Movimento e calcolo annuale della popolazione straniera residente e struttura per cittadinanza

Da schedefontidati.istat.it.



Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

La rilevazione consente il calcolo annuale del bilancio demografico della popolazione straniera residente. La popolazione straniera residente è costituita dalle persone di cittadinanza non italiana aventi dimora abituale in Italia. Il bilancio demografico si compone dei flussi relativi al movimento naturale (nascite, decessi) e di quello migratorio (interno ed estero). Tra i flussi rilevati con il bilancio vi sono anche le acquisizioni della cittadinanza italiana dei cittadini stranieri residenti in Italia. Il fenomeno, il cui trend è in crescita, è di particolare rilevanza per lo studio dell’integrazione della popolazione di origine straniera nel nostro Paese. La rilevazione consente inoltre la determinazione della popolazione straniera residente a fine anno, distribuita per sesso e Stato estero di cittadinanza. La suddetta popolazione viene calcolata, per ciascun comune, al 31 dicembre di ogni anno successivo al Censimento della popolazione, sommando alla popolazione straniera censita come residente nel comune, il movimento anagrafico registrato nel corso di ciascun anno solare. I dati prodotti forniscono il quadro di riferimento per molte delle statistiche previste dal Regolamento (CE) N. 862/2007 sulle statistiche comunitarie in materia di migrazione e di protezione internazionale. Essi garantiscono il quadro aggiornato della presenza regolare dei cittadini stranieri comunitari in Italia (dal 2007, per i cittadini dei Paesi esteri membri dell’Ue l’iscrizione in Anagrafe - unita al possesso di determinati requisiti economici e sanitari - costituisce titolo sufficiente per la permanenza regolare sul territorio italiano oltre i tre mesi), insieme all’ammontare degli stranieri extracomunitari residenti. In Italia il fenomeno immigratorio ha mostrato, nell’ultimo ventennio, un andamento nettamente crescente. La popolazione straniera contribuisce in maniera determinante (sia con il proprio movimento naturale che con il movimento migratorio) all’incremento della popolazione residente totale (italiana e straniera).

Contenuti

Dal 2013 il modello di rilevazione è il modello Istat P2&P3. Si tratta di un modello elettronico, implementato all’interno del sito Indata (https://indata.istat.it/). Il modello consente la raccolta via web delle informazioni relative al bilancio annuale della popolazione residente totale e di quella straniera (sezione 1) e della distribuzione per sesso e cittadinanza della popolazione straniera residente. L'indagine rileva dati macro relativi alla numerosità (frequenza) delle variabili di interesse nella popolazione di riferimento. La sezione 1 del modello comprende i dati (distinti per sesso e per le due popolazioni - totale e straniera) sulla popolazione iniziale, le nascite e i decessi, le iscrizioni/cancellazioni per trasferimento della residenza da/verso un altro comune italiano, le iscrizioni/cancellazioni per trasferimento della dimora abituale da/verso l’estero, le cancellazioni per acquisizione della cittadinanza italiana (per la sola popolazione straniera), le iscrizioni/cancellazioni per altri motivi (tra cui, negli anni immediatamente successivi al Censimento, le iscrizioni/cancellazioni relative a rettifiche al calcolo della popolazione resesi necessarie in seguito al Censimento, le iscrizioni per ripristino o ricomparsa di persone già cancellate, le cancellazioni per irreperibilità ordinaria e per mancato rinnovo della dichiarazione della dimora abituale a seguito di scadenza del permesso di soggiorno – per violazione art. 7 D.P.R. 223/89). Nel modello sono riportati anche i principali saldi demografici, come il saldo naturale, il saldo migratorio interno, il saldo migratorio con l’estero. Il saldo naturale è la differenza tra le nascite e i decessi. Il saldo migratorio interno è la differenza tra le iscrizioni per trasferimento da altro comune italiano e le cancellazioni per trasferimento ad altro comune italiano. Il saldo migratorio estero è l’analogo saldo che considera i trasferimenti della dimora abituale da/verso l’estero. Il modello considera inoltre anche il saldo delle unità da aggiungere/sottrarre alla popolazione del comune per variazioni territoriali amministrative (porzioni di territorio passate da un comune all’altro, secondo gli effetti della vigente normativa), che ha effetti sul saldo di popolazione totale. Le acquisizioni della cittadinanza italiana, regolate nel nostro Paese sul principio dello Ius Sanguinis, possono avvenire per naturalizzazione, matrimonio, residenza continuativa ed elezione al compimento del diciottesimo compleanno, trasmissione automatica al minore convivente figlio di straniero che acquisisce la cittadinanza italiana, ecc. Le cancellazioni per irreperibilità ordinaria sono quelle effettuate a seguito dei controlli d’ufficio operati dai comuni al fine di verificare la sussistenza della dimora abituale degli individui. La legge italiana prevede inoltre la possibilità di cancellare dall’anagrafe della popolazione residente, dopo un anno dalla scadenza del permesso di soggiorno, il cittadino extracomunitario che abbia omesso di rinnovare al comune la propria dichiarazione di dimora abituale nel comune stesso presentando il permesso di soggiorno rinnovato o la richiesta di rinnovo. Attraverso il calcolo effettuato sulle poste indicate dai rispondenti nel bilancio si determina la popolazione straniera residente calcolata a fine anno, distinta per sesso: si tratta in sostanza di aggiornare la popolazione censuaria sulla base dei flussi rilevati con annualmente con l'indagine. Nella sezione 1 del modello Istat P2&P3 tuttavia sono compresi anche i dati sugli stock popolazione anagrafica, ossia la popolazione che risulta iscritta nell’archivio anagrafico del comune, indipendentemente dal Censimento. Viene rilevata distintamente la popolazione straniera residente in famiglia e quella residente in convivenza, per sesso. Viene rilevato il numero di stranieri residenti minorenni e il numero di stranieri nati in Italia (nell’anno di rilevazione o in anni precedenti), sempre separatamente per i due sessi. Viene poi anche rilevato il numero di famiglie con almeno un componente straniero residenti nel comune ed il numero di famiglie con capofamiglia straniero. Viene rilevato infine, distintamente per sesso, il numero di stranieri senza fissa dimora. Nella sezione 2 del Modello Istat P2&P3 viene invece rilevata la distribuzione per sesso e Stato estero di cittadinanza della popolazione straniera che risulta residente nel comune a fine anno.

