Indagine sulle Discriminazioni in base al genere, all’orientamento sessuale e all’appartenenza etnica

Da schedefontidati.istat.it.


Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

La discriminazione, cioè il trattamento non paritario di una persona o un gruppo di persone, in quanto appartenenti ad un determinato gruppo sociale è vietata dalla legge.

In Italia, secondo l’art. 3 della Costituzione, “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

L’art. 2 della Dichiarazione universale dei diritti umani recita “Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione”.

La più recente Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (Nizza, 2000), ha introdotto per la prima volta in maniera esplicita il divieto di discriminazione sulla base delle tendenze sessuali (Articolo 21 - “È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o l’orientamento sessuale”).

Nonostante la legislazione antidiscriminatoria e il riconoscimento del diritto ad un eguale trattamento come diritto umano universale, oltre che valore fondamentale di tutte le società civili, la discriminazione continua ad esistere e a segnare la vita delle persone che ne sono vittime. Sebbene sia fortemente cresciuta negli ultimi anni l’attenzione per questa tematica, sono ancora poche le fonti che consentono di conoscere le reali dimensioni del fenomeno nelle varie forme che esso può assumere.

Per colmare questa lacuna e rispondere al bisogno di una base informativa solida a livello nazionale per la pianificazione e valutazione delle politiche antidiscriminatorie, nel 2008 il Dipartimento delle Pari Opportunità ha stipulato una Convenzione con l’Istituto Nazionale di Statistica per la realizzazione della prima indagine, nell’ambito della statistica ufficiale, sulle discriminazioni nel nostro Paese, focalizzando l’attenzione su tre dimensioni ritenute di particolare rilevanza: il genere, l’orientamento sessuale e l’appartenenza etnica. L’indagine è nata con un duplice obiettivo: da un lato, quello di rilevare la diffusione di stereotipi e atteggiamenti discriminatori nei confronti delle categorie oggetto di interesse; dall’altro, stimare il numero di persone che hanno subito esperienze discriminatorie. L'indagine consente, dunque, sia di rilevare le opinioni dei cittadini rispetto ai ruoli di genere, all’immigrazione, all’omosessualità, sia di stimare il numero e le caratteristiche delle vittime di atti discriminatori, con particolare riferimento alle discriminazioni subite nel contesto scolastico e in quello lavorativo (distinto in ricerca di lavoro e attività lavorativa).

Contenuti

I questionari utilizzati sono due. Uno somministrato per intervista diretta "faccia a faccia" (in modalità CAPI – Computer Assisted Personal Interview) e uno per autocompilazione, entrambi rivolti ad un solo componente della famiglia, estratto casualmente fra quanti hanno un'età compresa fra i 18 e i 74 anni (vedi: Informazioni sull'indagine).

Il questionario per intervista è suddiviso in due parti. La prima è composta da una “Scheda contatto”, che raccoglie le informazioni su tutti i contatti avvenuti con la famiglia, e da una Scheda Generale, contenente alcune informazioni di base sui componenti della famiglia, necessarie per procedere all’estrazione casuale della persona da intervistare. Nella seconda parte si susseguono sei sezioni tematiche, composte come segue:

• la sezione 1 “Informazioni sui componente selezionato” rileva le principali caratteristiche socio-demografiche del componente selezionato per l’intervista;

• la sezione 2 “Opinioni sul genere” rileva stereotipi e opinioni sui ruoli di genere, sulle pari opportunità tra uomini e donne, sulla diffusione della discriminazione nei confronti delle donne e sulla giustificabilità di comportamenti discriminatori. Sono inoltre previste alcune domande mirate a rilevare quanto le responsabilità familiari hanno inciso sulle scelte e sui percorsi lavorativi dei rispondenti, imponendo delle vere e proprie rinunce.

• la sezione 3 “Discriminazione percepita” contiene quesiti sulle discriminazioni subite nel contesto scolastico, nella ricerca del lavoro e/o nello svolgimento di un’attività lavorativa, sull’esperienza vissuta, il momento in cui si è verificata e le cause. In particolare, per quanto concerne l’ambito lavorativo, anche a coloro che hanno dichiarato di non essere stati discriminati vengono posti alcuni quesiti mirati a rilevare l’eventuale esperienza di situazioni penalizzanti, di vario tipo e livello di gravità;

• la sezione 4 “Opinioni sugli immigrati” rileva stereotipi e opinioni sugli immigrati stranieri, sulle pari opportunità tra italiani e immigrati, sulla diffusione della discriminazione nei loro confronti e sulla giustificabilità di comportamenti discriminatori; contiene quesiti sulla distanza sociale sia in termini di relazioni sociali fra italiani e immigrati, sia in termini di accettazione della figura dell’immigrato in alcune specifiche dinamiche relazionali (vicino, genero, etc.).

