Modulo ad hoc sul lavoro volontario

Da schedefontidati.istat.it.

Modulo sull'importanza e il valore del volontariato, rilevato utilizzando come piattaforma l'indagine multiscopo sulle famiglie Aspetti della vita quotidiana (IST-00204).

Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

La misurazione del lavoro volontario è stata individuata dai principali organismi internazionali come uno degli obiettivi prioritari sia in occasione dell'Anno Internazionale dei Volontari del 2001 (ONU), sia per l' Anno europeo delle attività di volontariato che promuovono la cittadinanza attiva del 2011 (Consiglio EU). La richiesta d’informazione statistica relativa alla misurazione del lavoro volontario deriva dall’interesse della comunità internazionale ad avere dati comparabili, su una forma di lavoro che sta crescendo in importanza, ma che è spesso ignorata nelle tradizionali statistiche economiche. Sulla base di tali esigenze l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) nel 2011 ha pubblicato il Manuale per la misurazione del lavoro volontario, frutto del lavoro di un Gruppo di esperti tecnici guidati da Lester Salamon - Direttore del Center for Civil Society Studies della Johns Hopkins University. Tale manuale è stato validato da parte della 18a Conferenza internazionale degli statistici del lavoro dell’ILO e tiene conto delle indicazioni contenute nell’Handbook on Nonprofit Institutions in the System of National Accounts delle Nazioni Unite. In Europa il progetto EVMP – European Volunteer Measurement Project – Progetto europeo per la misurazione del volontariato, che vede come partner portanti il Center for Civil Society Studies della Johns Hopkins University, il CEV – Centro europeo del volontariato e SPES – Centro di Servizio per il Volontariato del Lazio, promuove l’implementazione del Manuale ILO e supporta la collaborazione tra gli istituti statistici e le reti del volontariato. L’ISTAT ha partecipato attivamente fin dal 2011 all’attività internazionale a sostegno dell’implementazione del modulo, lavorando in sinergia con i rappresentanti del terzo settore con cui ha stipulato la convenzione che ha permesso di inserire il Modulo ad hoc sul lavoro volontario in un’apposita sezione del questionario dell’indagine “Aspetti di vita quotidiana” (vedi voce) e di ampliarne i contenuti informativi affiancando al valore economico, obiettivo primario dell’ILO, anche alcuni aspetti inerenti il valore sociale delle attività di volontariato organizzato.

Contenuti

L’implementazione italiana del modulo ad hoc sul lavoro volontario proposto dall’ILO si è concretizzata nella sezione dedicata alle attività gratuite (Sezione 14), rivolta ai cittadini di 14 anni e più e collocata nel questionario per intervista (modello rosa ISTAT/IMF-7/a.13) dell’indagine “Multiscopo sulle famiglie: Aspetti della vita quotidiana”, edizione 2013. Le caratteristiche fondamentali delle attività gratuite a beneficio di altri, secondo la definizione internazionale proposta dall’ILO, sono le seguenti: 1. implicano un impegno di tempo da parte dei cittadini in un periodo prefissato (ultime 4 settimane), sono pertanto esclusi gli aiuti economici; 2. la gratuità (a meno di rimborsi spese); 3. la non obbligatorietà; 4. il fine di aiutare persone non conviventi, la collettivà o l'ambiente.

La sezione, composta da circa 20 quesiti, distingue tra attività “organizzate” (svolte tramite gruppi, associazioni non profit o altri tipi di organizzazioni) e “non organizzate” (svolte direttamente dai cittadini, per proprio conto).

Per le attività organizzate vengono rilevati:

A. quesiti riguardanti il valore economico delle attività (ILO) • le professioni svolte (classificate secondo CP2011); • il numero di ore di “volontariato”; • il settore di attività del gruppo/associazione (classificate secondo ICNPO); • la tipologia del gruppo/associazioni.

B. quesiti riguardanti il valore sociale delle attività: • le motivazioni di chi fa “volontariato”; • le ricadute personali; • la durata dell’impegno; • l'appartenenza ad uno o più gruppi/associazioni.

Per le attività non organizzate vengono rilevati:

C. quesiti riguardanti il valore economico delle attività (ILO) • le professioni svolte (classificate secondo CP2011); • il numero di ore di “volontariato”.