Output informativo

I dati provenienti dalla rilevazione sono utilizzati per il calcolo dei principali tassi e indicatori demografici riguardanti la popolazione straniera. Il tasso di natalità generico della popolazione straniera residente (nati su popolazione media dell’anno, ovvero la semisomma delle popolazioni di inizio e fine anno) e l’analogo tasso di mortalità generico (come il precedente, con al numeratore i decessi al posto dei nati). Il saldo naturale (già descritto) e il tasso di crescita naturale della popolazione straniera (ottenuto rapportando il saldo naturale alla popolazione media dell’anno). Analogamente possono essere calcolati il tasso di immigratorietà (dall’interno, ossia dagli altri comuni italiani, e dall’estero) e il tasso di emigratorietà (verso l’interno e verso l’estero), con i relativi saldo migratorio interno ed estero (già descritti) e tassi (ottenuti rapportando i saldi alla popolazione media dell’anno). Sulla base dei dati prodotti dalla rilevazione possono essere calcolati gli indicatori relativi all’incremento totale della popolazione straniera nel conrso dell’anno, nonché l’incidenza della popolazione straniera sul totale della popolazione (definita come il rapporto tra i due stock di popolazione straniera e totale ad una certa data). L’incidenza della popolazione straniera sulla totale, normalmente calcolata per cento o per mille (residenti totali) è un indicatore sintetico molto significativo dell’impatto di questa parte della popolazione sul territorio italiano. I dati sulla distribuzione della popolazione straniera residente comunale per sesso e cittadinanza forniscono interessanti spunti di analisi del fenomeno immigratorio. Ad esempio, spesso i modelli insediativi della popolazione straniera variano notevolmente in base anche alla variabile cittadinanza di origine.

