Rilevazione sui Condannati

Da schedefontidati.istat.it.


Rilevazione sui condannati per delitto e contravvenzione con sentenza irrevocabile


Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

La rilevazione dei condannati per delitto o contravvenzione (le due fattispecie di reato previste dal nostro codice penale), con condanne definitive e irrevocabili, risponde alla richiesta di informazioni sul fenomeno della criminalità nel nostro Paese. Lo studio della criminalità si fonda su diverse fonti di dati, di tipo amministrativo e campionario (ad esempio indagini di vittimizzazione). Ogni fonte evidenzia uno specifico aspetto del fenomeno. I dati sui condannati rappresentano la risposta del sistema legislativo all’evidenza della criminalità, le condanne sono infatti frutto del legiferare sulle offese rilevate nel nostro Paese. I dati sui condannati e le condanne con sentenza irrevocabile sono raccolti dal Casellario Giudiziale Centrale, e poi trasmessi al’Istat secondo il modello di rilevazione concordato e rivisto nel 2007. Il numero di condanne iscritte ogni anno nel DataBase del Casellario Giudiziale Centrale è legato anche al carico di lavoro del sistema giudiziario, alla disponibilità e diffusione sul territorio di Corti di Giustizia, Giudici e Cancellieri per lavorare i diversi procedimenti. L’indagine è frutto di una collaborazione tra Istat e Casellario Giudiziale Centrale. Nel corso del tempo la rilevazione è stata rinnovata nei contenuti concordati con il Casellario, che a sua volta ha rinnovato il metodo di estrazione delle informazioni dal proprio database. I dati relativi ai condannati rispondono inoltre a richieste istituzionali (quali ad esempio quella del Comitato Interministeriale dei Diritti Umani (CIDU)) ed europee (quali ad esempio quella relativa ad UNECE Gender Statistics Database che copre 52 paesi del Nord America, Europa e Asia centrale)

