Indagine sulle persone senza dimora

Da schedefontidati.istat.it.


Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

L’indagine sulle persone senza dimora è stata realizzata nel 2011, nell’ambito della convenzione tra l’Istat, il Ministero della Salute, Lavoro e Politiche sociali, la Federazione italiana organismi persone senza dimora (fio.PSD) e la Caritas Italiana, con l’obiettivo di esplorare in Italia il fenomeno di una popolazione scarsamente indagata, costituita da coloro che si trovano nell’impossibilità e/o incapacità di provvedere autonomamente al reperimento e al mantenimento di un’abitazione in senso proprio (secondo la tipologia ETHOS, elaborata dall’Osservatorio Europeo sull’homelessness). Nella definizione rientrano tutte le persone che vivono: in spazi pubblici (per strada, baracche, macchine abbandonate, roulotte, capannoni); in un dormitorio notturno e/o sono costretti a trascorrere molte ore della giornata in uno spazio pubblico (aperto); in ostelli per persone senza casa/sistemazioni alloggiative temporanee; in alloggi per interventi di supporto sociale specifici (per persone senza dimora singole, coppie e gruppi). Oltre alla stima della popolazione, l’indagine aveva l’obiettivo di delineare lo stato, i profili socio-economici, i percorsi di vita delle persone che vivono la condizione di senza dimora e le principali dinamiche nell'uso dei servizi sul territorio. I dati rilevati contengono, inoltre, informazioni utili ai responsabili nazionali e locali per lo sviluppo di politiche sociali, per migliorare la fornitura di servizi e valutare il tipo di interventi pubblici da attuare. L’indagine è stata condotta su 158 comuni italiani selezionati in base alla loro ampiezza demografica: tutti i comuni con oltre 70 mila abitanti – 81 comuni, inclusi i 12 grandi comuni –, i capoluoghi di provincia con oltre 30 mila abitanti – 37 comuni – e tutti i comuni, sempre con almeno 30 mila abitanti, della prima corona dei comuni con oltre 250 mila abitanti – 40 comuni.

Contenuti

Le interviste alle persone senza dimora sono state condotte in modalità PAPI (Personal Assisted Paper Interview), utilizzando un questionario cartaceo, che rilevava le seguenti informazioni: caratteristiche socio-demografiche della persona (età, sesso, cittadinanza, Paese di origine, titolo di studio); durata della condizione di senza dimora; situazione familiare presente e pregressa; sistemazione abitativa precedente la condizione di senza dimora; eventi critici avvenuti nell’arco della vita (perdita del lavoro, separazione/divorzio, malattie croniche); attività lavorativa e fonte di reddito; ricorso ai servizi, frequenza di utilizzo e modalità di accesso; relazioni sociali (contatti con familiari e amici) e aiuti ricevuti; condizioni di salute, disabilità, dipendenza. La parte iniziale del questionario acquisiva informazioni generali sulle caratteristiche socio-demografiche della persona e sulla durata della condizione di senza dimora. Seguiva una parte essenziale per la stima delle persone senza dimora, rappresentata da un diario per la ricostruzione dei luoghi dove la persona intervistata aveva mangiato e dormito nei sette giorni precedenti l’intervista. La parte finale si concentrava sulla situazione familiare corrente e pregressa, sulla situazione abitativa precedente alla condizione di senza dimora, sulle motivazioni del cambiamento, sulla situazione lavorativa, sulla rete familiare e amicale, gli aiuti ricevuti, l’uso dei servizi sociali e lo stato di salute percepito. L’esistenza di legami familiari è stata rilevata, per le persone senza dimora che al momento dell’intervista vivevano sole (o con amici o familiari diversi da coniuge/partner e figli), attraverso la rilevazione dell’eventuale esistenza di (ex) coniugi/partner o di figli, per le persone che al momento dell’intervista vivevano in coppia senza figli, attraverso la rilevazione dell’eventuale esistenza di figli, mentre alle persone che al momento dell’intervista vivevano con figli, si richiedevano informazioni relative a precedenti coniugi/partner. Per tutti gli intervistati sono state, inoltre, rilevate informazioni sulla precedente situazione abitativa (dove viveva, con chi, quanto tempo prima, motivazione per cui non vive più in quella situazione). Per tener conto del fatto che una parte delle persone senza dimora è affetta da patologie fisiche o psichiche, è sotto l’effetto di alcool o sostanze alteranti, oppure ha una ridotta conoscenza della lingua italiana da impedire un’efficace comunicazione, è stata predisposta la “Scheda sintetica per persona senza dimora che non è in grado di fare l’intervista”. Infatti, si è ritenuto opportuno non procedere alla loro sostituzione, includendole nella rilevazione e calcolando anche la loro specifica stima. In questo caso, la scheda, da compilare in sostituzione del questionario, conteneva solo alcuni dei quesiti presenti nel questionario per intervista. In particolare: sesso, età, cittadinanza, Paese di nascita, stato civile, titolo di studio, durata della condizione di senza dimora, situazione familiare e causa, anche apparente, della difficoltà di comunicazione (scarsa conoscenza della lingua italiana, limitazioni fisiche o disabilità evidenti, problemi di dipendenza).

