Indagini sull'attività notarile

Da schedefontidati.istat.it.



Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

Il “guardiano del diritto”: era il 1950 quando la dottrina giuridica coniò questa felice ed evocativa espressione per esemplificare ruolo e attività del Notaio. Al Notaio, infatti, fin dagli albori della professione venne riconosciuta non soltanto la titolarità tecnica di formulare e stendere scritture private, atti pubblici e discorsi processuali, ma anche e dirimentemente la titolarità funzionale di “magistratura privata” – come da dottrina notarile – chiamata sia a trasfondere la volontà della/e parte/i in convenzioni, sia ad ostacolare l’eventuale insorgenza di liti. Come solidamente riaffermato all’unanimità dall’Assemblea dell’Unione Internazionale del Notariato Latino nel 1990, la funzione antiprocessuale del Notaio si è così via via istituzionalmente irrobustita, in parallelo con il profilarsi della figura notarile quale soggetto super partes legittimato ad esercitare una sorta di “giustizia minore” a costi modesti e democratici, secondo i principi costituzionali di legalità, garanzia dei diritti e sicurezza giuridica di un’uguale applicazione del diritto. Alla pubblica funzione del Notaio, oltre alla natura di “attività preventiva” – distinta da quella risanatrice e riordinatrice avvocatizia e giudiziaria - ben si attaglia la natura di attività fortemente “realizzativa dell'ordine sociale” (F. Carnelutti, 1961). Con l’atto notarile il Notaio è infatti chiamato dalla legge a garantire al massimo grado legalità e conformità alla volontà privata, proprio in corrispondenza di snodi nevralgici di organizzazione e regolamentazione del ciclo di vita delle persone fisiche (ad es. atti tra vivi e di ultima volontà) e giuridiche (ad es. atti societari). Turning-point giuridico-esistenziali per:

a) rilevanza del contenuto economico-sociale regolamentato (si pensi alla circolazione dei beni immobili, agli atti costitutivi di società commerciali, alle costituzioni di associazioni);

b) per gli effetti produttivi di modificazione dello stato civile di una persona (si pensi al riconoscimento di un figlio naturale);

c) per la traduzione e tutela giuridica della manifestazione di volontà di una persona (si pensi al testamento e alle donazioni).


L’ampia investitura contenutistica che connota dunque i “notariati di tipo latino” - fra i quali quello italiano vanta la più antica ed illustre tradizione - in contrapposizione a quella dei “notary public” di matrice anglosassone, spiega la progressiva emersione di una esigenza informativa sull’attività notarile sempre più stringente e ad ampio spettro. Se “tanto più Notaio, tanto meno giudice” (F. Carnelutti), tanta più conoscenza sull’attività notarile, tanta meno opacità conoscitiva sulla vita individuale e collettiva delle persone, è lecito parafrasare. Con la Rilevazione sull’Attività Notarile, condotta dal 1997 - come più compiutamente illustrato nel paragrafo dedicato ai “contenuti” dell’Indagine stessa - l’ISTAT ha inteso pertanto dotare la statistica ufficiale di un apprezzabile impianto metodologico per la rilevazione e l’analisi dell’attività notarile, rispondendo contemporaneamente tanto ad un crescente interesse e rafforzato obbligo giuridico in materia, quanto ad un poliedrico fabbisogno informativo di settore sollevato da stakeholder ed opinione pubblica. Per contemperare esigenze conoscitive di tipo quantitativo (numerosità degli atti notarili) e qualitativo (tipologia di atti notarili), l’ISTAT ha conseguentemente identificato ed implementato un’architettura di codifica, elaborazione e diffusione dell’informazione per macrocategorie di atti sotto cui sussumere la variegata e complessa articolazione delle convenzioni notarili.

