Rilevazione degli iscritti in Anagrafe per nascita

Da schedefontidati.istat.it.


Rilevazione degli iscritti in Anagrafe per nascita

E’ un’indagine esaustiva annuale che rileva i nati vivi con una numerosità indicativa di eventi rilevati di circa 500.000 casi annui.

Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

Oggetto della rilevazione degli iscritti in Anagrafe per nascita sono i nati vivi residenti registrati nelle Anagrafi comunali. L’anno di riferimento della rilevazione è dunque quello di iscrizione in Anagrafe che, per un numero esiguo di casi, può differire dall’anno di nascita. I dati sono rilevati a livello comunale e sub comunale, fino a livello di sezione di censimento, pur non essendo resi disponibili a quest’ultimo livello di dettaglio.

La rilevazione, con il suo patrimonio informativo di carattere socio-demografico, rappresenta a oggi la principale fonte statistica per lo studio delle principali determinanti demografiche della natalità. Le informazioni raccolte hanno altresì un ruolo di primo piano nella costruzione degli indicatori necessari per il monitoraggio puntuale ed esaustivo della fecondità della popolazione residente.

La disponibilità dei dati raccolti dalla rilevazione dalla sua istituzione fino ad oggi, consente un’analisi in serie storica dei fenomeni rilevati, dell’evoluzione sul territorio degli stessi, con riguardo alle principali caratteristiche socio-demografiche del nato e dei suoi genitori. I risultati di queste analisi forniscono informazioni preziose in tema di fecondità utili non solo agli studiosi di popolazione ma anche ai policy makers per la definizione di politiche di sostegno alle famiglie.

La rilevazione degli iscritti in Anagrafe per nascita ha costituito altresì l’universo di riferimento da cui sono stati estratti i campioni della prima e seconda edizione dell’Indagine campionaria sulle nascite [ttp://www.istat.it/it/archivio/6485] (realizzate rispettivamente nel 2002 e nel 2005) e più recentemente i campioni estratti per il Sistema delle indagini campionarie sulle nascite e le madri, realizzate negli anni 2011-2012.

La rilevazione appartiene al patrimonio informativo delle statistiche ufficiali, essendo inserita nel Programma Statistico Nazionale [1].

Contenuti

La rilevazione degli iscritti in Anagrafe per nascita, viene realizzata attraverso il modello Istat P4 [2]. Il modello di rilevazione ad oggi si compone di diverse parti. La prima parte rileva informazioni sull’ente di rilevazione, ovvero l’Anagrafe del comune di residenza presso il quale il nato vivo è iscritto (nome del comune, codici ISTAT di provincia e di comune, sigla automobilistica della provincia). La seconda parte rileva informazioni sull’intestatario della scheda di famiglia (o convivenza) presso la quale il nato vivo è iscritto (cognome e nome, indirizzo completo di numero civico e codice di avviamento postale, numero di sezione di censimento e numero di componenti totali della famiglia anagrafica che la scheda rappresenta). La terza parte fornisce i dati sul nato vivo (cognome e nome, codice Istat del comune italiano o dello stato estero di nascita, giorno, mese e anno di nascita, sesso, codice Istat dello stato estero di cittadinanza, mese e anno di iscrizione in Anagrafe). Le parti quarta e quinta rilevano, rispettivamente per la madre e il padre del nato le seguenti informazioni: cognome e nome, giorno, mese e anno di nascita, stato civile e codice Istat dello stato estero di cittadinanza. Infine, si rilevano il numero dei componenti minorenni presenti nella famiglia anagrafica e il codice fiscale della madre del nato.

Il modello di rilevazione attualmente in uso è il risultato di alcune implementazioni intervenute nel corso degli anni nel processo di rilevazione: in particolare: l’informazione relativa al luogo di nascita del nato è iniziata dal 1° gennaio 2000, la rilevazione delle due variabili “numero di componenti minorenni” presenti nella famiglia anagrafica e codice fiscale della madre del nato è stata introdotta a partire dal 1° gennaio 2003. Il numero di componenti minorenni è di particolare importanza per il recupero di informazioni non più direttamente rilevate relative all’ordine di nascita di cui costituisce una buona “proxy”. Il codice fiscale della madre è strumento indispensabile per soddisfare la crescente esigenza di integrazione dei dati amministrativi rilevati su fonti distinte, con tecniche di record linkage.

Output informativo

La rilevazione degli iscritti in Anagrafe per nascita è una rilevazione totale, presenta una lieve sottocopertura rispetto ai dati ufficiali sui nati vivi residenti, desumibili dalle fonti riepilogative comunali. In particolare, l’ammontare totale dei nati vivi residenti viene fornito dalla rilevazione “Movimento e calcolo della popolazione anagrafica residente”, mod. Istat P2 [3], mentre l’ammontare dei soli nati vivi residenti di cittadinanza straniera, è reperibile dalla fonte “Movimento e calcolo della popolazione straniera residente”, mod. Istat P3 [4].