Output informativo

L'indagine ha fornito la stima delle persone senza dimora che nei 30 giorni di rilevazione (21 novembre - 20 dicembre 2011) e nei maggiori 158 comuni italiani, hanno ricevuto almeno una prestazione presso un servizio di accoglienza notturna o di mensa. La stima è stata diffusa per ripartizione geografica e per alcuni dei 12 grandi comuni, laddove la consistenza del fenomeno delle persone senza dimora è risultata elevata. Oltre alla stima della loro numerosità, l’indagine ha delineato lo stato, i profili socio-economici e i percorsi di vita delle persone che vivono la condizione di senza dimora, nonché le loro principali dinamiche nell'uso dei servizi sul territorio.

Diffusione

I risultati dell'indagine sono stati diffusi attraverso il comunicato stampa “Le persone senza dimora” del 9 ottobre 2012, consultabile sul sito www.istat.it. e successivamente pubblicati anche sul Quarto Rapporto sulla coesione sociale, a cura dell’Istat, Inps e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. E’ consultabile nel Catalogo editoriale il volume Istat “La ricerca nazionale sulla condizione delle persone senza dimora“ (Collana Metodi).

Processo e metodologie

Periodicità L’indagine è stata realizzata nel 2011, in seguito alla convenzione tra l’Istat, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora (fio.PSD) e la Caritas Italiana per la realizzazione di un progetto di ricerca sulla condizione delle persone che vivono in povertà estrema. Al fine di conoscere l'evoluzione del fenomeno delle persone senza dimora e contribuire al miglioramento delle esigenze e della qualità dei servizi presenti e operanti sul territorio italiano, nel corso del 2014 l'Istat ha condotto la seconda rilevazione sulla povertà estrema, in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e la Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora.

