Rilevazione sui Procedimenti Penali e sugli Imputati

Da schedefontidati.istat.it.


Rilevazione sui delitti denunciati per i quali l’autorità giudiziaria ha iniziato l’azione penale e sui minorenni denunciati per delitti.


Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

La rilevazione, condotta sui reati che vengono iscritti nei registri delle Procure circondariali della Repubblica (Re.Ge. – Registro Generale dei Reati), denominata comunemente “statistica della criminalità”, rappresenta la fonte di conoscenza della criminalità “legale” ovvero la criminalità registrata dal sistema giudiziario. In particolare, la rilevazione rappresenta il primo passo nel percorso della giustizia, in cui un fatto denunciato come reato viene confermato come tale e a questo viene associato, quando noto, un autore perseguibile oppure viene archiviato.

La rilevazione permette di conoscere quanti e quali reati proseguono l’iter processuale, secondo i diversi riti, e quanti, invece, vengono archiviati e per quale motivo. Il registro dei reati comprende:

  • i reati denunciati presso le Forze di Polizia (carabinieri, polizia di Stato, finanzieri, corpo forestale, polizia penitenziaria) e da queste comunicate all’autorità giudiziarie;
  • i reati denunciati dai singoli cittadini o dalle altre istituzioni direttamente alla Magistratura;
  • i reati portati alla luce dall’autonoma attività investigativa della Magistratura e della Polizia giudiziaria.

L’indagine è finalizzata a rilevare e diffondere informazioni statistiche sulla criminalità in Italia. Più in particolare, l’indagine permette di rilevare:

  • l’estensione della criminalità e la sua incidenza sulla popolazione residente;
  • la tipologia dei reati distinti tra delitti e contravvenzioni;
  • alcune caratteristiche dei procedimenti penali gestiti dalla Magistratura ordinaria e dal Giudice di pace;
  • alcune caratteristiche degli autori dei delitti e delle contravvenzioni;
  • alcune caratteristiche delle “vittime”.

Tra gli utenti che utilizzano i dati dell’indagine ha un ruolo di rilievo il Parlamento, con richieste periodiche per le relazioni annuali e occasionali in relazione alle singole interrogazioni parlamentari. Inoltre i dati sono sistematicamente utilizzati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai diversi Ministeri, dalla Banca d’Italia, dagli enti locali, dalle Università, dalle associazioni nazionali e umanitarie, dalle redazioni giornalistiche e dai privati cittadini. Particolarmente forte è la domanda di dati che proviene dai comitati interministeriali e dai gruppi di lavoro, tra cui il Comitato dei diritti umani e il gruppo per l’osservatorio della violenza contro le donne.

L’indagine risponde inoltre a richieste informative internazionali. In particolare, Unodc, Unece, il Consiglio d’Europa, le Commissioni europee ed Eurostat richiedono periodicamente dati inerenti il numero e il tipo di reati, le caratteristiche degli autori dei reati stessi e delle vittime, la durata dei processi. Alcune richieste si focalizzano su fenomeni emergenti a carattere transnazionale come il traffico di esseri umani, il riciclaggio del denaro, la contraffazione dei beni culturali e la corruzione. I dati dell’indagine sono inoltre di supporto al lavoro svolto dalla Task Force on Classification che ha l’obiettivo di redigere una classificazione dei reati armonizzata a livello internazionale e di cui fanno parte Unodc, Unece, Commissione Europea, Direction Générale Justice Liberté Sécurité (Dgjls) ed esperti provenienti da diversi Istituti di statistica e Ministeri di Giustizia o dell’Interno.

Contenuti

Le informazioni che vengono inviate all’Istituto Nazionale di Statistica rappresentano una estrazione di quelle contenute nel registro generale (Re.Ge.). Dai fascicoli processuali vengono acquisite informazioni inerenti:

  • reati commessi: luogo del commesso reato (inteso come comune italiano o stato estero); data del reato; dettaglio normativo ovvero Qualifica Giuridica del Reato (codice, articolo, comma, versione del comma, versione dell’articolo); fonte informativa relativa a come si è venuti a conoscenza del reato (denuncia delle Forze di Polizia o di altre autorità e pubblici ufficiali, denuncia di privati, querela, eccetera); distinzione del reato in tentato /consumato;
  • imputati: caratteristiche demografiche degli autori dei reati (sesso, età, luogo di nascita);
  • vittime: caratteristiche demografiche della parte offesa (persona giuridica/persona fisica, età e luogo di nascita nel caso la vittima del reato sia una persona fisica);
  • Procedimenti: data e tipo di definizione, data di iscrizione .