Dal punto di vista degli output si distinguono tre tipologie di prodotti:

1. Dati di dettaglio per lo studio delle determinanti demografiche della natalità. Le strutture desunte dai microdati del mod. Istat P4 relative ai nati vivi classificati per le variabili ritenute più esplicative per l’analisi della natalità (età e anno di nascita della madre, età e cittadinanza della madre; ordine di nascita del nato, paese estero di cittadinanza del nato straniero, tipologia di coppia dei genitori) sono utilizzate per produrre delle stime coerenti con i totali ufficiali forniti dalle fonti riepilogative dei mod. Istat P2. e P3.

2. Dati di dettaglio per lo studio delle determinanti demografiche della fecondità. Gli indicatori di fecondità prodotti sono: il numero medio di figli per donna, o tasso di fecondità totale TFT, calcolato come somma dei quozienti specifici di fecondità (Fx) ottenuti rapportando il numero di nati vivi all'ammontare medio annuo della popolazione femminile per ogni singola età; i quozienti di fecondità specifici per età sono calcolati anche per ordine di nascita (1,2,3 ecc..) stimato attraverso l’uso della variabile numero dei componenti minorenni rilevata nel modello; questi dati alimentano l’elaborazione Istat “Tavole di fecondità regionale” [5]; l’età media al parto delle madri, che misura la cadenza della fecondità, calcolata come somma dei prodotti tra le singole età feconde e i relativi quozienti specifici di fecondità, rapportata al numero medio di figli per donna. Anche questo indicatore è calcolato per ordine di nascita.

Gli indicatori di fecondità sono calcolati per le donne residenti nel complesso o distinte tra cittadine italiane e straniere.

I quozienti di fecondità (senza distinzione per ordine di nascita) vengono calcolati anche con riferimento alla popolazione maschile. Si fornisce in tal modo correntemente l’età media alla nascita del figlio anche per gli uomini.

Per il calcolo degli indicatori di fecondità è necessario l’utilizzo dei dati di popolazione residente desunti dalle fonti Istat “Popolazione residente comunale per sesso anno di nascita e stato civile” (mod. Istat Posas) [6] e “Rilevazione della popolazione residente comunale straniera per sesso e anno di nascita” (mod. Istat Strasa) [7].

Il rilascio degli output ha carattere definitivo. Tuttavia nel tempo, è prevista una politica di revisione degli indicatori di fecondità prodotti, con cadenza pressoché decennale. Questo intervento di revisione è successivo alla pubblicazione (sempre da parte dell’Istat) della ricostruzione, per il periodo intercensuario, della popolazione residente totale e straniera per sesso ed età.

3. Dati di dettaglio sulle nascite per le principali caratteristiche socio-demografiche dei genitori del nato. L’offerta informativa dell’indagine si completa fornendo numerose classificazioni dei nati che utilizzano solo il dettaglio informativo della rilevazione degli iscritti in Anagrafe per nascita. Sono quindi fornite una serie di tavole in cui i nati sono classificati rispetto alle diverse variabili socio-demografiche dei genitori in modo che i totali delle stesse tavole siano quelli risultanti dalla stessa rilevazione del P4.

Diffusione

A conclusione del processo produttivo della rilevazione, con cadenza annuale e in forma definitiva, i risultati ottenuti vengono pubblicati attraverso i seguenti canali di diffusione: 1 La Statistica Report “Natalità e fecondità della popolazione residente: caratteristiche e tendenze recenti” [8].

2 Nel sito tematico dell’Istat DEMO: La demografia in cifre [9] sono disponibili tutte le classificazioni dei nati vivi prodotte negli anni dal 1999 al 2012 e una parte degli indicatori di fecondità. Queste informazioni, rivisitate e ampliate saranno presto disponibili anche nel data warehouse I.STAT [10] in cui attualmente sono pubblicati solo gli ultimi due anni d’indagine.

3 La pubblicazione “Noi Italia”, nella quale al settore Popolazione è reperibile la scheda “Fecondità totale” [11] che fornisce un quadro d’insieme del fenomeno nel nostro Paese, informazioni sulla sua collocazione nel contesto europeo e sulle differenze regionali che lo caratterizzano, proponendo altresì la serie storica dei principali indicatori di fecondità a livello regionale dal 1999 ad oggi.

4 Parte degli output di natalità e fecondità sono diffusi anche sulla pubblicazione “Rapporto sulla Coesione Sociale” [12] e sul volume istituzionale “Annuario Statistico Italiano” [13].