• la sezione 5 “Opinioni sugli omosessuali” rileva stereotipi e opinioni sugli omosessuali, sulla accettabilità di comportamenti omosessuali; sulla diffusione della discriminazione nei loro confronti e sulle pari opportunità tra eterosessuali e omosessuali; contiene quesiti sulla distanza sociale e opinioni sulla diffusione della discriminazione verso i transessuali e sulla giustificabilità di comportamenti discriminatori nei loro confronti e nei confronti degli omosessuali.

• la sezione 6 “Informazioni sociodemografiche sugli altri componenti” rileva le principali caratteristiche socio-demografiche degli altri componenti della famiglia.

Secondo la definizione adottata, la discriminazione ha luogo quando una persona o un gruppo di persone sono trattate meno bene di altre a causa di alcune caratteristiche fisiche, mentali o altre caratteristiche personali che in sé non sono rilevanti ai fini dell’attività da svolgere o del contesto in cui ci si trova e che, comunque, non giustificano una disparità di trattamento. Le caratteristiche personali possono riguardare il genere, l’età, le condizioni di salute, l’orientamento sessuale, etc. Le opinioni e gli atteggiamenti degli intervistati sono rilevati attraverso batterie di quesiti che misurano il grado di accordo o disaccordo dei rispondenti rispetto ad affermazioni riportanti luoghi comuni e modi di pensare sulle categorie sociali di interesse e che, come la letteratura insegna, possono identificare attitudini in relazione con la propensione a discriminare. L’esperienza discriminatoria viene invece rilevata chiedendo direttamente agli intervistati se sono stati vittime di discriminazione e, in caso affermativo, indagando le caratteristiche salienti di questa esperienza. Viene così data voce a quanti ritengono di avere subito comportamenti discriminatori, perché hanno l’opportunità di descrivere la loro esperienza e le ragioni che, secondo loro, ne sono all’origine.

I quesiti contenuti nel questionario cartaceo hanno, invece, come principale obiettivo la rilevazione dell’orientamento sessuale nelle sue diverse dimensioni (sentimenti, comportamenti, identità) e, nel caso di omosessuali e bisessuali, dell’eventuale esperienza di coming out e delle discriminazioni subite in situazioni diverse da quelle già rilevate nella prima parte dell’intervista, e più precisamente nella ricerca di un'abitazione da affittare o acquistare, nei rapporti con il vicinato, nella fruizione dei servizi sanitari, nell'accesso a luoghi e servizi pubblici come negozi, mezzi di trasporto, uffici, eccetera.

Output informativo

L’indagine fornisce un quadro delle varie dimensioni che la discriminazione può assumere con riferimento alle categorie sociali oggetto di interesse. Le principali dimensioni indagate sono:

• opinione sul grado di discriminazione nel nostro Paese nei confronti delle donne, degli immigrati, degli omosessuali, dei transessuali in Italia;

• opinione sul grado di giustificabilità di alcuni comportamenti discriminatori nei confronti di donne, immigrati, omosessuali, transessuali;

• opinione sulla condizione delle donne, rispetto agli uomini, per alcuni aspetti legati al lavoro (possibilità di trovare un lavoro adeguato al titolo di studio, guadagno percepito, possibilità di fare carriera, sicurezza del posto di lavoro intesa come stabilità dello stesso, considerazione e apprezzamento mostrato nei loro confronti da parte dei colleghi);

• opinione sui ruoli di genere all’interno della famiglia; sulle conseguenze a livello familiare del tempo investito nel lavoro retribuito; sulle competenze femminili in ambito politico, lavorativo, etc.;

• opinione sulle possibilità che, a parità di requisiti, un immigrato ha, rispetto ad un italiano, di trovare un lavoro o una casa in affitto o di ottenere una promozione;

• opinione sul tipo di problemi che alcuni immigrati creano nel nostro Paese e nazionalità di provenienza degli immigrati che creano problemi;

• opinione in merito alla costruzione di luoghi di culto non cattolici (moschee, sinagoghe, tempi buddisti etc.) nel quartiere di residenza;

• opinione sull’importanza del confronto e dello scambio interculturale;

• opinione sulla presenza e sul ruolo degli immigrati sul mercato del lavoro italiano;

• opinione sull’opportunità di specifiche misure governative in materia di immigrazione;

• opinione sulla condizione dei quartieri con alto tasso di immigrazione;

• opinione sulle politiche abitative ;