Output informativo

Le possibilità di rappresentare i dati sono molteplici in considerazione del fatto che l’unità statistica di rilevazione, il procedimento, è un’unità di analisi complessa. Il procedimento infatti comprende uno o più autori ognuno con attribuiti uno o più reati commessi su zero o più vittime (alcuni illeciti non necessitano di una vittima es. le violazione delle leggi sugli stupefacenti).

Attualmente l’indagine permette di costruire tavole di dati relative alle tipologie di reato disaggregate per luogo del commesso reato e per tipo di richiesta definitoria da parte del Pubblico ministero. L’usuale rappresentazione dei dati in tavole statistiche incrocia i reati singoli o raggruppati in categorie con la modalità di richiesta definitoria. Il reato è poi rappresentato secondo il luogo dove è stato commesso (in considerazione della geografia amministrativa in regione e province) oppure secondo il luogo di iscrizione nel registro della procura (secondo la geografia giudiziaria in corti di appello e circondari). Per ogni reato è inoltre riportata l’informazione sulla distinzione tentato /consumato. Le persone imputate, distinte per maggiore e minore età e per luogo di nascita, sono a loro volta associate ai rispettivi reati oppure al reato più grave da loro commesso.

La complessità dell’unità di analisi (procedimento-autore-reato) permette inoltre di analizzare le correità tra autori per tipologia di reato e di evidenziare cluster di reati per singolo imputato o per più imputati all’interno dello stesso procedimento.

Le principali tavole relative ai procedimenti rappresentano la distribuzione degli stessi per tipo di definizione, per tipologia di reato e la sua distribuzione territoriale. Vengono inoltre analizzati, sempre per tipologia di reato, i tempi mediani e medi tra data di iscrizione e data di definizione del procedimento.

Diffusione

I risultati dell'indagine vengono diffusi attraverso il sito www.istat.it. A breve saranno aggiornati anche sul datawarehouse delle statistiche prodotte dall’Istat “I.stat”, all’interno della sezione “Giustizia e sicurezza”, che consente di produrre tabelle personalizzate a partire da un ampio set di tavole statistiche.

Ogni anno i principali risultati vengono pubblicati anche sui più importanti volumi istituzionali dell'Istat:

  • Rapporto annuale,
  • Annuario statistico italiano,
  • Noi Italia, Italia in cifre,
  • Annuario delle Statistiche Giudiziarie (fino al 2004 e come Tavole di dati nel 2005),
  • Compendio statistico italiano,
  • La criminalità in Italia - dati territoriali Anni 1993-98.

Alcuni dati sono pubblicati anche nella collana Opuscoli (L’Italia in cifre; Italy in figures).

Fuori collana:

  • Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo 2013;
  • Giustizia e sicurezza nel Lazio - I principali indicatori, Edizione: 2009.
  • Sommario di statistiche storiche 1861-2010.

I volumi curati dall'Istat sono consultabili nel Catalogo editoriale.

I dati prodotti dall’indagine sono inoltre diffusi su volumi di organismi internazionali quali ONU EUROSTAT, OCSE, UNODC, UNECE e FAO:

  • United Nations Surveys on Crime Trends and the Operations of Criminal Justice Systems (CTS) Organizzazioni internazionali (ONU, FAO, OCSE) Periodo dei dati: Dati fino al 2010
  • Human trafficking (Tratta) Eurostat (Ufficio statistico delle comunità europee) Edizione: 2013
  • Riciclaggio in Europa Eurostat (Money-laundering in Europe) (Ufficio statistico delle comunità europee)

Processo e metodologie

Periodicità: Trimestrale.

Natura e caratteristiche del processo produttivo: Titolarità della rilevazione: Istituto Nazionale di Statistica – Istat. La fonte dei dati è istituzionale. La raccolta dei dati è realizzata trimestralmente presso le Procure circondariali della Repubblica e le Procure presso i Tribunali per i minorenni. I dati sono desunti dal sistema informativo per la gestione dei procedimenti in funzione presso gli Uffici giudiziari (Re.Ge.). Trimestralmente le Procure inviano all’Istat 3 file di microdati estratti dal sistema informativo Re.Ge.:

  • 1 file relativo all’archivio noti del giudice ordinario;
  • 1 file relativo all’archivio ignoti (del giudice ordinario e del giudice di pace);
  • 1 file relativo all’archivio noti del giudice di pace.

