Sistema Informativo "Nuovi anziani, nuove frontiere socio-demografiche"

Da schedefontidati.istat.it.


Obiettivi conoscitivi e quadro di riferimento

L’invecchiamento della popolazione ha già prodotto e continuerà a produrre, un veloce rimodellamento strutturale della popolazione a livello mondiale. Tale dinamica, che investe non solo i “More Developed Countries” ma riguarda anche aree geografiche ad oggi meno investite dall’”imbiancamento” delle società, annovera fra le principali determinanti il progressivo innalzamento dell’aspettativa di vita alla nascita e oltre i 65 anni e il concomitante decremento dei tassi di fecondità. A ciò si aggiunge, spesso sottovalutato, il fenomeno dell’importazione/esportazione dell’invecchiamento, espressione con la quale ci si riferisce all’impatto che le dinamiche migratorie sempre più determinano sulla profonda diversificazione delle caratteristiche socio-demografiche delle persone anziane presenti nelle strutture di popolazione dei singoli Paesi (Blangiardo G.C., Loi F., 2013). A tale proposito, dalle proiezioni di popolazione fondate sugli ultimi dati ONU (2013), infatti, è possibile osservare come nell’area UE-28 al 2020 le persone tra i 65-69 anni nate al di fuori dei confini UE saranno oltre un milione, nel 2030 saranno 2,6 milioni e nel 2050 ben 5 milioni. Per affrontare politicamente, economicamente, socialmente e culturalmente la sfida dell’invecchiamento della popolazione, già nel settembre del 2002 la seconda Assemblea Mondiale sull’Invecchiamento ha adottato il Madrid International Plan of Action on Ageing (MIPAA), poi seguita dalla Dichiarazione ministeriale di Léon (2007), A Society for all Ages: Challenges and Opportunities, con l’obiettivo di identificare una cornice di riferimento internazionale condivisa, sia per l’inquadramento conoscitivo del fenomeno dell’invecchiamento, sia per avviare un’armonizzazione delle policy sull’invecchiamento. Successivamente al MIIPA, nel 2002, in occasione della Conferenza ministeriale di Berlino, i Paesi UNECE (United Nations Economic Commission for Europe) hanno adottato una Strategia di implementazione Regionale (RIS), che assurgesse a “guida” politica, economica e sociale per rispondere all’impatto dell’invecchiamento sugli equilibri dei diversi Paesi e dell’area UNECE unitariamente considerata. In tale processo, l’UNECE ha, poi, ritenuto indispensabile l’istituzione di due Task Force Active Ageing Index ed Ageing-related Statstics composte dai rappresentanti dei diversi Istituti Nazionali di Statistica, tra cui l’Istat – impegnate: - nell’analisi delle fonti nazionali ed internazionali utili per la produzione di indicatori sull’invecchiamento, anche in ottica di comparabilità internazionale dei dati; - nell’analisi delle pratiche nazionali ed internazionali di disseminazione e comunicazione delle statistiche ageing-correlate; - nell’individuazione di dimensioni, sottodimensioni e batterie di indicatori armonizzate per la costruzione di piattaforme conoscitive comparabili sull’invecchiamento della popolazione; - nella sperimentazione di indicatori sintetici sull’invecchiamento attivo.


Contenuti

Perché un Sistema Informativo sulle persone anziane?

L’invecchiamento della popolazione rappresenta per le società uno straordinario e impegnativo banco di prova politico, economico, sociale, sanitario, culturale, identitario. Per ridefinire e rimodulare l'assetto degli equilibri nazionali nei diversi settori coinvolti nella trasformazione della struttura di popolazione (dal lavoro, all’istruzione, dal sistema previdenziale a quello socio-sanitario, solo per citarne alcuni) ad un livello macro; per approntare una programmazione socio-economica a livello regionale fondata su evidenze empiriche a livello meso; per indirizzare l'attività degli operatori/programmatori che a livello locale operano scelte di intervento sulla base di caratteristiche e bisogni della popolazione a livello micro. Si manifesta, dunque, la necessità di un approccio conoscitivo multidimensionale, centrato su una soggettività specifica: quella della persona anziana. Ma chi può essere definito “persona anziana”? E gli anziani, poi, possono essere considerate parte di un’unica grande classe omogenea? A ben osservare la storia della statistica e la storia delle società, è la nozione stessa di “invecchiamento” - e dunque la collocazione della soglia d’ingresso nella vecchiaia – ad essere sempre stata in un certo senso “cinetica”. La soglia statistica della “vecchiaia” è stata, in effetti, nel corso del tempo sospinta verso l’alto, e oggi, sia in risposta alle evoluzioni demografiche (crescita della speranza di vita), sia in risposta al complessivo accrescimento della qualità della vita delle persone âgées, si parla di terza e quarta età. L’Istat, dovendo nondimeno operare una scelta convenzionale, ha ritenuto, per il Sistema Anziani, necessario considerare anche le età comprese tra 55 e 64 anni, che precedono quelle tradizionalmente considerate, poiché reputate di transizione e quindi utili a comprendere meglio le differenziazioni che si osservano nelle successive fasi della vita. Lo strumento del Sistema Informativo è in tale prospettiva apparso lo strumento migliore per canalizzare tutta la produzione di informazione statistica dell’Istat sull’invecchiamento e offrire una lettura sistematizzata dell’intero patrimonio informativo sul tema, tramite prodotti editoriali statici e dinamici up-to-date, sia da un punto di vista della tecnologia sottesa che del contenuto veicolato.