• opinione sulle unioni miste, in generale, e, in particolare, sull’accettabilità di immigrati di diverse origini, come possibili sposi di una propria figlia;

• conoscenza di immigrati, nazionalità di provenienza degli immigrati conosciuti e tipo di rapporto;

• opinione sulle possibilità che, a parità di requisiti, un omosessuale ha, rispetto ad un eterosessuale, di trovare un lavoro o una casa in affitto o di ottenere una promozione;

• opinione sull’accettabilità sociale di manifestazioni affettive omosessuali in pubblico;

• opinione sull’accettabilità della presenza di persone omosessuali: nell’ambiente di lavoro (in qualità di colleghi o superiori), in alcuni ambiti professionali che richiedono particolare affidabilità: sanità (medici), politica (rappresentanti politici), scuola (insegnanti di scuola elementare) e nella più intima sfera dell’amicizia;

• opinione sul il diritto degli omosessuali di contrarre matrimonio e/o adottare bambini;

• opinione sulle cause dell’omosessualità;

• opinione sui pericoli che l’omosessualità rappresenta per la famiglia;

• conoscenza di persone omosessuali e tipo di rapporto esistente.

Vengono infine fornite stime: sulla percentuale di persone dai 18 ai 74 anni che si dichiarano omosessuali o bisessuali; sulla percentuale di persone 18-74 anni che affermano di essere state discriminate a scuola, nella ricerca di lavoro o in ambito lavorativo, quando è stata vissuta l’esperienza discriminatoria, e quali sono le caratteristiche personali/motivi alla base della discriminazione; la percentuale di persone che ha dovuto rinunciare a cercare o a iniziare un lavoro per motivi familiari, lo specifico motivo familiare per cui ciò è avvenuto; la percentuale di persone che ritengono di essere state svantaggiate, in quanto uomini o donne, in ambito lavorativo.

Diffusione

I risultati dell’indagine sono stati diffusi attraverso le seguenti Statistiche Report:

Stereotipi, rinunce e discriminazioni di genere, Istat, 17 maggio 2012.

I migranti visti dai cittadini, Istat, 11 luglio 2012.

La popolazione omosessuale nella società italiana, Istat, 17 maggio 2012.

Rapporto annuale 2013 – La situazione del Paese.

Inoltre, sono disponibili, per gli utenti e i ricercatori che ne facciano richiesta per fini di ricerca scientifica, i dati elementari rilevati nel corso dell’indagine.

Processo e metodologie

Periodicità, natura e caratteristiche del processo produttivo

L’indagine, finanziata dal Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha periodicità occasionale. Al momento, l’unica edizione è stata condotta nella seconda metà del 2011.

Considerata la natura sensibile dei temi trattati, particolare attenzione è stata posta a tutte le strategie da mettere in atto per favorire la disponibilità delle famiglie a essere intervistate. In particolare, alle famiglie campione, è stata inoltrata una lettera di preavviso a firma del presidente dell’Istat, nella quale oltre a presentare la ricerca, si sottolineava l’importanza della loro partecipazione all’indagine, e si fornivano rassicurazioni sulla protezione dei dati personali. Altro strumento messo in campo per migliorare la predisposizione delle famiglie alla partecipazione all’indagine è stata una linea telefonica gratuita (numero verde), alla quale le famiglie potevano rivolgersi per avere rassicurazioni in merito agli obiettivi dell’indagine, oltre che per ottenere informazioni sulla stessa.

Inoltre, nella progettazione dell’indagine, particolare cura è stata prestata alla formazione degli intervistatori coinvolti nel lavoro sul campo (oltre 150 intervistatori impegnati su tutto il territorio nazionale). Il percorso formativo ha mirato a condividere l’importanza e le finalità dell’indagine e a sviluppare competenze nella gestione del questionario elettronico e nella comunicazione con le famiglie campione. La formazione è consistita sia in lezioni teoriche, sia in esercitazioni e role-playings (ovvero giochi di ruolo in cui i partecipanti simulano condizioni simili a quelle reali).

Unità di rilevazione e unità di analisi

L'unità di rilevazione è costituita dalla famiglia di fatto, intesa come un insieme di persone coabitanti e legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o affettivi. Le unità di analisi sono gli individui di età compresa tra i 18 e i 74 anni.

Disegno campionario

La popolazione di interesse è costituita dagli individui di 18-74 anni residenti in famiglia in Italia. Il campione è composto da circa 8000 unità. I domini di studio, ossia gli ambiti ai quali sono riferiti i parametri di popolazione oggetto di stima, sono:

• le quattro ripartizioni geografiche (Italia nord-occidentale, Italia nord-orientale, Italia centrale, Italia meridionale e insulare);

• la tipologia comunale, ottenuta suddividendo i comuni italiani in cinque classi formate in base a caratteristiche socio-economiche e demografiche.