Ogni file Noti contiene al suo interno 4 tabelle, con chiave di aggancio: una tabella con informazioni sugli Autori, una con informazioni sulla Qualifica Giuridica, una con informazioni sul Procedimento ed infine una tabella con informazioni sulla Parte Offesa o Vittima. Ogni file Ignoti contiene al suo interno 3 tabelle, con chiave di aggancio: una tabella con informazioni sulla Qualifica Giuridica del Reato, una tabella con informazioni sul Procedimento ed una tabella con informazioni sulla Parte Offesa o Vittima. Le principali variabili osservate sono: • per gli autori e le vittime: sesso, età, luogo di nascita; • per il reato: Qualifica Giuridica del Reato (codice, articolo, comma, versione del comma, versione dell’articolo) luogo e data del commesso reato; • per il procedimento: data e tipo di definizione, data di iscrizione, nome della procura.

Unità di rilevazione e unità di analisi: L’unità di rilevazione è costituita dai procedimenti penali.

Unità di analisi: Sono oggetto della rilevazione i reati ovvero i fatti costituenti violazione delle leggi penali che si distinguono in delitti, che prevedono come sanzione la multa e/o la reclusione; contravvenzioni, che prevedono come sanzione l’ammenda e/o l’arresto. In particolare, costituiscono oggetto di rilevazione i reati previsti dal Codice penale e da altre leggi, denunciati alla Magistratura.

Disegno di rilevazione Universo: Per i “Noti” l’universo è definito dalla totalità dei procedimenti per i quali è stato individuato un indagato al momento della definizione presso le procure circondariali in un determinato anno. Il momento della definizione rappresenta l’inizio dell’azione penale. Per gli “Ignoti”, ovvero procedimenti per i quali non è stato individuato un indagato, l’universo è definito dalla totalità dei procedimenti iscritti nel Registro Generale delle Procure italiane in un determinato anno.

Processo di controllo e correzione dei dati e metodi di stima: Il processo di validazione dati è di natura deterministica e basato su controlli di congruenza tra variabili correlate concettualmente, quali possono essere il rapporto reciproco tra date che definiscono l’iter giudiziario (data di nascita dell’autore, data di commesso reato, data di iscrizione e data di definizione del procedimento). I dati mancanti vengono imputati sulla base delle congruenze sopra citate. Trattandosi di universo dei procedimenti (iscritti per gli Ignoti e definiti per i Noti) non si producono stime, ma indicatori tematici.

Indicatori di qualità (errori non campionari): Nella fase di validazione dei dati vengono imputati alcuni valori quando rilevati mancanti o incongruenti con altri campi previsti nella rilevazione. In particolare per i procedimenti contro autori Noti vengono imputate le date di iscrizione dell’autore nel procedimento quando risultano incongruenti con la data di definizione assunta come valore di controllo in quanto meno soggetta ad errore (si interviene con l’imputazione quando la data di iscrizione nel procedimento è mancante o più recente di quella di definizione). Anche i luoghi di commesso reato possono richiedere delle imputazioni. In tutti i casi in cui si interviene con imputazione o correzione vengono indicati i corrispondenti flag di imputazione o correzione, per tener traccia di ogni intervento correttivo sui dati. A partire da tali flag vengono calcolati opportuni indici di qualità .

Storia

Nel 1872 l’Ufficio della statistica giudiziaria (istituito con regio decreto nel 22 dicembre 1872) presso il Ministero della giustizia ha dato vita a una Commissione allo scopo di disporre e supervisionare un sistema di registrazione giornaliera e continua per le materie penali presso tutti gli uffici giudiziari, eccettuate le Preture. Disciplinato con le istruzioni del 29 ottobre 1878, questo sistema denominato Registro Generale (Re.Ge.) venne posto in esecuzione al principio del 1879 e più volte modificato adeguandolo alla normativa vigente, è utilizzato tuttora. Con la legge n. 402 del 24 marzo 1938 (G.U. n. 101 del 4 maggio 1938), la competenza dell’indagine è stata trasferita all’Istat. Fino al 1999 la rilevazione è rimasta sostanzialmente invariata, i dati di ogni singolo procedimento inerente i delitti venivano riportati giornalmente su appositi modelli cartacei (la scheda di “denuncia o querela di delitti di autore noto per i quali è iniziata l’azione penale/modello M310” e la scheda dei “Delitti commessi da autore ignoto/modello M320”) dalle cancellerie degli uffici giudiziari che istruivano i procedimenti.

