Previsioni demografiche: principali caratteristiche dell’elaborazione

Da schedefontidati.istat.it.



Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

Le previsioni demografiche sono realizzate con l’obiettivo di rappresentare il possibile andamento futuro della popolazione, sia in termini di numerosità totale sia in termini strutturali come, ad esempio, la distribuzione per sesso, età e cittadinanza dei suoi componenti. Le informazioni prodotte rappresentano uno strumento importante a supporto delle decisioni nelle politiche di natura economica e sociale, come quelle relative ai sistemi pensionistici, sanitari, scolastici e abitativi.

Contenuti

Le previsioni demografiche sono aggiornate periodicamente rivedendo e/o riformulando le ipotesi evolutive sottostanti la fecondità, la sopravvivenza, i movimenti migratori con l’estero e quelli interni. Le ultime previsioni demografiche regionali prodotte dall’Istat coprono il periodo 2011-2065. Per ogni anno di previsione vengono forniti tre specifici set informativi: l’ammontare della popolazione al 1° gennaio distinta per sesso, età e cittadinanza (italiana e non); il bilancio demografico per sesso e cittadinanza; i principali indicatori demografici a supporto delle ipotesi previsive.

Output informativo

In termini di bilancio della popolazione, per ogni anno di previsione vengono diffusi, per ogni regione, i seguenti dati di flusso: nati, morti, iscritti da altre regioni, cancellati per altre regioni, iscritti dall'estero, cancellati per l'estero.

Inoltre, vengono elaborati e diffusi i seguenti indicatori demografici:

- Tasso di natalità (per 1.000 ab.)

- Tasso di mortalità (per 1.000 ab.)

- Tasso di crescita naturale (per 1.000 ab.)

- Tasso migratorio interno (per 1.000 ab.)

- Tasso migratorio con l'estero (per 1.000 ab.)

- Tasso migratorio totale (per 1.000 ab.)

- Tasso di crescita totale (per 1.000 ab.)

- Età media della popolazione

- Popolazione 0-14 anni (%)

- Popolazione 15-64 anni (%)

- Popolazione 65 anni e più (%)

- Popolazione 85 anni e più (%)

- Indice di vecchiaia (%)

- Indice di dipendenza degli anziani (%)

- Indice di dipendenza strutturale (%)

- Età media della madre al parto

- Numero medio di figli per donna

- Speranza di vita alla nascita per sesso

- Speranza di vita a 65 anni per sesso

Diffusione

- Istat, 1989, Previsioni della popolazione residente per sesso, età e regione – Base 1.1.1988, Note e Relazioni, n.4, Roma

- Istat, 1997a, Previsioni della popolazione residente per sesso, età e regione – Base 1.1.1996, Informazioni, n. 34, Roma

- Previsioni della popolazione residente per sesso, età e regione dal 1.1.2001 al 1.1.2051 [1]

- Previsioni demografiche 1° gennaio 2005 - 1° gennaio 2050 [2]

- Previsioni demografiche 1° gennaio 2007 - 1° gennaio 2051 [3]

- Il futuro demografico del Paese: previsioni regionali della popolazione residente al 2065 [4]

I dati relativi alle ultime previsioni rilasciate sono disponibili on-line sulla banca dati tematica http://demo.istat.it, nella sezione "Elaborazioni", nonché sulla piattaforma generalista d’Istituto http://dati.istat.it all’interno della sezione Popolazione e famiglie\Popolazione.

Processo e metodologie

Le previsioni demografiche ufficiali sono elaborazioni che vengono prodotte dall’Istat a partire dalla metà degli anni '80 con cadenza irregolare e rispettando standard metodologici internazionalmente riconosciuti.

In particolare, si ricorre al cosiddetto modello per componenti (cohort component model), secondo il quale la popolazione, tenuto conto del naturale processo di avanzamento dell’età, si modifica da un anno al successivo sulla base del saldo naturale (differenza tra nascite e decessi) e del saldo migratorio (differenza tra movimenti migratori in entrata e movimenti migratori in uscita).

Nella loro definizione si è finora adottato un approccio di tipo deterministico che prevede la costruzione di tre varianti plausibili (scenario centrale, alto e basso), realizzate in base a ipotesi differenziate circa l'evoluzione futura delle componenti demografiche in gioco (natalità, mortalità, migratorietà).

Le ultime previsioni ufficiali (2011-2065) sono state sviluppate formulando ipotesi fino al 2065 sui futuri livelli della fecondità, della mortalità e del movimento migratorio, nel contesto del cosiddetto approccio scenario: una variante principale viene definita come scenario sul quale maggiormente si fondano le aspettative future; questa viene a sua volta integrata da due varianti, ovvero lo scenario alto e basso, che hanno il compito di definire, in un contesto deterministico, il livello di incertezza.