Contenuti

Per soddisfare obiettivi incrementali di completezza, qualità ed efficienza della costruzione di informazione statistica sull’Attività Notarile, nel 1995 l’ISTAT ha avviato una profonda ristrutturazione dell’impianto di rilevazione dell’indagine:

a) ricalcando il significativo dettaglio conoscitivo garantito dall’anagrafe tributaria, per ampliare l’informazione raccolta con il novellato modello di rilevazione;

b) ridefinendo il flusso di trasmissione e controllo dell’informazione grezza, nonché le tempistiche di recepimento, validazione e diffusione del dato a cura dell’ISTAT;

c) dando massimo impulso allo sviluppo e alla diffusione delle tecnologie informatiche presso i Notai e gli Archivi Distrettuali Notarili, per farne volano di velocità, completezza e qualità dell’informazione statistica sull’attività notarile.

Nel 1997 è stata così inaugurata la nuova era dell’Indagine sull’Attività Notarile, che abbandonando l’obsoleto modello di rilevazione M.242 ha ricondotto la pluralità delle convenzioni notarili a 15 categorie omogenee che consentono massima copertura conoscitiva e sulla casistica tipologica degli atti redatti dal Notaio e sulla fenomenologia socio-economica sottesa alle diverse convenzioni. Sulla scorta dei tabulati dell’anagrafe tributaria, per ciascuna macrocategoria sono stati codificati gli atti più ricorrenti e significativi, riconducendo ad un codice residuale quei profili di convenzione non rilevanti né statisticamente né fenomenologicamente. L’Indagine sussume le convenzioni sotto le seguenti macrocategorie di archiviazione ed analisi:


1) Atti traslativi a titolo oneroso: in questa macrocategoria vengono codificate tutte le fattispecie di trasferimento oneroso di beni immobili (unità immobiliari, fabbricati, aziende, terreni) e mobili (autoveicoli, navi, macchinari, crediti, azioni, quote societarie).

2) Atti costitutivi a titolo oneroso: con questa macrocategoria l’Indagine raccoglie informazione sulle tipologie di convenzioni notarili che si riferiscono al momento di genesi di un diritto reale di godimento (creazione di servitù a peso di fondi rustici o urbani, diritto di usufrutto su terreni agricoli o suscettibili di edificazione, su unità immobiliare ad uso abitativo, artigianale, commerciale, diritto di superfice terreno o fabbricato).

3) Atti di alienazione a titolo gratuito: la macrocategoria degli atti di alienazione a titolo gratuito sussume le stesse convenzioni presenti nella macrocategoria degli atti traslativi a titolo oneroso, distinguendosi per la gratuità del trasferimento del bene. Contempla inoltre le fattispecie di dettaglio dell’alienazione a titolo gratuito di denaro e titoli di credito.

4) Atti costitutivi a titolo gratuito: la casistica delle convenzioni codificate ed analizzate in questa categoria è del tutto sovrapponibile a quella esaminata nell’omologa categoria delle costituzioni a titolo oneroso. Il fattore dirimente è la natura del negozio, in questo caso non più onerosa ma gratuita.

5) Atti permutativi: la ricorrenza degli atti permutativi fra le convenzioni notarili è decisamente limitata, ragione per la quale la classificazione delle convenzioni ivi collazionate è molto asciutta e circoscritta alla permuta di terreni e fabbricati più una canonica categoria di “residuale”.

6) Atti dichiarativi: in questa categoria la tipologia negoziale è stata preferita agli oggetti, focalizzando l’attenzione sulle dichiarazioni aventi a contenuto le divisioni immobiliari, le imprese familiari, le procure e i mandati. 7) Atti di garanzia: sebbene l'articolo 2740 del codice civile statuisca che il debitore risponde dell'adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri e che quindi il patrimonio del debitore costituisca garanzia generica dell'obbligazione, il creditore può garantirsi l'adempimento dell'obbligazione facendo sorgere una serie di garanzie specifiche sul patrimonio del debitore. L’accensione, l’estinzione, la quietanza di tali garanzie (fideiussione, ipoteca, garanzia reale o personale) è esaminata in questa macrocategoria.

