Rilevazioni delle separazioni personali dei coniugi e Scioglimenti e cessazioni degli effetti civili del matrimonio (divorzi): schede per procedimento esaurito

Da schedefontidati.istat.it.


Rilevazioni delle separazioni personali dei coniugi e Scioglimenti e cessazioni degli effetti civili del matrimonio (divorzi): schede per procedimento esaurito

Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

Le rilevazioni delle separazioni personali dei coniugi e degli scioglimenti e cessazioni degli effetti civili del matrimonio (divorzi) hanno come obiettivo l'effettuazione di un monitoraggio del fenomeno dell'instabilità coniugale ufficializzata attraverso le sentenze di separazione e di divorzio.

Le unità di rilevazione sono tutti i tribunali civili italiani. La lista delle unità utilizzata è facilmente disponibile attraverso il Ministero della Giustizia e non presenta alcun problema di copertura.

I dati statistici rilevati consentono di analizzare le diverse componenti del fenomeno: procedimento giudiziario e ricorso all'assistenza legale, matrimonio all'origine, coniugi ed eventuali figli coinvolti, provvedimenti economici quali il contributo per il mantenimento e l'assegnazione della casa coniugale. Queste informazioni permettono di far luce sulle modifiche strutturali e sulle tendenze emerse negli ultimi anni relativamente al fallimento dei matrimoni formalizzato a seguito di un iter giudiziario.

Contenuti

La rilevazione dei dati si basa sui modelli Istat M.252 ed Istat M.253 compilati dall’incaricato della Cancelleria Civile del Tribunale nel quale il procedimento si è concluso (secondo quanto previsto dal Codice Civile e nella legge 1 dicembre 1970, n. 898 e modifiche successive). I modelli sono divisi in tre parti: notizie generali sul procedimento (di separazione o divorzio), notizie specifiche derivanti dal provvedimento (il dispositivo della sentenza) rispetto ai figli e ai provvedimenti economici, e notizie sui coniugi.

Per ciascun evento, nella sezione dedicata al procedimento si rilevano: la data di iscrizione al ruolo e quella della sentenza, il rito di apertura e di chiusura del procedimento (consensuale o giudiziale); nella sezione dedicata al provvedimento si rilevano: le date di nascita dei figli minori, il tipo di affidamento disposto dal giudice, la presenza e l’entità di eventuali provvedimenti economici e a carico di chi siano stati previsti; nella sezione dedicata ai coniugi si rilevano: la data di celebrazione del matrimonio e il regime patrimoniale scelto dagli sposi (comunione o separazione dei beni), le notizie relative a ciascun coniuge (la data di nascita, il comune di nascita, il comune di residenza o stato estero, la cittadinanza, lo stato civile precedente, il codice fiscale, il titolo di studio, la condizione professionale, la posizione nella professione, il ramo di attività economica e la professione per esteso).

Le informazioni rilevate in quest’ultima sezione ricalcano sostanzialmente quelle raccolte nel modello della rilevazione dei Matrimoni (PSN IST-00199) in modo da poter confrontare le caratteristiche dei coniugi al momento sia della formazione della famiglia che della separazione.

Le modifiche più recenti al modello sono state effettuate nel 2010 con il perfezionamento dell’informazione sulla cittadinanza straniera specifica e nel 2011 con l’inserimento della specifica, a proposito dell’affidamento condiviso dei figli minori, sulla residenza presso quale genitore.

Output informativo

I dati sulle separazioni e sui divorzi consentono di monitorare l’evoluzione nel tempo e nello spazio dell’instabilità coniugale. Ogni anno vengono elaborate dall’Istat gli indicatori di divorzialità, per coorte di matrimonio, a livello regionale.

Infatti, per una corretta interpretazione di questi dati si deve considerare che le separazioni registrate in un anno di calendario corrispondono a diverse durate di matrimonio e sono il risultato del comportamento di coppie che si sono sposate in anni diversi (coorti di matrimoni). Per capire come cambia la propensione a sciogliere le unioni in relazione alla durata del matrimonio occorre spostare l’ottica di analisi dall’anno di rottura a quello di inizio dell’unione, considerando la quota di matrimoni sopravviventi alle diverse durate per alcune coorti di matrimonio.

