Inserimento professionale dei laureati

Da schedefontidati.istat.it.


Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

L’indagine campionaria sull’inserimento professionale dei laureati fa parte del sistema integrato di rilevazioni Istat sulla transizione dal mondo dell'istruzione al mondo del lavoro, insieme alle indagini sui percorsi di studio e di lavoro dei diplomati e sull'inserimento professionale dei dottori di ricerca. L’indagine ha periodicità triennale e viene condotta su leve di giovani che hanno conseguito una laurea tre anni prima. Gli obiettivi conoscitivi più significativi riguardano lo stato occupazionale, la stabilità dell’occupazione, la posizione nella professione e l’area di attività economica distintamente per sesso, tipo di corso di laurea e ripartizione geografica di residenza. Con la riforma dei cicli accademici (avviata in via sperimentale nell'anno accademico 2000/2001 e a regime dall'a.a 2001/2002) l'indagine ha rilevato gli esiti occupazionali distintamente per le lauree triennali (laurea di primo livello), biennali (laurea di secondo livello, specialistica/magistrale) e a ciclo unico, nonché per le lauree residue del vecchio ordinamento.

Contenuti

La struttura del questionario (edizione 2011) è analoga a quella dell’indagine sull’inserimento professionale dei dottori di ricerca e si articola in cinque sezioni. La prima sezione è dedicata al curriculum degli studi e alle attività di qualificazione, la seconda al lavoro e la terza alla ricerca del lavoro; nella quarta si raccolgono informazioni relative alla mobilità territoriale dei laureati e nella quinta si rilevano notizie relative alla famiglia d'origine e a quella attuale.

Nel dettaglio, nella prima sezione è rilevato il curriculum degli studi precedenti la laurea (tipo scuola di secondo grado e altri corsi di laurea). La seconda sezione distingue poi tra coloro che svolgono un'attività lavorativa (sono compresi le borsa di studio e gli assegni di ricerca) e coloro che non lavorano. A chi lavora è chiesta una serie di informazioni dettagliate sugli aspetti retributivi, contrattuali, professionali e sull'attinenza con gli studi fatti (seconda sezione); a chi non lavora sono invece richiesti i motivi per cui non lavora. E' rilevata anche la situazione occupazionale nell'anno seguente la laurea ed è richiesto se stanno attualmente frequentando un ulteriore corso di studio. Nella terza sezione sono poi richieste le eventuali attività di ricerca di un lavoro o di un ulteriore lavoro (terza sezione). La quarta sezione investiga la mobilità territoriale, legata a motivi di studio o di lavoro, comprendente spostamenti entro il Paese e all'estero. La quinta sezione fornisce inoltre dati per lo studio della mobilità sociale, raccogliendo informazioni sulla famiglia di provenienza. In ultimo (quinta sezione) è rilevata la situazione familiare del laureato al momento dell'intervista e il titolo di studio e condizione occupazionale dei genitori.

La definizione di occupato ha subito degli assestamenti nelle edizioni d'indagine, fino a stabilizzarsi in una definizione uguale a quella usata nell'indagine sui dottori di ricerca. E' occupato chi svolge un'attività lavorativa da cui ha ricavato o ricaverà un guadagno, anche se non regolarizzata da contratto. Il lavoro non pagato è incluso solo se effettuato abitualmente presso la ditta di un familiare. Le assenze dal lavoro per malattia, aspettativa, ferie, cassa integrazione guadagni ecc. non inficiano lo stato di occupato. Sono incluse nella definizione di occupazione le borse di studio e assegni di ricerca.

