Rilevazione dei cancellati dall'anagrafe per decesso e Tavole di mortalità

Da schedefontidati.istat.it.



Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

La rilevazione sui cancellati dall’anagrafe per decesso (modello Istat/P.5) raccoglie le principali caratteristiche individuali dei deceduti con le quali successivamente derivare le principali misure di sopravvivenza della popolazione residente. La rilevazione è stata istituita nel 2013 con l’obiettivo di soddisfare tempestivamente le nuove esigenze informative manifestatesi a seguito di alcune variazioni del contesto normativo nazionale e internazionale in tema di, rispettivamente, sistema pensionistico e regolamento comunitario sulle statistiche demografiche.

In particolare, il decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge n. 122/2010, inerente l’adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento agli incrementi della speranza di vita (art. 12, commi 12 bis-12 quinquies), richiede che l’Istat fornisca annualmente al Ministero dell’Economia e delle Finanze la variazione della speranza di vita a 65 anni dell’ultimo triennio. Sempre in tema previdenziale l’Istat, inoltre, è chiamato a comunicare al Ministero del lavoro e delle politiche sociali l’aggiornamento dei parametri di sopravvivenza per la revisione triennale dei coefficienti di trasformazione pensionistici (art. 1, comma 11, legge 8 agosto 1995, n. 335, come modificato dall’art. 1, comma 15 della legge 24 dicembre 2007, n. 247). Infine, il Regolamento (UE) n. 1260/2013 del 20 novembre 2013, relativo alle statistiche demografiche europee, stabilisce che ogni Stato membro è tenuto a trasmettere annualmente ad Eurostat il numero di decessi riferiti alla popolazione residente per età, sesso, anno di nascita, regione di residenza, paese di nascita, paese di cittadinanza e mese di evento.

L’elaborazione delle tavole di mortalità della popolazione residente è un prodotto strettamente collegato alla conoscenza delle caratteristiche demografiche dei deceduti (come ad esempio la distribuzione per sesso ed età). Le tavole offrono una quantificazione statistica delle condizioni di sopravvivenza della popolazione. Storicamente, esse trovano largo impiego nel campo degli studi scientifici sulla popolazione, nella pratica assicurativo-attuariale, nei problemi connessi allo sviluppo demografico. Esse forniscono, inoltre, degli indicatori indiretti sulle condizioni generali di sviluppo della popolazione e forniscono un materiale di base indispensabile nel campo delle stime e delle previsioni demografiche. Infine, l'ampio interesse che le tavole di mortalità rivestono nell’ambito della programmazione sociale ed economica, fino al punto di richiedere un’accelerazione dei tempi di diffusione da tre anni data a un solo anno data, si spiega con la motivazione che i parametri di sopravvivenza costituiscono un prodotto sempre più investito da attenzione sul piano dei conti pubblici del Paese in relazione alla spesa previdenziale.

Prima del 2013 la fonte principale per l’elaborazione dei parametri di sopravvivenza della popolazione proveniva dalla rilevazione Istat sulle Cause di morte (modelli Istat: D.4 & D.4bis), una rilevazione per la quale la distanza tra anno di riferimento e anno di rilascio dei dati è di due anni. Nonostante la recente automazione di gran parte dell’indagine, i tempi di rilascio sono ancora piuttosto lunghi, stante la complessità delle operazioni inerenti il flusso informativo e i processi di acquisizione e validazione dei dati relativi alle cause di morte. Inoltre, la rilevazione sulle Cause di morte rileva gli eventi registrati presso gli Uffici di Stato Civile, la cui platea è dunque quella degli individui deceduti per luogo di evento, presenti al momento del decesso in un qualunque Comune italiano. Essa, dunque, comprende i deceduti presenti anche se non residenti in Italia, mentre esclude i residenti deceduti all’estero. Per tale ragione, fino a quando si è fatto ricorso a questa fonte per l’elaborazione delle tavole di mortalità (anno di riferimento 2010), i dati dovevano essere preliminarmente trattati per renderli congrui a quelli posti a denominatore (esposti a rischio residenti) per il calcolo dei tassi di mortalità. Per la nuova rilevazione sui cancellati dall'anagrafe per decesso, invece, l’unità di rilevazione è l’Anagrafe, la quale registra le informazioni dei propri residenti deceduti per il tramite delle notifiche di morte trasmesse sia dagli Uffici di Stato Civile, sia dai Consolati italiani all’estero. La caratteristica di questa rilevazione, inoltre, è quella di richiedere le sole informazioni anagrafiche dei deceduti e non quelle, peraltro non presenti in Anagrafe, relative alle informazioni sanitarie e nosologiche, come avviene nella rilevazione sulle Cause di morte. Il canale attraverso il quale l’Istat riceve le informazioni dalle Anagrafi è, infine, automatizzato al 100% e consente di acquisire dati che su base mensile si riferiscono alle cancellazioni di decesso effettuate nel mese precedente.