Nello specifico vengono calcolati:

-il tasso di separazione (o divorzio) totale: è l’indicatore ottenuto dalla somma, rispetto alle durate di matrimonio, dei tassi di separazione o di divorzio specifici descritti alla voce precedente. La somma esprime la quota di matrimoni che finiscono con una separazione o un divorzio in un anno di calendario t. È anche definibile come numero medio di separazioni o divorzi per 1.000 matrimoni;

- i tassi di separazione (o divorzio) specifici per durata del matrimonio: sono calcolati come rapporto tra il numero di separazioni o di divorzi registrati in un anno di calendario t in corrispondenza di ciascuna durata x del matrimonio e il numero di matrimoni celebrati t-x anni prima (ovvero la coorte dei matrimoni del tempo t-x). Misurano la quota di matrimoni celebrati nell’anno t-x che finiscono in separazione o divorzio dopo una durata di (t-x) anni;

- la durata media del matrimonio: la differenza, in anni compiuti, tra la data di iscrizione a ruolo del procedimento di separazione (o la data del provvedimento di divorzio) e la data del matrimonio;

- i quozienti di separazione (o divorzio) specifici per titolo di studio dei coniugi: sono calcolati come rapporto tra il numero di separati/e (o divorziati/e) per titolo di studio al momento della separazione (o del divorzio) e la corrispondente popolazione per titolo di studio e sesso. Sono stati presi in considerazione i separati/divorziati e le popolazioni di età 15-64 anni. Questi quozienti misurano la propensione a interrompere l’unione coniugale a seconda del livello di istruzione.

Diffusione

I dati delle indagini sono stati pubblicati per un lungo periodo di tempo congiuntamente alle informazioni sui matrimoni. Nell'Annuario Istat “Matrimoni, separazioni e divorzi”, pubblicato fino all'anno di rilevazione 2003 si diffondono i principali indicatori sintetici, confrontati annualmente con il quadriennio precedente, e una serie di tavole analitiche a livello territoriale nazionale e provinciale.

A partire dalla rilevazione 2004 molte delle tavole precedentemente pubblicate in versione cartacea sono disponibili su http://giustiziaincifre.istat.it/

A partire dalla rilevazione 2008 le stesse tavole sono disponibili su http://demo.istat.it/altridati/separazionidivorzi/index.html

A partire dalla rilevazione 2007 i principali indicatori sono disponibili anche su: http://dati.istat.it/

A conclusione di ogni ciclo annuale d’indagine, le principali informazioni statistiche vengono rilasciate, a 17 mesi di ritardo rispetto alla data di riferimento degli eventi, e diffuse mediante la Statistica Report “Separazioni e divorzi in Italia”. http://www.istat.it/it/archivio/126552

Dati riepilogativi annuali sono inoltre diffusi (a livello regionale) nell'Annuario statistico italiano, in Noi Italia, nel Rapporto annuale e sul Rapporto sulla Coesione sociale [1], nato dalla collaborazione dell’Istat con l’Inps e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che raccoglie le statistiche ufficiali prodotte dall’Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps), dall’Istituto nazionale di statistica (Istat) e dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali sul tema della coesione sociale.

Processo e metodologie

Le rilevazioni di separazioni e divorzi hanno carattere esaustivo. Le unità di analisi sono rispettivamente le separazioni e le sentenze di divorzio tra coniugi. I dati sono, quindi, relativi ad ogni singolo procedimento concluso dal punto di vista giudiziario nell’anno di riferimento.

Si è scelto di ricorrere ad una rilevazione totale per avere una visione complessiva del fenomeno sotto osservazione e perché, trattandosi di una rilevazione da fonte amministrativa, una rilevazione parziale su base campionaria non avrebbe comunque portato particolari vantaggi in termini di risparmi economici o di tempo.

La numerosità indicativa del fenomeno è variabile ed attualmente è superiore a 80.000 procedimenti per le separazioni e poco più di 50.000 per i divorzi.

La rilevazione è di tipo diretto (quelle che vengono definite SDI sul PSN) e la compilazione dei questionari viene richiesta alle cancellerie dei Tribunali civili (unità di rilevazione) attraverso la presenza diretta dei coniugi o l’ausilio dei loro rappresentanti legali. Nonostante ciò, una parte delle informazioni presenti sui modelli vengono acquisite, dai cancellieri stessi, attraverso l’archivio degli atti ufficiali (sentenze dei giudici). È stata scelta una tecnica di rilevazione diretta principalmente per vincoli organizzativi e di risorse, per requisiti di accuratezza e di tempestività.