Output informativo

Oltre a rilevare la condizione occupazionale a tre anni dalla laurea, l’indagine permette di ricostruire anche la condizione occupazionale ad un anno dal conseguimento del titolo, fornendo una ricostruzione più dettagliata del percorso di avvicinamento al mercato del lavoro dei giovani che escono dall’università. L'indagine fornisce i seguenti indicatori principali sull'occupazione dei laureati, quanti: - lavorano; - non lavorano; - cercano lavoro; - non cercano lavoro; - stanno frequentando un ulteriore corso di studi. La combinazione di questi indicatori fornisce altri indicatori di grande interesse, come la proporzione di laureati che non lavora, non cerca lavoro e non sta nemmeno studiando. Per coloro che hanno un lavoro, l'indagine fornisce una stima di quanti lavorano alle dipendenze, quanti hanno un lavoro autonomo e quanti hanno un lavoro di collaborazione continuativa o di prestazione d'opera. Il lavoro dipendente è distinto tra lavoro a termine (con scadenza) o a tempo indeterminato. L'indagine fornisce informazioni su quanti hanno un'occupazione occasionale o stagionale, quanti lavorano in part-time, quanti lavorano senza un contratto scritto ma solo con accordo verbale. E' inoltre misurata l'attinenza tra il lavoro svolto e gli studi fatti e la soddisfazione su diversi aspetti del lavoro svolto, come l'utilizzo delle conoscenze acquisite durante il corso di studi universitario, il trattamento economico, le possibilità di arricchimento professionale. E' inoltre rilevato il guadagno mensile o annuale netto sia per i lavoratori dipendenti che per gli autonomi e i c.d. parasubordinati.

Per la prima volta nell’edizione 2011 è stato utilizzato il navigatore collegato al Sistema Informativo sulle Professioni che ha impiegato la nuova Classificazione delle Professioni (CP 2011). La codifica della professione era La rilevazione dettagliata della professione permette, tra l’altro, di analizzare il livello di competenze della mansione svolta e l'attinenza con il titolo in possesso. Accanto a questi principali indicatori è possibile conoscere quanti laureati di ricerca lavorano all'estero, quanti vorrebbero trasferirsi all'estero per lavoro o studio. E' anche disponibile informazione sull’occupazione un anno dopo la laurea. La rilevazione di condizione professionale e titolo di studio di entrambi i genitori permette calcolo di indicatori sulla mobilità sociale tra generazioni.

Diffusione

I risultati dell'indagine vengono diffusi attraverso Statistiche report, Statistiche focus, Annuario statistico italiano e Rapporto Annuale e datawarehouse I.stat. I dati elementari sono disponibili gratuitamente per gli utenti e i ricercatori che ne facciano richiesta per fini di ricerca scientifica in forma di "microdati per la ricerca" (micro.STAT), "file standard" e "file per la ricerca".

Processo e metodologie

Periodicità, natura e caratteristiche del processo produttivo L’indagine è triennale e ha natura campionaria. La rilevazione dei dati si svolge in due fasi. La prima fase della rilevazione (Censimento dei laureati) coinvolge le Università, che rappresentano il tramite per costruire l'elenco completo dei laureati nell’anno di interesse, da cui estrarre il campione; la seconda fase della raccolta dati è invece rivolta ai laureati selezionati nel campione. Per la prima volta con l'edizione 2011 dell'indagine l'Istat rilascia i dati sul "Censimento dei laureati" (file per la ricerca). Ai laureati del campione, prima dell'intervista, viene inviata una lettera firmata dal Presidente dell'Istat in cui viene presentata l'indagine e vengono indicati recapiti telefonici e indirizzi email a cui potersi rivolgere per eventuali informazioni.

Unità di rilevazione e unità di analisi

La rilevazione riguarda un campione dei laureati che hanno conseguito la laurea in un ateneo italiano circa tre anni prima. Sono inclusi i laureati con cittadinanza straniera. Non esistono limiti inferiori o superiori di età.

Disegno campionario

L'indagine è campionaria: l’ultima edizione (2011) ha selezionato circa 62.000 laureati del 2007 da intervistare. La raccolta dei dati avviene mediante disegno di campionamento ad uno stadio, stratificato per sesso, ateneo e corso di laurea.