Le previsioni demografiche dell’Istat sono costruite nella logica del modello multiregionale, modello che, con particolare riguardo ai movimenti migratori interni, tratta simultaneamente e coerentemente le distinte unità territoriali di riferimento. I dati per l'Italia nel complesso sono, dunque, il frutto del risultato che si ottiene dalla somma di 21 previsioni territoriali distinte (19 Regioni e 2 Province autonome). Le ipotesi evolutive della popolazione sono definite individualmente per ciascuna Regione in un quadro di progressiva convergenza dei comportamenti demografici ai livelli nazionali. Ciò comporta che le regioni, per ciascuna componente demografica, raggiungono lo stesso valore in un ipotetico anno del lontano futuro, posto oltre l'orizzonte temporale delle previsioni.

Le ipotesi demografiche alla base delle previsioni 2011-2065 sono state definite ricorrendo alle seguenti serie di dati:

- per la fecondità, i tassi specifici per età della madre del periodo 1952-2008;

- per la mortalità, le tavole di mortalità del periodo 1974-2008;

- per le migrazioni interne e internazionali, i dati del periodo 2005-2009.

Sulla base di alcuni dati provvisori già disponibili e con opportuni procedimenti di stima, tali serie storiche sono state quindi completate fino al 2010. La popolazione base delle previsioni è pertanto quella al 1° gennaio 2011.

Nella fecondità, il modello di Schmertmann applicato alle serie regionali 1952-2008 ha consentito di stimare una serie di parametri necessari alla definizione dei futuri profili per età del comportamento riproduttivo delle donne, tra cui il Tasso di Fecondità Totale (TFT) e l’età media al parto. Tali parametri sono stati quindi proiettati nel futuro ricorrendo a tecniche di time-series analysis. Il vincolo di convergenza sullo scenario centrale prevede che dal 2011 al 2130, quest’ultimo ipotizzato quale anno di piena convergenza territoriale, il TFT di ogni regione converga linearmente al valore nazionale.

Le previsioni di mortalità sono state prodotte ricorrendo al modello di Lee-Carter. Il modello approssima la forma logaritmica dei tassi specifici di mortalità utilizzando i seguenti parametri: k(t), a(x) e b(x). Il primo è un indice di mortalità generale variabile nel tempo, mentre a(x) e b(x) sono parametri che dipendono soltanto dall'età. Come per la fecondità, anche per la mortalità la costruzione del modello origina dalla definizione di uno scenario di riferimento a livello nazionale. La previsione si determina proiettando nel futuro il solo parametro k(t) nazionale, mentre i parametri a(x) e b(x) rimangono invarianti nel tempo. Le ipotesi a livello regionale vengono fatte discendere dallo scenario di riferimento nazionale stimando in primo luogo i valori regionali dei tre parametri nel periodo 1974-2008 con la stessa metodologia e, successivamente, facendo convergere ogni parametro regionale al corrispondente parametro nazionale al 2165.

Relativamente alle migrazioni internazionali le previsioni Istat concentrano l’analisi solo sugli ultimi sei anni, vale a dire sul 2005-2010. L’uso di un periodo storico così limitato si deve principalmente alla natura irregolare dei fenomeni migratori internazionali, che sono determinati dall’attrattiva del Paese di arrivo, sull’onda di un periodo internazionalmente caratterizzato da situazioni alternate di crescita e crisi economica. Questo limite, unito alla generale complessità di costruire modelli di previsione affidabili sulle migrazioni internazionali, sconsiglia l’utilizzo di un approccio basato sull'analisi di lunghe serie storiche. E’ stato quindi prescelto un modello previsivo semplificato. Nel primo anno di proiezione (2011) gli ingressi e le uscite totali sono posti pari ai rispettivi valori medi osservati negli ultimi sei anni. In conformità con il quadro generale di convergenza del modello previsivo, poi, si suppone che ingressi ed uscite convergano nel lungo periodo al medesimo livello, ossia alla semisomma iniziale dei due valori. Ciò che differenzia le tre varianti è l'anno in cui la convergenza verrebbe a verificarsi: nel 2130 per lo scenario centrale, nel 2095 in quello basso e nel 2165 in quello alto. Una volta determinati i totali dei flussi in ingresso e in uscita, le distribuzioni per sesso, età e cittadinanza vengono derivate applicando il modello Castro-Rogers ai microdati osservati del periodo 2005-2010, i cui parametri essenziali vengono poi tenuti costanti lungo il periodo di previsione.