I modelli in bianco da compilare vengono stampati ed inviati a ciascun tribunale all’inizio di ogni anno solare. Questi devono essere compilati per ogni singolo procedimento esaurito con cadenza trimestrale e vengono poi trasmessi all’Istat entro il giorno 10 del mese successivo al trimestre cui si riferiscono i dati.

A partire dall’anno di rilevazione 2012 è iniziata la sperimentazione di un sistema di compilazione, acquisizione e trasmissione dei modelli per via telematica. Questo sistema è entrato a regime dall’anno di rilevazione 2013.

Per usufruire di questo sistema ogni Tribunale ha la possibilità di accedere attraverso un’utenza personalizzata al link: https://indata.istat.it/GINO4/sepdiv/

Attualmente circa il 10 per cento dei modelli di rilevazione passa attraverso questo sistema.

Viene effettuato, sia per quanto riguarda l’acquisizione cartacea che telematica, un accurato monitoraggio (accompagnato da solleciti) per migliorare la copertura delle indagini.

Per i modelli che non pervengono già per via telematica viene effettuata la registrazione mediante immissione dati da parte di operatori (CADI - Computer Assisted Data Inputing). La qualità delle informazioni viene costantemente realizzata attraverso lo svolgimento di un’accurata attività di controllo e correzione dei dati. Vengono individuati gli errori in base a vincoli di compatibilità e viene effettuato un controllo di congruenza con precedenti dati della stessa indagine.

La correzione delle mancate risposte totali e parziali avviene con metodi misti: deterministici nel caso di errori sistematici e probabilistici nel caso di errori stocastici. In quest’ultimo caso ci si avvale dell’utilizzo di un sistema di controllo e di imputazione automatica).

I dati, al termine della rilevazione annuale, vengono archiviati con un file di microdati nell'ARchivio MIcroDAti validati (Armida).

Si effettua, inoltre, un periodico ampliamento dei contenuti informativi realizzato attraverso una costante attività di revisione e di aggiornamento dei modelli di rilevazione e dei relativi tracciati record.

Storia

L’introduzione del divorzio nell’ordinamento giudiziario in Italia avviene nel 1970. In precedenza i coniugi potevano ricorrere al solo istituto della separazione legale. L’ufficio giudiziario competente in entrambi i casi è il tribunale.

Le informazioni relative all’iter del procedimento di separazione venivano eseguite dagli organi preposti alle statistiche giudiziarie che nel tempo sono cambiati: Ministero di grazia e giustizia (nel 1879 e dal 1907 al 1935), Divisione di statistica generale delMinistero dell’agricoltura, industria e commercio (dal 1880 al 1906), Istat (dal 1936). Gli organi centrali preposti provvedevano alla revisione, elaborazione e pubblicazione dei dati derivanti da queste rilevazioni. Le indagini in materia sono rimaste simili nel corso del tempo, a parte una revisione effettuata nel periodo post-bellico per rendere i contenuti il più possibile adeguati alle finalità statistiche. Anche l’attuale rilevazione sulle separazioni, iniziata nel 1969, prevede che i dati vengano forniti trimestralmente dalle cancellerie dei tribunali che provvedono a compilare una parte del modello di rilevazione, mentre la parte restante è a cura dei coniugi.

L’indagine sui divorzi (scioglimenti e cessazioni degli effetti civili del matrimonio) inizia nel 1971, a seguito dell’entrata in vigore della legge n. 898 del 1° dicembre 1970, recante disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio contratto con il solo rito civile e della cessazione degli effetti civili del medesimo nel caso di celebrazione con rito religioso.

Le indagini sulle separazioni e i divorzi sono attualmente condotte dall’Istat presso le cancellerie dei tribunali civili del Paese (che recentemente sono stati riorganizzati e hanno subito numerosi accorpamenti), tramite i modelli cartacei Istat M.252 per le separazioni e Istat M.253 per i divorzi, con riferimento ad ogni singolo procedimento concluso dal punto di vista giudiziario nell’anno di osservazione.