Solamente ai fini della stratificazione dei comuni è stata considerata anche la regione geografica, in modo da migliorare la distribuzione territoriale del campione. Pertanto i comuni sono stati stratificati all’interno di domini definiti dall’incrocio della regione geografica con le cinque classi di tipologie comunali e suddivisi in due sottoinsiemi sulla base della popolazione residente:

• l’insieme dei comuni Auto rappresentativi (AR) costituito dai comuni di maggiore dimensione demografica;

• l’insieme dei comuni Non auto rappresentativi (NAR) costituito dai rimanenti comuni.

Nell’ambito dell’insieme dei comuni AR, ciascun comune viene considerato come uno strato a se stante e viene adottato un disegno noto come campionamento a grappoli. Le unità primarie di campionamento sono rappresentate dalle famiglie anagrafiche, i grappoli, estratte in modo sistematico dall’anagrafe del comune stesso. Nell’ambito dei comuni NAR viene adottato un disegno a due stadi con stratificazione delle unità primarie. Le Unità primarie (UP) sono i comuni, le Unità secondarie sono le famiglie anagrafiche.

Infine, da ogni famiglia inclusa nel campione viene selezionata con procedura casuale la persona da intervistare, a partire dalla lista dei componenti della famiglia di fatto di età compresa tra 18 e 74 anni.

Tecnica di indagine e organizzazione della rilevazione

L’indagine è stata realizzata con tecnica mista CAPI – SAQ (Self Administered Questionnaire). La realizzazione delle interviste è stata affidata ad una rete di rilevazione privata. Le interviste sono state effettuate presso il domicilio della famiglia da intervistatori appositamente formati.

Per l’intervista CAPI, le informazioni sono state raccolte mediante un questionario elettronico, caricato sul computer portatile dell’intervistatore, in cui registrare le risposte fornite dagli intervistati. Il questionario è stato progettato in modo da definire automaticamente i percorsi di compilazione e da prevedere controlli in corso di intervista, così da evitare incoerenze tra le risposte fornite e ridurre l’errore non campionario in fase di acquisizione dati.

Dopo aver somministrato l’intervista in modalità CAPI, l’intervistatore doveva consegnare all’intervistato un questionario cartaceo da autocompilare, allontanandosi in modo da consentire al rispondente di compilarlo in condizioni di massima riservatezza. Una volta compilato, il questionario veniva inserito, dallo stesso intervistato, in una busta da consegnare chiusa all’intervistatore. Quest’ultimo, in presenza dell’intervistato provvedeva a riporre la prima busta in una seconda busta, chiudendola con un’etichetta sigillante. Questa metodologia aveva come obiettivo quello di creare le condizioni ottimali per garantire al rispondente il rispetto della privacy e, quindi, metterlo a proprio agio nella compilazione dei quesiti mirati alla rilevazione dell’orientamento sessuale.

Giornalmente gli esiti dei contatti con le famiglie e i file contenenti le interviste effettuate venivano trasmessi all’Istat. Questo flusso informativo giornaliero ha consentito di monitorare l’andamento del fieldwork, attraverso la produzione e l’aggiornamento continuo di un articolato sistema di indicatori che ha consentito di seguire il lavoro sul campo, ravvisando e risolvendo tempestivamente le difficoltà incontrate.

Processo di controllo e correzione dei dati e metodi di stima

Il processo di controllo e correzione è stato in larga parte semplificato dall’acquisizione della maggior parte delle informazioni tramite un questionario elettronico, predisposto in modo da prevedere la compilazione obbligatoria per la gran parte dei quesiti e controlli di coerenza tra le risposte fornite, contestualmente all’intervista. Inoltre, il data entry dei questionari cartacei è stato centralizzato presso la Società incaricata di effettuare le interviste ed è avvenuto tramite un software di acquisizione controllata dei dati, che consentiva di agganciare il modello autocompilato all’intervista CAPI corrispondente. Tali scelte hanno garantito un buon livello qualitativo del file grezzo, avendo consentito di ridurre il numero di mancate risposte parziali (MRP), di fuori range e di incoerenze da sanare in fase di trattamento dei dati.