Contenuti

La statistica sui condannati si basa sulla rilevazione annuale dell’Istat presso il Casellario Giudiziale Centrale, della totalità delle condanne con sentenza definitiva emesse dalle Autorità Giudiziarie italiane, per anno di iscrizione al Casellario. Le radici dell’istituto del Casellario giudiziale affondano nella consapevolezza propria della civiltà romana dell’importanza di custodire informazioni sulla vita dei cives, anche se mancava un approccio al diritto penale anche lontanamente paragonabile a quello odierno. In epoca medievale si trovano statuti che prevedevano registri in cui annotare denunce e condanne conseguenti. Ma è in epoca Napoleonica che venne istituito in Francia il Casier judiciaire a partire dal Codice d'istruzione criminale napoleonico del 16 Dicembre del 1808. A tale esperienza, dopo l’unificazione italiana del 1861, si è ispirato il giurista Ambrosoli nella sua "Proposta di riforma del metodo attualmente in vigore nei Tribunali del regno per constatare le recidive degli imputati" In tale proposta si suggeriva di creare un Repertorio giudiziale in cui registrare le sentenze e i cambiamenti di status giuridico dei cittadini. La proposta dette vita al Decreto n. 2644 istitutivo del Casellario giudiziale firmato dal Re nel 1865. Dopo varie circolari che creavano i Casellari locali, alla fine con l’entrata in vigore del nuovo Codice di procedura penale del 1889, le disposizioni sul Casellario giudiziale vennero con questo armonizzate, con R.d. n. 6509 del 10 Dicembre 1899. Con la legge R.d. 107 del 13 aprile 1902 veniva poi riformato il Casellario secondo le linee che sono ancora oggi sostanzialmente in vigore. Sui compiti attuali del Casellario Giudiziale Centrale si rimanda al sito del Ministero di Giustizia, al link http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_12_1_4_3.wp. Nel Codice Penale i reati sono distinti in “delitti e contravvenzioni, secondo la diversa specie delle pene per essi rispettivamente stabilite da questo codice” (art.39 c.p.) . Le contravvenzioni non vanno dunque confuse con le sanzioni amministrative, che sono erogate da enti pubblici (ad esempio le cosiddette multe, che vengono comminate ai viaggiatori sprovvisti di biglietto su mezzi pubblici di trasporto). L’art.17 c.p. precisa per i delitti la pena di ergastolo, reclusione o multa, mentre per le contravvenzioni quella di arresto o ammenda. In linea di massima, i delitti sono considerati più gravi e di conseguenza vengono puniti più severamente delle contravvenzioni, ma non mancano eccezioni. Ad esempio il delitto di minaccia, punito dall'art. 612 c.p. con la multa fino a € 51, è punito meno severamente della contravvenzione di radunata sediziosa, per la quale l'art. 655 c.p. prevede l'arresto fino a un anno. Sia nel caso della reclusione che dell’arresto la pena prevede la privazione della libertà del condannato. Una sentenza di condanna può riguardare uno o più delitti e/o una o più contravvenzioni. Nell’analisi del numero delle condanne per delitto e contravvenzione il focus informativo è fortemente legato all'attività delle Autorità Giudiziarie, rappresentando l'output finale del loro lavoro. Il potenziale informativo è quindi meno legato all'effettiva incidenza della criminalità rispetto ad altre fonti di misurazione della stessa, quali ad esempio le denunce di reato alle forze dell'ordine. Il condannato è la persona nei confronti della quale è stata pronunciata una sentenza di condanna definitiva. Il condannato viene rilevato nel momento in cui viene iscritto nel registro del Casellario giudiziale. I condannati sono conteggiati secondo il distretto dove è commesso il reato, anche se residenti altrove. Il distretto di Corte d’Appello è una divisione amministrativa, sede della Corte d’Appello. Sono 29, di cui 3 sezioni distaccate. Nella rilevazione Istat delle condanne da Casellario Giudiziale, per ogni sentenza di condanna sono specificati i reati commessi, l’Autorità che ha emesso la sentenza e grado della sentenza, la pena comminata, le caratteristiche anagrafiche del condannato (luogo e anno di nascita, sesso, cittadinanza), le caratteristiche del reato (luogo e data del commesso reato, data della sentenza, data di passaggio in giudicato cioè di quando la sentenza è divenuta definitiva e irrevocabile). La pena comminata in ogni sentenza può essere complessiva o totale per tutta la condanna, oppure indicata per singolo reato o gruppi di reati concomitanti componenti la sentenza stessa. Per ogni sentenza sono inoltre rilevate le misure di sicurezza, le pene accessorie, i benefici assistenziali, le circostanze che meglio definiscono il reato. Mancano le misure di sicurezza comminate in assenza di sentenza di condanna. Mancano i proscioglimenti.

Il registro del Casellario è sottoposto ad un continuo lavoro di consolidamento e validazione legato prevalentemente al fatto che vengono eliminati i provvedimenti amministrativi di espulsione e i provvedimenti giudiziari che decidono il ricorso avverso questi; le iscrizioni relative a persone morte; le iscrizioni relative a persone che hanno compiuto 80 anni; le iscrizioni relative ai minori di età al compimento del 18° anno ad eccezione di quelle relative al perdono giudiziale, che sono eliminate al compimento del 21° anno, ed eccetto quelle relative ai provvedimenti di condanna a pena detentiva, anche se condizionalmente sospesa. Per questo motivo i dati delle sentenze iscritte in un dato anno dipendono dalla data di estrazione dal database del Casellario, con la conseguenza che edizioni diverse dei dati Istat possono variare in qualche misura in quanto riferentesi a momenti di estrazione diversi del Casellario Giudiziale Centrale.