Contenuti

Per la rilevazione sui cancellati dall'anagrafe per decesso l‘archivio dei microdati prodotto a valle del processo statistico si presta a rappresentare le caratteristiche sociali e demografiche dei deceduti. Le variabili oggetto di rilevazione sono le seguenti:

- Cognome

- Nome

- Sesso

- Codice fiscale

- Stato civile

- Anno di nascita del coniuge superstite (se trattasi di deceduto coniugato o legalmente separato)

- Titolo di studio

- Cittadinanza italiana o non italiana

- Stato estero di cittadinanza (eventuale)

- Data di nascita

- Nascita in Italia o all’estero

- Provincia e Comune italiani di nascita o eventuale Stato estero di nascita

- Data di decesso

- Decesso in Italia o all’estero

- Provincia e Comune italiani di decesso o eventuale Stato estero di decesso

- Data di cancellazione dall’Anagrafe della Popolazione Residente

Output informativo

I dati trovano principale impiego nel calcolo delle tavole di mortalità della popolazione residente, disponibili per sesso, classi di età (annuali o quinquennali) e livello territoriale al minimo provinciale. Nelle tavole di mortalità, che idealmente fanno riferimento a una popolazione di 100 mila individui, trovano collocazione le seguenti funzioni, dette biometriche:

- Probabilità di morte per età: esprime il rischio che una persona di età esatta x muoia prima del compimento del compleanno esatto x+1; il suo complemento all’unità rappresenta la probabilità di sopravvivere esattamente un anno.

- Sopravviventi per età: evoluzione degli iniziali 100 mila individui ai vari compleanni.

- Decessi per età: individui che muoiono tra il compleanno x e il compleanno x+1.

- Anni vissuti per età: numero di anni uomo vissuti da individui di età x (in anni compiuti).

- Speranza di vita per età: numero medio di anni che restano da vivere a sopravviventi di età x.

- Probabilità prospettiva di sopravvivenza: probabilità che un individuo di età x (in anni compiuti al 1° gennaio dell'anno) sopravviva un anno; il suo complemento all’unità rappresenta la probabilità prospettiva di morire entro il 31 dicembre.

Diffusione

Le tavole di mortalità sono disponibili on-line sulla banca dati tematica http://demo.istat.it, nella sezione "Elaborazioni" e sulla piattaforma generalista d’Istituto http://dati.istat.it all'interno della sezione Popolazione e famiglie\Mortalità. Per quanto riguarda i dati della rilevazione Istat/P.5, data la sua recente istituzione, le modalità di diffusione sono in via di definizione.

Processo e metodologie

Periodicità, natura e caratteristiche del processo produttivo

La rilevazione sui cancellati dall'anagrafe per decesso è un’indagine totale a cadenza mensile. L’elaborazione delle tavole di mortalità ha cadenza annuale.

Unità di rilevazione e unità di analisi

L’unità di rilevazione dell'indagine è l’Anagrafe, quella di analisi il singolo individuo deceduto.

Tecnica di indagine e organizzazione della rilevazione

La tecnica di rilevazione dell'indagine sui cancellati dall'anagrafe per decesso è di tipo CAWI. Le informazioni vengono trasmesse dalle Anagrafi attraverso il sito di acquisizione: https://indata.istat.it/mp5. L’acquisizione telematica delle informazioni permette l’implementazione di alcune fondamentali regole di coerenza dei dati trasmessi per il singolo evento, garantendo una elevata qualità degli stessi e l’abbattimento delle mancate risposte parziali nel caso delle variabili obbligatorie.

Ogni referente comunale è tenuto ad inviare i dati sui decessi dei propri residenti entro il mese successivo rispetto al mese di riferimento dei dati. L’organizzazione della rilevazione prevede una costante fase di monitoraggio e controllo in itinere dei dati raccolti. Allo scopo di eliminare la mancata risposta totale, i Comuni non rispondenti sono oggetto di sollecito (sia telematico sia telefonico). Prima di considerare conclusa la fase di rilevazione riferita a un generico mese, vengono effettuati controlli di coerenza tra i microdati dell’indagine e i macrodati aggregati riportati alla voce decessi nella Rilevazione comunale mensile del movimento e calcolo della popolazione residente (Istat/D7.b).

Processo di controllo e correzione dei dati e metodi di stima

Nella rilevazione sui cancellati dall'anagrafe per decesso la fase di controllo e correzione dei dati è articolata in tre steps:

- controlli di coerenza di tipo deterministico all’interno di ogni singolo record sulle seguenti variabili: codice fiscale, data di nascita, comune o stato estero di nascita, sesso, titolo di studio, stato civile e anno di nascita del coniuge superstite;

- controlli tra records allo scopo di eliminare i doppioni presenti all’interno dello stesso comune e tra comuni diversi;

- procedure di imputazione con metodi hot-deck da donatore per le variabili non obbligatorie: titolo di studio e anno di nascita del coniuge superstite.