Mensilmente i modelli cartacei erano inviati all’Istat che li raccoglieva, elaborava i dati in esso contenuti, e pubblicava con cadenza annuale. Dall’inizio degli anni Novanta, i registri generali (Re.Ge.) delle Procure circondariali della Repubblica sono stati progressivamente informatizzati; ciò ha permesso di superare il vincolo cartaceo di modo che, dal 1998 è stato possibile ottenere un ventaglio maggiore di informazioni estratte dalle Procure e inviate all’Istat trimestralmente, per un flusso di circa 2 mila file l’anno dalle 165 Procure presso le preture e le 164 procure presso i tribunali (mancando la Procura presso il tribunale di Caserta). La procedura di trasmissione dei dati è parallelamente mutata nel tempo: si è passati dall’invio mensile di modelli cartacei, all’invio trimestrale di “files” per mezzo di posta elettronica, all’acquisizione sicura dei dati tramite il server dedicato “Indata”. Anche la geografia giudiziaria ha subito vari mutamenti organizzativi. Le più recenti sono: la soppressione delle 165 Procure presso le Preture attuato nel 1998 e completata nel 2000; l’istituzione dei circondari di Tivoli, attivo dal 2001, e di Giugliano in Campania, invece mai attivato; il circondario del tribunale chiamato di “Napoli nord” con sede ad Aversa attivato nel 2013; contestualmente all’accorpamento di 31 Procure. Attualmente sono attive 136 Procure Adulti e 29 Procure Minori. Anche i sistemi informativi di supporto si sono evoluti nel tempo. Dal sistema denominato ReGe2.2, che ha permesso di superare il registro giornaliero cartaceo, si è passati al sistema relazionale applicato al distretto di Torino. Quest’ultimo si è poi evoluto nel sistema SICP (SICP è il Sistema Informativo della Cognizione Penale) ed è composto dai sistemi Re.Ge Web (Registro Generale delle notizie di reato) e BDMC (Banca Dati delle Misure Cautelari). Detto sistema sta rapidamente sostituendo i precedenti e permette un’interconnessione tra gli uffici ai diversi gradi di giudizio.

I dati raccolti, provenienti dai vari sistemi informativi, sono sistematizzati e validati dall’Istat, allo scopo di elaborarli e pubblicarli annualmente.

L’elemento cardine dell’indagine è il reato (la norma violata che genera l’illecito penale). Questo è catalogato principalmente nel Codice penale dello Stato italiano e nelle leggi speciali integrative. Il primo Codice penale dello Stato unitario è entrato in vigore nel 1889 ed è stato applicato ai dati statistici a partire dall’anno 1890. I reati cui si fa riferimento nelle tavole presentate, fino al 1889, continuano a riferirsi ai codici penali del Regno delle due Sicilie (formalmente in vigore dal 1819 al 1860), a quello del ducato di Toscana (dal 1853 al 1889) e del Regno di Sardegna (dal 1859 al 1889). Il codice successivo è entrato in vigore il 1° luglio 1931 (applicato alle serie statistiche a partire dai dati dell’anno 1932) ed è attualmente vigente, anche se notevolmente emendato.

Prospettive

Negli ultimi anni l’Istat si è dotato di un sistema che sta profondamente modificando sia la fase di acquisizione che di trattamento e correzione dei dati, cercando di superare le problematiche e i limiti tecnici. Inoltre sono state apportate notevoli innovazioni metodologiche e di contenuto atte a rendere più corretto ed esaustivo il dato prodotto. Sono state diffuse nuove variabili, sono state costruite diversamente alcune unità di analisi ed è stata modificata la classificazione dei reati.

Queste innovazioni sono state necessarie per cercare di rispondere ad una domanda sempre più elevata di informazione statistica nell’ambito della giustizia e della criminalità. Di recente, infatti, si è assistito a un mutamento delle esigenze conoscitive sia a livello nazionale che internazionale.

Se, da un lato, si continua ad avvertire la necessità di monitorare il fenomeno della criminalità in generale e dei suoi attori principali, cioè gli autori dei reati, dall’altro sta crescendo in misura rilevante l’attenzione sulle vittime della criminalità e sulla relazione tra gli autori e le vittime stesse, oltre che su alcuni reati emergenti, soprattutto se considerati nella nuova ottica di crimine transnazionale.

La domanda di informazione statistica sulla criminalità è costituita da una parte ricorrente, che si esplicita attraverso richieste annuali o comunque periodiche, e una che muta con l’evoluzione della società. Generalmente non nasce da normative che ne impongono la raccolta, quanto da esigenze di ricerca scientifica, di indirizzo politico nazionale e transnazionale, di monitoraggio delle leggi promulgate e dei fenomeni di volta in volta oggetto di studio. Di recente, in particolare, è cresciuta la domanda di dati sulla discriminazione razziale, la corruzione, lo stalking, le violenze sessuali e il riciclaggio.

