Permessi di soggiorno

Da schedefontidati.istat.it.


Permessi di soggiorno

Cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti

Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

Il permesso di soggiorno è il documento che uno straniero non comunitario - in possesso del passaporto o documento equipollente e del visto di ingresso (salvo i casi di esenzione previsti da accordi internazionali) deve richiedere per soggiornare regolarmente in Italia quando arriva per la prima volta. Deve essere richiesto, entro 8 giorni lavorativi dall’ingresso, al questore della provincia in cui lo straniero intende soggiornare. La durata del permesso di soggiorno è quella prevista dal visto d'ingresso. Il permesso di soggiorno, emesso dalla questura in cui abita lo straniero, può essere rilasciato per molteplici le motivazioni: lavoro, famiglia, protezione umanitaria, richiesta asilo politico, studio, etc. Dal punto di vista statistico i permessi di soggiorno rappresentano una fonte amministrativa che consente di avere informazioni sulle persone con cittadinanza non comunitaria regolarmente soggiornanti sul territorio ad una certa data e sui flussi di nuovi ingressi che si verificano di anno in anno. Rappresentano, quindi, una fonte informativa fondamentale sulla presenza straniera nel nostro Paese. A livello europeo le statistiche sui permessi di soggiorno costituiscono una fonte di primaria importanza, poiché comune a quasi tutti gli stati membri - per il monitoraggio dei fenomeni migratori e anche per la misurazione comparativa dell’integrazione dei cittadini non comunitari. La fornitura da parte dei Paesi membri ad Eurostat dei dati sui permessi di soggiorno è prevista dal Regolamento (CE) 862/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 luglio 2007,relativo alle statistiche comunitarie in materia di migrazione e di protezione internazionale. La dichiarazione di Saragozza conclusiva della “European Ministerial Conference on Integration” (15 e 16 aprile 2010) che ha fissato gli indicatori da utilizzare a livello europeo per il monitoraggio dei processi di integrazione considera anche informazioni provenienti dai permessi di soggiorno.

Contenuti

L’archivio dei permessi di soggiorno è detenuto dal Ministero dell’Interno. I dati, periodicamente estratti dal Ministero ed elaborati dall’Istat, consentono di avere informazioni sullo stock di popolazione non comunitaria regolarmente presente nel nostro Paese al 1° gennaio di ogni anno. Vengono inoltre messe a disposizione statistiche sui flussi in ingresso (nuovi rilasci) verificatisi durante un determinato anno. Recentemente vengono diffuse anche informazioni sul numero di permessi scaduti. Attraverso i permessi di soggiorno, a differenza di quanto avviene per le statistiche sulla popolazione anagrafica, è possibile monitorare anche i flussi migratori stagionali o comunque riconducibili a motivazioni che non necessariamente danno luogo a una stabilizzazione sul territorio dei cittadini non comunitari. Questo tipo di informazione appare di particolare interesse nel caso di crisi internazionali che danno luogo a forme di protezione umanitaria. A partire dal 2012 le statistiche dei permessi di soggiorno comprendono anche i minori iscritti sul permesso dei genitori. A partire dal 2011 un focus viene dedicato ai soggiornanti di lungo periodo, cioè a coloro che sono titolari di un permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo. Questo tipo di permesso è a tempo indeterminato e può essere richiesto solo da chi possiede un permesso di soggiorno da almeno 5 anni. Questa fonte permette, inoltre, di monitorare un fenomeno di crescente importanza nel nostro Paese: le richieste/concessioni di asilo politico ed altre forme di protezione umanitaria ed internazionale. I flussi e la presenza di richiedenti asilo, rifugiati e persone sotto protezione presentano, infatti, caratteristiche peculiari rispetto all’immigrazione tout court. Le informazioni che possono essere tratte in maniera diretta dal documento sono quelle relative alle principali caratteristiche socio-demografiche (sesso, età, stato civile, paese di cittadinanza), al territorio di ingresso/soggiorno (a livello provinciale), al progetto migratorio (motivo del permesso, permesso con scadenza/di lungo periodo, durata del permesso, soggiorno stagionale). Attraverso opportune elaborazioni è poi possibile utilizzare la fonte anche per letture di tipo longitudinale. Sono attualmente in corso sperimentazioni per il miglioramento della qualità di altre variabili come il luogo di nascita.