D. quesiti riguardanti il valore sociale delle attività: • i destinatari degli aiuti diretti; • la durata dell’impegno.

Output informativo

Il modulo consente di diffondere stime nazionali e subnazionali riguardanti: - il tasso di volontariato complessivo e per tipologia di organizzazione dell'attività (organizzata/non organizzata), calcolato secondo le indicazioni del manuale ILO, come rapporto tra il numero di persone di 15 anni e più che hanno dichiarato di aver svolto attività gratuite per tipologia di organizzazione e il totale della popolazione di riferimento; - il profilo socio-demografico dei volontari nel complesso e per tipologia di organizzazione dell'attività; - un set d'indicatori che misurano il valore economico del lavoro volontario, secondo le indicazioni contenute nel manuale ILO:

• la distribuzione dei volontari per tipologia professionale dichiarata come principale, codificata secondo la Classificazione delle Professioni Istat (CP2011);

• il numero complessivo di ore di attività svolte dalla popolazione nel periodo di riferimento;

• il numero medio di ore di attività svolte dalla popolazione nel periodo di riferimento;

• la distribuzione dei volontari organizzati per settore prevalente di attività del gruppo/associazione, rilevato secondo la Classificazione Internazionale delle Organizzazioni Nonprofit (ICNPO);

• la distribuzione dei volontari organizzati per tipologia del gruppo/associazione;

Gli indicatori precedenti costituiscono l'input necessario alla Contabilià Nazionale per la costruzione del conto satellite sul lavoro volontario.

Il modulo consente, inoltre, di diffondere stime nazionali e subnazionali riguardanti un set d'indicatori che misurano il valore sociale del lavoro volontario, secondo la convenzione sottoscritta dall'Istat con le associazioni del terzo settore, cioè:

• la distribuzione dei volontari secondo la durata del loro impegno;

• la distribuzione dei volontari organizzati secondo la multi appartenenza a gruppi/associazioni;

• la distribuzione dei volontari organizzati secondo le motivazioni a svolgere attività;

• la distribuzione dei volontari organizzati secondo le ricadute personali della loro attività;

• la distribuzione dei volontari non organizzati secondo i destinatari dell'attività.

Diffusione

I dati e i prodotti elaborati sono di titolarità congiunta dell’Istat e dei partner della convenzione, stipulata con la Fondazione Volontariato e Partecipazione (FVP) e il Cordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSVnet). I risultati del modulo sono stati diffusi tramite la statistica report "Attività gratuite a beneficio di altri", tramite il popolamento del Datawarehouse I.stat, ed inoltre è prevista la valorizzazione dei risultati in un convegno programmato per dicembre 2014.

Processo e metodologie

Il processo e le metodologie utilizzate sono quelle descritte per l’indagine che costituisce la piattaforma del modulo, ovvero Aspetti della vita quotidiana (si veda la pagina dedicata a tale voce).

