Nowcast per indicatori demografici

Da schedefontidati.istat.it.



Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

La crescente richiesta di informazione statistica e la necessità di ridurre i tempi di diffusione hanno portato alla realizzazione, nel 2002, da parte dell’Istituto nazionale di statistica, di un sistema territoriale di stime anticipate. Tale progetto, denominato “Sistema di nowcast per indicatori demografici”, ha per scopo la produzione di stime “rapide” dei principali comportamenti demografici (fecondità, sopravvivenza, nuzialità, migrazioni) e delle tendenze strutturali (ammontare e composizione per età e sesso) della popolazione italiana. La caratteristica principale delle nowcast, pertanto, consiste nel fatto che i risultati vengono rilasciati in tempi ristrettissimi rispetto alla data cui gli eventi e i relativi indicatori si riferiscono. I risultati vengono, infatti, diffusi a fine gennaio e le stime sono relative all’anno appena trascorso. Essi, quindi, rappresentano la prima fonte ufficiale delle tendenze demografiche del Paese in attesa di sostituzione dei medesimi con quelli definitivi, provenienti dalle principali rilevazioni condotte dall’Istat sul movimento della popolazione, il cui rilascio avviene entro l’anno successivo.

Contenuti

I fenomeni demografici sono caratterizzati da una certa stabilità nel tempo. Essi si trasformano con lentezza e gradualità e, rispetto ad altri fenomeni sociali ed economici, presentano minori incertezze. Il progetto “Sistema di nowcast per indicatori demografici” ha l’obiettivo di pervenire a previsioni di breve periodo, relative ad alcuni tra i principali aggregati ed indicatori demografici, sulla base dell’analisi delle serie storiche dei dati disponibili al momento della stima. Lo scopo del lavoro è di ottenere, entro un arco temporale ristretto, informazioni sugli ultimi sviluppi della dinamica demografica mediante la documentazione statistica dei trend più recenti, con particolare attenzione all’articolazione territoriale dei fenomeni studiati. I risultati prodotti riguardano da un lato le stime degli aggregati delle componenti di bilancio demografico e dall’altro quelle relative ai principali indicatori demografici.

Output informativo

Gli indicatori prodotti e diffusi sono i seguenti:

tasso di natalità (per mille abitanti)

tasso di mortalità (per mille abitanti)

crescita naturale (per mille abitanti)

tasso di nuzialità (per mille abitanti)

saldo migratorio interno (per mille abitanti)

saldo migratorio con l'estero (per mille abitanti)

saldo migratorio totale (per mille abitanti)

tasso di crescita totale (per mille abitanti)

numero medio di figli per donna

speranza di vita alla nascita - maschi

speranza di vita a 65 anni - maschi

speranza di vita alla nascita - femmine

speranza di vita a 65 anni - femmine

popolazione 0-14 anni (valori percentuali) - al 1° gennaio

popolazione 15-64 anni (valori percentuali) - al 1° gennaio

popolazione 65 anni e più (valori percentuali) - al 1° gennaio

indice di dipendenza strutturale (valori percentuali) - al 1° gennaio

indice di dipendenza degli anziani (valori percentuali) - al 1° gennaio

indice di vecchiaia (valori percentuali) - al 1° gennaio

età media della popolazione - al 1° gennaio

Diffusione

Le informazioni al momento della diffusione sono accompagnate da un comunicato stampa in calendario. I dati sono disponibili sul datawarehouse tematico http://demo.istat.it/ all’interno della sezione "Altri dati" e anche sulla piattaforma generalista d’Istituto http://dati.istat.it/ all’interno della sezione Popolazione e famiglie\Popolazione. Inoltre ogni anno i principali risultati vengono pubblicati anche su volumi istituzionali dell'Istat (Rapporto annuale, Annuario statistico italiano, Italia in cifre, Noi Italia).