Output informativo

La rilevazione fornisce dati sui condannati e sui reati sentenziati nelle condanne. Nelle tavole per condannato le sentenze di condanna sono assimilate ai condannati. Nella maggior parte dei casi, infatti, la sentenza di condanna corrisponde ad un autore, e solo in un numero esiguo di casi più sentenze possono riferirsi ad uno stesso individuo, in una percentuale che si stima inferiore al 10%. Quando i dati si riferiscono ai condannati, sono espressi in quozienti di condannati per 100.000 abitanti con le stesse caratteristiche (territorio, classe di età, sesso), quando si riferiscono ai reati sentenziati, in numero assoluto dei reati. I denominatori per i quozienti per territorio sono i residenti nella regione del commesso reato o di nascita del condannato, oppure i residenti nei distretti delle Corti di Appello. Sinora per i denominatori dei quozienti per Corte d’Appello si è fatto riferimento alla popolazione media dell’anno di fonte anagrafica, non ricostruita dai dati censuari del 2011. Il motivo è che non è stato ancora possibile ricostruire la popolazione per distretto di Corte d’Appello, a causa della non esatta corrispondenza tra i comuni afferenti ai distretti e i comuni afferenti alla provincia indicata da ciascun distretto. In passato venivano forniti solo i dati per condannato e per reato più grave nella sentenza. Le tavole specifiche per tipologia di reato si riferivano infatti al reato più grave commesso dal condannato (sempre un delitto per le condanne che riguardavano sia delitti che contravvenzioni), e tutte le caratteristiche della condanna (pena, misure di sicurezza ecc.) erano riportate per tale reato più grave. La gravità era stabilita a partire dalla pena media edittale (prevista dall’articolo di legge definente il reato). Dal 2007 è cambiata l’ottica di diffusione del dato, che fornisce ora, con ricostruzione della serie 2000-2011, le caratteristiche anagrafiche del condannato, e le tavole per tipologia di reato calcolate sul totale dei reati commessi e sentenziati nelle condanne definitive.

Diffusione

I risultati della rilevazione vengono diffusi attraverso comunicati stampa annuali, che presentano la statistica report o le tavole online. In aggiunta i dati sono aggiornati sul datawarehouse delle statistiche prodotte dall’Istat I.stat all’interno della sezione Giustizia e sicurezza, che consente di produrre tabelle personalizzate a partire da un ampio set di tavole. L’aggiornamento o pubblicazione su i.stat è preceduto dall’agenda settimanale dei prodotti editoriali. Ogni anno i principali risultati vengono pubblicati anche su volumi istituzionali dell'Istat (Annuario statistico italiano, Noi Italia) e, occasionalmente, nelle collane di approfondimento o analisi (Collana argomenti, Metodi e norme). I volumi curati dall'Istat sono consultabili nel Catalogo editoriale. Inoltre, i dati elementari rilevati nel corso dell'indagine sono resi disponibili gratuitamente per gli utenti e i ricercatori che ne facciano richiesta per fini di ricerca scientifica (file standard). In ogni caso, i dati sono rilasciati in forma anonima. I dati prodotti dall’indagine sono, inoltre, correntemente diffusi sui siti e sui volumi di organismi internazionali, quali UNECE e UNODC.

Processo medodologico

Periodicità Annuale

Natura e caratteristiche del processo produttivo Titolarità della rilevazione: Istituto Nazionale di Statistica – Istat. La fonte dei dati è Istituzionale. Ogni anno viene richiesto al Casellario Giudiziale Centrale l’invio dell’ultimo anno disponibile delle iscrizioni delle sentenze al Casellario, con il relativo dettaglio sui reati, pene, anagrafica del condannato, anagrafica della sentenza, misure di sicurezza, pene accessorie, circostanze aggravanti o attenuanti considerate nel dispositivo. Modalità di rilevazione: file di microdati trasmessi all’Istat, distinti in 5 tabelle con chiave di aggancio, estratti dal Registro del Casellario Giudiziale aggiornato al mese di luglio 2014 per le condanne iscritte nel 2012. Principali variabili osservate: tipologia di reato, Autorità che ha emesso la sentenza e grado della sentenza, luogo e momento del commesso reato, principali caratteristiche dell’autore (sesso, età, luogo di nascita, cittadinanza), caratteristiche del reato (definizione legislativa: codice, articolo, comma, versione del comma, versione dell’articolo), tipo e durata della pena inflitta,principali misure di sicurezza, pene accessorie, circostanze qualificanti la condanna, benefici (pene sostitutive delle pene di detenzione di breve durata).

