Rilevazione della popolazione residente per sesso, anno di nascita e stato civile

Da schedefontidati.istat.it.



Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

La Rilevazione della popolazione comunale per sesso, anno di nascita e stato civile (POSAS) è una rilevazione annuale che è stata attivata a partire dal 1° gennaio 1993 con lo scopo di produrre un set informativo correntemente aggiornato della struttura demografica del Paese che mettesse a disposizione su base annuale dei denominatori utili al calcolo di indicatori statistici riferibili alla popolazione residente. Il contenuto informativo ricoperto dalla rilevazione è dunque importante, considerando che prima della sua istituzione le informazioni sulla struttura demografica a livello comunale erano disponibili soltanto ogni dieci anni sulla base delle risultanze censuarie. Inoltre, i dati regionali e nazionali della rilevazione sono trasmessi a Eurostat nell’ambito di due fondamentali Regolamenti Europei: il Regolamento 862/2007 relativo alle statistiche comunitarie in materia di migrazione e di protezione internazionale (REGULATION (EC) No 862/2007 OF THE EUROPEAN PARLIAMENT AND OF THE COUNCIL of 11 July 2007 on Community statistics on migration and international protection and repealing Council Regulation (EEC) No 311/76 on the compilation of statistics on foreign workers) e il Regolamento 1260/2013 sulle statistiche demografiche europee (REGULATION (EU) No 1260/2013 OF THE EUROPEAN PARLIAMENT AND OF THE COUNCIL of 20 November 2013 on European demographic statistics).

Contenuti

Il modello POSAS è compilato dagli Ufficiali di anagrafe o dai responsabili dell’Ufficio di statistica con l’obiettivo di rilevare la distribuzione della popolazione residente al 31 dicembre dell’anno di riferimento, ripartita per anno di nascita, sesso e stato civile. Si tratta dunque di informazioni provenienti da registri di natura prettamente amministrativa che, prima di poter essere rilasciate, richiedono alcune necessarie verifiche metodologiche. Le modalità di stato civile presenti nel modello di rilevazione sono le seguenti: celibe/nubile, coniugato/a, divorziato/a, vedovo/a. Non sono presenti, pertanto, informazioni relative alla condizione di separato legalmente o a quella di convivente che non sono oggetto di certificazione da parte degli Uffici Anagrafici. Gli anni di nascita considerati sono 112, l’anno di nascita iniziale di riferimento è l’anno “t” a cui si riferisce la rilevazione, l’anno finale è il “t-111”, eventuali nati in anni antecedenti sono sommati a quest’ultimo.

Output informativo

Prima della nascita della Rilevazione della popolazione comunale per sesso, anno di nascita e stato civile (POSAS) l’unica fonte disponibile sulla popolazione comunale per età era quella censuaria. L’importanza della rilevazione è stata, pertanto, quella di poter mettere a disposizione, con cadenza annuale, una serie territoriale dettagliata e affidabile di informazioni sulla struttura della popolazione, da poter utilizzare, in maniera diretta o come denominatore, per il calcolo di rapporti nell’analisi dei fenomeni socio-demografici. Su tale indagine si basa il più ampio sistema di stime sulla popolazione dell’Istituto che comprende, tra le altre attività, l’elaborazione delle “Stime rapide mensili della popolazione per sesso, età e Comune”, attraverso le quali vengono elaborati i coefficienti di riporto all’universo delle principali indagini campionarie dell’Istat.

Diffusione

I risultati dell’indagine sono disponibili on-line sulla banca dati tematica http://demo.istat.it, nella sezione "Popolazione Residente" e anche sulla piattaforma generalista d’Istituto http://dati.istat.it all’interno della sezione Popolazione e famiglie\Popolazione. I dati resi disponibili sono successivi all’ultimo Censimento della popolazione e delle abitazioni, mentre per gli anni precedenti si deve far riferimento alle ricostruzioni intercensuarie. Per i primi anni, e fino al 2005, i risultati sono stati pubblicati dall’Istat sulla collana Informazioni. I principali risultati vengono pubblicati ogni anno anche su volumi istituzionali dell'Istat (Rapporto annuale, Annuario statistico italiano, Noi Italia, Italia in cifre) e sui siti e sui volumi di organismi internazionali, come EUROSTAT o OCSE.