Dimensioni e sottodimensioni

A fronte di una complessa analisi degli aspetti teorici e definitori dell’invecchiamento della popolazione e una mappatura delle best practices di Istituzioni nazionali ed internazionali nel diffondere informazione statistica sull’invecchiamento, sono state individuate dall’Istat 6 dimensioni di analisi, a loro volta declinate in sottodimensioni e articolate in batterie di indicatori, con le quali misurare i diversi aspetti dell’invecchiamento.

Dimensione 1: Popolazione e famiglie

Le piramidi per età delle popolazioni stanno sempre più riconfigurandosi con basi strette (sinonimo di bassa fecondità) e vertici larghi (speranza di vita alta). Si assiste, dunque, in Italia alle modificazioni tipiche di una società avanzata, con invecchiamento crescente della popolazione, allungamento della speranza di vita, irrilevante percentuale di crescita, una struttura familiare, sempre più ridotta in quanto a componenti, che, se sottovalutate, potrebbero favorire l’isolamento degli anziani. La prima dimensione del Sistema Informativo inquadra nello spazio e nel tempo le caratteristiche socio-demografiche delle persone anziane tanto individualmente considerate quanto nel contesto delle loro famiglie attraverso tre sottodimensioni di studio:

1A. Struttura e dinamica demografica

1B. Contesto e forme familiari

1C. Previsioni demografiche

Dimensione 2: Istruzione, formazione e lavoro

Il maggior coinvolgimento delle persone anziane nel mercato del lavoro è sempre più obiettivo fondamentale per la sostenibilità dei sistemi di welfare e il benessere paese. L'aumento della vita media e l'incremento della componente anziana della popolazione pongono dunque l'esigenza di un allungamento della vita attiva. Occorre un ripensamento del rapporto tra la vita lavorativa, la formazione e il pensionamento. Anche in età anziana, infatti, il lavoro è una grande risorsa per i singoli e la società e per rispondere alle sfide delle mutevoli condizioni sociali, economiche e demografiche delle società moderne è importante anche l’adeguamento dell’istruzione e dei percorsi formativi e la promozione del Life Long Learning. Queste le principali motivazioni alla base dell’articolazione della seconda dimensione in due sottodimensioni:

2A. Istruzione e formazione

2B. Mercato del lavoro

Dimensione 3: Stili di vita e salute

La salute rappresenta un elemento centrale nella vita e una condizione indispensabile del benessere individuale ed è frutto di una complessa interazione di concause, sia operanti nel presente che dovute agli stili di vita passati: fattori economici, sociali, culturali, politici, ambientali, comportamentali e biologici possono infatti favorire la salute tanto quanto danneggiarla. Via via che l’età cresce, il ruolo svolto dalla condizione di salute tende a divenire sempre più importante, fino a essere quasi esclusivo per il benessere delle persone anziane e vecchie, quando il rischio di cattiva salute è maggiore e il suo impatto sulla qualità della vita delle persone può essere anche molto severo. La terza dimensione del Sistema Informativo dedica le quattro sottodimensioni in cui si articola a rispondere a queste esigenze conoscitive:

3A. Condizioni di salute

3B. Stili di vita e fattori di rischio

3C. Servizi sanitari e socio-assistenziali

Dimensione 4: Condizioni socio-economiche

Quali le implicazioni sulla società e sull’economia a livello di sistema, a fronte di un invecchiamento della popolazione? Come le capacità reddituali e le risorse economiche di cui dispongono le persone anziane possono influenzarne il benessere complessivo e assicurare un dignitoso standard di vita? Attraverso un sistema di indicatori socio-economici è possibile monitorare nel tempo le condizioni sociali ed economiche della popolazione anziana, cogliere eventuali segnali di disagio quali il peggioramento delle condizioni di vita e la crescita dei fenomeni di esclusione sociale. La quarta dimensione del Sistema Informativo si propone di offrire misure utili per descrivere le condizioni socio-economiche in cui vivono gli anziani e far emergere eventuali fragilità per questa fascia della popolazione, articolando la sua traiettoria di analisi in quattro sottodimensioni:

4A. Reddito e consumi

4B. Pensioni e altre indennità

4C. Povertà e deprivazione materiale

4D. Condizioni abitative e problemi di zona


Dimensione 5: Vita quotidiana

La famiglia e le amicizie e la partecipazione sociale e politica sono una componente essenziale del benessere individuale. Le reti relazionali sono una risorsa importante che consente di perseguire i propri fini potendo contare su risorse aggiuntive rispetto al capitale economico e culturale di cui il soggetto dispone. In particolare gli anziani avrebbero implementato funzioni di ammortizzatori sociali informali. Gli scambi all’interno delle strutture famigliari sono ancora rilevanti per il mantenimento delle giovani generazioni. Sempre più spesso, inoltre, sono coinvolti in attività di interesse sociale e costituiscono una risorsa importante nel volontariato. Altresì la fiducia espressa dai cittadini nei confronti delle istituzioni, nonché la partecipazione civica e politica, favoriscono la cooperazione e la coesione sociale. Per rispondere alle esigenze conoscitive sul complesso sistema delle relazioni personali, familiari, amicali nonché sulla tipologia e forza delle relazioni sociali delle persone anziane la quinta dimensione si declina in tre sottodimensioni:

5A. Vita di relazione

5B. Vita associativa

5C. Uso del tempo

5D. Soddisfazione e fiducia

5E. Sicurezza

Dimensione 6: Cultura, uso dei media e nuove tecnologie

La crescita della popolazione anziana impone un ripensamento del loro ruolo e dei loro bisogni nella società e i consumi culturali sono un forte elemento di differenziazione, da un lato gli anziani che presentano una molteplicità di interessi, dall’altro quelli che appaiono ben poco coinvolti in tali attività. La possibilità di coltivare, nelle età anziane, stimoli intellettuali e una vita attiva non è uniforme in tutte le aree del Paese, poiché oltre alla disponibilità di servizi sul territorio e il livello di integrazione sociale incidono altri fattori come la condizione di salute, il livello di istruzione e la condizione socio-economica. Come misurare concretamente e accuratamente i consumi di tipo culturale degli anziani ? Come valutare l’impatto del digital age sulla partecipazione culturale degli/delle anziani/e? Questi sono alcuni degli aspetti approfonditi nella ottava dimensione del Sistema Informativo, articolata in due sottodimensioni:

6A. Partecipazione culturale

6B. Nuove tecnologie


Progettazione e gestione del Sistema Informativo

La progettazione e la realizzazione del Sistema Informativo si fonda su un percorso di costruzione dell’offerta informativa molto preciso:

1. analisi dell’offerta informativa nazionale e internazionale sull’invecchiamento della popolazione;

2. swot analysis per individuare eventuali punti di forza, di debolezza, opportunità e pericoli del progetto;

3. progettazione concettuale del sistema informativo, con individuazione dell’insieme delle strutture di rappresentazione necessarie per cogliere gli aspetti del fenomeno allo studio e tradurle nell’albero delle dimensioni e sottodimensioni;

4. definizione del set di indicatori per ciascuna dimensione e sottodimensione individuata;

5. ricognizione e risistematizzazione del patrimonio informativo ISTAT già disponibile sul tema;

6. progettazione degli strumenti editoriali, statici e dinamici, per la diffusione dell’informazione statistica;

7. progettazione complessiva della pagina web dedicata al Sistema Informativo;

8. progettazione delle procedure (automatizzate e non) utilizzate per la gestione dei dati.

Storia

Il Sistema Informativo sull’invecchiamento della popolazione sarà accessibile agli utenti a partire dal 2015 .


Output informativo

Una console per la conoscenza dell'invecchiamento

Una delle peculiarità del patrimonio informativo acquisito e sistematizzato dal Sistema Informativo sulle persone anziane consiste nella possibilità di operare attraverso una console per la navigazione personalizzata. Infatti, ogni utente può orientare liberamente e in modo originale la costruzione dell’informazione statistica di interesse, personalizzando tanto i percorsi di navigazione intra- e interdimensione, quanto la “cattura” di uno o più indicatori di interesse. Con tale finalità, la console è stata progettata per impostare/rendere angolazioni informative/analitiche secondo le diverse logiche di ricerca che possono guidare gli utenti del Sistema.