Unità di rilevazione e unità di analisi Unità di rilevazione: Registro delle condanne con sentenza definitiva del Casellario Centrale Giudiziale alimentato dai dati dei Casellari Giudiziali Locali Unità di analisi: condanne per delitti con riferimento all’iscrizione della condanna con sentenza irrevocabile, nel Casellario Giudiziale

Disegno di rilevazione Universo: totalità delle condanne con sentenza definitiva emesse dalle Autorità Giudiziarie italiane, sia per delitti sia per contravvenzioni, iscritte al Casellario Giudiziale Centrale in un determinato anno. Non sono compresi i proscioglimenti, i dispositivi che si sostanziano solo in misure di sicurezza sono compresi solo in parte, nel senso che non è specificata l’anagrafica dell’individuo a cui si applicano.

Processo di controllo e correzione dei dati e metodi di stima Il processo di validazione dati è di natura deterministica e basato su controlli di congruenza tra variabili correlate concettualmente, quali possono essere la tipologia di reato e la durata della pena, il rapporto reciproco tra date che definiscono l’iter giudiziario (data di commesso reato, data quando viene emessa la sentenza, data di passaggio in giudicato quando la sentenza è dichiarata definitiva e non revocabile). I dati mancanti vengono imputati, dove è possibile stabilire con certezza che il dato sia mancante (ad esempio una sentenza di condanna definitiva non può non avere un pena, sia essa un periodo di detenzione o di arresti domiciliari o di lavori di pubblica utilità o una pena pecuniaria). Trattandosi di universo delle condanne non si producono stime, ma indicatori tematici.

Indicatori di qualità (errori non campionari) Nella fase di validazione dei dati vengono imputati alcuni campi quando rilevati mancanti o incongruenti con altri campi previsti nella rilevazione. In particolare vengono imputate le date di commesso reato e di sentenza quando risultano incongruenti con la data di passaggio in giudicato (data in cui la sentenza diventa definitiva) assunta come perno di maggior stabilità e credibilità (si interviene con l’imputazione quando la data di commesso reato o sentenza è mancante o più recente di quella di passaggio in giudicato). Anche alcune verifiche sui luoghi di commesso reato o nascita possono richiedere delle imputazioni. Infine anche la tipologia di reato (se delitto o contravvenzione), se incongruente con l’articolo di legge che lo definisce, può essere oggetto di correzione, sulla base di quanto previsto nell’articolo stesso. In tutti i casi in cui si interviene con imputazione o correzione vengono validati i corrispondenti flag di imputazione o correzione, per tener traccia di ogni intervento correttivo sui dati. A partire da tali flag opportuni indici di qualità dei dati vengono calcolati.

Storia

La rilevazione sui condannati è molto lunga e risale agli ultimi anni del 1800. In particolare, la serie storica per i “Condannati per delitto con sentenza definitiva”, iniziata nel 1890 su incarico del Ministero della giustizia e degli affari di culto, è stata presa in carico dall’Ufficio Nazionale di Statistica dal 1929. La rilevazione ha assunto la configurazione attuale a partire dalla fine degli anni ‘90. A partire dal 2007 la rilevazione ha incorporato importanti novità sul piano dei contenuti consentendo di rilevare con maggior dettaglio i riferimenti normativi definenti il reato (ad esempio si arriva oggi alla definizione del comma e della sua versione nell’ambito dell’articolo di legge che identifica il reato). Sono state inoltre inserite nella rilevazione altre variabili caratterizzanti il dispositivo della sentenza, quali ad esempio i riferimenti normativi che identificano le circostanze qualificanti il reato stesso. Sono stati definiti inoltre nuovi criteri di estrazione dei reati che prevedono tabelle esterne da agganciare mediante chiave solo per alcuni elementi del dispositivo della sentenza (misure di sicurezza, pene accessorie, circostanze e benefici), associando direttamente e senza equivoci le altre caratteristiche del singolo reato costituente la condanna complessiva (tra cui la pena, se singola o complessiva o in continuazione, i reati concomitanti e giudicati in continuazione). A seguito di tali importanti modifiche è stata richiesta la nuova estrazione dei dati a partire dall’anno di iscrizione 2000, a cui ha fatto seguito la pubblicazione della nuova serie storica 2000-2011 dei dati dei condannati e delle condanne. A seguito della possibilità di analizzare tutti i reati sentenziati nelle condanne iscritte al Casellario, le due distinte rilevazioni sui condannati con sentenza irrevocabile, per delitto più grave e per contravvenzione principale, presenti nel Piano Statistico Nazionale fino al 2011, sono state sostituite, dal 2012, dall’unica rilevazione sui condannati, assumendo il nome attuale.

