Mercato del lavoro quadro di riferimento

Da schedefontidati.istat.it.

Tra le rilevazioni campionarie sulle famiglie e sugli individui, le indagini che afferiscono al mercato del lavoro sono la rilevazione sulle Forze di lavoro e l’indagine sulle professioni. Sempre nel contesto del mercato del lavoro va menzionato poi il Sistema informativo sulle professioni che rende disponibili informazioni sulle professioni raccolte da diversi soggetti istituzionali.

Come è noto, la rilevazione sulle forze di lavoro ricopre nel nostro paese un ruolo di primo piano nella documentazione statistica sul mercato del lavoro poiché è chiamata a rispondere all’esigenza centrale di misurare la struttura e la dinamica dell’occupazione e della disoccupazione, approfondendo, inoltre, modalità e caratteristiche della partecipazione al mercato del lavoro. Tale fabbisogno conoscitivo si è progressivamente ampliato nel corso degli ultimi anni sollecitando un potenziamento dell’impianto contenutistico, oggi soddisfatto dalla rilevazione continua sulle forze di lavoro. La rilevazione ha subito a partire dal 2002 un massiccio processo di ristrutturazione e innovazione tecnologica che è stato avviato a seguito dell’emanazione del Regolamento comunitario 577/98. In particolare, alla luce delle esigenze avanzate a livello comunitario con il suddetto Regolamento, l’Istat ha risposto con la progettazione e la messa a regime di una nuova indagine a tecnica mista Capi(Computer assisted personal interview)/Cati(Computer assisted telephone interview), la Rilevazione continua sulle forze di lavoro (Rcfl), orientata al raggiungimento di elevati livelli di qualità e di tempestività. Le innovazioni hanno comportato, oltre l’ampliamento dei contenuti, una riorganizzazione sia del disegno di campionamento per tener conto della necessità di distribuire le interviste su tutte le settimane dell’anno, sia della rilevazione sul campo, nonché dei processi di acquisizione, elaborazione e rilascio dei dati. La nuova indagine continua ha preso avvio in parallelo alla vecchia trimestrale, realizzata in Papi (Paper assisted personal interview), per tutto il 2003 e il primo trimestre del 2004. Dal 1° gennaio 2004 rappresenta la fonte ufficiale per la produzione di dati sul mercato del lavoro.

La rilevazione continua sulle Forze di lavoro è stata progettata e si è sviluppata all’interno di un processo che è stato caratterizzato da molti aspetti innovativi. In generale, l’innovazione si è concretizzata su vari piani per passare dalla vecchia rilevazione trimestrale sulle Forze di lavoro alla nuova indagine continua, da quello statistico-metodologico a quello informatico, da quello amministrativo a quello organizzativo e tecnico. Tra questi, va ricordato il passaggio nel 2004 dall’intervista con questionario cartaceo (Papi) a quella assistita da computer a tecnica mista (Capi/Cati). Va sottolineata, inoltre, l’accelerazione e la reingegnerizzazione del processo di produzione delle stime della rilevazione con conseguente riduzione nei tempi di diffusione dei dati. In particolare, allo scopo di migliorare la tempestività dell’informazione statistica sull’evoluzione del mercato del lavoro, l’Istat a dicembre 2009 ha iniziato a diffondere le stime mensili sugli occupati e sui disoccupati, a soli 10 gg. dalla raccolta dei dati. A partire 2012, anche la diffusione dei dati trimestrali è stata anticipata (di circa 30 gg.), garantendo pertanto la diffusione delle stime trimestrali a circa 40 gg. dal termine della raccolta dei dati. Nel 2010 è stato, poi, avviato in ambito europeo un processo di revisione della Rilevazione sulle forze di lavoro (Labour force survey) che è tuttora in corso. Più in particolare, il processo di revisione della Labour force survey si inquadra nel progetto più ampio di “Modernizzazione delle statistiche sociali”, avviatosi anch’esso in ambito europeo, che prevede la riorganizzazione del sistema delle indagini campionarie sulle famiglie, in modo da razionalizzare le diverse indagini, migliorando l’armonizzazione e la comparabilità delle informazioni. Con riferimento alla Rilevazione sulle forze di lavoro la revisione in atto consiste nella ridefinizione dei principali aspetti metodologici relativi ai requisiti del campione e alla produzione delle stime, dei contenuti informativi, al fine di tenere conto dell’evoluzione intervenuta nel corso del tempo nel mercato del lavoro e delle esigenze conoscitive evidenziate dai policy maker, nonché le strategie per il raggiungimento di una maggiore armonizzazione delle definizioni dei principali aggregati e indicatori. L’elemento cruciale di questo processo di modernizzazione è la cosiddetta “Modularizzazione” delle indagini, cioè la riprogettazione dei contenuti informativi in moduli, costituiti da gruppi di variabili omogenee per tematica, popolazione di riferimento e cadenza temporale di osservazione e di analisi. Il processo di revisione dovrebbe portare a fine 2014 o inizio 2015 al raggiungimento di un accordo sui principali elementi che caratterizzano le diverse indagini campionarie sulle famiglie, con l’obiettivo di giungere all’adozione un regolamento europeo (Framework regulation) che presumibilmente entrerà in vigore nel 2018 o 2019.