Output informativo

I principali indicatori prodotti riguardano da una parte i nuovi rilasci, con particolare attenzione alla caratterizzazione dei flussi riguardanti le diverse cittadinanze di origine e i diversi territori di accoglienza. In particolare si presta attenzione all’ottica di genere, alle motivazioni degli ingressi (lavoro, famiglia, asilo e protezione internazionale, studio, etc.) e alla durata del permesso per le diverse cittadinanze e le diverse province di rilascio/rinnovo del soggiorno. Attenzione viene anche data alla presenza di minori nei nuovi flussi e, in generale, alla struttura per età che caratterizza sia i nuovi rilasci di permessi, sia gli stock di popolazione. Un focus viene dedicato all’asilo e alla protezione internazionale che negli ultimi anni sono divenuti motivi di ingresso di crescente importanza. Un indicatore di particolare rilievo calcolato sullo stock di popolazione è quello relativo alla quota di persone in possesso di un permesso di lungo periodo sul totale dei soggiornanti. Questo indicatore è ritenuto, a livello europeo, un core indicator di integrazione per la dimensione dell’ active citizenship. Un’altra serie di indicatori viene calcolata invece in un’ottica longitudinale procedendo al record linkage tra i data set dei permessi di soggiorno relativi a diversi anni. In particolare è stato possibile “seguire” delle coorti di nuovi ingressi avvenuti in un determinato anno per verificare a distanza di tempo l’eventuale permanenza sul territorio italiano (dando informazioni sulla stabilità dei flussi in ingresso sul territorio), eventuali cambiamenti di provincia di rilascio/rinnovo del permesso (fornendo indicazioni sulla mobilità territoriale) e l’acquisizione di un permesso di soggiorno di lungo periodo.

Diffusione

I dati relativi ai permessi di soggiorno vengono diffusi, circa sei mesi dopo la lettura dell’archivio, attraverso un’apposita statistica report. Ogni anno i principali risultati vengono, inoltre, pubblicati anche su volumi istituzionali dell'Istat (Rapporto annuale, Annuario statistico italiano, Noi Italia, Italia in cifre). È possibile accedere ai dati aggiornati sia attraverso il data warehouse di istituto I.stat, sia attraverso il sistema informativo tematico "Immigrati e nuovi cittadini". Anche nel sistema informativo territoriale su sanità e salute “Health for All” sono presenti informazioni sui permessi di soggiorno. La serie storica per gli anni 1992-2007 si trova su Demo.istat.

I dati di questa elaborazione sono stati inoltre diffusi in pubblicazioni occasionali dell’Istat relative alla presenza straniera e all’integrazione. I dati vengono correntemente diffusi da Eurostat (http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page/portal/population/data/database).