8) Atti di natura obbligatoria: in questa macrocategoria vengono analizzati i vincoli giuridici che si creano tra creditore e debitore (mutui, finanziamenti, aperture di credito).

9) Rapporti di natura associativa: la codicistica di questa categoria, molto intuitiva, si sofferma sulle costituzioni, fusioni, scissioni, scioglimenti di associazioni, società, consorzi.

10) Rapporti di famiglia: le tre tipologie di convenzione sussunte in questa macrocategoria sono il mutamento di regime patrimoniale tra coniugi, la costituzione di fondo patrimoniale e la comunione convenzionale.

11) Atti amministrativo-giudiziari: si codificano in questa categoria gli atti di notorietà, i verbali di inventario e di constatazione.

12) Successioni: si codificano in questa categoria i ricevimenti e le registrazioni di testamenti pubblici, le accettazioni e rinunce di eredità.

13) Urbanistico-edilizia: nella macrocategoria dell'urbanistico-edilizia rientrano gli atti notarili che hanno ad oggetto materie di natura urbanistica o edilizia.

14) Protesti: in questa categoria vengono sussunti gli atti notarili che hanno ad oggetto la levata di un protesto (cfr. voce wiki "Indagini sulla giustizia civile").

15) Vidimazioni e certificazioni: vengono ricondotti a questo codice identificativo gli atti notarili che attestano ad es. l'autenticità di un documento.

Output informativo

Con cadenza annuale, tutte le macrocategorie di analisi e le convenzioni in esse contenute formano oggetto di diffusione statistica, con disaggregazione a livello di singolo Archivio Notarile Distrettuale, per un totale di 94 Archivi sul territorio nazionale. Nondimeno, una particolare fenomenologia socio-economica costituisce interesse analitico privilegiato fin dalla reingegnerizzazione dell’Indagine: il mercato immobiliare. In effetti, per soddisfare la variegata utenza interessata ad aggiornamenti a cadenza serrata sull’andamento delle compravendite e delle concessioni di ipoteche a garanzia di mutui, finanziamenti ed altre obbligazioni verso banche e soggetti diversi dalle banche, l’ISTAT ha inserito nelle sua linea editoriale l’uscita trimestrale di una statistica flash dedicata precipuamente all’approfondimento dell’andamento immobiliare nel Paese, con un dettaglio territoriale per ripartizione e per tipologia di archivio notarile (archivi delle aree metropolitane e archivi dei piccoli centri). Questa elaborazione e diffusione trimestrale consente altresì una lettura dell’informazione per natura tipologica degli immobili oggetto di compravendita: il numero di unità trasferite a titolo oneroso e le variazioni percentuali tendenziali analizzate nella nota sono infatti fornite separatamente per le unità immobiliari ad uso abitazione ed accessori e per le unità immobiliari ad uso economico (categoria comprensiva delle subcategorie uso artigianale, commerciale, industriale; uso ufficio; uso rurale). La statistica flash diffonde numerosità e variazioni percentuali tendenziali trimestrali anche dell’aggregato di convenzioni per “mutui, finanziamenti ed altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare”, che complementarmente all’andamento delle compravendite immobiliari, costituisce cartina tornasole della salute economico-finanziaria tanto delle banche e degli istituti di credito – nel loro fissare con maggiore o minore rigidità parametri di accesso al credito e tassi di interesse da rifondere – quanto dei richiedenti mutui e finanziamenti. Venendo a considerazioni di stampo più prettamente metodologico, preme sottolineare come la diffusione dell’informazione statistica sulle convenzioni per trasferimenti di proprietà immobiliari ad uso abitativo, ad uso economico e destinate ad altro uso abbiano obbligato all’adozione di una logica aggregativa basata sulle categorie catastali in uso, per addivenire a delle voci di diffusione più ampie della singola convenzione. Limitatamente al settore residenziale, nello specifico, poco controversa appare la scelta metodologica di ricondurre ad un’unica voce trasferimenti di unità immobiliari ad uso abitazione e loro pertinenze: infatti, la prevalenza nell’analisi degli andamenti e della distribuzione territoriale di cantine e posti auto fra le pertinenze - analisi previa alla reingegnerizzazione della rilevazione – ha fatto propendere per considerare l’aggregato tout court come “pertinenze delle abitazioni”. Una seconda considerazione di natura metodologica riguarda il conteggio dei trasferimenti di proprietà immobiliari, laddove il/la beneficiario/a non sia uno/a solo/a. In particolare, ai fini del calcolo delle convenzioni relative alle compravendite di immobili, sia di tipo residenziale che economico, i Notai registrano una convenzione di compravendita per ogni quota pari o superiore al 50%. In altri termini, la fattispecie rilevante ai fini della statistica si concretizza anche quando oggetto del trasferimento è una quota, purché la stessa, nel complesso dei negozi contenuti in uno stesso atto notarile, non sia inferiore al 50% dell’intero.