L’indagine sulle professioni è il prodotto di un consolidato rapporto istituzionale tra Istituto nazionale di statistica (Istat) e Istituto per lo sviluppo e la formazione dei lavoratori (Isfol), finanziato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e finalizzato a definire uno standard di classificazione e di rappresentazione delle professioni unico e condiviso fra i diversi soggetti che operano in materia di professioni, di formazione professionale e di politiche locali del lavoro, per la costruzione di un sistema nazionale di osservazione permanente dei fabbisogni professionali. L’indagine, realizzata in tecnica Capi in due edizioni (2007 e 2012), rappresenta una raccolta di informazioni esaustiva e dettagliata sulle circa 800 unità professionali previste dalla classificazione delle professioni e costituisce un contributo determinante ed innovativo alla loro descrizione. Per classificare le unità professionali, nella prima indagine si è fatto riferimento alla Nomenclatura e Classificazione delle Unità professionali” (Nup), che ha rappresentato un avanzamento della Classificazione delle professioni del 2001 (CP01), mentre nella seconda indagine si è fatto riferimento alla nuova classificazione italiana (CP2011, corrispondente alla classificazione internazionale Isco08). L’attenzione dell’indagine è posta, in particolare, alla natura e ai contenuti del lavoro, nella prospettiva di descrivere, con un elevato dettaglio analitico, tutte le professioni esistenti, sia in termini di requisiti (conoscenze, competenze, attitudini) e caratteristiche richiesti al lavoratore, sia in termini di attività specifiche e condizioni di lavoro che la professione implica. L’indagine è rivolta ad un campione di lavoratori occupati nelle diverse Unità professionali e raccoglie un vasto insieme di informazioni attraverso le quali è possibile analizzare il mondo delle professioni, comprendere il modo in cui i diversi mestieri vengono svolti e misurare il capitale umano richiesto, offrendo un contributo innovativo alla produzione di informazioni statistiche sull’occupazione.

Il Sistema informativo sulle professioni si sviluppa anch’esso sempre nell’ambito della collaborazione interistituzionale tra Istat e Isfol supportata e finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, collocandosi fra le attività svolte da quest'ultimo in materia di monitoraggio dei fabbisogni professionali. Il progetto di Sistema informativo sulle professioni nasce dall'opportunità, sostenuta dai recenti sviluppi della tecnologia web, di rendere disponibili e tenere insieme informazioni sulle professioni già raccolte da un gruppo consistente di soggetti pubblici. In questa logica, il Sistema permette di condividere informazioni di fonte e natura varia che ricostruiscono il contesto sociale ed economico e le condizioni in cui sono svolte e si formano le professioni concretamente esercitate sul mercato del lavoro nazionale. Al sistema partecipano soggetti istituzionali, o soggetti con finalità o attività di carattere pubblico-istituzionale, che raccolgono, aggiornano e rendono disponibili informazioni su una o più professioni o su uno o più gruppi omogenei di professioni seguendo protocolli che ne garantiscono standard elevati di qualità e appropriatezza dell'informazione prodotta.

Per quanto riguarda l’indagine sulle professioni, il bagaglio di informazioni raccolto attraverso le indagini realizzate nel 2007 e nel 2012, oltre a migliorare il raccordo della classificazione con le realtà professionali esistenti, ha permesso di descrivere il mondo del lavoro sulla base di un modello concettuale, ritenuto particolarmente efficace ed esaustivo, in grado di raccogliere e misurare tutte le informazioni necessarie per definire una professione: dal capitale umano impiegato per il suo svolgimento, attraverso i contenuti delle attività lavorative, fino alle condizioni e alle modalità in cui queste vengono eseguite. L’apporto conoscitivo scaturito dalle indagini si propone di arricchire la conoscenza dei fabbisogni formativi, aggiungendo alla loro definizione teorica la misura dello scarto tra ciò che risulta dall’analisi empirica e ciò che si intende raggiungere per il singolo profilo professionale. Disporre di informazioni articolate sulle professioni, del resto, è un elemento strategico per il corretto funzionamento del mercato del lavoro, le cui ricadute positive potranno interessare non solo gli esperti della formazione, ma tutti coloro che si confrontano quotidianamente con la domanda e l’offerta di occupazione. In quest’ottica, è auspicabile che i dati confluiti nel sistema informativo possano essere consolidati e aggiornati nel tempo attraverso la ripetizione dell’indagine. In questo modo, sarà possibile documentare le trasformazioni dei profili professionali e misurare l’evoluzione dei requisiti e delle caratteristiche del capitale umano impiegato dalle diverse occupazioni.