Natura e caratteristiche del processo produttivo L’indagine si inquadra in un approccio metodologico differente da quello usualmente adottato in Istat per le indagini su famiglie e individui, in quanto non esiste, a priori, la lista della popolazione oggetto di rilevazione. A partire dalla metodologia che trova il suo fondamento teorico nel campionamento indiretto, è possibile utilizzare come base di campionamento una popolazione indirettamente legata a quella oggetto di studio e per la quale è disponibile la lista di campionamento. Nell'indagine sulle persone senza dimora, la base di campionamento è rappresentata dalle prestazioni fornite (pasti distribuiti e posti letto) presso alcune tipologie di servizi (mense e accoglienze notturne quali dormitori, dormitori di emergenza, comunità semiresidenziali e residenziali di accoglienza notturna, alloggi protetti e autogestiti). La lista dei servizi è stata costruita attraverso due fasi operative che hanno preceduto l’indagine sulle persone senza dimora: i) un censimento delle organizzazioni che erogano servizi alle persone senza dimora nei più grandi comuni italiani, condotto in modalità CATI; ii) un’indagine CAPI approfondita sui servizi erogati. Il censimento dei servizi è stato condotto su 158 comuni italiani selezionati in base alla loro ampiezza demografica: tutti i comuni con oltre 70 mila abitanti – 81 comuni, inclusi i 12 grandi comuni – i capoluoghi di provincia con oltre 30 mila abitanti – 37 comuni – e tutti i comuni, sempre con almeno 30 mila abitanti, della prima corona dei comuni con oltre 250 mila abitanti – 40 comuni. La terza fase della ricerca ha riguardato l’indagine campionaria sulle persone senza dimora, intervistate presso tutti i servizi di mensa e accoglienza notturna censiti nelle fasi precedenti, dal 21 novembre al 20 dicembre 2011. Le interviste sono state somministrate in modalità PAPI, utilizzando un questionario cartaceo al fine di evitare l’insorgenza di problemi tecnico-informatici in fase di intervista, da parte di rilevatori selezionati da fio.PSD, prevalentemente tra gli operatori sociali delle strutture stesse, particolarmente qualificati per l’interazione con le persone da intervistare. E’ stata inoltre predisposta una lettera informativa da mostrare eventualmente agli intervistati, che esplicitava i contenuti della rilevazione, sottolineandone la forte utilità sociale e garantendo al contempo l’assoluta riservatezza dei dati e la tutela della privacy. Per l’indagine sono stati predisposti quattro modelli di rilevazione cartacei: a) “Lista degli individui selezionati”; b) “Questionario per intervista diretta nei servizi di accoglienza notturna”; c) “Questionario per intervista diretta nei servizi di mensa”; b) “Scheda sintetica per persona senza dimora che non è in grado di fare l’intervista”. Le liste degli individui selezionati dovevano essere compilate dal rilevatore nel giorno e nel servizio in cui si era recato per somministrare le interviste alle persone senza dimora. Nella lista doveva essere indicata, in particolare, oltre la data, l’identificativo della struttura presso la quale si stavano svolgendo le interviste, le generalità del rilevatore e il numero effettivo di prestazioni erogate nel giorno e nella fascia oraria dell’intervista - informazione fondamentale nel calcolo dei pesi di riporto all’universo - e l’esito del contatto per ciascun individuo selezionato (la persona accetta l’intervista e la conclude; la persona accetta l’intervista ma, non essendo in grado di sostenerla, viene compilata la “Scheda sintetica per persona senza dimora che non è in grado di fare l’intervista”; la persona rifiuta; la persona inizia l’intervista ma, ad un certo punto, rifiuta di proseguire; la persona dichiara di essere già stata intervistata per la stessa indagine, e quindi sostituita). A seconda che l’intervista si svolgesse presso una mensa o un servizio di accoglienza notturna, era previsto uno specifico questionario che divergeva solo per la parte relativa al diario, in cui venivano rilevate le informazioni sui luoghi dove le persone avevano mangiato e dormito negli ultimi sette giorni. Infine, per rilevare le informazioni essenziali anche per le persone che non erano in grado di concedere l’intervista, è stata predisposta la “Scheda sintetica per persona senza dimora che non è in grado di fare l’intervista”, da compilare in sostituzione del questionario somministrato alle persone senza dimora nella terza fase. La rete di rilevazione ha coinvolto 43 referenti territoriali, a cui è stata assegnata la responsabilità di un’area geografica, e 773 rilevatori per le interviste sul campo. Nella fase di rilevazione vera e propria, compito giornaliero del referente era la compilazione di una scheda di sintesi dell’attività svolta dai rilevatori nella propria area territoriale e l’invio della stessa al gruppo di ricerca Istat-fio.PSD entro la mattina della giornata successiva. Anche i rilevatori dovevano inviare ogni giorno all’Istat la lista dei contatti e il numero di interviste portate a termine. Ciò ha permesso la risoluzione tempestiva di problematiche comunicate quotidianamente sia dai referenti di area sia dai rilevatori, con conseguenti variazioni del calendario delle interviste. I questionari cartacei, al termine della rilevazione su campo, sono stati poi acquisiti su supporto informatico, in modalità controllata, tramite il software LimeSurvey sviluppato sul web.

Unità di rilevazione e unità di analisi L'unità di rilevazione è costituita dalle prestazioni erogate alle persone senza dimora nei servizi di mensa e accoglienza notturna: pasti (pranzi e cene) e posti letto. L'unità di analisi è costituita dalle persone senza dimora che, dal 21 novembre al 20 dicembre 2011, hanno utilizzato almeno un servizio di mensa o accoglienza notturna nei maggiori 158 comuni italiani. Di conseguenza, non fanno parte della popolazione oggetto di indagine quanti, tra le persone senza dimora, nel mese di rilevazione non hanno mai mangiato presso una mensa e non hanno mai dormito in una struttura di accoglienza, nonché i minori, le popolazioni Rom e tutte le persone che, pur non avendo una dimora, sono ospiti, in forma più o meno temporanea, presso alloggi privati (ad esempio, quelli che ricevono ospitalità da amici, parenti, ecc.).