Diffusione

La diffusione dell’informazione statistica sull’Attività Notarile è operata tramite tutti i principali prodotti editoriali ISTAT: banche dati, tavole on-line, comunicati stampa e volumi.

Banche dati e sistemi tematici

I.STAT: il datawarehouse dell’ISTAT: http://dati.istat.it/

PubblicaAmministrazione.Stat: http://dati.statistiche-pa.it/

Sistema Informativo Territoriale sulla Giustizia (SITG): http://giustiziaincifre.istat.it/

Sistema di indicatori territoriali (SITIS): http://sitis.istat.it/sitis/html/

Serie storiche: http://seriestoriche.istat.it/

Statistiche flash/focus

Mercato immobiliare: compravendite e mutui negli archivi notarili (statistica flash trimestrale): http://www.istat.it/it/archivio/102375

Donazioni e successioni in Italia (statistica focus) (2011): http://www.istat.it/it/archivio/21343

Tavole on line

Attività Notarile: tavole on line: http://www.istat.it/it/archivio/100367

Volumi

Annuario Statistico Italiano: http://www.istat.it/it/archivio/107568

L’attività notarile: Dieci anni della nuova indagine - 1997-2006: http://www3.istat.it/dati/catalogo/20091006_00/att_notarile_1997-2006.pdf

Processo e metodologie

Successivamente alla reingegnerizzazione dell’indagine, il flusso di trasmissione, validazione e diffusione dell’informazione statistica sull’attività notarile prevede il coinvolgimento di cinque soggetti: Notaio, Archivio Notarile Distrettuale, Ufficio Centrale degli Archivi Notarili, Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) e Consiglio Nazionale del Notariato.

A. Il Notaio: i 5.000 notai presenti sul territorio italiano hanno il fondamentale compito di raccogliere, digitare e registrare con accuratezza tutte le convenzioni e gli atti da loro curati, seguendo con pedissequa aderenza le istruzioni ricevute per la rilevazione statistica in termini di assegnazione di codici ai singoli documenti lavorati. I Notai hanno poi l’obbligo di trasmettere il loro repertorio (trimestralmente se informatizzato o mensilmente se non informatizzato) – all’Archivio Distrettuale Notarile d appartenenza.