Elaborazione dei dati per le produzione delle Tavole di mortalità

La metodologia di calcolo corrente delle tavole di mortalità è pubblicata nel volume Istat, Tavole di mortalità della popolazione italiana per provincia e regione di residenza - Anno 1998 ([1]). Con tale metodologia sono state ricostruite anche le tavole relative ad anni precedenti, fino a quella del 1974. Rispetto alle metodologie in uso in passato, la metodologia corrente è stata rinnovata nei criteri di perequazione dei quozienti grezzi di mortalità e nella stima delle probabilità di morte alle età senili (dopo i 95 anni di età gli eventi diventano rari e sono necessari appositi modelli di stima). Inoltre si è proceduto a unificare le modalità di calcolo tra il livello nazionale e quello regionale che in passato risultavano differenti.

La serie storica scaricabile dal sito dell’Istat copre il periodo 1974-2012. Per gli anni precedenti, per cui le tavole sono disponibili occasionalmente e sempre in anni a ridosso delle varie tornate censuarie, bisogna far riferimento a pubblicazioni cartacee dell’Istituto che normalmente si trovano sotto il nome di “Tavole di mortalità della popolazione italiana”. Oltre ai succitati canali di diffusione le tavole di mortalità trovano collocazione anche nelle principali pubblicazioni dell’Istituto come, ad esempio, l’Annuario statistico italiano e il Compendio statistico italiano (www.istat.it/dati/catalogo/).

Dall’anno di riferimento dati 1992 vengono elaborate anche tavole a livello provinciale. La metodologia di calcolo delle tavole provinciali è leggermente differente. Come per quelle regionali si riferiscono ad un solo anno data, tuttavia l’elaborazione dei tassi grezzi di mortalità, successivamente oggetto di perequazione, si basa sul calcolo di tassi per età quinquennali e non, come in quelle regionali, annuali.

Storia

La rilevazione sui cancellati dall'anagrafe per decesso ha avuto inizio il 1° marzo 2013. In una prima fase sono stati raccolti anche i decessi relativi alle annualità 2011 e 2012, e contestualmente sono state attivate le rilevazioni mensili riferite al 2013. Dopo una rapida fase di assestamento, il sistema di acquisizione dei dati è entrato a regime a partire dall’agosto 2013 quando si sono iniziate a rilevare le informazioni relative al mese di luglio dello stesso anno.

Le tavole di mortalità nazionali rappresentano, invece, uno dei prodotti “storici” dell’Istat, considerato che le prime tavole di mortalità ufficiali si riferiscono al periodo 1899-1901. Da quel momento in poi, e per tutto il secolo scorso, le successive edizioni delle tavole di mortalità ricorrevano in anni a ridosso delle tornate censuarie della popolazione. Esistono, infatti, elaborazioni relative ai periodi 1910-12, 1921-22, 1930-32, 1950-53, 1960-62, 1970-72, 1981 e 1992. Il motivo di tale periodicità era dovuto alla necessità di disporre dei dati elementari necessari all’elaborazione dei quozienti di mortalità (in particolare riguardanti il denominatore ossia la popolazione per età), disponibilità che, in passato, soltanto negli anni di censimento veniva a concretizzarsi. Per ciò che concerne le tavole di mortalità a livello regionale e provinciale, queste sono disponibili on-line sulla banca dati tematica http://demo.istat.it, nella sezione "Elaborazioni" e sulla piattaforma generalista d’Istituto http://dati.istat.it relativamente al periodo 1974-2012.

Soltanto nel corso degli anni Ottanta e Novanta, grazie all’arricchimento delle fonti amministrative e al loro massiccio sfruttamento per fini statistici, è stato possibile introdurre nuovi sistemi di elaborazione con tavole di mortalità puntualmente aggiornate di anno in anno. Anche i metodi adottati per l’elaborazione delle tavole sono andati evolvendo nel corso del tempo, seguendo gli avanzamenti metodologici del settore.

Classificazioni

Nella rilevazione Istat/P.5 vengono utilizzate le classificazioni territoriali dell’Istat dei Comuni, Province e Regioni [1], le classificazioni Istat degli Stati Esteri [2].

Ulteriori classificazioni adottate riguardano le variabili:

- stato civile: celibe/nubile, coniugato/a, divorziato/o, vedovo/a, separato/a legalmente, altro/ ignoto.

- titolo di studio: Nessun titolo / Licenza elementare, Licenza media inferiore, Titolo o diploma di istruzione secondaria superiore, Laurea di primo livello, Diploma di laurea (vecchio ordinamento) / Laurea specialistica di secondo livello, Titolo post-laurea / Master universitario / Diploma di specializzazione / Dottore di ricerca.

Riferimenti normativi

REGOLAMENTO (CE) N. 862/2007 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO dell’11 luglio 2007: [2]

REGOLAMENTO (UE) N. 1260/2013 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 20 novembre 2013 [3]

LEGGE 30 luglio 2010, n. 122: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica [4]

LEGGE 24 Dicembre 2007, n. 244: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008) [5]

Fonti complementari

- Rilevazioni comunali mensile e annuale del movimento e calcolo della popolazione residente

Scheda redatta da

Gianni Corsetti

giacorsetti@istat.it