Processo e metodologie

Lo scopo è quello di ottenere, in primo luogo, la previsione dell’ammontare della popolazione residente al 31 dicembre dell’anno di riferimento, contando su una osservazione delle componenti annuali di bilancio demografico che al momento della stima risulta soltanto parziale. In particolare, è necessario produrre stime in valore assoluto relativamente a nascite, decessi, iscrizioni e cancellazioni anagrafiche per trasferimento di residenza, in modo da poter calcolare la popolazione di fine anno partendo da quella osservata al 1° gennaio. Nel momento in cui prende avvio il processo di elaborazione dei dati, normalmente negli ultimi due mesi dell’anno cui i dati si riferiscono, l’Istat dispone dell’osservazione dei bilanci demografici comunali relativi a primi 6-7 mesi dell’anno, grazie alla rilevazione “Movimento e calcolo della popolazione residente mensile“ (Istat/D7.b). Pertanto, l’operazione di stima necessaria a consolidare le cifre su base annuale si riferisce ai secondi 5-6 mesi dell’anno. Un ulteriore obiettivo è quello di calcolare la stima del valore assoluto dei matrimoni. In questo caso l’informazione nota riguardante i primi 6-7 mesi dell’anno proviene dalla rilevazione “Rilevazione comunale mensile degli eventi di stato civile” (Istat/D7.a). Le stime dei mesi mancanti sono ottenute, per i dati di bilancio come per i matrimoni, applicando il modello previsivo di Holt-Winters, un particolare modello appartenente agli Exponential smoothing che ben si adatta alle serie storiche mensili qui considerate. Una volta ottenuta la stima dei bilanci demografici in tutte le componenti di flusso e stock e una volta ottenuta la stima dei matrimoni, è possibile passare alla seconda fase elaborativa del progetto che riguarda la costruzione degli indicatori demografici. Per gli indicatori generici (o di primo livello) non sono necessarie ulteriore elaborazioni e si può passare direttamente al loro calcolo. E’ questo il caso dei quozienti generici di natalità, mortalità, nuzialità, migratorietà e di incremento demografico. Per gli indicatori strutturati (o di secondo livello), come ad esempio il tasso di fecondità totale o la speranza di vita alla nascita, sono necessari ulteriori procedimenti di stima. La costruzione di tali indicatori, infatti, dipende dalla conoscenza della struttura per età degli eventi demografici (es: nati per età della madre, morti per età e/o anno di nascita, matrimoni per età degli sposi) e dalla conoscenza della struttura per età della popolazione esposta a rischio di subire un determinato evento demografico. Per quanto riguarda quest’ultima si produce una stima anticipata della struttura per età regionale al 31 dicembre, applicando il metodo cohort-component alla popolazione osservata al 1° gennaio, con i totali di popolazione vincolati ai valori totali di bilancio ottenuti al primo passo di stima. In altri termini, i dati di bilancio inizialmente ottenuti a stima vengono trasformati, con opportuni modelli demografici, in dati disaggregati per singola coorte di nascita e quindi sommati, in base all’equazione della popolazione, ai residenti per singola età di inizio anno. Da questa particolare procedura deriva il calcolo degli indicatori strutturali della popolazione più comunemente diffusi come, ad esempio, gli indici di dipendenza e di vecchiaia e l’età media della popolazione. Conoscere la popolazione distinta per età a inizio anno (osservata) e a fine anno (stimata) consente, a sua volta, di calcolare la corrispondente popolazione media annua per età (anni persona), che si utilizza per il calcolo dei tassi specifici I modelli parametrici a disposizione per specificare i dati di bilancio complessivi in informazioni age-related sono diversi. Ad esempio, per ottenere la composizione per età della madre delle nascite, informazione necessaria all’elaborazione dei tassi specifici di fecondità e, quindi, all’elaborazione del tasso di fecondità totale, si usa il modello di Schmertmann. Per ottenere la struttura per età dei morti, necessaria al calcolo delle probabilità di morte e, quindi, delle tavole di mortalità, si usa il modello di Lee-Carter. Tali modelli, in genere, offrono la possibilità di prevedere l’intensità “attesa” e la cadenza dei processi demografici di un dato anno. Poiché tuttavia, l’intensità complessiva (come, ad esempio, il numero di morti in una regione) è valutata a monte del processo di articolazione per età dei dati, l’intensità attesa teorica del modello ridistributivo (il Lee-Carter in questo esempio) viene riproporzionata sul valore ricavato nel bilancio demografico ottenuto al primo passo di stima. Da qualche anno, tuttavia, e sempre più in prospettiva, il ricorso ai modelli parametrici per distribuire le componenti di bilancio demografico in dati strutturati per singola classe di età sta cedendo il posto all’uso diretto dei microdati. Infatti, la ristrutturazione su base continua delle rilevazioni demografiche – dall’accresciuta informatizzazione dei canali di acquisizione all’automazione delle procedure di controllo e correzione – hanno comportato una sostanziale riduzione dei tempi di rilascio delle informazioni e una più rapida disponibilità in Istat dei microdati grezzi. Si può valutare che intorno al mese di novembre di ciascun anno, momento in cui ha avvio il processo di elaborazione delle nowcast, siano effettivamente già disponibili i microdati di almeno i primi 5 mesi dell’anno delle rilevazioni sugli iscritti in anagrafe per nascita (P.4), sulle iscrizioni e cancellazioni anagrafiche per trasferimento di residenza (Iscan) e sulle cancellazioni anagrafiche per decesso (P.5). Tutta questa massa informativa, anche se in forma preliminare, è già sottoposta nella fase di acquisizione ad alcuni controlli di qualità, risultando immediatamente disponibile per produrre stime preliminari di cadenza di assoluto rilievo e tali da poter utilmente sostituire qualunque genere di modello parametrico.


