Ricostruzione comunale della popolazione residente per sesso ed età

Da schedefontidati.istat.it.



Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

L’obiettivo della Ricostruzione intercensuaria della popolazione residente è quello di fornire informazioni sulla struttura demografica della popolazione che risultino allineate alle risultanze dei due ultimi censimenti della popolazione, pertanto ha una cadenza decennale. Dal punto di vista tecnico, una ricostruzione elimina quella discontinuità che viene a determinarsi nella serie storica della popolazione ogni qual volta un nuovo censimento quantifica la popolazione legale del Paese. Nello specifico, l’intervento della ricostruzione rimuove, con un’apposita metodologia di stima, le differenze tra la distribuzione per anno di nascita della popolazione censita e quella ottenuta a calcolo sommando le poste demografiche del decennio intercensuario alla popolazione del censimento precedente. La considerazione della variabile anno di nascita nell’esercizio elaborativo è fondamentale in quanto le cento e oltre generazioni che compongono la popolazione sono diversamente esposte ai rischi di subire determinati eventi demografici (morte o migrazione) e diversamente esposte al rischio di essere sotto o sovra enumerate, sia rispetto alla popolazione calcolata (in termini di iscrizioni e cancellazioni anagrafiche), sia rispetto al censimento (in termini di sovra o sotto copertura).

Contenuti

L’ultima ricostruzione effettuata è quella relativa al periodo 2001-2011, attraverso la quale si è proceduto al ricalcolo della popolazione residente e delle poste di bilancio per il periodo intercensuario. Il dettaglio territoriale è comunale. Oltre alle variabili sesso ed età, con l’ultima ricostruzione sono stare ricostruite, per la prima volta, anche le serie intercensuarie della popolazione per cittadinanza (italiana/straniera). Tra le poste di bilancio ricostruite, comprese nel periodo 22 ottobre 2001 – 9 ottobre 2011, sono incluse misure di stock, relative alla consistenza della popolazione all’inizio e alla fine di ciascun intervallo, e misure del movimento demografico, ossia nascite, decessi, immigrazioni ed emigrazioni interne, immigrazioni ed emigrazioni con l’estero, acquisizioni della cittadinanza italiana.

Output informativo

Le ricostruzioni intercensuarie della popolazione rappresentano una componente importante per una vasta gamma di statistiche nazionali (e internazionali). I dati sono utilizzati direttamente come base per altre statistiche demografiche, come ad esempio nelle previsioni demografiche, ma sono utilizzati soprattutto per riallineare gli indicatori statistici alla consistenza demografica dei due ultimi censimenti, onde garantire che i risultati prodotti siano rappresentativi della popolazione residente. Una ricostruzione si caratterizza come operazione esclusivamente statistica, realizzata per finalità statistiche. In nessun caso, quindi, una ricostruzione può essere inquadrata come processo che riscrive le operazioni anagrafiche gestite dai Comuni in termini di iscrizioni e cancellazioni della residenza. Semmai, essa ha l’obiettivo di riscrivere la storia dell’evoluzione demografica del Paese, sia esso considerato nella sua interezza o come insieme di distinte realtà territoriali. La popolazione ricostruita è, infatti, un prodotto finale frutto di stima, benché si basi per gran parte su dati oggetto di rilevazione, cui non è possibile attribuire altro significato che non sia quello esclusivamente statistico.

Diffusione

Le informazioni sono diffuse accompagnate da un comunicato stampa che illustra i principali risultati unitamente a una descrizione della metodologia che li ha prodotti. I dati sono disponibili on-line sulla banca dati delle statistiche demografiche http://demo.istat.it, nella sezione "Elaborazioni" e anche sulla piattaforma generalista d’Istituto http://dati.istat.it all’interno della sezione Popolazione e famiglie\Ricostruzione intercensuaria.