Diffusione

I dati che derivano dalla rilevazione vengono diffusi attraverso un comunicato stampa e/o una Statistica Report annuale. Schede sul bilancio e sulla distribuzione per cittadinanza della popolazione straniera sono presenti nella pubblicazione Noi Italia. Sono stati pubblicati dati sulla popolazione straniera residente anche sul Annuario Statistico Italiano (ASI) e sul Rapporto annuale dell’Istat. Dati fino al livello di dettaglio territoriale comunale sui principali aggregati (stock e flussi) nonché i principali tassi e indicatori (saldo naturale, saldi migratori, ecc.), vengono regolarmente diffusi nel Data Warehouse unificato dell’Istituto I.Stat (http://dati.istat.it/) e sul sito DEMO - Demografia in cifre (http://demo.istat.it/). I dati sulla popolazione straniera residente sono diffusi anche per il tramite del sito tematico “Immigrati e nuovi cittadini” (http://www.istat.it/it/archivio/94430). Le informazioni di base ricavate dalla rilevazione vengono inoltre utilizzate per la fornitura dei dati ad Eurostat, secondo quanto previsto dal Regolamento (CE) n. 862/2007 del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’11 luglio 2007 relativo alle statistiche comunitarie in materia di migrazione e di protezione internazionale.

Processo e metodologie

Periodicità, natura e caratteristiche del processo produttivo La rilevazione ha periodicità annuale. L’unità di rilevazione è rappresentata dal Comune (normalmente l’ufficio Anagrafe o l’ufficio di Statistica, quando presente) le unità di analisi sono rappresentate dagli stock e dai flussi relativi alla popolazione straniera residente, secondo le tipologie precedentemente descritte.

Tecnica di indagine e organizzazione della rilevazione Si tratta di una rilevazione totale, che si svolge nei primi tre mesi di ciascun anno solare successivo a quello di riferimento degli eventi e produce i risultati, in termini di dati validati e diffusi, entro i primi sei mesi dell’anno seguente l’anno di riferimento. La tecnica di indagine è una tecnica CAWI (Computer Assisted Web Interview): il modello di rilevazione viene compilato e inviato dal rispondente (comune) via Web, attraverso un’apposita procedura implementata all’interno del sito Indata. Il processo di sollecito e recupero delle mancate risposte totali (modelli non pervenuti nei termini previsti) viene gestito centralmente, con la collaborazione degli uffici territoriali dell’Istat competenti per territorio.

Processo di controllo e correzione dei dati e metodi di stima Il processo di controllo e imputazione/correzione delle mancate risposte parziali/incompatibilità presenti nei modelli viene gestito centralmente e viene effettuato: 1) automaticamente in fase di rilevazione del dato; 2) a posteriori, mediante l’applicazione di alcune procedure per il controllo degli errori sistematici e la correzione interattiva dei medesimi, previo ritorno sul rispondente. Nel modello Istat P2&P3 elettronico sono implementati una serie di controlli. Si tratta di controlli di coerenza interna del modello, come ad esempio il controllo basato sulla regola che le frequenze per la popolazione straniera non possono superare le corrispondenti per la popolazione totale, o come quello che verifica che il totale della popolazione straniera indicato nella sezione 2 del modello (stranieri distinti per sesso e singolo Paese di cittadinanza) corrisponda alla popolazione straniera anagrafica indicata nella sezione 1. Le procedure già attive in fase di rilevazione (implementate nel modello) o applicate a posteriori (secondo predeterminati piani di check) individuano due differenti tipologie di dati da controllare: errori e anomalie. Gli errori costituiscono incompatibilità che devono in ogni caso essere risolte, in quanto impediscono l’invio del modello: queste vengono pertanto normalmente sanate già in fase di rilevazione. Le anomalie sono invece rappresentate da quei valori che costituiscono appunto anomalie nella serie storica, o in raffronto allo stesso dato rilevato a livello non aggregato, ma individuale (controllo micro-macro). Questo tipo di anomalie viene controllato e riscontrato prevalentemente (con alcune eccezioni, già segnalate nella fase di registrazione del dato) nella fase di check successiva alla rilevazione. Le procedure di check operano come accennato sulla base del confronto del dato con la serie storica, o sulla base del confronto con il dato ottenuto per aggregazione di dati individuali rilevati sul medesimo fenomeno (es. la rilevazione sugli Iscritti in anagrafe per nascita – Mod. Istat P.4, l’indagine sulle Iscrizioni e cancellazioni anagrafiche per trasferimento di residenza – Mod. Istat APR.4, ecc.). Il processo di validazione dei dati relativi alla distribuzione della popolazione straniera per sesso e cittadinanza prevede, oltre ai controlli di coerenza interna del modello già citati e attivi in fase di rilevazione dell’informazione, alcuni controlli “formali” che vengono effettuati a posteriori, volti all’individuazione di possibili errori materiali (errata indicazione del codice di cittadinanza, presenza di doppioni nei codici - dovuti per esempio a errori nella scelta delle cittadinanze dal menù a tendina proposto nel modello, ecc.). La congruenza dei codici di cittadinanza indicati nei modelli con la classificazione degli stati esteri in vigore (http://www.istat.it/it/archivio/6747) è assicurata già in fase di rilevazione attraverso la scelta delle occorrenze dall'elenco di modalità prefissate attivabile con un menù a tendina. Viene in ogni caso ricontrollata in fase di validazione del dato. Terminata la fase di controllo dei dati sulle cittadinanze, occorre sottoporre i dati alla procedura di allineamento al dato calcolato a partire dalla popolazione censita con l’ultimo Censimento. La distribuzione per cittadinanza rilevata con il modello Istat P2&P3 è in fatti quella “anagrafica”, ossia riflette il contenuto dell’archivio anagrafico. Tuttavia, specialmente mano mano che ci si allontana dall'anno del Censimento, i due aggregati di popolazione, anagrafica e calcolata, possono non coincidere in quanto il comune può non aver ultimato (o non aver ultimato correttamente) la revisione post-censuaria della Anagrafe o possono erroneamente essere presenti in Anagrafe posizioni relative a individui emigrati all'estero senza comunicare al Comune il trasferimento della dimora abituale. Si rende dunque necessaria un’operazione di riallineamento, in modo che i dati per sesso e cittadinanza riproducano il totale di popolazione che deriva dal calcolo. Nella fase di sollecito e recupero dei modelli mancanti e nella fase di integrazione delle mancate risposte parziali o correzione delle incompatibilità presenti nel modello ci si avvale anche dell’aiuto degli Uffici Territoriali Istat competenti per territorio. Il controllo e la validazione dei dati vengono effettuati centralmente.