Processo e metodologie

I dati trasmessi dai Comuni sono sottoposti ad attenta verifica per valutarne l’attendibilità sia formale che statistica, attraverso il confronto sia con altre fonti che mediante la misurazione di opportuni parametri demografici. In passato, quando l’acquisizione su supporto cartaceo del modello di rilevazione era ancora possibile, i controlli formali venivano effettuati parallelamente al processo di acquisizione dati ed evidenziavano gli errori più frequenti, come l’errata specificazione degli anni di nascita, le incoerenze relative alla composizione per stato civile, l’inversione di colonna tra variabili, la mancata quadratura dei totali di riga o di colonna. In questi casi il Comune veniva ricontattato e invitato a correggere il modello. Col passaggio all’acquisizione telematica obbligatoria, grazie al sistema on line http://modem.istat.it, gli errori formali più frequenti sono stati definitivamente superati, potendo l’utente disporre di un questionario precompilato nei suoi aspetti strutturali e potendosi avvalere di un sistema di controllo automatico degli errori che gli vengono direttamente segnalati a video. Una volta raccolti i modelli da tutti i Comuni si procede alla validazione statistica dei dati attraverso un controllo di coerenza, incrociando informazioni provenienti da altre fonti: il Censimento della popolazione e delle abitazioni e la Rilevazione comunale sul movimento e calcolo della popolazione residente (rilevazione Istat/P.2&P.3). La prima fonte è utilizzata con lo scopo di monitorare le variazioni della popolazione per anno di nascita tra la data del Censimento e il 31 dicembre dello stesso anno. Per le rilevazioni successive, il controllo delle variazioni per anno di nascita della popolazione viene effettuato confrontando gli ultimi dati acquisiti con quelli dell’ultima popolazione residente per sesso, anno di nascita e stato civile validata. La seconda fonte è utilizzata per confrontare la popolazione residente totale al 31 dicembre riportata da ciascun Comune (dati distinti per sesso, ma non per anno di nascita) con quella, analoga, riportata sul modello POSAS. Nel modello Istat/P.2 l’ammontare della popolazione residente alla fine d’ogni anno è ottenuto aggiungendo alla popolazione residente rilevata all’ultimo censimento i saldi naturali e migratori relativi al periodo intercorrente tra la data del censimento e il 31 dicembre dell’anno considerato. Tale ammontare rappresenta la popolazione residente ufficiale del Comune. Il confronto tra una popolazione ottenuta sulla base di un calcolo, da un lato, e una popolazione corrispondente a un contenuto anagrafico, dall’altro,fa sì che i totali delle due rilevazioni possano non coincidere. Possono esistere, infatti, delle differenze tra il numero di individui iscritti in anagrafe e la popolazione ufficiale del Comune, problema che è particolarmente evidente in quei Comuni dove non è stato effettuato il riallineamento censimento-anagrafe. Si procede, quindi, ad un riallineamento, per garantire la coerenza dei risultati, riportando i totali di popolazione risultanti dalla rilevazione della popolazione residente per sesso, anno di nascita e stato civile al vincolo dato dalla rilevazione Movimento e calcolo della popolazione residente. Un’importante fase di validazione riguarda la coerenza delle coorti tra due rilevazioni consecutive. Laddove emergono variazioni di coorte, relative e assolute, che da un anno all’altro non risultano in linea con le aspettative del mero cambiamento demografico si procede con la correzione della distribuzione per anno di nascita della popolazione. L’operazione di riallineamento si basa su un sistema di test che misurano la significatività delle variazioni della popolazione per singolo anno di nascita tra la data di una rilevazione e la successiva. Questi test mettono in evidenza l’incremento/decremento della popolazione registrato in una determinata classe d’età nel corso dell’anno in modo da poter valutare se esso sia frutto di variazioni demografiche della dinamica naturale e migratoria (ipotesi nulla) o se debba essere interpretato come un errore anagrafico (ipotesi alternativa). Le valutazioni e le decisioni prese in merito alle variazioni della popolazione riscontrate in ogni singolo anno di nascita originano dal risultato fornito dal test statistico. Dal suo esito dipende la decisione di accettare o respingere la variazione osservata (producendo in quest’ultimo caso una stima sostitutiva), considerando che i limiti d’accettazione sono tenuti appositamente non troppo stringenti, per lasciar spazio alla variabilità che i fenomeni demografici possono presentare all’interno dei Comuni.