Terminata la fase di acquisizione dei dati, sono state avviate le procedure di controllo e correzione degli stessi. L’individuazione degli errori è avvenuta tramite un articolato piano di controllo dei dati composto da procedure SAS di vario livello di complessità, mirate a ravvisare tutti i possibili errori presenti sul file dati. La priorità è stata data alle variabili socio-demografiche che rappresentano i pilastri su cui basare la successiva correzione degli eventuali errori riscontrati nelle variabile di indagine. In particolare, sono state applicate procedure di localizzazione e correzione deterministica degli errori sistematici, sia procedure di correzione e imputazione probabilistica degli errori stocastici, tramite procedure automatizzate basate sulla metodologia di Fellegi-Holt e implementate nel software generalizzato SCIA (Sistema di Controllo e Imputazione Automatica).

Indicatori di qualità (errori campionari e non campionari)

Le informazioni sugli errori campionari vengono rilasciate in occasione della diffusione dei risultati e del file di microdati. Per quanto riguarda l’errore non campionario, sia durante il lavoro sul campo, sia a conclusione dello stesso, vengono calcolati i principali indicatori di qualità (tra i quali: il tasso di risposta, il tasso di non risposta, il tasso di rifiuto, il tasso di errore di lista) disponibili sul sito Istat alla pagina del Sistema Informativo sulla Qualità.

Storia

L’indagine è stata particolarmente complessa, dati i temi rilevati, ed è stata condotta dopo un lungo e approfondito lavoro di progettazione, al fine di individuare gli strumenti e le metodologie più idonei.

Condurre una ricerca sulle discriminazioni è per il ricercatore sociale una vera e propria sfida, poiché le difficoltà da superare sono molte. Tra queste, la percezione della discriminazione come modalità negativa di interazione tra persone e gruppi può tradursi in una generale riluttanza ad ammettere come propri degli atteggiamenti o comportamenti di fatto discriminatori. Al contempo, alcuni individui vittime di atti discriminatori potrebbero non avere consapevolezza di esserlo o non essere disponibili a parlarne; mentre altri soggetti potrebbero percepire discriminazione dove non esiste. La complessità del tema ha indotto, dunque, ad una attenta e rigorosa progettazione degli strumenti di rilevazione, al fine di formulare quesiti chiari e comprensibili per tutte le tipologie di rispondenti e contenere le possibili ambiguità su un tema così delicato.

In particolare, è stata prevista, oltre all’indagine pilota condotta nel 2010 con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interview) su un campione di 1.000 individui, la realizzazione di uno studio qualitativo attraverso la tecnica dei focus group e delle interviste in profondità a testimoni privilegiati. Nel corso degli incontri sono emerse indicazioni preziose non solo per la messa a punto dei questionari di indagine, ma anche per la scelta della tecnica di somministrazione, contribuendo in tal modo alla costruzione di un impianto metodologico in grado di garantire l’attendibilità e l’affidabilità dei dati raccolti, oltre che di un quadro quanto più possibile esauriente dei fenomeni discriminatori nel nostro Paese.

I risultati di entrambe queste esperienze (pilota e studio qualitativo) hanno evidenziato la necessità di adottare per l’indagine definitiva una tecnica che garantisse, per la parte relativa alla rilevazione dell’orientamento sessuale, il massimo rispetto per la privacy del rispondente. Di conseguenza, nell’indagine definitiva, l’intervista è stata svolta con metodologia CAPI solo per la parte relativa alle opinioni e alle esperienze discriminatorie subite, rimandando i quesiti sull’orientamento sessuale ad un questionario per autocompilazione.

Prospettive

L’indagine ha carattere occasionale e non è, al momento, prevista una riedizione della stessa.

Sotto studio è, invece, l’opportunità di sviluppare dei moduli tematici da inserire nell’ambito di altre indagini, in modo da continuare a monitorare il fenomeno discriminatorio nel suo complesso, ma anche rilevare la discriminazione percepita con riferimento a specifici target di popolazione, finora ancora non adeguatamente studiati.

Per quanto riguarda la misurazione dell’orientamento sessuale, l’esperienza è stata particolarmente importante, non solo perché ha aperto la strada alla rilevazione di questa dimensione nelle indagini sulla popolazione, ma anche perché ha fornito spunti importanti ai fini di una ottimizzazione del wording dei quesiti e di un loro possibile utilizzo nell’ambito anche di altre indagini sociali.

Classificazioni

Classificazione dei titoli di studio;

Codici dei Comuni, delle Province e delle Regioni;

Classificazione degli Stati Esteri.

Fonti complementari

Fonti complementari per lo studio di fenomeni analoghi è l’indagine Multiscopo su Condizione e integrazione sociale dei cittadini stranieri.

Link

Informazioni sull'indagine

Scheda redatta da:

Maria Clelia Romano

romano@istat.it