Navigazione per dimensioni

Una logica di navigazione offerta all’utente, per esplorare il patrimonio informativo canalizzato nel Sistema Informativo, è quella per dimensione di analisi. Gli interessi sottesi alla navigazione possono infatti essere dettati da un bisogno conoscitivo circoscritto ad un particolare settore di approfondimento della condizione delle persone anziane. L’utente, pertanto, una volta scelta la dimensione/sottodimensione di interesse, accederà all’insieme di prodotti editoriali dedicati all’analisi statistica di quello specifico settore:

A. documenti di testo (comunicati stampa, statistiche flash e report, volumi, rapporti,…)

B. schede di introduzione ad ogni dimensione e di approfondimento per ogni sottodimensione

C. tavole (Anziani.Stat)

D. grafici

E. mappe

Navigazione per tipologia di prodotto editoriale

Un’altra logica di navigazione offerta all’utente, per esplorare il patrimonio informativo canalizzato nel Sistema Informativo, è quella per tipologia di prodotto editoriale. Al di là dell’organizzazione per contenuti, infatti, un utente potrebbe essere interessato/a ad una particolare tipologia di prodotto piuttosto che ad un particolare contenuto. L’esplorazione può dunque essere personalizzata catturando:

A. tutte le tavole

B. tutti i grafici

C. tutte le mappe

D. tutti i documenti di testo (comunicati stampa, statistiche flash e report, volumi, rapporti,…)

Prospettive

Un Sistema Informativo Tematico dovrebbe avere tra i propri obiettivi quello di offrire una visione dinamica tanto della progettazione e costruzione dei contenuti, quanto delle modalità con cui veicolarne informazione e conoscenza. Ed è esattamente questo l’approccio che è stato assunto già in fase di creazione e sviluppo del Sistema Informativo. In altri termini, la vita back-stage (in sede gestionale) e front-stage (in sede di interfaccia con l’utenza) di tale Sistema è stata concepita con procedure di autoalimentazione dai datawarehouse dell’Istituto e di alimentazione manuale da altri fonti di dati. Il Sistema così concepito permetterà di ampliare le traiettorie di analisi.

Riferimenti normativi

http://www.unece.org/fileadmin/DAM/pau/age/Ministerial_Conference_Vienna/Documents/ECE.AC.30-2012-3.pdf

http://www.unece.org/fileadmin/DAM/pau/age/ConferenceonAgeing_2007/Declaration/ECE_AC30_2007_L1_E.pdf

http://www.unece.org/fileadmin/DAM/pau/age/mica2002/documents/ECE_AC23_2002_2_Rev6_e.pdf

http://www.unece.org/fileadmin/DAM/pau/age/mica2002/documents/Madrid2002Report.pdf

http://www.monitoringris.org/documents/norm_glob/Scanned_UN_Principles.pdf

http://www.monitoringris.org/documents/norm_glob/RES475.pdf

http://www.monitoringris.org/documents/norm_glob/vipaa.pdf

http://www.monitoringris.org/documents/norm_glob/UN_OHCHR_Human_Rights_Older_Persons_IYOP99.pdf

http://www.monitoringris.org/documents/norm_glob/general_assembly_%20resolution_57-167.pdf

http://www.monitoringris.org/documents/norm_glob/alc_toronto_declaration_en.pdf

http://www.monitoringris.org/documents/norm_glob/a-57-167.pdf

http://www.monitoringris.org/documents/norm_glob/a-60-377.pdf

http://www.monitoringris.org/documents/norm_glob/WHA58_16-en.pdf

http://www.monitoringris.org/documents/norm_glob/guide.pdf

Link

http://undesadspd.org/Ageing.aspx

http://www.un.org/en/development/desa/population/

http://www.unece.org/pau/age/welcome.html

http://www.who.int/ageing/active_ageing/en/

http://www.ifa-fiv.org/: International Federation on Ageing

http://www.unece.org/fileadmin/DAM/pau/_docs/age/3-MAIMI_ActivityReport_2009.pdf: MA:IMI - Mainstreaming Ageing: Indicators to Monitor Implementation

http://www.monitoringris.org/ : Monitoring the Regional Implementation Strategy

http://councilforeuropeanstudies.org/?gclid=CPGut7fBysMCFdMatAodLncAOA

http://www.icpsr.umich.edu/icpsrweb/NACDA/ :National Archive of Computerized Data on Ageing (NACDA/ICPSR)

http://www.nia.nih.gov/ :National Institute on Aging (NIA)

http://www.hsph.harvard.edu/pgda/LASI/about.html :program on the global demography of aging

http://www.inia.org.mt/ :The International Institute on Aging (INIA)

Redattrici scheda

Daria Squillante e Luciana Quattrociocchi