5 Vengono, inoltre, occasionalmente prodotte tavole e indicatori di natalità e fecondità per Relazioni e Pubblicazioni Istituzionali (es. Rapporto sulla famiglia, Rapporto Unicef, ecc..)

6 Parte dei dati risultano consultabili anche sul data warehouse Coesione Sociale.Stat [14] e nella sezione Statistics del sito di Eurostat [15].

I dati elementari rilevati nel corso dell'indagine sono resi disponibili per gli utenti che ne facciano richiesta. In ogni caso, i dati sono rilasciati in forma anonima.

Processo e metodologie

Periodicità

La cadenza degli eventi (nati vivi) registrati dalla rilevazione è di carattere continuo nel tempo. Dall’anno di istituzione della rilevazione (1999) ad oggi, la raccolta dei dati e le diverse fasi del processo produttivo finalizzate all’elaborazione delle stime e al loro rilascio si svolgono con periodicità annuale.

Natura e caratteristiche del processo produttivo

La rilevazione degli iscritti in Anagrafe per nascita è una rilevazione statistica di fonte amministrativa che rileva in maniera continua nel tempo le iscrizioni in Anagrafe per nascita dei nati vivi residenti nel comune. E’ una rilevazione individuale in cui a ogni nato vivo corrisponde un modello (anche nei casi di nati vivi da parti plurimi).

Unità di rilevazione e unità di analisi

Le unità di rilevazione sono gli Uffici di Anagrafe presenti nelle strutture dei Comuni Italiani, mentre le unità di analisi sono i nati vivi iscritti in Anagrafe per nascita.

Tecnica di indagine e organizzazione della rilevazione

La raccolta dei dati amministrativi richiede la trasmissione continua dei dati amministrativi da parte dei comuni.

Questa si può realizzare alternativamente attraverso l’uso di un supporto cartaceo o in modalità telematica/informatica attraverso un sistema di trasmissione denominato ISTATEL che utilizza un software ad hoc istallato presso i comuni e che consente l’acquisizione diretta dei files di dati dagli archivi anagrafici o attraverso la digitazione manuale delle informazioni su un sito web non Istat (sistema Istatel sul sito di ANCITEL).

La quantità di dati trasmessi attraverso la modalità cartacea a oggi si presenta residuale e si prevede la sola modalità di acquisizione telematica dal 2015.

Processo di controllo e correzione dei dati e metodi di stima

Le operazioni di controllo dei dati grezzi rilevati sui microdati individuali dei nati vivi iscritti in Anagrafe per nascita, si basano sull’individuazione di errori di dominio (quest’ultimo inteso come l’insieme dei valori che una variabile può assumere correttamente) e/o di incoerenza tra variabili e/o di valori anomali, erroneamente rilevati. Vengono così fatti degli interventi di correzione e/o imputazione mediante l’applicazione di regole deterministiche, stabilite a priori nelle procedure informatiche di trattamento dei dati. In alcuni casi particolari, il controllo e la correzione dei dati richiedono una preliminare analisi puntuale delle situazioni da parte del ricercatore.

Indicatori di qualità (errori campionari e non campionari)

Considerando che la rilevazione degli iscritti in Anagrafe per nascita presenta ancora una quota di sottocopertura (circa il 2%) del fenomeno rispetto all’ammontare annuo ufficiale dei nati, desunto dalla fonte “Movimento e calcolo della popolazione anagrafica residente”, mod. Istat P2 [16], tra gli indicatori di qualità maggiormente in attenzione è il tasso di mancata risposta che si ottiene dal confronto degli ammontari dei nati vivi provenienti dalle due distinte fonti. Allo scopo di identificare particolari problemi intervenuti nella trasmissione dei modelli Istat P4 nei diversi mesi dell’anno considerato, viene effettuato un confronto dei singoli ammontari comunali su base mensile di fonte P4 con i corrispondenti ammontari comunali mensili desunti dalla fonte “Rilevazione mensile del movimento e calcolo della popolazione residente” (modello Istat D7B) [17],

Le eventuali criticità che si presentino per mancata risposta parziale o totale su determinati comuni, suggeriscono interventi di sollecito da parte dell’Istat presso gli uffici statistici delle Anagrafi dei comuni, per il tempestivo recupero dell’informazione dovuta.

Nell’ottica di ridurre la mancata risposta e di arrivare quanto prima al perfetto allineamento tra le due fonti, è stata promossa negli anni da parte dell’Istat una politica di sensibilizzazione degli uffici preposti alla trasmissione dei dati per il ricorso alla tecnica di trasmissione telematica (Istatel) delle informazioni dovute. La percentuale dei dati individuali rilevati telematicamente è passata da 32,7% nel 2005 a 85,51% nel 2012 ed è in ulteriore significativo aumento per la raccolta dei dati del 2013, tuttora in corso.