Storia

L’Italia è un Paese caratterizzato da fitte reti di solidarietà, che vede negli aiuti diretti tra cittadini (soprattutto in ambito familiare) e nel ruolo delle organizzazioni di volontariato delle grandi risorse al servizio dei più deboli. Questi fenomeni sono da molti anni oggetto di analisi da parte dell’Istat, che fin dal 1998 rileva informazioni sugli aiuti informali tra cittadini e dal 1993 sull’associazionismo e il lavoro volontario formale. Il fenomeno viene rilevato sia dal lato dei cittadini, con le Indagini Multiscopo sulle famiglie, per verificare quanto siano coinvolti, in che tipo di attività e quali tipologie di persone danno o ricevono aiuto, sia dal lato delle istituzioni, con il Censimento Non profit svolto nel 1999, 2001 e 2011. Dal 1993 l’Istat ha inserito, proprio all’interno dell’Indagine Multiscopo «Aspetti della vita quotidiana», che si svolge ogni anno, una batteria di quesiti che misurano il coinvolgimento nell’associazionismo e nel volontariato da parte dei cittadini e permette di avere una serie storica importante dalla quale desumere soprattutto le caratteristiche delle persone coinvolte e in alcuni casi anche le motivazioni che le hanno spinte. In tale indagine, infatti, sono stati condotti due focus sul volontariato organizzato, nel 1997 e nel 2002, che hanno permesso di raccogliere un ampio set di indicatori: – Le motivazioni per fare volontariato; – Le principali tipologie di attività svolte; – Le categorie di persone aiutate; – La tipologia dell’organizzazione o del gruppo frequentato; – I tipi di servizi erogati dal gruppo o organizzazione. Inoltre, dal 1998 al 2008 l’Istat ha condotto l’indagine multiscopo «Famiglia e soggetti sociali», che con cadenza quinquennale ha fornito informazioni sugli aiuti informali dati e ricevuti dai cittadini. Tuttavia le precedenti esperienze non sono nate con l’obiettivo della misurazione del valore economico delle reti sociali al fine della costruzione di un conto satellite, bensì nell'ottica della misurazione del loro contributo al benessere e alla qualità della vita dei cittadini. Appare evidente, pertanto, che il punto di vista adottato con il nuovo modulo ad hoc sul lavoro volontario proposto dall'ILO, costituisce una novità rispetto al passato, sia perché integra in un'unica fonte le attività organizzate e non organizzate svolte dai cittadini, sia e soprattutto perché la definizione armonizzata di lavoro volontario proposta dall'ILO si discosta da quelle adottate in precedenza, essendo strettamente legata al concetto di attività lavorativa, seppur non retribuita, necessario per l'attribuzione di un valore economico al contributo delle reti di solidarietà presenti nel Paese.

Prospettive

La prospettiva è quella di diffondere dati armonizzati a livello internazionale sul fenomeno del volontariato, inteso come azione volontaria svolta sia attraverso gruppi o associazioni, sia direttamente per proprio conto, secondo le linee guida contenute nel “Manuale sulla misurazione del lavoro volontario” pubblicato dall’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) e predisposto dal Center for Civil Society Studies della Johns Hopkins University. Un ulteriore sviluppo sarà la costruzione di un conto satellite sul lavoro volontario che stimi il valore economico del lavoro volontario.

Classificazioni

Per la codifica delle attività gratuite, sia quelle svolte attraverso gruppi/associazioni sia quelle svolte direttamente in forma non organizzata, si è fatto ricorso alla Classificazione delle professioni CP2011 , poiché quasi tutte le attività gratuite hanno un equivalente retribuito di facile individuazione. Per la codifica dell'attività prevalente del gruppo/associazione in cui è svolto il volontariato, si è adottato il sistema di classificazione rappresentato dalla International Classification of Nonprofit Organizations (ICNPO), proposto nell' Handbook on Non-Profit Institutions in the System of National Accounts.

Riferimenti normativi

Le Istituzioni europee promuovono l’adozione del manuale ILO per una misurazione stabile e comparabile del valore del lavoro volontario nei paesi membri, con i seguenti atti: la Comunicazione della Commissione sulle politiche dell’UE e il volontariato COM(2011) 568 e le Conclusioni del Consiglio dell’Unione europea - Il ruolo delle attività di volontariato nella politica sociale 14552/11. A livello nazionale, l'Istat ha stipulato una convenzione (rep. n. 107 del 26/11/2012) con la Fondazione Volontariato e Partecipazione (FVP) e il Cordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSVnet) per la rilevazione del modulo e l'analisi congiunta dei risultati.

Fonti complementari

L'ISTAT rileva informazioni sul lavoro volontario sia dal lato dei cittadini, con le Indagini Multiscopo sulle famiglie, sia dal lato delle istituzioni, con il Centimento delle istituzioni non profit.

Link

ILO

Center for Civil Society Studies J. Hopkins University

European Volunteer Measurement Project

European Volunteer Center

Centro di Servizio per il Volontariato del Lazio

Fondazione Volontariato e Partecipazione

Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il volontariato

Riferimenti bibliografici

Manuale sulla misurazione del lavoro volontario

Handbook on Non-Profit Institutions in the System of National Accounts

State of the World’s Volunteerism Report 2011 Universal Values for Global Well-being

Statistica report "Attività gratuite a beneficio di altri"

Scheda redatta da:

Tania Cappadozzi, Laura Cialdea e Manuela Michelini