Processo e metodologie

Sul piano tecnico una ricostruzione elimina per definizione quelle discontinuità che si determinano nella serie storica della popolazione ogni qual volta un nuovo Censimento certifica la popolazione legale del Paese. Ad esempio, nell’ultimo Censimento del 9 ottobre 2011 sono stati censiti 59 milioni 433 mila residenti ma nello stesso istante la popolazione calcolata dall’Istat ne contabilizzava 60 milioni 785 mila, con una differenza pari a 1 milione 352 mila (2,3%). In passato questa differenza si è regolarmente riscontrata, con ordine di grandezza altrettanto significativo, seppur inferiore a quello rilevato nel 2011: 963 mila unità nel 2001, 1 milione 31 mila nel 1991, 708 mila nel 1981, 801 mila nel 1971, 906 mila nel 1961. A determinare tale differenza concorrono generalmente due fattori: errori di copertura censuaria e problemi di varia natura ed entità che possono essere emersi nella tenuta delle anagrafi nel decennio intercensuario. Dei primi si ha riscontro soltanto negli anni immediatamente successivi al Censimento, nell’ambito delle operazioni di revisione delle anagrafi. Tra i secondi, vanno principalmente menzionate le mancate cancellazioni anagrafiche per l’estero e, particolarmente, quelle riguardanti i cittadini stranieri. L’unità di analisi territoriale alla base della ricostruzione è il Comune. I risultati a livello sovra comunale, dal provinciale al nazionale, si determinano per aggregazione. Nell’ultima ricostruzione prodotta (2001-2011), i Comuni interessati sono stati 8092, omogeneamente identificati in base alla classificazione territoriale Istat vigente (110 Province) alla data del Censimento 2011. Operativamente, le ricostruzioni prodotte dall’Istat sono a carattere “longitudinale”, ossia mirano a ricostruire l’andamento demografico intercensuario di ciascuna generazione singolarmente. La ricostruzione del totale residenti si ottiene in ogni anno di calendario sommando le singole “esperienze” generazionali. L’articolazione minima dei dati è, oltre che per singola classe di età e Comune, anche per genere e, nel caso dell’ultima ricostruzione prodotta, anche per cittadinanza (italiana/straniera). Il risultato finale del processo si ottiene correggendo opportunamente alcune delle poste demografiche intercensuarie, ritenute principalmente responsabili della differenza che si determina tra popolazione calcolata e popolazione legale alla data dell’ultimo Censimento. In particolare, le poste demografiche oggetto di revisione sono le migrazioni, sia con l’interno sia con l’estero. Non sono invece soggette a revisione le componenti della dinamica naturale (nascite e decessi) e le acquisizioni della cittadinanza italiana.

Storia

L’attività dell’Istat in questo campo ebbe inizio negli anni Settanta con la realizzazione della ricostruzione relativa al periodo 1952-1971. L’attività, che portò a produrre una ricostruzione fino a livello provinciale, venne realizzata in cooperazione tra il Servizio Studi Demografici dell’Istat e il Dipartimento di Scienze Demografiche dell’Università di Roma “La Sapienza”, il quale poi si assunse la responsabilità di pubblicarla in una propria collana editoriale. Successivamente, negli anni Ottanta, l’Istat proseguì in proprio l’attività producendo una ricostruzione relativa al decennio 1972-1981. Il livello di dettaglio territoriale di questa seconda esperienza era quello regionale. Nell’edizione successiva, di fronte all’incrementato interesse degli utenti verso questo tipo di informazioni, l’Istat, in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità, produsse una ricostruzione più articolata sul piano territoriale. A metà degli anni Novanta fu prima realizzata una ricostruzione provinciale per il decennio 1982-1991, cui seguì a breve distanza un ulteriore approfondimento su scala comunale. Le due ultime ricostruzioni prodotte, relative ai decenni 1992-2001 e 2002-2011, tornarono ad essere gestite in autonomia da parte dell’Istat. Entrambe a dettaglio comunale, queste ultime due elaborazioni hanno avuto l’ulteriore peculiarità di sostituire le informazioni derivanti dalle Rilevazioni della popolazione residente per sesso, anno di nascita e stato civile e della popolazione residente straniera per sesso e anno di nascita per i periodi intercensuari, il cui valore informativo veniva di fatto a cessare con la definizione della popolazione legale dei due ultimi Censimenti.

Fonti complementari

Rilevazione della popolazione residente per sesso, anno di nascita e stato civile

Rilevazione della popolazione residente straniera per sesso ed età

Rilevazione del movimento e calcolo della popolazione straniera residente

Censimento della popolazione

Rilevazione delle cause di morte

Rilevazione dei cancellati dall'anagrafe per decesso e Tavole di mortalità

Rilevazione degli iscritti in anagrafe per nascita

Rilevazione sulle iscrizioni e cancellazioni anagrafiche per trasferimento di residenza

Link

• Ricostruzione della popolazione residente per età, sesso e cittadinanza nei Comuni http://www.istat.it/it/archivio/99464

Riferimenti bibliografici

• Ricostruzione 1952-71: "Ricostruzione della popolazione residente per sesso, età e regione - Anni 1952-1972" - Università degli studi di Roma "La Sapienza", Dipartimento di Scienze Demografiche – Fonti e strumenti, 1983

• Ricostruzione 1972-81: “Popolazione e bilanci demografici per sesso, età e regione – ricostruzione per gli anni 1972-1981” – Istat, supplemento al bollettino di statistica n.14 – anno 1985

• Ricostruzione 1982-91: “Ricostruzione della popolazione residente per età e sesso delle province italiane – Anni 1982-1991”, Informazioni speciale n. 17- Istat 1996

• Ricostruzione 1992-2001: “Ricostruzione della popolazione residente per età e sesso nei comuni italiani – Anni 1992-2001”, Informazioni n. 13 – Istat 2006

• Ricostruzione 2001-2011: “Ricostruzione della popolazione residente per età, sesso e cittadinanza nei Comuni”, www.istat.it, Nota Informativa, 26 settembre 2013

Scheda redatta da

Marco Battaglini

battagli@istat.it