Disegno campionario L’indagine, non disponendo di una lista anagrafica delle persone senza dimora, si basa su un approccio metodologico che fa riferimento alla teoria del campionamento indiretto e che si fonda sull’idea di utilizzare come base di campionamento una popolazione per la quale si dispone di una lista di unità legate a quelle appartenenti alla popolazione oggetto di studio. Le persone senza dimora sono state, cioè, intercettate nei luoghi presso i quali si recano per ricevere ciò di cui hanno bisogno. La costruzione della mappa dei legami tra le persone senza dimora e i centri dagli stessi frequentati ha permesso l’applicazione del metodo di stima, il weight sharing method che, pur stimando le probabilità di inclusione tramite le prestazioni erogate dai servizi, si fonda sulle relazioni esistenti tra la popolazione oggetto di interesse (le persone senza dimora) e la popolazione utilizzata come base di campionamento (le prestazioni erogate alle persone senza dimora). La mappa è stata costruita sulla base delle informazioni relative alla frequentazione dei centri da parte della persona senza dimora in un determinato periodo di tempo (all’interno del questionario è stata predisposta una sezione in cui venivano riportati i luoghi dove gli individui intervistati avevano mangiato e dormito nei sette giorni precedenti l’intervista). Infine, poiché la popolazione dei senza dimora si rinnova e si modifica nel tempo, l’indagine è stata condotta in trenta giorni, un periodo di tempo abbastanza breve da garantire la sostanziale stabilità della popolazione, ma sufficientemente lungo da garantire l’uso dei servizi da parte della maggior parte delle persone senza dimora. Il piano di campionamento utilizzato è a due stadi (le unità di primo stadio sono rappresentate dai giorni di rilevazione in ogni centro; le unità di secondo stadio dalle prestazioni erogate), con stratificazione delle unità del primo stadio. La variabile di stratificazione è costituita dai centri (mense a pranzo, mense a cena, accoglienze notturne) con probabilità di inclusione uguale e schema di estrazione casuale. Le unità di secondo stadio (pasti e posti letto) sono incluse con probabilità uguali e estratte con schema sistematico. Per ciascuna coppia centro-giorno (unità primaria), gli utenti dei servizi da intervistare sono stati selezionati dai rilevatori in modo sistematico dalla lista degli utenti o dalla fila in entrata, prevedendo la sostituzione delle persone selezionate che non appartenevano alla popolazione delle persone senza dimora, utilizzando un passo di estrazione definito sulla base del numero di persone da intervistare e del numero di prestazioni giornaliere attese.

Processo di controllo e correzione dei dati e metodi di stima L’acquisizione delle informazioni tramite questionario cartaceo ha reso indispensabile un’intensa fase di controllo e correzione dei dati. La prima fase della procedura di controllo e correzione è rappresentata dalla registrazione dei dati in modalità controllata: il data entry è stato effettuato attraverso un software che, rispetto a regole preimpostate, segnala, contestualmente all’immissione del dato, la presenza di errori, di valori anomali, di incongruenze e di dati mancanti nel record che si sta registrando. È stata sviluppata un’applicazione web, tramite il software LimeSurvey, che ha consentito l’acquisizione dei dati nei centri territoriali di raccolta dei questionari cartacei compilati dai rilevatori; data l’importanza dello strumento, le liste degli individui da intervistare sono state invece acquisite direttamente dall’Istat. Il sistema di registrazione dei dati in modalità controllata ha ridotto al minimo la possibilità che si verificassero errori di tipo sistematico, dovuti al mancato rispetto delle norme di compilazione del questionario cartaceo da parte dei rilevatori. ll trattamento dei dati con correzioni di tipo probabilistico è stato applicato solo per i questionari per intervista diretta nelle mense e nei servizi di accoglienza notturna, basandosi sull’applicazione della metodologia di Fellegi- Holt e sull’uso di software generalizzati, distintamente per le variabili qualitative (SCIA) e quantitative (BANFF). ll trattamento dei dati con correzioni di tipo probabilistico non è stato applicato alle schede sintetiche, dove per i quesiti era prevista la modalità “informazione non disponibile”. La stima delle persone senza dimora si è basata sull’applicazione del weigth sharing method, ed è stata effettuata tenendo conto del numero di link (ossia di legami) tra ciascun individuo intervistato e le prestazioni usufruite da tale individuo nella settimana precedente l’intervista rilevate dal diario settimanale. In tal modo, viene assicurata la correttezza delle stime rispetto a possibili distorsioni derivanti dal conteggio multiplo di persone che frequentano ripetutamente i centri durante il periodo di rilevazione e che potrebbero essere “contate” più volte. Preliminarmente è stato necessario determinare i pesi delle prestazioni selezionate nel campione, introducendo dei fattori correttivi per tener conto della mancata risposta totale determinata dalla caduta di centri, di giorni di rilevazione e dal rifiuto degli individui a rispondere.