Prospettive

Nel 2007, in concomitanza con una importante migrazione del database del Casellario Giudiziale Centrale in un nuovo sistema informativo, sono state concordate con quest’ultimo nuove modalità e regole di estrazione dei dati in un’unica matrice di record-reato, dove ad ogni reato è associata l’informazione sul condannato e sulla sentenza. Si è così eliminata la necessità di linkare i dati classificati secondo diversi criteri (condannato, reato, pena) in altrettante tabelle. Tale scelta ha consentito di eliminare alcune ambiguità quali ad esempio la definizione della pena per reato e per sentenza. Sono stati inoltre concordati nuovi contenuti informativi che hanno arricchito notevolmente il quadro di rappresentazione dei condannati e dei reati sentenziati (ad esempio l’utilizzo dei comma e relative versioni nella definizione del reato). Sono state inoltre sviluppate e implementate in Istat nuove procedure di validazione dei dati, basate su controlli di congruenza incrociati tra variabili correlate definenti caratteristiche delle sentenze o dei reati.

Classificazioni

Glossari (link), classificazioni internazionali e nazionali CLASSIFICAZIONE DEI REATI

Altre classificazioni utilizzate nell’indagine sono: Codici dei comuni, delle provincie e delle regioni Classificazione degli stati esteri Nomenclature of Territorial Units for Statistics – NUTS

Riferimenti normativi

Ordinamento del Casellario Giudiziale: Legge 30 gennaio 1902, n. 87, e Regio decreto 13 aprile 1902, n. 107, per la sua attuazione; Regolamento approvato con Regio decreto 15 ottobre 1905, n. 548; istruzioni ai funzionari giudiziari nel testo unico approvato con Decreto ministeriale 5 novembre 1908

Fonti complementari

Sul sito del Ministero di Giustizia è visionabile la scheda relativa all’ufficio Casellario giudiziale Centrale. In tale scheda è riportata in dettaglio, tra le altre, l’attività di cancellazione dei dati relativi ad alcune condanne/condannati con relativa motivazione e legislazione. È tale cancellazione che dà motivo delle diversità di dati Istat tra un’estrazione e l’altra, anche se relative allo stesso anno di registrazione del Casellario.

Sempre sul sito del Ministero di Giustizia è presente una scheda relativa al Casellario Europeo ECRIS che dà attuazione alla Convenzione europea di mutua assistenza in materia penale del 20 aprile 1959, in base alla quale ogni Paese aderente informa il Paese di provenienza di eventuali condanne di cittadini di altri stati.

Link

Annuario statistico italiano Noi Italia Statistiche Report, I condannati con sentenza definitiva nel periodo 2000-2011 I.stat, Istat/datawarehouse Istat/condanne per delitto con sentenza irrevocabile Istat/giustizia in cifre Eurostat, Money Laundering in Europe, 2011 UNECE Statistical DataBase, Gender Statistics Unodc/crime trend survey

Riferimenti bibliografici

Fonte dati: Ministero della giustizia, Casellario giudiziale centrale Nota Metodologica alla Statistica report, [1]

Scheda redatta da

Isabella Corazziari