B. Archivio Notarile Distrettuale: ciascun Archivio Notarile Distrettuale ha il delicato compito di supervisionare all’invio e alla ricezione dei repertori notarili, nonché di procedere ai primi controlli qualitativi dei dati ricevuti. Nello specifico, riceve trimestralmente i supporti informatici (“dischetti”) e mensilmente i supporti cartacei dai notai non informatizzati unitamente con la trasmissione dei relativi repertori; riceve il materiale trasmesso dagli Archivi Distrettuali non dotati di hardware che fanno capo all’Archivio; verifica la completezza e la qualità dei dati ricevuti; promuove solleciti per gli inadempienti; assicura la completa copertura dell’invio attraverso le operazioni dirette di registrazione dei dati riguardanti i notai non informatizzati e quelli inadempienti; assembla i dati a livello distrettuale sulla base delle istruzioni ISTAT; trasmette i dati riepilogativi all’Ufficio Centrale Archivi Notarili su supporto informatico.

C. Ufficio Centrale degli Archivi Notarili: successivamente ai controlli interni di qualità dei singoli Archivi Distrettuali, i repertori notarili vengono trasmessi in forma aggregata all’Ufficio Centrale degli Archivi Notarili, che procede al controllo definitivo della completezza e della qualità dei dati raccolti; promuove eventuali solleciti per gli Archivi inadempienti; assembla i dati e li trasmette trimestralmente all’ISTAT.

D. Istituto Nazionale di Statistica: l’ISTAT trimestralmente completa il ciclo del controllo di qualità dei dati raccolti sull’attività notarile, per poi procedere con l’analisi e la diffusione dell’informazione statistica.

E. Consiglio Nazionale del Notariato: il Consiglio Nazionale del Notariato svolge una sorta di supervisione-quadro all’interno del processo di raccolta, validazione e diffusione del dato sull’attività notarile. E’ affidato al Consiglio infatti il delicato compito di sensibilizzare i Notai sulle utilità e sulle opportunità offerte dagli adempimenti statistici; di diffondere l’informatizzazione negli studi notarili; di impartire direttive utili alla standardizzazione e all’omogeneizzazione degli adempimenti statistici dei Notai; di promuovere e coordinare l’esercizio dell’attività statistica notarile finalizzata alla individuazione delle sedi notarili ed alla verifica del codice deontologico.

Storia

L’anno 1938 ha rappresentato uno spartiacque nella statistica notarile: se fino ad allora, infatti, i dati erano raccolti tramite prospetti di natura essenzialmente amministrativa, dopo attenta disamina delle lacune qualitative di questo sistema di costruzione dell’informazione sugli atti e le convenzioni notarili si ritenne che la valorizzazione dei repertori esistenti presso gli Archivi Notarili potesse rappresentare il miglior punto di partenza per una revisione metodologica e contenutistica. L’ISTAT progettò così il modello M.216, poi sostituito dal modello M.242, che i 5.000 Notai sparsi sul territorio avrebbero dovuto trasmettere tramite apposite schede individuali cartacee. Nonostante gli indiscussi miglioramenti qualitativi raggiunti con l’implementazione del modello di rilevazione notarile, nel 1994 una approfondita analisi sullo stato e i contenuti della rilevazione mise in luce preoccupanti pecche in termini di incompletezza della trasmissione dei dati da parte degli Archivi Notarili, soprattutto per la scarsa rispondenza ai solleciti dell’ISTAT proprio da parte degli Archivi delle grandi città. La procedura manuale di raccolta dei dati e la compilazione dei modelli si era in effetti palesata di difficile e affannosa gestione, portando a convergenza la sensibilità tecnica dell’ISTAT sulla qualità dei dati e quella deontologico-gestionale del Consiglio Nazionale del Notariato, nel decidere di ristrutturare profondamente la rilevazione. Nel 1995 fu conseguentemente costituito un gruppo di lavoro interistituzionale fra Istat, Ministero della Giustizia, Consiglio Nazionale del Notariato e Ufficio Centrale degli Archivi Notarili, per individuare le soluzioni operative utili ad un rinnovamento radicale della statistica notarile, nell’ottica della qualità e dell’efficienza. Con il decreto ministeriale del 4 novembre 1996 (G.U. n. 263 del 9 novembre 1996) è stato così ridefinito l’impianto di rilevazione, fortemente orientato alla valorizzazione dell’informatizzazione dei repertori notarili. A partire dal 1° gennaio 1997, infatti, è il Notaio ad assurgere a figura di riferimento per la raccolta dei dati elementari, trasmettendoli in versione elettronica (ad eccezione dei Notai non informatizzati) al proprio Archivio Notarile Distrettuale di appartenenza.