Processo e metodologie

L’Istat ha sempre realizzato un intenso lavoro di trattamento dei dati per la validazione delle informazioni contenute nell’archivio del Ministero dell’Interno relativo ai permessi di soggiorno. Le attività svolte per la trasformazione del dato amministrativo in dato statistico hanno da sempre comportato, oltre che trasformazioni, finalizzate soprattutto all’applicazione delle codifiche ufficiali, controlli di attendibilità e coerenza interna e con altre fonti (in particolare quelle anagrafiche). Dall’entrata in vigore del Regolamento (CE) 862/2007, relativo alle statistiche comunitarie in materia di migrazione e di protezione internazionale, l’Istat collabora con il Ministero dell’Interno per il miglioramento della qualità dei dati diffusi a partire dalle informazioni raccolte attraverso i permessi di soggiorno. Questa condivisione del lavoro ha condotto, negli ultimi anni, a una revisione dei criteri di elaborazione dei dati, basata sulle indicazioni fornite da Eurostat per l’utilizzo statistico dei dati dei permessi di soggiorno. Tra le novità che sono state introdotte si sottolinea che, mentre in passato venivano contabilizzati solo i minori di 14 anni con un permesso individuale, a partire dai dati rifieriti al 1° gennaio 2008 è possibile avere informazioni sui minori di 14 anni iscritti sul permesso di soggiorno di un adulto. I minori al seguito sono stati considerati presenti per motivi di famiglia anche se iscritti su un permesso rilasciato per motivi di lavoro. Ai minori è stata attribuita la durata del permesso dell’adulto di riferimento. I minori iscritti su un permesso di lungo periodo o su una carta di soggiorno sono stati considerati come soggiornanti di lungo periodo. L’adeguamento alla normativa internazionale si è accompagnato anche a mutamenti normativi interni al Paese. Fino al 1° gennaio 2011 i dati provenivano da differenti archivi a seconda dello stato di lavorazione della pratica. Attualmente, a seguito dei mutamenti normativi intervenuti recentemente, è cambiato il processo per il rilascio del permesso in formato elettronico e vengono considerati validi tutti i permessi validati dal funzionario dell’ufficio immigrazione (indipendentemente dalla consegna materiale del permesso all’interessato). Sui dati viene effettuato un intenso lavoro (controlli di coerenza interna e con altri archivi) per la corretta applicazione delle linee guida fornite da Eurostat al fine della produzione dei dati richiesti in base al Regolamento CE 862/2007. Dal 2008 è stato avviato un lavoro di integrazione tra i dati dei permessi di soggiorno letti in anni successivi e tra dati provenienti da archivi diversi (INPS; Liste anagrafiche comunali-LAC, Acquisizioni di cittadinanza) e quelli dell’archivio in oggetto. Il record linkage è stato effettuato con tecniche di tipo deterministico con l’utilizzo del codice fiscale. Sono state sperimentate inoltre tecniche di tipo probabilistico per l’aggancio delle unità prive di identificativo o con identificativo non corretto. La possibilità di record linkage ha aperto la strada all’utilizzo di un approccio longitudinale per l’elaborazione ed analisi dei dati. Quest'ottica è stata applicata in particolare per lo studio della stabilità sul territorio italiano e della mobilità interna. Il record linkage con dati provenienti da archivi differenti ha consentito non solo di arricchire il set di variabili prodotte, ma anche di migliorare l’accuratezza dei dati dell’archivio dei permessi di soggiorno. Il linkage con le acquisizioni di cittadinanza, ad esempio, ha consentito di eliminare tempestivamente dal dataset coloro che, pur avendo acquisito la cittadinanza italiana, non sono ancora stati cancellati dall’archivio dei permessi di soggiorno.

Storia

I dati statistici sui permessi di soggiorno elaborati dall'Istat sono disponibili a partire dal 1° gennaio del 1992. Essi offrono una serie di informazioni sulla popolazione straniera (comunitaria e non), esaminata secondo alcune caratteristiche demografiche (sesso, età, stato civile) e in base ai motivi della presenza in Italia. A partire dal 2008 l'Istat elabora una nuova serie sui permessi di soggiorno in cui non sono più compresi i cittadini dell'Unione europea per i quali non è più previsto il rilascio del documento di soggiorno in base all’entrata in vigore delle norme contenute nel decreto legislativo n. 30, del 6 febbraio 2007, recante l’ "Attuazione della Direttiva 2004/38/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio” del 29 aprile 2004 relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri”. Con l’entrata in vigore del Regolamento (CE) n. 862/2007 è stata rafforzata l’analisi sui dati di flusso (nuovi rilasci) e si è cominciato a tenere conto del numero dei minori iscritti sul permesso dei genitori.

Prospettive

Il lavoro di miglioramento della qualità dei dati dell’archivio dei permessi di soggiorno continuerà ad andare avanti nei prossimi anni. Sono attualmente in corso progetti per la validazione della variabile sul luogo di nascita al fine di ricostruire nel dettaglio i percorsi migratori. Si proseguirà, inoltre, il cammino intrapreso nell’integrazione dei dati sia in un’ottica longitudinale, sia in quella dell’aggancio con dati provenienti da altri archivi amministrativi e, più in generale, da altre fonti. La finalità è quella di inserire i permessi di soggiorno all’interno di un processo più ampio di contabilità della popolazione straniera presente sul territorio italiano a vario titolo e di individuazione di percorsi di inserimento con un’ottica longitudinale.

Classificazioni

Le classificazioni utilizzate sono:

- Classificazione degli stati esteri: L'Istat attribuisce ad ogni Stato estero esistente un codice di tre cifre. Gli Stati sono raggruppati per continente e per area geopolitica di appartenenza.

- Codici dei comuni, delle province e delle regioni: in particolare l’elaborazione prende in considerazione la classificazione delle province a 103, valida fino al 2000, in quanto il dato ancora oggi è raccolto a livello delle prefetture.

Riferimenti normativi

Regolamento (CE) 862/2007

Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero

Link

http://www.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/temi/immigrazione/sottotema00101/

http://www.poliziadistato.it/articolo/225/

Scheda redatta da

Cinzia Conti ciconti@istat.it

Eugenia Bellini eubellini@istat.it