Storia

La rilevazione ha avuto inizio nell’anno 1993. Nel corso del tempo ha subito numerose ristrutturazioni e riorganizzazioni. Un passaggio fondamentale, avvenuto in concomitanza con la sempre maggiore diffusione dell’utilizzo degli strumenti informatici e di Internet, è stato il passaggio dalla raccolta dei dati attraverso modelli cartacei (Modello Istat P.3 cartaceo) alla raccolta mediante modelli elettronici via Web. A questo fine, all’inizio degli anni 2000 è stata realizzata e introdotta la Procedura MODEM (http://modem.istat.it/modem2012/), all’interno della quale sono state implementate alcune funzionalità per la registrazione controllata ed il monitoraggio dei dati del Modello Istat P.3. Il passaggio è stato un passaggio graduale, nel senso che non tutti i Comuni hanno sin dall’inizio utilizzato la procedura MODEM, continuando ad inviare il cartaceo. Il controllo e la correzione dei dati provenienti dalla registrazione (effettuata direttamente dai comuni via web, o centralmente dall'Istat, o da parte di ditta esterna incaricata) veniva effettuato in ogni caso centralmente, da parte dei diversi operatori addetti (cui erano state precedentemente affidate porzioni di territorio da seguire secondo un piano di lavoro concordato), mediante l’utilizzo di procedure SAS implementate sui singoli PC. Al termine delle operazioni di validazione i dati venivano assemblati e ricontrollati nel loro insieme. Visto il sempre maggiore utilizzo dello strumento MODEM da parte dei comuni, a partire dall’anno 2007 sono state implementate nel sistema sempre maggiori funzionalità destinate anche al controllo e alla correzione interattiva degli errori e delle anomalie presenti nei modelli inviati dai Comuni. In particolare, è stata unificata la base di dati dell’indagine, sin dal momento della rilevazione e durante tutta la fase di controllo, correzione e validazione. Si sono raffinate le funzionalità per il monitoraggio e si è dato avvio al coinvolgimento delle Sedi Territoriali dell’Istat nel sollecito e nel recupero dei modelli mancanti. Con l’avvento del Censimento del 2011, per consentire il ricalcolo della popolazione a partire dalla popolazione straniera censita si sono introdotte pesanti modifiche nel modello Istat P3, per tener conto dei flussi comportanti/non comportanti conteggio. Nel 2013 la sezione relativa al bilancio del modello Istat P.3 è stata integrata con il modello Istat P.2 (il corrispettivo dedicato al bilancio della popolazione totale) ottenendo significativi miglioramenti in termini di efficienza nella lavorazione dei due processi. Il modello unificato Istat P2&P3 nella Sezione 1 contiene i dati di bilancio della popolazione totale e straniera nonché, nella Sezione 2, i dati relativi alla distribuzione per sesso e cittadinanza della popolazione straniera.