Classificazioni

I reati configurano e qualificano quei comportamenti illeciti sanzionati dalla legge. Essi sono registrati negli archivi delle forze dell’ordine e del sistema giudiziario come articolo-comma dei codici (es. codice penale, della navigazione, della strada) o articolo-comma di leggi complementari. Il sistema classificatorio ISTAT dei reati considera in un elenco tutte le fattispecie penali e le rappresenta sinteticamente tramite un codice numerico a tre cifre (da 001 a 999). Un codice numerico diverso è associato a ogni articolo del codice penale tra il 240 e il 648, quella parte del codice che considera nella quasi totalità i delitti. Si attribuisce, poi, lo stesso codice numerico dell'articolo a quelle leggi complementari che modificano l'articolo del codice penale o che comunque fanno riferimento ad esso.

Le leggi che non hanno riferimenti al codice penale e quindi non possono essere riportate ad esso, assumono, sempre all'interno dell'intervallo 001-999, un codice o più codici che diventano rappresentativi della materia trattata e quindi vengono utilizzati per tutte le leggi che trattano quell'argomento (es. norme sugli stupefacenti, norme sull'immigrazione). L'utilizzo di più di un codice permette di rappresentare con un maggior dettaglio i comportamenti sanzionati dalle norme. La scelta di dettagliare un reato dipende dall’importanza informativa della norma violata e dalla possibilità che già in Procura, all'inizio dell'iter del procedimento penale, sia stata definita esattamente tale norma e come tale riportata nei fascicoli informatizzati. Alcuni singoli reati sono ulteriormente specificati dettagliando i commi e attribuendo ad essi un’estensione (codice supplementare) rispetto al codice del reato radice, ad esempio furto, rapina.

La rappresentazione del reato è corredata da elementi qualificanti quali: la pena media edittale che indica la pena prevista dai codici o dalle leggi speciali, la rubrica cioè la descrizione dell'ambito entro il quale interviene la norma, la tipologia di violazione (delitti, contravvenzioni e sanzioni), il “tag” con elementi utili alla individuazione di norme in caso di richieste specifiche di dati, ad esempio il tag “fauna” individua, tra le norme sull’ambiente, quelle che regolamentano e sanzionano i comportamenti illeciti contro la fauna.

I codici numerici su definiti sono raggruppati in livelli superiori aggregando i singoli codici in sezioni, a loro volta raggruppate in capi e in titoli del codice penale; a questi gruppi si aggiungono le materie normate con le sole leggi speciali.

La rappresentazione nelle tavole statistiche sulla base della classificazione così costruita si basa su due categorizzazioni principali: una estesa, con attualmente 464 voci e una più ristretta, con attualmente 132 voci. Questi raggruppamenti comunque permettono una rappresentazione dei reati molto flessibile nelle tavole statistiche con la possibilità di evidenziare le voci che compongono i vari gruppi a un elevato livello di dettaglio. L’aggiornamento, sia dell'elenco dei reati che dei raggruppamenti, è continuo e viene effettuato utilizzando sia la gazzetta ufficiale sia il sito “Normattiva” all'indirizzo http://www.normattiva.it/ e le informazioni sono storicizzate, con l’indicazione della data di inizio e fine validità, nel caso fossero abrogate o modificate negli elementi qualificanti: tipo di pena inflitta, ammontare della pena prevista, rubrica. Le contravvenzioni che attualmente vengono registrate e catalogate è previsto che vengano rappresentate in futuro.

Altre classificazioni utilizzate nell’indagine sono:

Codici dei comuni, delle provincie e delle regioni[1] Classificazione degli stati esteri[2]

  • Nomenclature of Territorial Units for Statistics – NUTS


Riferimenti Normativi

Legge 24 marzo 1938, n. 402


Fonti complementari

Il dipartimento di statistica del Ministero della Giustizia raccoglie i dati relativi al movimento dei procedimenti delle Procure della Repubblica presso i Tribunali per adulti. Questi dati vanno a formare la statistica processuale penale che integra l’informazione riguardo all’attività delle Procure della Repubblica per adulti rispetto ai procedimenti sopravvenuti, esauriti e pendenti. Lo stesso viene effettuato dal dipartimento della giustizia minorile per le Procure della Repubblica presso i Tribunali per minori.

Link

Annuario statistico italiano Noi Italia Giustizia in cifre UNECE Statistical DataBase, Gender Statistics Unodc/crime trend survey Eurostat, Money Laundering in Europe, 2011 Istat/datawarehouse


Scheda redatta da

Alessandra Capobianchi; Claudio Caterino; Pamela Pintus