Il modello previsivo sulle migrazioni interne parte dalla costruzione di una matrice multi-regionale di probabilità migratorie per regione di origine, regione di destinazione, sesso, età e cittadinanza. Tale matrice, applicata alla popolazione a rischio di migrare, fornisce, per ogni anno di previsione una serie coerente di immigrati/emigrati da/per ogni regione. Più in dettaglio, la matrice di probabilità migratorie, contenente tutti i potenziali incroci origine/destinazione tra le Regioni, viene declinata per sesso, singola età e cittadinanza applicando il modello Castro-Rogers ai microdati 2005-2010. Gli scenari alternativi vengono costruiti con un approccio deterministico, opportunamente aumentando o diminuendo il livello medio di spinta/attrazione tra le Regioni italiane.

Storia

Le previsioni demografiche dell’Istat sono state prodotte a partire dalla seconda metà degli anni ottanta con periodicità irregolare. Le popolazioni di partenza sono state riferite nel tempo alle seguenti date:

- 01/01/1988

- 01/01/1996

- 01/01/2001

- 01/01/2005

- 01/01/2007

- 01/01/2011

Come già accennato le previsioni demografiche sono aggiornate periodicamente rivedendo e/o riformulando le ipotesi evolutive alla luce dei nuovi trend osservati.

Prospettive

Negli ultimi anni, presso alcuni Istituti di Statistica nazionali e internazionali, hanno preso piede diverse strategie per il superamento del modello deterministico e per il passaggio a un approccio di tipo probabilistico.

L'obiettivo principale delle previsioni stocastiche è quello di misurare l'incertezza associata ai valori previsti, determinando gli intervalli di confidenza delle variabili demografiche. Rispetto alle previsioni deterministiche, dove all'utente non vengono fornite misure di probabilità, si tratta di un avanzamento metodologico importante. Di fatto, col passaggio all’approccio stocastico, l’utente cessa di confidare acriticamente sul lavoro degli esperti, che con le varianti Basso/Alto tipiche dell’approccio a scenari definiscono a priori i confini alternativi alla variante ritenuta "più probabile", generalmente identificata come Scenario medio o centrale, fino a poter scegliere autonomamente il grado di fiducia da assegnare ai risultati.

Definite una serie di ipotesi sulle distribuzioni di probabilità sottostanti, le previsioni stocastiche offrono, invece, il vantaggio di fornire all'utente la probabilità associata a ciascun parametro demografico del suo verificarsi in futuro.

Anche l’Istat si sta muovendo verso l’approccio probabilistico da implementare nelle prossime previsioni demografiche ufficiali che avranno come popolazione base quella riferita al primo gennaio 2014.

In particolare è allo studio l’utilizzo di un metodo di previsione stocastico basato sulle opinioni degli esperti che rientra nella classe dei modelli random scenario. Le sperimentazioni finora condotte hanno dato riscontri più che positivi e, una volta messo definitivamente a punto il modello, consentiranno il rilascio delle prime previsioni stocastiche ufficiali nella storia delle statistica italiana.

Classificazioni

Codici delle regioni [5]

Fonti complementari

- Rilevazione della popolazione residente per sesso, anno di nascita e stato civile

- Rilevazione della popolazione residente straniera per sesso ed età

- Rilevazioni comunali mensile e annuale del movimento e calcolo della popolazione residente

- Rilevazione del movimento e calcolo della popolazione straniera residente

- Rilevazione dei cancellati dall'anagrafe per decesso e Tavole di mortalità

- Rilevazione degli iscritti e cancellati per trasferimento di residenza

- Tavole di fecondità

Riferimenti bibliografici

- Istat, 1989, Previsioni della popolazione residente per sesso, età e regione – Base 1.1.1988, Note e Relazioni, n.4, Roma.

- Istat, 1997a, Previsioni della popolazione residente per sesso, età e regione – Base 1.1.1996, Informazioni, n. 34, Roma.

- Lee R.D. and L.R. Carter. 1992. Modeling and forecasting U.S. Mortality. Journal of the American Statistical Association, September. 87/419.

- Rogers A. et al., 1978, Model migration schedules and their application, Environment and Planning, A10.

- Rogers A. and L. Castro. 1981. Model migration schedules. International Institute for Applied System Analysis. Laxenberg. Austria. RR-8 1-30.

- Rogers, A. 1985. Regional Population Projection Models. Beverly Hills. CA: Sage.

- Schmertmann C.P. 2003. A system of model fertility schedules with graphically intuitive parameters. Demographic Research. 9(5): 81-110.

- Terra Abrami V., 1998, Le previsioni demografiche, Il Mulino, Bologna.

Scheda redatta da

Gianni Corsetti

giacorsetti@istat.it