Nel corso degli anni, i questionari delle due rilevazioni hanno subito alcune variazioni dettate sia dalle modifiche normative succedutesi nel tempo sia dall’esigenza di renderli sempre più aderenti ai nuovi fabbisogni conoscitivi. Tale esigenza ha portato all’inserimento nel modello di rilevazione di alcune notizie di tipo socio demografico che si aggiungono agli aspetti procedurali e giudiziari (data di iscrizione a ruolo del procedimento, data del provvedimento, rito di apertura e chiusura del procedimento, coniuge che ha presentato la domanda di separazione o divorzio); ai provvedimenti economici (presenza/assenza di assegno per il coniuge e/o per i figli, importo, soggetto erogatore); al sesso, età e affidamento dei figli minori e, infine, ad alcune notizie sull’unione (data, rito di celebrazione, regime patrimoniale del matrimonio, numero di figli nati dall’unione).

Prospettive

Per incentivare da parte dei cancellieri dei tribunali civili l’utilizzo del nuovo sistema di acquisizione telematica recentemente introdotto sono alla studio nuove modalità di inserimento dei dati che facilitino l’inserimento delle informazioni anche attingendo da altri bacini informativi già esistenti (come il sistema telematico del Ministero della Giustizia dove vengono correntemente inserite le informazioni sui procedimenti).

Si sta valutando l’impatto che avranno le due modifiche legislative in atto: il “divorzio breve” che diminuisce i tempi tra separazione e divorzio; la possibilità di concludere separazioni e divorzi in fase extragiudiziale. Questa ultima novità assumerà un impatto fondamentale in tutta la rilevazione e occorrerà cambiare la fonte di rilevazione e ripensare il processo di acquisizione dei dati.

Classificazioni

Nelle rilevazioni vengono utilizzate principalmente due classificazioni Istat:

- La classificazione dei codici comunali (codici Istat a 6 cifre con codice provincia e codice comune): http://www.istat.it/it/archivio/6789

- La classificazione degli Stati esteri (codici istat e 3 cifre) per la codifica univoca delle cittadinanze straniere: http://www.istat.it/it/archivio/6747

Riferimenti normativi

Legge n. 898 del 1° dicembre 1970 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio). La legge, confermata con referendum popolare nel maggio 1974, è poi stata modificata, per la parte relativa ai provvedimenti economici in favore del coniuge più debole, dalla legge n. 436 del 1° agosto 1978 e, per altri aspetti, dalla legge n. 74 del 6 marzo 1987.

Nel 1975 la legge di riforma sul diritto di famiglia (Legge n. 151 del 19 maggio 1975) ha profondamente innovato l’istituto della separazione giudiziale.

Con l’introduzione della legge n. 74 del 1987, il numero di anni di separazione necessari per la proposizione della domanda di divorzio è stato ridotto da cinque a tre.

L’affidamento dei figli minori nei procedimenti di separazione e divorzio fino al 15 marzo 2006 era disciplinato dal codice civile (art. 155) e dalla legge n. 898 del 1 dicembre 1970 come modificata dalla legge n. 74 del 6 marzo 1987 (art. 6). La Legge n. 54 dell’8 febbraio 2006 (in vigore dal 16 marzo 2006) ha stabilito che, nelle cause di separazione e divorzio, il giudice deve valutare prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati a entrambi i genitori oppure stabilire a quale di essi affidarli, determinando i tempi e le modalità della loro presenza presso ciascun genitore.

Il matrimonio civile e il matrimonio concordatario possono anche essere dichiarati nulli. Il matrimonio concordatario, ovvero il matrimonio contratto con rito religioso trascritto nei registri di stato civile e al quale lo Stato italiano riconosce effetti civili, è regolato dalla legge n. 121 del 25 marzo 1985 (legge di ratifica dell’accordo firmato a Roma il 18 febbraio 1984 tra la Repubblica italiana e la Santa sede, in modifica del Concordato lateranense dell’11 febbraio 1929).

Fonti complementari eventuali

Istat. Statistiche giudiziarie civili. Roma: Istat. (Annuari) http://www.istat.it/dati/catalogo/

Istat. Matrimoni, separazioni e divorzi. Roma: Istat. http://www.istat.it/dati/catalogo/

Istat. 2001b. L’instabilità coniugale in Italia: evoluzione e aspetti strutturali. Roma: Istat. (Informazioni, n. 7). http://www.istat.it/dati/catalogo/

Istat. 2008. Evoluzione e nuove tendenze dell’instabilità coniugale. Roma: Istat. (Argomenti, n. 34). http://www.istat.it/dati/catalogo/

Scheda redatta da

Giancarlo Gualtieri

gualtier@istat.it