova classificazione delle professioni CP2011 (http://www3.istat.it/strumenti/definizioni/professioni/), frutto di un lavoro di aggiornamento della precedente versione (CP2001) e di adattamento alle novità introdotte dalla International Standard Classification of Occupations - Isco08 (http://www.ilo.org/public/english/bureau/stat/isco/).

Classificazione delle attività economiche Ateco 2007 (http://www3.istat.it/strumenti/definizioni/ateco/ateco.html?versione=2007.3).

Classificazione dei titoli di studio italiani (http://www.istat.it/it/archivio/6620) mutuata dalla Classificazione ISCED -International Standard Classification of Education (http://www.unesco.org/education/information/nfsunesco/doc/isced_1997.htm).

Classificazione delle attività di apprendimento (http://www.istat.it/it/archivio/52118) mutuata dalla Classification of learning activities [3].

Classificazione internazionale FOET dei Fields Of Education and Training [4].

Link

Informazioni sulla rilevazione http://www.istat.it/it/archivio/46370

Scheda redatta da:

Barbara Baldazzi