Storia

La Rilevazione della popolazione comunale per sesso, anno di nascita e stato civile (POSAS) è stata attivata a partire dal 1° gennaio 1993. I tempi di rilascio dell’informazione statistica, sulla base del divario tra la data di riferimento dei dati e la data della loro diffusione, sono stati progressivamente ridotti fino agli attuali 10 mesi data. In passato, la maggiore difficoltà della rilevazione era rappresentata dalle mancate risposte totali. Infatti, esisteva una quota di non rispondenti, variabile di anno in anno, nonostante la circolare di richiesta di dati fosse inviata a tutti i Comuni. Tale quota è stata piuttosto elevata nei primi anni di rilevazione, soprattutto a causa di difficoltà oggettive da parte dei Comuni, nella predisposizione della procedura d’elaborazione per rispondere alla richiesta dati. In seguito, grazie anche a un’efficace attività di sensibilizzazione, le difficoltà sono state progressivamente superate e la quota di Comuni non rispondenti è andata scomparendo. Fino all’ottenimento della copertura completa (dalla rilevazione al 31 dicembre 2001) la struttura della popolazione dei Comuni non rispondenti era elaborata con un’apposita procedura di stima. Dal 1997, anno in cui la rilevazione POSAS, seppur non ancora a copertura totale, è stata considerata a regime, il sistema di stime della popolazione è radicalmente mutato e arricchito. Le modalità di trasmissione dei dati sono mutate nel tempo. Nei primi anni di rilevazione l’invio dei dati avveniva a mezzo di modelli cartacei o di supporti informatici (floppy disk, CD rom) contenenti i dati organizzati su apposito file corrispondenti a un predefinito tracciato record. Dal 2001 è stata data la possibilità ai Comuni di caricare direttamente i dati tramite internet accedendo al sito http://modem.istat.it. Dal 2012 la trasmissione dei dati via internet è l’unica consentita.

Classificazioni

Classificazione stato civile, le modalità di stato civile presenti nel modello di rilevazione sono le seguenti:

celibe/nubile, coniugato/a, divorziato/o, vedovo/a


Codici dei comuni, delle province e delle regioni: http://www.istat.it/it/archivio/6789

Riferimenti normativi

Regolamento (CE) n. 862/2007 del parlamento europeo e del consiglio dell’11 luglio 2007: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2007:199:0023:0029:IT:PDF; Regolamento (UE) n. 1260/2013 del parlamento europeo e del consiglio del 20 novembre 2013: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2013:330:0039:0043:IT:PDF

Fonti complementari

- Rilevazioni comunali mensile e annuale del movimento e calcolo della popolazione residente

- Censimento della popolazione

Link

- Rapporto annuale: http://www.istat.it/it/archivio/89629

- Annuario statistico italiano: http://www3.istat.it/dati/catalogo/20121218_00/

- Noi Italia: http://www.istat.it/it/archivio/86670

- Italia in cifre: http://www.istat.it/it/archivio/30329

Riferimenti bibliografici

- “Popolazione per sesso, età e stato civile nelle province e nei grandi comuni. Nuove stime per gli anni 1993-1996”, Istat, Informazioni, n. 20, 1999

- “Popolazione per sesso, età e stato civile nelle province e nei grandi comuni. Nuove stime per gli anni 1997-1998”, Istat, Informazioni, n.26, 2000

- “Popolazione per sesso, età e stato civile nelle province e nei grandi comuni – Anno 1999 – Stime regionali al 1.1.2000”, Istat, Informazioni n.55, 2000

- “Popolazione per sesso, età e stato civile nelle province e nei grandi comuni – Anno 2000 – Stime regionali al 1.1.2001”, Istat, Informazioni n.47, 2001

- “Popolazione per sesso, età e stato civile nelle province e nei grandi comuni – Anno 2001”, Istat, Informazioni n.36, 2002

- “Popolazione comunale per sesso, età e stato civile – anni 2002-2005”, Istat, Informazioni, n. 29, 2006

Scheda redatta da

Marco Battaglini

battagli@istat.it