I domini di interesse per le stime sono l’intero territorio nazionale, le ripartizioni e le regioni geografiche di residenza, i gruppi di corsi di laurea e i corsi di laurea incrociati con il sesso, gli atenei, gli atenei incrociati con l’area didattica. Rispetto alle edizioni precedenti il campione dell'edizione 2007 è stato ridisegnato per garantire stime a livello di ateneo per i principali domini di studio e, per le università con un alto numero di laureati, informazioni incrociate con la tipologia di corso e con l’area didattica.

Tecnica di indagine e organizzazione della rilevazione

Analogamente alle tre ultime edizioni d’indagine (2007, 2004 e 2001), anche l’ultima rilevazione (2011) è stata realizzata mediante tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing). Una Società aggiudicataria di gara d'appalto bandita dall'Istat ha effettuato materialmente le interviste telefoniche. Il questionario elettronico è stato sviluppato dall'Istat con il sistema Blaise.

Processo di controllo e correzione dei dati

La tecnica assistita da computer garantisce una buona qualità del dato fin dalla raccolta dei dati, grazie all’inserimento di parte del piano di controlli già all’interno del questionario. Il questionario elettronico CATI consente, già nella fase di acquisizione dei dati, il controllo di eventuali incompatibilità tra le risposte fornite dall’intervistato, nonché dei valori che risultano fuori dominio, attraverso degli appositi segnali di errore che permettono all’intervistatore di correggere l’incongruenza chiedendo spiegazioni e chiarimenti al rispondente stesso nel corso dell’intervista.

Al termine della rilevazione il processo di controllo e correzione dei dati prevede l'utilizzo delle ormai consolidate tecniche in uso all'Istat per il trattamento delle non risposte totali, non risposte parziali, controllo e correzione degli errori. La correzione si avvale di due approcci, quello deterministico, per gli errori di tipo sistematico e quello probabilistico per errori di tipo non sistematico. Nelle edizioni d’indagine occorse finora, per le variabili i cui valori corretti potevano essere dedotti univocamente da altre informazioni presenti nel record, si è proceduto ad imputazioni di tipo deterministico, attraverso la realizzazione di appositi programmi Sas finalizzati alla rilevazione e alla successiva correzione delle variabili affette da errore. Per tutte le altre variabili sono state utilizzate procedure di correzione dei dati di tipo probabilistico, mediante l’utilizzo del software generalizzato Concord (Controllo e correzione dei dati) e, in particolare, delle tecniche di imputazione probabilistica previste dal componente Scia (Sistema di controllo e imputazione automatica). In Scia i criteri di imputazione probabilistica sono derivati alla metodologia di Fellegi-Holt, ispirata al principio del minimo cambiamento. La validazione, infine, avviene tramite confronto serie storiche e fonti esterne.

Indicatori di qualità

Nelle note metodologiche che accompagnano i micro dati sono disponibili alcuni indicatori di qualità, quali il tasso di risposta e l’incidenza dei rifiuti sulle mancate risposte. Il tasso di risposta registrato dall’indagine telefonica del 2007 è stato nel complesso pari al 69,5 per cento, con un miglioramento di due punti percentuali rispetto all’indagine precedente.

Storia

L'indagine è la rilevazione di più antica tradizione nell'ambito del sistema integrato sulla transizione istruzione-lavoro: la prima edizione venne svolta nel 1989. L'edizione successiva, del 1991, è stata tipo longitudinale, denominata "Indagine longitudinale sugli sbocchi professionali dei laureati", nella quale sono stati intervistati gli stessi laureati che erano stati intervistati nel 1989, con un diverso questionario con il quale sono raccolte informazioni sui cambiamenti avvenuti nel corso dei due anni. Le edizioni successive si sono tenute nel 1995, 1998, 2001, 2004, 2007; nel 2011 si è svolta l'ottava edizione (sui laureati del 2007) ed è in procinto di partire l’indagine sui laureati del 2011.