Prospettive

La rilevazione è destinata a subire profonde trasformazioni nel secondo decennio del 2000. Infatti, la realizzazione dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR, cfr. decreto del presidente del Consiglio dei ministri 23 agosto 2013, n.109), le prospettive di realizzazione del Censimento della popolazione permanente (o continuo) e dell’Anagrafe virtuale statistica (ANVIS), nella seconda metà del decennio 2011-2020 determineranno la necessità di una nuova profonda ristrutturazione della rilevazione.

Classificazioni

Le classificazioni di riferimento per la rilevazione sono essenzialmente due: - Codici dei Comuni, delle Province, Regioni e Ripartizioni (http://www.istat.it/it/archivio/6789) - Classificazione degli Stati esteri (http://www.istat.it/it/archivio/6747) La prima serve per la catalogazione delle stesse unità di rilevazione dei dati e per la rappresentazione territoriale dei dati di output. La seconda serve per la raccolta delle informazioni relative alla cittadinanza degli stranieri residenti al 31 dicembre di ciascun anno di rilevazione.

Riferimenti normativi

- Regolamento (CE) N. 862/2007 del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’11 luglio 2007 relativo alle statistiche comunitarie in materia di migrazione e di protezione internazionale e che abroga il regolamento (CEE) n. 311/76 del Consiglio relativo all’elaborazione di statistiche riguardanti i lavoratori stranieri (http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=uriserv:OJ.L_.2007.199.01.0023.01.ITA) - Legge anagrafica n.1228 del 24 dicembre 1954 (http://www3.istat.it/dati/catalogo/20090115_00/testointegrale20090115.pdf) - Regolamento anagrafico, D.P.R. n.223 del 30 maggio 1989 (http://www3.istat.it/dati/catalogo/20090115_00/testointegrale20090115.pdf)

Fonti complementari

Dati sulla presenza regolare in Italia dei cittadini stranieri (a partire dall’anno 2007 solo quelli extracomunitari) sono desumibili dalla elaborazione da parte dell’Istat dei dati del Ministero dell’Interno sui Permessi di soggiorno. La distribuzione per sesso ed età della popolazione straniera residente viene annualmente ricavata attraverso l'indagine STRASA. Informazioni sui cittadini stranieri residenti sono raccolte anche in occasione del Censimento della popolazione. Dati sul mercato del lavoro della popolazione straniera possono essere tratti, oltre che dal suddetto Censimento, anche dall’Indagine Continua sulle Forze di Lavoro dell’Istat, che in alcuni anni prevede anche dei moduli di approfondimento ad hoc sul fenomeno. Altri dati vengono raccolti attraverso le Indagini Multiscopo dell’Istat. Un’indagine campionaria ad hoc su Condizione e integrazione sociale dei cittadini stranieri è stata condotta per ulteriormente approfondire le tematiche sopra citate. Esternamente all’Istituto, un’altra fonte storicamente rilevante per lo studio della presenza straniera e dell’immigrazione è il Dossier Statistico Immigrazione di Idos (http://www.dossierimmigrazione.it/pagina.php?cid=1_8). Esistono inoltre tutta una serie di iniziative più o meno locali, ad opera di Osservatori Regionali, Atenei o Istituti privati (come ad esempio la Fondazione Ismu http://www.ismu.org/) impegnate nella raccolta e/o all’analisi di dati sul fenomeno, che completano il quadro.

Link

Il Sito di Eurostat (http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page/portal/eurostat/home/) Il Portale per gli operatori delle statistiche demografiche (http://demografiche.istat.it/)

Riferimenti bibliografici

M. Albani e P. Brandimarti La ristrutturazione dell’indagine sulla popolazione straniera residente Istat Working Papers n. 8 2012 (http://www.istat.it/it/archivio/66297)


Scheda redatta da:

Mauro Albani

albani@istat.it