Prospettive

L’informazione statistica sui volumi compravenduti del settore immobiliare non è appannaggio esclusivo dell’ISTAT: l’informazione trimestrale sull’andamento del mercato immobiliare viene in effetti rilasciata trimestralmente anche dall’Agenzia delle Entrate, sebbene le scelte metodologiche che guidano le due diverse rilevazioni non consentano una quadratura statistica fra i due Enti. E se una prima differenza centrale fra le due fonti risiede nella natura dei dati trattati rispettivamente dall’ISTAT e dall’Agenzia delle Entrate - dati aggregati trasmessi dagli Archivi Notarili i primi, microdati relativi alle note di compravendita i secondi - una seconda e altrettanto determinante differenza che determina scostamenti di risultato si annida nelle scelte metodologiche che guidano l’elaborazione del dato. Sentendo pertanto il dovere e il desiderio di facilitare e non confondere l’utente nel consultare l’informazione statistica dedicata al settore immobiliare, l’ISTAT ha deciso nel corso del 2013 di istituire un Gruppo di Lavoro interistituzionale per la progettazione e l’implementazione di un nuovo database sul mercato immobiliare di fonte amministrativa, unico e condiviso, basato sui dati della Conservatoria dei Registri Immobiliari. Grazie all’integrazione della base informativa unica con le informazioni socio-demografiche estraibili dalle Liste Anagrafiche di Censimento, l’informazione statistica del settore immobiliare potrebbe essere arricchita di indicatori ed analisi per soggetto.

Riferimenti normativi

Legge 89/1913: http://www.notariato.it/export/sites/default/it/notariato/chi-siamo/consiglio-nazionale-notariato/pdf-consiglio-nazionale-notariato/legge-notarile_2013.pdf

Codice deontologico dei notai: http://www.altalex.com/index.php?idnot=36244

Codice europeo di deontologia notarile: Il Codice è stato adottato dall’Assemblea di Napoli il 3 e 4 febbraio 1995 e indi modificato dall’Assemblea di Graz il 20 e 21 ottobre 1995, dall’Assemblea di Bruxelles il 17 e 18 marzo 2000 e dall’Assemblea di Monaco il 9 novembre 2002. Questo Codice è stato ratificato da Germania, Austria, Belgio, Spagna, Francia, Grecia, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi: http://www.notariato.it/export/sites/default/it/notariato/chi-siamo/allegati-chi-siamo/Codice_europeo.pdf

Fonti complementari

La Rilevazione sull’Attività Notarile, come precedentemente osservato, ha dedicato una voce di codifica ad hoc ai protesti (cfr. paragrafo “contenuti”). Tuttavia, la fonte notarile consente unicamente di quantificare la numerosità dei titoli di credito (pagherò, cambiali, assegni, tratte accettate e non accettate) il cui protesto sia stato levato dal Notaio, in qualità, appunto, di Ufficiale Levatore. Tale quantificazione è nondimeno fortemente parziale, in quanto, come è noto, sono tre le figure legittimate alla levata di protesto: il Notaio, il Segretario Comunale e l’Ufficiale Giudiziario competente per territorio. La fonte notarile sottostima dunque il fenomeno dei titoli di credito protestati, che richiedono pertanto, per una loro analisi compiuta, l’acquisizione di informazioni complementari fornite dalla fonte d’indagine ad hoc ad essi dedicata (cfr. - La rilevazione dei titoli di credito protestati nella voce Wiki “Indagini sulla Giustizia Civile”).

Scheda redatta da:

Daria Squillante