Nel 1999 e 2002 si sono tenute anche due indagini CATI sull'Inserimento professionale dei diplomati universitari.

Prospettive

Per la nona edizione d’indagine, prevista nel 2015, sarà utilizzata una tecnica mista telefonica-online (CATI-CAWI), sull’onda dell’esperienza dell’indagine sui dottori di ricerca 2014. Mentre per l’indagine dottori la tecnica CAWI ha dimostrato di essere adeguata, per l’alta diffusione di una connessione internet tra i rispondenti e una generale alta propensione a partecipare, per la popolazione dei laureati si è ritenuto più opportuno ricorrere anche alla tecnica telefonica che è più costosa ma garantisce più alti tassi di risposta. E’ in atto un’armonizzazione completa delle tre indagini sulla transizione istruzione-lavoro, in termini di struttura del questionario, definizioni, modalità di risposta delle domande in comune, processo di controllo e correzione. L’indagine sull’inserimento professionale dei dottori di ricerca del 2014, con il suo portato di innovazione, fa da apripista per le altre due indagini.

Classificazioni

Le classificazioni utilizzate nell’indagine sono: - Codici dei comuni, delle provincie e delle regioni - Nomenclature of Territorial Units for Statistics (NUTS). - Classificazione degli stati esteri - Classificazione delle professioni CP2011.

Riferimenti normativi

L'indagine è inserita nel Programma statistico nazionale (PSN) 2014-2016 (codice IST–00220) che comprende l’insieme delle rilevazioni statistiche di interesse pubblico ritenute indispensabili per il Paese.

Fonti complementari

Sono utilizzate alcune fonti amministrative per finalità di controllo, validazione e integrazione delle informazioni, in particolare: l'Archivio dei laureati presso le università, l'Anagrafe degli studenti universitari di fonte MIUR, gli archivi Consodata di Seat-pagine gialle Spa per l'acquisizione dei contatti telefonici e la Rilevazione delle liste anagrafiche comunali (LAC) per integrare le informazioni sulla residenza a cui spedire la lettera di invito.

Un'ulteriore fonte a cui si fa ricorso per un confronto sui dati sui livelli di occupazione è l'indagine sulle Forze di lavoro, selezionando in quest'ultima il campione intervistato in possesso di una laurea conseguita nell'anno oggetto dell'indagine sui laureati. Le principali divergenze derivano dall'adozione di una definizione di occupazione simile ma non coincidente.

link

ISTAT (on line), Informazioni sulla rilevazione, http://www.istat.it/it/archivio/8338

Riferimenti bibliografici

ISTAT, 2013, Annuario statistico italiano, http://www.istat.it/it/archivio/107568

ISTAT, 2013 (on line), Inserimento professionale dei laureati, Anno 2011, Microdati ad uso pubblico, http://www.istat.it/it/archivio/94564

ISTAT, 2012, I laureati e il lavoro. Indagine 2011 sui laureati del 2007, Statistiche report (8 giugno 2012), http://www.istat.it/it/archivio/64482

ISTAT, 2012 (on line), Censimento dei laureati, Anno 2011, http://www.istat.it/it/archivio/63414

ISTAT, 2011 (on line), Sistema informativo transizione istruzione-lavoro, http://www.istat.it/it/archivio/17271

ISTAT, 2010, I laureati e il mercato del lavoro. Inserimento professionale dei laureati. Indagine 2007, Informazioni n.3, http://www3.istat.it/dati/catalogo/20100621_00/

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ISTAT, 2002, Università e lavoro: statistiche per orientarsi, http://www.istat.it/it/files/2011/02/UnivLav_2002.pdf

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ISTAT, 1999 (on line), Sbocchi professionali dei laureati. Anno 1989 e 1991, File standard, http://www.istat.it/it/archivio/6521.

ISTAT, 1990, Indagine 1989 sugli sbocchi professionali dei laureati, Collana di informazione n. 17.

Scheda redatta da:

Emilia Arcaleni