Indicatori di qualità (errori campionari e non campionari) Le informazioni sull’errore campionario sono state diffuse nel comunicato stampa “Le persone senza dimora” del 9 ottobre 2012, consultabile sul sito www.istat.it, dove nella nota metodologica sono diffusi anche alcuni indicatori riguardo l’errore non campionario. Maggiori informazioni e diversi indicatori sono consultabili nel volume “La ricerca nazionale sulla condizione delle persone senza dimora “ (Collana Metodi, Istat 2014). Il numero di contatti è stato pari a 7.364 e ha portato alla realizzazione di 4.696 interviste valide (4.233 interviste complete e 463 schede sintetiche, compilate per le persone che non erano in grado di rispondere all’intervista). La numerosità campionaria raggiunta è stata pari al 94,6% di quella teorica ed è stata leggermente più elevata per l’accoglienza notturna (96,5% contro il 93,3% delle mense), senza sostanziali differenze rispetto alla tipologia di servizio (la percentuale varia dal 94% degli alloggi autogestiti al 98,1% delle comunità residenziali di accoglienza notturna). I 2.668 contatti che hanno prodotto una mancata intervista, in oltre la metà dei casi (53%), sono dovuti al fatto che la persona contattata non era senza dimora; in un ulteriore 27,8% si tratta di rifiuti e nel 13% di persone già intervistate; il restante 6,1% è rappresentato da interviste interrotte.

Storia

L’indagine è stata condotta dall’Istat dal 21 novembre al 20 dicembre 2011, nell’ambito di una ricerca sulla condizione delle persone che vivono in povertà estrema, realizzata a seguito di una convenzione tra l’Istat, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la Federazione italiana degli organismi per le persone senza dimora (fio.PSD) e la Caritas Italiana. Fino ad allora, in Italia, gli studi su questa forma di povertà sono decisamente limitati, con solo alcuni tentativi di rilevazione sistematica e statisticamente significativa. Tra gli altri, si segnala l’indagine condotta dalla Commissione di Indagine sull’esclusione sociale (Dipartimento per gli Affari Sociali e Presidenza del Consiglio) e dalla fondazione Zancan di Padova con l’obiettivo di delineare le caratteristiche delle persone senza dimora e stimare il loro numero sull’intero territorio nazionale, effettuata nella notte del 14 Marzo 2000. Tra le esperienze locali, si ricordano: a) l’indagine effettuata il 10 dicembre 2004 nelle sette città capoluogo di provincia del Veneto, condotta dall’Università di Padova e dall’Osservatorio Regionale di Padova per la tutela e la promozione della persona, b) i due censimenti dei senza tetto nell’area metropolitano di Milano, condotti nel 2008 e nel 2013; c) il primo censimento dei senza tetto a Torino, condotto nel 2010 sulla base della metodologia applicata a Milano.

Prospettive

Nel 2013 è stata firmata un nuova convenzione tra l’Istat, il Ministero del lavoro, la fio.PSD e la Caritas Italiana, che ha permesso la realizzazione di un’indagine di follow sulla popolazione dei senza dimora, al fine di monitorare l’evoluzione del fenomeno della grave emarginazione adulta in Italia.

Classificazioni

CODICI DEI COMUNI, DELLE PROVINCIE E DELLE REGIONI

CLASSIFICAZIONE DEGLI STATI ESTERI

Riferimenti normativi

L’indagine rientra tra quelle inserite nel Piano Statistico Nazionale (PSN) riportate nel decreto del Presidente della Repubblica del 14 settembre 2011 (Programma Statistico Nazionale 2011-2013, Aggiornamento 2012-2013), per le quali sussiste l'obbligo dei soggetti privati di fornire i dati e le notizie che siano loro richiesti, a norma dell'articolo 7 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n.322 (Gazzetta Ufficiale 17/10/2011 – serie generale – n. 242).

Link

‘Le persone senza dimora’

‘I servizi alle persone senza dimora’

Riferimenti bibliografici

COLLANA ISTAT METODI La ricerca nazionale sulla condizione delle persone senza dimora, 2014.

STATISTICHE REPORT I servizi alle persone senza dimora, (periodo di riferimento: anno 2010), 3 novembre 2011. Le persone senza dimora (periodo di riferimento: anno 2011), 9 ottobre 2012.