Storia

Il “Sistema di nowcast per indicatori demografici” fu rilasciato per la prima volta nel 2002, con lo scopo di stimare l’ammontare dei nati vivi, dei morti, degli iscritti e dei cancellati per trasferimento di residenza, dei matrimoni per 21 entità territoriali distinte (19 Regioni e 2 Province autonome). I dati per l’Italia e per le ripartizioni geografiche si ottengono normalmente come somma dei dati regionali senza ricorrere a uno specifico modello di previsione nazionale. Nel corso dei successivi rilasci annuali sono stati via via introdotte innovazioni di processo e di contenuto. Ad esempio, nei primi cicli di elaborazione le stime non erano distinte per sesso, per una questione di robustezza dei dati all’interno delle serie mensili regionali, ma si riferivano all’insieme dei due sessi. In seguito, dal 2004, grazie al miglioramento delle metodologie di base si è passati all’elaborazione diretta degli aggregati maschili e femminili. Un ulteriore cambiamento metodologico ha riguardato il trattamento dei movimenti migratori. Nei primi anni le stime erano elaborate indistintamente rispetto alla tipologia di origine/destinazione. Successivamente, si provvide a differenziarle in iscrizioni e cancellazioni da/per altro Comune, iscrizioni e cancellazioni da/per l’estero e, infine, in iscrizioni e cancellazioni per altri motivi. L’innovazione ha permesso di studiare in dettaglio il comportamento migratorio della popolazione residente e di produrre elaborazioni distinte del saldo migratorio interno, del saldo migratorio con l’estero e del saldo migratorio per altri motivi. Nel 2005 è stato aumentato il dettaglio territoriale introducendo, limitatamente agli indicatori di primo livello, quello provinciale. Infine, parallelamente alla progressiva trasformazione dell’Italia in un Paese con una sempre più crescente presenza di individui stranieri, si è avviata la definizione di un set informativo di indicatori demografici rivolto alla popolazione straniera (relativo alla fecondità, alla mobilità, all’ammontare e alla struttura per età dei componenti).


Fonti complementari

Rilevazione mensile degli eventi demografici di stato civile

Rilevazioni comunali mensile e annuale del movimento e calcolo della popolazione residente

Rilevazione della popolazione residente per sesso, anno di nascita e stato civile

Rilevazione della popolazione residente straniera per sesso ed età

Rilevazione sulle iscrizioni e cancellazioni anagrafiche per trasferimento di residenza

Rilevazione degli iscritti in anagrafe per nascita

Rilevazione dei cancellati dall'anagrafe per decesso e Tavole di mortalità

Link

• Rapporto annuale: http://www.istat.it/it/archivio/89629

• Annuario statistico italiano: http://www3.istat.it/dati/catalogo/20121218_00/

• Noi Italia: http://www.istat.it/it/archivio/86670

• Italia in cifre: http://www.istat.it/it/archivio/30329

Riferimenti bibliografici

• M. Battaglini, F. Brait, M. Marsili, A. Pareto, M. P. Sorvillo (a cura di), 2002, “Le Stime anticipatorie sui fenomeni demografici”, Statistiche in breve, ISTAT, Roma

• “Indicatori demografici – Anno 2005”, www.istat.it, Nota Informativa, 24 aprile 2006

• “Indicatori demografici – Anno 2006”, www.istat.it, Nota Informativa, 26 marzo 2007

• “Indicatori demografici – Anno 2007”, www.istat.it, Nota Informativa, 7 febbraio 2008

• “Indicatori demografici – Anno 2008”, www.istat.it, Nota Informativa, 26 febbraio 2009

• “Indicatori demografici – Anno 2009”, www.istat.it, Nota Informativa, 18 febbraio 2010

• “Indicatori demografici – Anno 2010”, www.istat.it, Nota Informativa, 24 gennaio 2011

• “Indicatori demografici – Anno 2011”, www.istat.it, Nota Informativa, 27 gennaio 2012

• “Indicatori demografici – Anno 2013”, www.istat.it, Nota Informativa, 26 giugno 2014


Scheda redatta da

Marco Battaglini

battagli@istat.it