La trasmissione telematica dei dati, oltre ad aumentare la copertura della rilevazione e a migliorare la qualità dei dati raccolti (per la presenza di controlli automatici di dominio), produce un notevole vantaggio in termini di tempi di raccolta, migliorando anche l’importante dimensione della qualità legata alla tempestività nella diffusione dei risultati.

Storia

La prima rilevazione degli iscritti in Anagrafe per nascita è stata effettuata dall’Istat nel 1999. Fino al 1° gennaio 1999 i nati venivano rilevati al momento della dichiarazione di nascita presso gli Uffici di stato civile comunali (Modello Istat D1-D2). La rilevazione di fonte stato civile è stata soppressa dall’Istat a seguito delle variazioni normative in materia di denuncia di nascita introdotte dalla legge Bassanini bis n. 127 del 15 maggio del 1997 [18], e del successivo regolamento di attuazione, in particolare per l’impossibilità di rilevare tutte le informazioni di carattere socio-sanitario inerenti il parto. Allo scopo di recuperare il debito informativo sulle principali determinanti socio-demografiche della natalità, a partire dal 1° gennaio 1999, l’Istat ha avviato la rilevazione individuale degli iscritti in Anagrafe per nascita.

Prospettive

Le principali innovazioni nell’offerta informativa della rilevazione derivano dall’applicazione del Regolamento Europeo n. 1260/2013 in materia di “Statistiche demografiche europee” [19], reso esecutivo dal successivo Regolamento Europeo n. 205/2014 [20], che stabilisce condizioni uniformi di applicazione del precedente.

In applicazione alle suddette normative, a partire dalla replicazione della rilevazione degli iscritti in Anagrafe per nascita nel 2013, oltre agli indicatori storicamente prodotti, verranno forniti nuovi output.

Il Regolamento nel dettaglio prescrive che: entro il mese di novembre dell’anno di riferimento siano forniti gli ammontari provvisori dei nati vivi per mese di evento, a livello nazionale; entro sei mesi dalla fine dell’anno di riferimento siano forniti gli ammontari provvisori dei nati vivi, a livello nazionale e che entro dodici mesi dalla fine dell’anno di riferimento, sempre a livello nazionale, sia fornita la classificazione dei nati vivi per età e anno di nascita della madre, messa di volta in volta in relazione con le seguenti variabili aggiuntive di classificazione: ordine di nascita, sesso del nato, paese di nascita della madre e paese di cittadinanza della madre (i paesi saranno classificati in: Italia, paese straniero comunitario, paese straniero extra-comunitario). Ancora a livello nazionale i nati vivi saranno classificati per mese di evento-nascita.

Resta valida e prosegue la produzione dei dati secondo le classificazioni già disponibili: nati vivi per età, anno di nascita e regione di residenza della madre e nati vivi per età e provincia di residenza della stessa.

Classificazioni

Nella rilevazione vengono utilizzate le classificazioni territoriali dell’Istat dei Comuni, Province e Regioni [21], le classificazioni Istat degli Stati Esteri [22] e Nomenclature of Territorial Units for Statistics - NUTS [23].

Riferimenti normativi

Normativa nazionale Legge 24 dicembre 1954, n. 1228 “Ordinamento delle anagrafi della popolazione residente” [24]. D.P.R. Decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223 “Approvazione del nuovo regolamento anagrafico della popolazione residente” [25]. Legge 27 ottobre 1988, n. 470 “Anagrafe e censimento degli italiani all'estero” [26]. D.P.R. Decreto del Presidente della Repubblica 6 settembre 1989, n. 323 “Approvazione del regolamento per l'esecuzione della legge 27 ottobre 1988, n. 470, sull'Anagrafe ed il censimento degli italiani all'estero” [27].

Normativa europea Regulation (EU) n. 1260/2013 of the European Parliament and of the Council of 20 November 2013 on “European demographic statistics” [28]. Commission Implementing Regulation (EU) n. 205/2014 of 4 March 2014 on “laying down uniformed conditions for the implementation of Regulation (EU) No 1260/2013 of the European Parliament and the Council on European demographic statistics, as regards breakdowns of data, deadlines and data revisions” [29]

Fonti complementari eventuali

Fonte “Movimento e calcolo della popolazione anagrafica residente”, mod. Istat P2 [30], (nati vivi residenti totali)

Fonte “Movimento e calcolo della popolazione straniera residente”, mod. Istat P3 [31] (nati vivi residenti di cittadinanza straniera).

Fonte “Popolazione residente comunale per sesso anno di nascita e stato civile” (mod. Istat Posas) [32]. Fonte “Rilevazione della popolazione residente comunale straniera per sesso e anno di nascita” (mod. Istat Strasa) [33].

Scheda redatta da

Marina Attili

maattili@istat.it